I veleni nell'Adriatico
Inviato: gio mar 17, 2005 10:27 pm
Una sintesi di un articlo del Resto del Carlino del 16 marzo 2005.
Nell'Adriatico giacciono inesplose circa ventimila bombe, solo sui fondali del basso Adriatico.Sono fusti di lamiera rivestite di piombo, iprite o difosgene.La carica degli ordigni comprende la gamma di aggressivi chimici classificati nella manualistica militare in base al danno che producono sull'uomo: ci sono sostanze vescicanti ( iprite e lewisite), asfissianti ( fosgene e difosgene), irritanti come l'acido clorosolfonico,dall'azione combinata soffocante e irritante( la cloropicrina), tossici del sangue ( acido cianidrico e cloruro di cianogeno).I residui bellici tuttora presenti nei fondali dei mari italiani sono tanti e tali da costruire pericolo sia per l'ambiente sia per gli stessi pescatori. Dall'estate 1946 quando si verificò il primo incidente che costò la vita a 5 pescatori pugliesi venuti a contatto con l'iprite, si contano oltre 250 feriti.
L'ultimo episodio risale al luglio 1997: tre pescatori rimasero ustionati dall'iprite fuoriuscita da una bomba nelle reti, 45 miglia al largo delle coste baresi.
Anche nelle missioni in Kosovo venivano scaricate in mare dagli aerei Nato le bombe cluster bomb
L'attenzione, secondo l'articolo va anche ai pesci.Sono da evitare la razza, lo scorfano di fondale, gronco e la triglia.
I veleni presenti nei residui bellici:
lowisite: composto organico dell'arsenico ad azione vescicatoria rintracciato nei pesci.
mercurio: non si smaltisce e viene ingerito dai pesci
piombo: inquinante, non si disperde ed è stato rintracciato nei pesci
tnt: fa parte della testata esplosiva.Tossico.
Al
tecnico tutela ambientale
iprite: è altamente cancerogeno
Nell'Adriatico giacciono inesplose circa ventimila bombe, solo sui fondali del basso Adriatico.Sono fusti di lamiera rivestite di piombo, iprite o difosgene.La carica degli ordigni comprende la gamma di aggressivi chimici classificati nella manualistica militare in base al danno che producono sull'uomo: ci sono sostanze vescicanti ( iprite e lewisite), asfissianti ( fosgene e difosgene), irritanti come l'acido clorosolfonico,dall'azione combinata soffocante e irritante( la cloropicrina), tossici del sangue ( acido cianidrico e cloruro di cianogeno).I residui bellici tuttora presenti nei fondali dei mari italiani sono tanti e tali da costruire pericolo sia per l'ambiente sia per gli stessi pescatori. Dall'estate 1946 quando si verificò il primo incidente che costò la vita a 5 pescatori pugliesi venuti a contatto con l'iprite, si contano oltre 250 feriti.
L'ultimo episodio risale al luglio 1997: tre pescatori rimasero ustionati dall'iprite fuoriuscita da una bomba nelle reti, 45 miglia al largo delle coste baresi.
Anche nelle missioni in Kosovo venivano scaricate in mare dagli aerei Nato le bombe cluster bomb
L'attenzione, secondo l'articolo va anche ai pesci.Sono da evitare la razza, lo scorfano di fondale, gronco e la triglia.
I veleni presenti nei residui bellici:
lowisite: composto organico dell'arsenico ad azione vescicatoria rintracciato nei pesci.
mercurio: non si smaltisce e viene ingerito dai pesci
piombo: inquinante, non si disperde ed è stato rintracciato nei pesci
tnt: fa parte della testata esplosiva.Tossico.
Al
tecnico tutela ambientale
iprite: è altamente cancerogeno