Sibyl ha scritto:Ho letto qualche giorno fa un testo molto chiaro riguardante la critica all'antivivisezionismo scientifico:
http: //
www.liberazioni.org
pensieri sull'antivivisezionismo scientifico
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Alessandra Galbiati
Il discorso della Galbiati ha a mio parere il merito di puntare il dito sul problema di affidarsi esclusivamente all'argomento della inutilità, o peggio, della sperimenrazione animale. Non solo la "costruzione" di modelli animali da ingegnieria genetica rappresenta un problema, ma anche il fatto che l'argomento principale contro la vivisezione si basa sull'idea di esperimenti che cercano meccanismi causali isotropici uomo-animale. Se invece io effettuo esperimenti su animali intesi come strumenti euristici (la distinzione CAM - HAM di LaFolette) e non causlai, allora la sprimentazione, dal punto di vista scientifico, potrebbe stare in piedi. Inoltre, in campi come la neurtopsicofarmacologia i modelli animali non vengono più usati come modelli ideali, lineari, e quindi attaccabili dalla critica antivivisezionista, bensì come uno dei tanti strumenti che aiuta ad ampliare la conoscenza del fenmomeno senza dare però indicazioni dirette o paralleli uomo-animale; anche questi modelli sono più accettabili dal punto di vista scientifico, e quindi meno attaccabili dalle critiche. E' quindi fondamentale che il discorso etico rimanga solidamente attaccatoi a quello scientifico.
Sono però in disaccordo sul fatto che si possa andare avanti solo con il doiscorso etico. Qusto può andare bene per i giusnaturalisti a là Regan, i quali parlano di diritti, q euindi possono dire che a prescindere dalla giustificazione scientifica, le sperimentazioni non si fanno, neppure se comportassero evidenti miglioramenti pe rla salute degli umani. mna se si parte da un'ottica utilitartistica a là Singer, il discorso cambia e il supporto dell'evidenza scientifica è molto più importante.
Riguardo a fonti, ecco una minima biblio:
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ciao
marco