ALF&NESTLE`
Inviato: lun mar 07, 2005 5:01 pm
----- Original Message -----
From: Lilia Casali
To: [email protected] ; [email protected]
Sent: Sunday, March 06, 2005 5:41 PM
Subject: ALF-NESTLE' - LILIA CASALI PROCESSATA
Bologna, 6 marzo 2005
ALF-NESTLE' - LILIA CASALI PROCESSATA PER ISTIGAZIONE DI REATO
Vi ricordate l'azione di boicottaggio della Nestlè ad opera di Alf che il 10
dicembre 1998 fece recapitare all'Ansa di Bologna e Firenze due panettoni,
Motta e Alemagna, accompagnati da volantini in cui veniva dichiarato che
questi erano stati avvelenati così come altri lo sarebbero stati se la
Nestlè avesse continuato ad usare ingredienti geneticamente modificati,
dannosi per la salute dei consumatori e non dichiarati nelle etichette?
Mentre i benpensanti fuori e dentro il movimento animalista ed ecologista
gridavano allo scandalo, condannavano e prendevano le distanze, alcune voci
qua e là si levarono - coraggiosamente - per indicare che i veri crimini
erano quelli compiuti dalla Nestlè: uso di OGM, diffusione di latte in
polvere nel Terzo Mondo con metodi in violazione del codice internazionale
UNICEF- OMS, che ne vieta la pubblicizzazione e la distribuzione gratuita
che rende dipendenti le madri e provoca la morte di circa 4000 bambini al
giorno, gravissime violazioni sindacali e ambientali.. (vedi ad es. "Guida
la commercio equo e solidale 1998/1999", Ed. Emi e "Guida ai prodotti non
testai su animali", 2005, Ed. Cosmopolis).
In varie interviste rilasciate a giornalisti, Roberto Duria dal Friuli, io
da Bologna, Paolo Goni (che non conosco) e Serena Sartini da Rimini,
indipendentemente, all'insaputa l'uno dall'altro e in modi diversi,
denunciammo tali abusi e più in generale la politica delle multinazionali
agro-alimentari e chimico-farmaceutiche che, in nome del profitto, da un
lato producono e vendono prodotti nocivi per la salute (OGM, additivi
chimici, coloranti, conservanti, grassi saturi ecc.), dall'altro torturano
animali nei laboratori di vivisezione per poter immettere nel mercato
farmaci che pretendono di curare malattie create in buona parte da essi
stessi e che invece finiscono col minare ancora di più la salute dei
consumatori in un circolo vizioso e perverso, ma molto lucrativo.
Sull'azione di ALF espressi condivisione e apprezzamento in quanto azione
clamorosa, dimostrativa ma non violenta (gli unici panettoni avvelenati
risultarono essere quelli all'Ansa). Azione che ebbe il merito, proprio
perché clamorosa, di attirare l'attenzione della società su un tema - gli
OGM - di cui fino ad allora non si parlava affatto (tutto il dibattito
pubblico sugli OGM nacque da lì, dall'azione di ALF coi panettoni).
La Nestlè e la Digos ci denunciarono per associazione a delinquere per aver
avvelenato i panettoni. Dodici furono gli indagati, con perquisizioni all'
alba nelle case e nei luoghi di lavoro, alla ricerca anche del veleno, un
topicida (che, da animalisti, non avremmo comunque potuto avere).
Non trovarono nulla.
Restavano solo le nostre dichiarazioni, quelle dei frati comboniani, molto
dure contro i crimini della Nestlè, e le affermazioni di Suor Germana ("Se
il veleno nei panettoni aiuterà a ridimensionare il consumismo, meglio
così").
Caddero dunque le accuse di associazione per delinquere finalizzata al
compimento dell'azione, accuse che avevano del tutto infondatamente
coinvolto oltre dieci persone alcune ree solamente di essere amiche mie o di
altro animalista inviso alla polizia. Ciò nonostante, con intenzioni
chiaramente repressive, alla fine delle indagini fummo rinviati a giudizio
Ruberto Duria ed io.
IMPUTATA
"del delitto di cui agli artt. 81 cpv e 414 codice penale [ndr: istigazione
e apologia di reato finalizzata alla turbata libertà dell'industria e del
commercio] perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno
criminoso.dichiarava di condividere l'azione rivendicata da ALF, ed in
particolare:
· «di fronte agli additivi, alla pratica delle castrazioni a vivo,
agli allevamenti-lager, se qualcuno ricorre a mezzi estremi perché si parli
di questi problemi non è certo da condannare.
Gli animalisti sono obbligati a queste azioni. Non ero al corrente dell'
azione anti-panettone programmata, ma sono convinta che hanno fatto bene.
Attraverso gesti clamorosi e ad effetto si può portare avanti la battaglia
per difendere gli animali e tutelare l'ambiente.» (Il Resto Del Carlino, 12
dicembre 1998)
· «una bella iniziativa, un modo intelligente per svegliare la
gente.approvo qualunque attività contro la dominazione dell'uomo sugli altri
animali» (Il Corriere della Sera, 15 dicembre 1998)
· «Non condanno l'azione di ALF, anzi sono grata a chi lotta per
difendere creature innocenti e colpire coloro che compiono esperimenti e
producono cibi con ingredienti transgenici. Io condivido le modalità di
lotta di ALF, anche se sono illegali» (La Repubblica, 12 dicembre 1998)"
IL PROCESSO SI SVOLGERA' LUNEDI 7 MARZO 2005
È palese l'intento intimidatorio dell'indagine e del processo che mi
riguardano e che hanno riguardato Roberto Duria e altri.
È palese la brutale repressione in atto verso il nostro movimento (vedi ad
esempio le gravi violenze della polizia a S. Polo d'Enza - Reggio Emilia,
novembre 2004).
È palese il black out della stampa che, a pari gravità di fatti riguardanti
vari movimenti, non pubblica le notizia riguardanti l'animalismo, le denunce
e la lotta per i diritti dei Non-Umani.
REATI DI OPINIONE
Richiamo la vostra attenzione sul fatto che i reati che mi vengono
contestati sono reati di opinione.
Essendo decadute tutte le accuse per aver commesso l'azione panettoni, ora
vengo processata per aver espresso il mio pensiero.
Ciò che è in ballo è il diritto ad esprimere opinioni, qualunque esse siano,
anche se controcorrente, scomode per il potere costituito e per gruppi
economici potenti.
Vado al processo per trasformarmi da accusata in accusatrice e denunciare la
repressione in atto contro il movimento animalista,
per ribadire le mie convinzioni sui crimini della Nestlé, e delle
multinazionali chimico-farmaceutiche ed agro-alimentari,
per affermare il diritto di ciascuno ad esprimere la propria opinione.
NO ALL'EQUIPARAZIONE DEGLI ANIMALISTI DI ALF AI TERRORISTI
Nessuna azione, per quanto illegale di ALF o altri animalisti è mai stata
violenta, né ha mai provocato alcun danno ad esseri viventi umani o
non-umani.
NO AI REATI DI OPINIONE, LIBERTICIDI, DERIVANTI DAL CODIICE FASCISTA
Cari animalisti,
NON VI CHIEDO DI CONDIVIDERE LE MIE IDEE, MA DI CONDIVIDERE IL DIRITTO DI
ESPRIMERLE.
Lilia Casali, Animal Liberation
From: Lilia Casali
To: [email protected] ; [email protected]
Sent: Sunday, March 06, 2005 5:41 PM
Subject: ALF-NESTLE' - LILIA CASALI PROCESSATA
Bologna, 6 marzo 2005
ALF-NESTLE' - LILIA CASALI PROCESSATA PER ISTIGAZIONE DI REATO
Vi ricordate l'azione di boicottaggio della Nestlè ad opera di Alf che il 10
dicembre 1998 fece recapitare all'Ansa di Bologna e Firenze due panettoni,
Motta e Alemagna, accompagnati da volantini in cui veniva dichiarato che
questi erano stati avvelenati così come altri lo sarebbero stati se la
Nestlè avesse continuato ad usare ingredienti geneticamente modificati,
dannosi per la salute dei consumatori e non dichiarati nelle etichette?
Mentre i benpensanti fuori e dentro il movimento animalista ed ecologista
gridavano allo scandalo, condannavano e prendevano le distanze, alcune voci
qua e là si levarono - coraggiosamente - per indicare che i veri crimini
erano quelli compiuti dalla Nestlè: uso di OGM, diffusione di latte in
polvere nel Terzo Mondo con metodi in violazione del codice internazionale
UNICEF- OMS, che ne vieta la pubblicizzazione e la distribuzione gratuita
che rende dipendenti le madri e provoca la morte di circa 4000 bambini al
giorno, gravissime violazioni sindacali e ambientali.. (vedi ad es. "Guida
la commercio equo e solidale 1998/1999", Ed. Emi e "Guida ai prodotti non
testai su animali", 2005, Ed. Cosmopolis).
In varie interviste rilasciate a giornalisti, Roberto Duria dal Friuli, io
da Bologna, Paolo Goni (che non conosco) e Serena Sartini da Rimini,
indipendentemente, all'insaputa l'uno dall'altro e in modi diversi,
denunciammo tali abusi e più in generale la politica delle multinazionali
agro-alimentari e chimico-farmaceutiche che, in nome del profitto, da un
lato producono e vendono prodotti nocivi per la salute (OGM, additivi
chimici, coloranti, conservanti, grassi saturi ecc.), dall'altro torturano
animali nei laboratori di vivisezione per poter immettere nel mercato
farmaci che pretendono di curare malattie create in buona parte da essi
stessi e che invece finiscono col minare ancora di più la salute dei
consumatori in un circolo vizioso e perverso, ma molto lucrativo.
Sull'azione di ALF espressi condivisione e apprezzamento in quanto azione
clamorosa, dimostrativa ma non violenta (gli unici panettoni avvelenati
risultarono essere quelli all'Ansa). Azione che ebbe il merito, proprio
perché clamorosa, di attirare l'attenzione della società su un tema - gli
OGM - di cui fino ad allora non si parlava affatto (tutto il dibattito
pubblico sugli OGM nacque da lì, dall'azione di ALF coi panettoni).
La Nestlè e la Digos ci denunciarono per associazione a delinquere per aver
avvelenato i panettoni. Dodici furono gli indagati, con perquisizioni all'
alba nelle case e nei luoghi di lavoro, alla ricerca anche del veleno, un
topicida (che, da animalisti, non avremmo comunque potuto avere).
Non trovarono nulla.
Restavano solo le nostre dichiarazioni, quelle dei frati comboniani, molto
dure contro i crimini della Nestlè, e le affermazioni di Suor Germana ("Se
il veleno nei panettoni aiuterà a ridimensionare il consumismo, meglio
così").
Caddero dunque le accuse di associazione per delinquere finalizzata al
compimento dell'azione, accuse che avevano del tutto infondatamente
coinvolto oltre dieci persone alcune ree solamente di essere amiche mie o di
altro animalista inviso alla polizia. Ciò nonostante, con intenzioni
chiaramente repressive, alla fine delle indagini fummo rinviati a giudizio
Ruberto Duria ed io.
IMPUTATA
"del delitto di cui agli artt. 81 cpv e 414 codice penale [ndr: istigazione
e apologia di reato finalizzata alla turbata libertà dell'industria e del
commercio] perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno
criminoso.dichiarava di condividere l'azione rivendicata da ALF, ed in
particolare:
· «di fronte agli additivi, alla pratica delle castrazioni a vivo,
agli allevamenti-lager, se qualcuno ricorre a mezzi estremi perché si parli
di questi problemi non è certo da condannare.
Gli animalisti sono obbligati a queste azioni. Non ero al corrente dell'
azione anti-panettone programmata, ma sono convinta che hanno fatto bene.
Attraverso gesti clamorosi e ad effetto si può portare avanti la battaglia
per difendere gli animali e tutelare l'ambiente.» (Il Resto Del Carlino, 12
dicembre 1998)
· «una bella iniziativa, un modo intelligente per svegliare la
gente.approvo qualunque attività contro la dominazione dell'uomo sugli altri
animali» (Il Corriere della Sera, 15 dicembre 1998)
· «Non condanno l'azione di ALF, anzi sono grata a chi lotta per
difendere creature innocenti e colpire coloro che compiono esperimenti e
producono cibi con ingredienti transgenici. Io condivido le modalità di
lotta di ALF, anche se sono illegali» (La Repubblica, 12 dicembre 1998)"
IL PROCESSO SI SVOLGERA' LUNEDI 7 MARZO 2005
È palese l'intento intimidatorio dell'indagine e del processo che mi
riguardano e che hanno riguardato Roberto Duria e altri.
È palese la brutale repressione in atto verso il nostro movimento (vedi ad
esempio le gravi violenze della polizia a S. Polo d'Enza - Reggio Emilia,
novembre 2004).
È palese il black out della stampa che, a pari gravità di fatti riguardanti
vari movimenti, non pubblica le notizia riguardanti l'animalismo, le denunce
e la lotta per i diritti dei Non-Umani.
REATI DI OPINIONE
Richiamo la vostra attenzione sul fatto che i reati che mi vengono
contestati sono reati di opinione.
Essendo decadute tutte le accuse per aver commesso l'azione panettoni, ora
vengo processata per aver espresso il mio pensiero.
Ciò che è in ballo è il diritto ad esprimere opinioni, qualunque esse siano,
anche se controcorrente, scomode per il potere costituito e per gruppi
economici potenti.
Vado al processo per trasformarmi da accusata in accusatrice e denunciare la
repressione in atto contro il movimento animalista,
per ribadire le mie convinzioni sui crimini della Nestlé, e delle
multinazionali chimico-farmaceutiche ed agro-alimentari,
per affermare il diritto di ciascuno ad esprimere la propria opinione.
NO ALL'EQUIPARAZIONE DEGLI ANIMALISTI DI ALF AI TERRORISTI
Nessuna azione, per quanto illegale di ALF o altri animalisti è mai stata
violenta, né ha mai provocato alcun danno ad esseri viventi umani o
non-umani.
NO AI REATI DI OPINIONE, LIBERTICIDI, DERIVANTI DAL CODIICE FASCISTA
Cari animalisti,
NON VI CHIEDO DI CONDIVIDERE LE MIE IDEE, MA DI CONDIVIDERE IL DIRITTO DI
ESPRIMERLE.
Lilia Casali, Animal Liberation