Sui bambini ad alta richiesta...di nuovo

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Francesca G.
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Sui bambini ad alta richiesta...di nuovo

Messaggio da Francesca G. » dom mar 06, 2005 4:41 pm

Care tutte e cara Antonella,

come state? E' un po' che non mi faccio sentire. Ma sono presissima e ridotta all'osso. In senso letterale: ero già magrissima di mio, sono dimagrita moltissimo durante questi mesi di allattamento del piccolo (forse non solo per l'allattamento ma anche per la fatica di seguire quel demonietto, l'altro grande da non abbandonare, la casa e anche un po' di lavoro purtroppo), poi sono arrivati due mesi (questi ultimi) di malattie (niente di grave, infulenze ma toste) dei bambini e mie che mi hanno dato il colpo di grazia: mi si vedono le costole nella schiena con la pelle appiccicata sopra; mio marito dice che sembro una di quelle mucche sacre che caracollano per le polverose strade indiane. Oddiooooo! Mangio come un'assatanata ma di metter su carne non se ne parla.

Comunque il mio intervento è su un altro argomento e cioè sui bambini ad alta richiesta, come li ha ridefiniti Antonella.

Il mio Giuliano è uno di quelli e non ho mai avuto dubbi fin dai primissimi giorni. Ora poi lo so per certo perché tutte le speranze della mamma (e del babbo e dei nonni) sul fatto che crescendo si sarebbe tranquillizzato, magari cominciando ad interagire con il mondo in modo più rilassato, sono state disilluse. Crescendo, Giuliano (anche detto "la cozza") è sempre più peggiorato. Oggi ha tredici mesi. Per semplificare, i due piani possono essere distinti tra giorno e notte. Di giorno (dorme pochissimo ed è molto difficile addormentarlo) è sempre super agitato (anche nei giorni che per caso ha dormito di più: dunque il problema non è la stanchezza), anche se far capire cosa ciò significhi è molto difficile. Giuliano si sveglia alla mattina urlando disperato, poi magari si calma un po' sembra più tranquillo, giochiccia per 5-10 minuti, il tempo di pensare che forse oggi starà meglio, e poi ricomincia ad urlare, ad attaccarsi alle gambe della persona di turno, allora lo si prende in braccio, ma quando è in braccio si agita sgambetta, tende le braccia verso l'infinito (sembra sempre in perenne desiderio di qualcosa di irraggiungibile), si inarca, si tende verso il basso, piange, semrba voler scendere, allora lo si deposita a terra, o si tenta di depositarlo, ma lui rannicchia le gambe e piange, o se si riesce a depositarlo quando se ne accorge scoppia in un pianto disperato come se lo avessi abbandonato solo nel deserto. Dovunque Giuliano sia lui non è soddisfatto, è infelice, desidera essere altrove e lo manifesta violentemente, con pianti disperati, continue ansimazioni, ecc.ecc. E questo per tutto il santo giorno con rari e brevi momenti in cui gioca tranquillo (e quasi sempre però interagendo con qualcuno e non da solo). Anche quando a 11 mesi ha cominciato a camminare il suo stato di ansia e angoscia perenne non è migliorato.
La notte è tutta un'altra storia. Fino a circa sei mesi sembrava avere un buon rapporto con il sonno notturno: si svegliava due volte per notte per poppare come ogni neonato. Poi verso i semi mesi ha cominciato ad aumentare il numero dei risvegli: 4-5-6-8 risvegli per notte a seconda delle notti, ma si riaddormantava facilmente attaccandolo al seno. Per quanto il tutto fosse estenuante, considerando che di giorno stare con lui è un tour de force e non ci si può neppure riposare, c'era di positivo che continuava ad addormentarsi facilmente la sera verso le 21 al seno o semplicemente in braccio e alla mattina dormiva anche fino alle 8-9. Ad un certo punto circa quattro mesi fa ha cominciato a modificare di nuovo il suo comportamento in contemporanea di giorno e di notte e sempre in peggio. E la cosa continua anche ora. La sera è difficilissimo addormentarlo fa resistenza anche se sono otto o dieci ore di seguito che non chiude occhio ed è evidentemente stanco (piange, sbadiglia non si calma in nessun modo) e anche quando finalmente si acquieta in braccio (al seno non si addormenta più) nella posizione della nanna non riesce ad addormentarsi, muove le gambe e le braccia in modo frenetico e ci vogliono anche 40 minuti perché si addormenti. Alla mattina si sveglia prestissimo all 6-6.30 e non c'è modo di farlo dormire fino alle 11. La notte si sveglia meno volte di prima ma quando si sveglia non si riesce più a riaddormentarlo, piange, ansima, si agita fisicamente, a volte ci vuole un'ora e più perché si riaddormenti (camminando in giro per la casa) e questo anche due o tre volte per notte. Ma la cosa più eclatante, che si verifica sia di giorno che di notte (del tutto nuova) è che è difficilissimo coricarlo. Fino a qualche mese fa non c'erano problemi dopo averlo addormentato in braccio o al seno dopositarlo nel suo lettino o nel lettone di fianco a me (anche se ha sempre sempre avuto risvegli turbolenti, cioè si sveglia urlando e questo ha sempre fatto pensare che si spaventasse di trovarsi nel letto). Adesso invece dopo averlo addormentato, anche se pare dormire profondamente (ho provato anche ad aspettare i 20 minuti indicati da Sears per superare la fase REM del neonato), quando si tenta di depositarlo nel lettino o anche nel lettone di fianco a noi se ne accorge subito, si inarca, piange, si aggrappa e bisogna ricominciare l'addormentamento tutto d'accapo. Ciò è molto angosciante, perché significa che se si vuole che dorma (e certo lo desideriamo molto per lui e per noi, visto che passa la maggior parte del suo tempo sveglio e quando è sveglio stare con lui non è una passaggiata) bisogna tenerselo addosso stando seduti. La notte è un inferno, con il sonno che ti sta addosso come una cappa, il dediserio bruciante di stendersi sotto le coperte e l'impossibilità di liberarsi di lui in qualche modo. Ma anche di giorno è terribile: perché anche quelle brevi mezz'ore in cui dormiva erano ossigeno puro, brevi momenti per sedersi, guardare due immagini alla tv, scrivere una mail, preparare qualcosa da mangiare. Invece ora l'alternativa è tra tenerselo ancora addosso per farlo dormire o accettare che non dorma e sorbirselo sveglio e disperato.

Ho raccontato tutto questo anche un po' per sfogarmi ma anche soprattutto perché non riesco a capacitarmi.
Cero sono molto stanca e forse un po' al limite delle mie possibilità, ma certi giorni riesco ad accettare che lui sia così e non ci si possa fare niente. Altri giorni però io ho pena per lui oltre che per me e mi chiedo ma non si può capire perché questo bambino soffre così tanto, qual è il suo tormento, non si può in qualche modo alleviarglielo un po'. Perché io penso che se potesse essere tranquillo e sereno, come tanti bimbi di mie amiche e conoscenti che sembrano proprio in pace con il mondo, lo farebbe. E allora vuol dire che c'è qualcosa che glielo impedisce. La notte poi quando si sveglia urlando o quando non riesce ad addormentarsi e si dimena e ansima e si lamenta sembra proprio che soffra. Io a volte penso al reflusso, e ai problemi di degestione che sicuramente hanno lasciato strascici (viste le sofferenze dei primi mesi) forse anche psicologici (ancora adesso spesso la pappa o il latte gli tornano su, anche se in modo meno eclatante, e ha spesso aria nel pancino con scorregge e rutti); ma non posso giustificare tutto il suo comportamento, soprattutto quello diurno, con i problemi digestivi.

Insomma, la mia domanda è: posso in qualche modo rendere la vita del mio bimbo migliore? Anche perché tutte le attenzioni, le continue cure, il tempo che io e tutti gli altri gli dedichiamo (anche perché non possiamo fare diversamente) non sembrano in alcun modo sollevarlo dalla sua perenne ansia.

Grazie,
F.

anan
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Messaggio da anan » dom mar 06, 2005 10:26 pm

ciao francesca,
caspita deve essere proprio dura, eh!
sembra che ci sono problemi su tutta la linea e risolverli tutti insieme è sicuramente impossibile. sembra che tutto va storto, ma sicuramente uno spiraglio ci sarà. il guaio è che quando si è stanchi è difficile trovare la strada per quanto tortuosa possa essere.
nei tuoi racconti sembra che siete a casa da soli.
se lo attacchi al seno che fa? si tranquillizza?
cosa succede se uscite?
se qualche bimbo sta con lui?
riesci ad avere un po' di tempo solo per te, sia pure per lavorare?

nel tuo racconto ci sono diverse situazioni che mi sono capitate con ale. solo che non ricordo che siano successe tutte assieme.

ricordo che per un periodo (alessandro aveva forse un anno e mezzo o più) quando si svegliava pretendeva che mi alzassi per cullarlo metre di solito gli bastava la titta.
una sera ero stanca, anche perché mi ero già alzata per passeggiare e non aveva funzionato, voleva che stessi sempre in giro a passeggio. quella sera mi girava storto e mi sono impuntata. alessandro ha pianto disperato. io ero a letto e lui saltellava ai bordi chiedendomi di scendere.
non sono scesa. gli ho spiegato che ero pronta a dondolarlo, abbracciarlo a cantare a tittare ma stando seduta nel letto. alla fine ha capitolato e dopo un paio di altre volte non lo ha chiesto più.
forse è un metodo tipo "fate la nanna". ma io ero proprio esausta e non ne potevo più.

in un altro periodo voleva fare titta mentre mangiavamo, fin qui tutto OK il guaio era che voleva che io smettessi di mangiare e mi alzassi in piedi...
anche qui, la cosa è finita quando ho deciso che per me era proprio troppo.

l'ulitma di ieri e oggi è che vuole fare pipì solo se in contemporanea fa titta :o(

non è che giuliano ha bisogno di "limiti"?
dal racconto sembra che voi cercate di accontentarlo e a lui non va bene niente e se provate a suggerire voi qualcosa da fare? oppure provate a non accontentarlo? forse non sa neanche lui cosa vuole e ha bisogno di un contenimento.

non so ma a volte, quando alessandro scantona, un bel "no" secco lo aiuta a ritornare sui binari. ovviamente il tutto cercando di fargli sentire che gli vuoi bene, ma che anche tu sei un essere umano.

non so se ho detto cavolate.
di bimbi non ne so molto... potresti dirmi: e allora perché parli?
perché so che se la sparo grossa antonella interviene :oDDD
è un po' come fare il trapezio con la rete sotto

anna

GattaMatta
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Messaggio da GattaMatta » lun mar 07, 2005 12:43 am

Sono d`accordissimo con Anna,piu`di una volta Eugenio s`e`impuntato con delle bizze e non gliele ho mai fatte passare...mentre lui si disperava e piangeva (a tratti guardava la mia reazione),io nn me lo filavo proprio...ora se capita (e un po` piu`grandicello),sa che dopo un po`non la vince e amen..se la fa passare da se`!
Il NO e` secco,non da`scelte,un bimbo non tollera il no...bisogna spiegargli perche`no...non mentre piange e si dispera,ma subito dopo tornato alla tranquillita`...e`come un bagaglio culturale per lui da aggiungere,dopo un po`sara`automatico che alla bizza associa il non essere filato,perche` "me lo ricordo"...la mia esperienza e`cosi`... ;)

Emy
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Messaggio da Emy » lun mar 07, 2005 9:30 am

Col secondo bimbo sono dimagrita anche io, e infatti ho smesso di allattare a 18 mesi anche per quello(oltre perchè ero stanca e lui aveva cominciato a ciucciare male).
Sono arrivata a 45 kg che era il peso di quando avevo 15 anni, e non stavo bene così (vabbè normalemnte sarei 50-51, ma la differenza si vede eccome)

Per il resto, la prima bimba era un po' così, sempre insoddisfatta, non potevo metterla giù che subito piangeva, rigurgitava, però già ad un anno la situazione era quasi normale, però mi accorgo ora di quanto poco riuscivo ad accettarla, succhiava tutte le mie energie.
Avevo delle enormi insicurezze, ma non so se questo ha inciso.
forse sentiva la mia poca disponibilità mentale, lei voleva proprio me,non gli bastava che la tenessi in braccio, a volte ho l'impressione, che per non soffrire i bimbi, mettano le mani avanti, e avendo paura di un rifiuto, si agitano ancora prima di riceverlo ipoteticamente.
Su certe cose non avevo intenzione di abbassarmi, di aprire la mia mente, e invece lei era li a martellarmi.


Ripensandoci sono tanti i blocchi miei che avevo, dovevo scavare a lungo prima di riuscire a entrare bene in me.

Boh sono pensieri sparsi, non prenderli per buoni, sto cercando di capire anche io tante cose.
Ovviamente forse molto centrava il riflesso forte di emissione che la costringeva ad ingurgitare tanta aria che poi non sapeva incanalasre.

Francesca G.
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Messaggio da Francesca G. » lun mar 07, 2005 10:22 am

Grazie per le vostre risposte!
E' bello sentire le vostre voci e sapere che avete vissuto intensamente come me.
E' difficile per me pensare di mettere in pratica certe cose, come quelle che mi dice Anna, anche se mi piacerebbe. Non so. Ho provato a direzionare Giuliano fin da quando era piccolo, nei limiti imposti dal mio amore e dal rispetto che provo nei confronti di queste creature indifese e bisognose di affetto che sono i nostri bimbi. Per esempio sono riuscita sempre a mantenere fermo il fatto di andare a dormire alle nove la sera e la cosa, anche se ora è un po' più difficoltosa, si è sempre conservata, ed è evidente che per lui è un'abitudine (forse l'unica che ha) e la accetta più o meno di buon grado. Un'altro punto su cui mi sono impegnata molto è l'alimentazione, pur seguendo diciamo un atteggiamento alla Gonzales (il mio bimbo non mi mangia), cioè niente costrizioni. Ma con grande costanza sono riuscita ad ottenere che Giuliano già da un po' mangia due pasti al giorno senza problemi, oltre alla frutta e al mio latte a richiesta.
Ma sulla sua ansia, sulla sua disperazione e sul suo rifiuto del letto non sono riuscita ad agire. Avrei voluto fare un po' come con il primo bimbo: lo mettevo nel lettino, lui un po' frignava ma io stavo lì con lui e lo accarezzavo e alla fine si addormentava, finché ha imparato ad addormentarsi senza problemi, alla fine anche da solo. Per Giuliano vorrei solo che capisse che dormire non è una cosa terribile, né tantomeno stare stesi nel letto. Ma Arturo (il mio primo) stava steso anche se frignava, GIuliano invece sta dritto in piedi cerca di distruggere il letto e urla come un indemoniato. Non ce la faccio proprio, anche perché non voglio disturbare troppo il grande che dorme come un pascià e soffre molto gli urli del fratello.
Comunque, aspetto altri suggerimenti e racconti che mi sollevano molto.
Ciao,
F.

Emy
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Messaggio da Emy » lun mar 07, 2005 10:52 am

Una eterna discussione con mio marito, è sul metterli a letto.
Secondo me il voler dormire non può , non deve essere inculcato, ci può essere una abitudine, ma se il bimbo non ci sta , forse sta resistendo per non piegarsi ad una cosa esterna di cui lui non ha bisogno in quel momento.
Lui invece da piccolo alle 8.00 era già a letto e buonanotte.
Da un certo punto di vista sono d'accordo, i bimbi hanno bisogno di andare a letto presto,... ma soprattutto i genitori hanno bisogno del resto della sera liberi da bimbi che urlano.
Però per mia esperienza, il metterli a letto perchè così deve essere, può generare rifiuto e a volte incapacità di addormentarsi, nonostante la stanchezza, prevale l'istinto di preservare la propria dignità nel poter sentire il bisogno di dormire o di essere stanco.
Dal mio punto di vista però, ho bisogno di andare a letto, staccare un attimo la spina, e credo che loro abbiano bisogno di molte ore di sonno.

Dopo aver lasciato fare a mio marito, si è reso conto anche lui, che il costringerli a dormire, spegnendo la luce, generava ribellione e insonnia.
Non esprimevano più il bisogno di dormire, non mi dicevano più che avevano sonno, e che volevano andare a letto, ma correvano per la casa come impazziti e pieni di energie.

Io so sempre per esperienza che per ascoltare il bisogno è necessario che siano liberi dalle costrizioni, ma in questo caso a meno di non andare a letto assieme a loro o nello stesso momento spegnendo la maggior parte delle luci, non potevo lasciarli correre per la casa(quando erano piccoli facevo così).
Il compromesso è stato che li pigiamavo, fornivo loro l'acqua per la notte, e poi potevano fare quello che gli andava di fare, in camera loro, ma con la luce bassa, senza urlare, e che non mi chiamassero ancora....piano piano hanno riscoperto il piacere di volersi mettere giù a dormire, all'inizio stavano alzati ancora a lungo, poi visto che al mattino venivano svegliati per andare a scuola, hanno un po' capito che gli conveniva dormire prima..

Col secondo bimbo, quando era piccolo(ma dopo i 18 mesi), mi mettevo semidistesa sul letto, e lo tenevo sulla pancia, lui era libero di mettersi nella posizione che voleva, e quando sentiva che aveva sonno, scivolava verso il cuscino e si metteva a dormire.
Il punto fermo dal quale non mi schiodavo era che non potevo tenerlo in braccio a lungo, perchè poi avevo male alla schiena, era un mio bisogno quello di preservare la schiena e non stancare troppo le braccia, ritenevo che questo lo potesse accettare. Ha passato un periodo in cui si è molto arrabbiato. ma poi ha accettato questa cosa.

Più o meno come Anan

Non è che i bimbi hanno bisogno di limiti...hanno bisogno dei nostri limiti :) e dei limiti reali, fisici che li circondano.

Chiara
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Messaggio da Chiara » lun mar 07, 2005 11:34 am

Il mio bimbo ha nove mesi e mezzo.
Lo addormento con la tetta, mi siedo nel suo lettino e lo tengo in braccio mentre poppa, poi quando crolla lo metto giù.
Se così non si addormenta allora mi sdraio proprio nel suo lettino assieme a lui, sempre con la tetta, finchè non crolla.
Quando poi andiamo a dormire anche noi, se si sveglia ancora (e succede sempre) me lo prendo nel lettone e buona notte.
Diciamo che il lettino mi serve di appoggio per la prima parte della notte... a parte un paio di risvegli notturni da tetta per il resto dorme bene e alla mattina è sempre sorridente e contento.
Non lo so se sbaglio ad addormentarlo solo con la tetta... ho provato a metterlo giù dopo la poppata anche se non era addormentato e vedere che succedeva, per un po' blaterava per i fatti suoi, poi voleva chiaramente compagnia, e soprattutto la supertetta...
NOn saprei in che altro modo addormentarlo, a parte portarlo a spasso in macchina e col passeggino, ma alle nove di sera in pigiama non mi è mai sembrata una buona idea.
Come avviene il passaggio dalla tetta alla fiaba della buona notte?
Sarei curiosa, c'è qualche mamma che può portare la sua testimonianza?

Ciao
Chiara

sabry
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Messaggio da sabry » lun mar 07, 2005 11:34 am

Cara Francesca, deve essere proprio dura….
Innanzi tutti devi rimetterti in forze tu per poter dare il meglio di te a Giuliano.
Io noto che quando sono stanca ( e non lo sono di certo ai tuoi livelli….) Camilla è molto più nervosa ed insoddisfatta, perché non riesce ad avermi come mi vorrebbe e diventa molto più esigente…magari io sono li fisicamente con lei a disegnare o a fare una torta…ma non sono al 100% con lei….e allora sai lei cosa fa? Si stufa subito di cosa stiamo facendo….come se sentisse che in fondo in fondo io non ho voglia di farlo….
Quanto ai NO non saprei….io non sono aimè molto brava a dire NO, almeno che non si tratti di giochi pericolosi o cose davvero impossibili….però nel tuo caso, da come descrivi la situazione, prima di mettere limiti o dire NO dovrei essere sicura al 1000 % che non esistono problemi fisici o di salute….che purtroppo a volte solo con il tempo si scoprono….
Camilla è stata ed è una bimba molto esigente ed irrequieta tanto che ancora oggi mi chiedo “ma cosa c’è che non va?” e davvero mi preoccupo per la sua salute…ma poi dopo un po’ tutto passa e mi tranquillizzo…
Quanto alle abitudini del sonno si va a periodi….
Quando era piccola per farla dormire più di venti minuti (in casa il ritmo era quello) facevo i km in macchina…..poi la lasciavo ai nonni che facevano i Km in passeggino (con me il passeggino non lo voleva nemmeno vedere..) e ha iniziato a fare dei sonnellini anche di due ore….inoltre l’aria la rilassa molto…
La resistenza al sonno cè sempre stata, ora va un po' meglio, ma siamo ancora nel pieno della tetta a due anni....io mi sono salvata così....

In bocca al lupo
Sabrina

anan
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Messaggio da anan » lun mar 07, 2005 11:38 am

Francesca G. ha scritto: Ma sulla sua ansia, sulla sua disperazione e sul suo rifiuto del letto non sono riuscita ad agire.
non è che gli proponi troppo presto di andare a letto?

alessandro va a letto intorno alle 23.00 :o(.
niente lo abbatte, neanche un film intero. anzi, finito il film, io sono cotta se non mi sono già addormentata e lui è eccitato e vuole che iniziamo a mettere in scena le parti salienti del film, tipo correre come un disonauro mentre lui mi insegue.
se invece andiamo a letto prima, inizia a saltare come un pazzo felice sul lettone...
su questa cosa non riesco a insistere e a impormi. anche perché mi sembra una forzatura troppo forte.
se, si lascia mettere a letto ad un orario troppo anticipato (22.30), inzia un palleggio fra me e il papà, titta e letture...

insomma addormentarsi non è una passeggiata

anan

anan
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Messaggio da anan » lun mar 07, 2005 11:49 am

Chiara ha scritto:Come avviene il passaggio dalla tetta alla fiaba della buona notte? Sarei curiosa, c'è qualche mamma che può portare la sua testimonianza?
alessandro ha tre anni e forse siamo vicini ad un passaggio.
ci sono state molte fasi intermedie.
un periodo in cui alternava tetta a libro. una stanchezza doppia per me, anche perché lui voleva che leggessi mentre poppava. io gli dicevo no e allora lui, un po' si faceva leggere, un po' tittava per poi ritornare alla lettura... inuitle dire che la lettura lo eccitava anziché abbatterlo.

così, la fase lettura è passata al papà.
per poche sere miracolose (una decina), alessandro si è lasciato addormentare dal papà nel suo lettino sidecar mentre il papà leggeva.
poi la pacchia è finita e lui si rifiuta di andare a leggere a letto con il papà. lui e il papà si mettono a leggere sul divano, mentre io sono a letto, quando è cotto dichiara: dove andare da mamma, devo andare a fare titta...

ieri sera è successa una nuova cosa che mi lascia sperare.
ormai il latte è proprio pochino, effetti della gravidanza.
lui ha tirato quello che c'era e poi ha accettato che leggessi. ogni tanto si alzava e voleva andare dal papà, era stanco morto, ma non riusciva ad addormentarsi. sono riuscita a trattenerlo a letto con la lettura finché ad un certo punto è crollato (ore 24.00). la cosa nuova è che per tutto il tempo non ha mai chiesto la titta. stasera vediamo cosa succede.

anna donna piena di speranze

sabry
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Messaggio da sabry » lun mar 07, 2005 12:01 pm

anch'io lascio che sia lei a chiedere di andare a dormire.
al pomeriggio lo chiede senza problemi, di sera invece non è mai ora....ma io la capisco, ci vediamo poco durante il giorno e quello che ci rimane è la sera con la notte....un tempo alle 9 ci mettevamo sul divano con la tetta...si addormentava subito ed io mi guardavo il film in santa pace....ora la tv non so piu cosa sia.....si gioca e si corre fino a mezzanotte! Il bello è che si sveglia anche meno di notte....e tira più lungo il mattino.....ma tanto non abbiamo orari da asilo e possiamo permettercelo....il bello è che lei alla sera è anche più simpatica....non bisogna intrattenerla, propone da sola i giochi da fare, o fa da sola, si scatena insomma....certo quando siamo esausti si inizia con il pigiama, i denti, poi si va tutti nel lettone con libri vari.....e poi se non è la tetta è la fiaba....ma ancora molto raramente.....
ciao
sabrina

*Sara*
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Messaggio da *Sara* » lun mar 07, 2005 7:00 pm

Scusate, non ho letto tutto quindi forse ne avete anche già parlato.Io non ho figli, ma un metodo dolce come i fiori di bach di solito può aiutare in situazioni come queste.Ho sentito molte mamme notare dei cambiamenti effettivi dopo l'assunzione dei rimedi...quindi perchè non provare?

Gio
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Messaggio da Gio » mar mar 08, 2005 9:18 am

Ciao a tutte.

Non ho una soluzione ad un problema, ma un commento sui Fiori di Bach.

Li ritengo un aiuto importante per i problemi dei bambini, ma devono essere problemi dei bambini, non dei genitori.

Probabilmente il comprtamento di Giuliano è un problema e una sofferenza anche per se stesso, ma i bambini di Anna, Sabry, Emy e Chiara mi sembrano del tutto normali (per quanto riguarda il sonno) e quindi non penso abbiano bisogno dei FdB.

E' normale che i bambini non vogliano andare a dormire di sera, ma non è che non abbiano sonno, è che ci amano molto e non vorrebbero mai separarsi da noi. Poi c'è una cosa di Giuliano che mi ha ricordato una cosa letta su un libro di T.Berry Brazelton e cioè che un bambino che sta imparando a camminare (e mi pare che come età ci siamo) non si vuole sedere nè sdraiare per non perdere il senso di soddisfazione che gli dà la posizione eretta. In più, secondo questo autore, in questo periodo il fatto di camminare è al primo posto nella mente dei bambini, quindi più importante anche del mangiare (spesso Federica, 11 mesi, dopo qualche cucciaiata di pappa si divincola dalle cinture del seggiolone e si alza in piedi, vuole proprio camminare) e del dormire, e spesso si alzano in piedi nel lettino durante le fasi di sonno REM. Secondo lui si dovrebbe in questo periodo intervenire delicatamente cercando di far prendere ai bambini l'abitudine a rimettersi giù da soli, tranquillizzandoli con la voce e una bella dose di carezze.

Continuo a dire "secondo lui" perchè io ce li ho tutti e due nel lettone e Francesco non mi ha mai dato questo problema. Federica si alza spesso in piedi di notte, ma la tiro giù (nanche troppo dolcemente), le piazzo la tettina in bocca e riprendo a dormire (e penso che si riaddormenti anche lei ... almeno spero!)

Ciao a tutte!

Scusatemi gli errori, sono dovuti alla fretta e non ho tempo di rileggere.

Francesca G.
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Messaggio da Francesca G. » mar mar 08, 2005 10:22 am

Sono belle le vostre esperienze. Mi sembra di vedervi alle prese con i vostri bimbi che corrono per casa scatenati.

Purtroppo con Giuliano il problema non è solo il sonno; il dormire poco e male fa parte di una "complessa struttura di disagio" che non riesco a districare. Sono sicura di non metterlo a dormire troppo presto. Si è sempre addormentato in pochi minuti tra le 20.30 e le 21.00 e ora tra l'altro dorme ancora meno perché alla mattina si sveglia prestissimo a differenza di prima. Anche ora si capisce che vuole dormire; chiude gli occhi, ma continua ad agitarsi fisicamente, come fa durante il giorno, sbraccia, scuote le gambe, ha tanti micromovimenti corporei o della testa come tremiti. Sembra proprio che ci sia qualche tormento interiore che gli impedisce di rilassarsi. A volte si mette buono buono con gli occhi chiusi sembra si sia addormentato, e forse lo è davvero, poi tutto d'un tratto si scuote, si lamenta violentemente, si dimena...non so...e la notte è lo stesso, si sveglia urlando e vuole solo la tetta, ma non gli basta, dopo lo devo prendere in braccio e a volte ci vuole anche un'ora prima che smetta di contorcersi, lamentarsi e muovere la testa e le gambe.
E il giorno stare con lui è un incubo. Si vive solo andando in giro con il passeggino. Ma non è che si può stare in giro tutto il santo giorno. Siamo a Bologna con lo smog, poi quest'inverno è stato freddissimo, dopo un'ora per strada si comincia ad assiderarsi, ci sono state diverse malattie che hanno impedito di uscire...insomma le tante ore in casa pesano come macigni, fisicamente e psicologicamente perché si è sempre sotto pressione per trovare modi di non farlo piangere, di non farlo disperare, di non farlo ansimare. E riguardo a possibili interazioni razionali: cercare di fargli capire, dire dei no, cercare di non assecondare troppo questi suoi atteggiamenti...bé è impossibile per due motivi: il primo è che anche se ha 13 mesi è ancora molto neonato, con il mio primo bimbo già a 9 mesi si potevano fare discorsi complessi e capiva e agiva di conseguenza, Giuliano no o non capisce o non accetta di capire; il secondo motivo è che non assecondarlo significa farlo piangere fino alle convulsioni (se si prova a lasciarlo per terra a giocare un po' da solo lui ti si attacca alle gambe disperato e se non lo si prende su arriva davvero ai conati di vomito e così per tutte le situazioni). Io non direi che sono capricci. I capricci li fa per esempio quando non si vuole cambiare, odia stare steso sia sul fasciatoio sia in qualsiasi altro luogo, ed essere manipolato, piange, strilla, si dimena e fa di tutto per rendere la cosa difficoltosa e quasi impossibile, allora lì sono dura, gli impongo di stare fermo perché mi si spacca la schiena e sono distrutta. Ma nelle altre situazioni non saprei proprio come impormi...
Riguardo alla questione del camminare e al desiderio di non abbandonare la posizione eretta credo che in questo caso non centri. Giuliano cammina già da tre mesi, ma il rifiuto a stare steso ce l'aveva già a tre mesi, a cinque già riusciva a tirarsi su da solo afferrandosi alle cose e nel lettino non sono più riuscita a distenderlo da sveglio (mentre nella culla prima lo facevo perché non era capace di sollevarsi) perché si afferrava alla sponda, si metteva in piedi e cercava di demolire tutto ciò che gli capitava a tiro.

Lo so che non c'è soluzione ma solo commiserazione.
Comunque grazie, continuate a scrivermi.
Baci,
F.

Chiara
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Messaggio da Chiara » mar mar 08, 2005 10:34 am

Hai provato a parlarne col pediatra... non è che magari ha proprio un qualche disagio fisico ?
Paolo fa così quando ha sonno e io mi sono dimenticata che è la sua ora e vorrei fargli fare qualcosa tipo mangiare la frutta o via dicendo...

Chiara

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