chi la vuole tonda, chi la vuole quadra...

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Antonella Sagone
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chi la vuole tonda, chi la vuole quadra...

Messaggio da Antonella Sagone » dom feb 27, 2005 6:58 pm

Emy ha scritto:a volte è proprio il mio definire univocamente una cosa, che fa scattare il no non voglio(in questo periodo il secondo che ha fatto 3 anni ieri, dà il meglio di sè) per cui cerco di mediare ...ieri mi ha fatto morire: "Giorgio i tortellini li vuoi col brodo, o col sugo?" ..ci ha pensato un attimo e poi ha detto: "NO non li voglio" ...perchè è vero che lui non li preferisce....poi alcuni se li è mangiati lo stesso.
Poi ci sono altri approcci se preferisco che una cosa venga fatta, se ad esempio dico "questo lo voglio io"....è quasi sicuro che lo vuole anche lui,
Oppure propongo una cosa facendogli vedere anche l'altra, lui quasi sicuramente vuole l'altra :), se nel scegliere i vestiti guardiamo nei cassetti, tiro su dei vestiti e poi li rimetto giù facendo finta di guardarne altri, è probabile che se sono di loro gradimento, vogliano proprio quelli.
Comunque è vero, il chiedere cose che non sono di competenza, è fuorviante. Mi dà l'impressione che sia un dare delle responsabilità che non hanno chiesto.
Certo che se porto a mio figlio una cannuccia di un colore, lui la vuole di un'altro, se ne porto due...sceglie una delle due senza problemi....grrrrr, di solito si gestiscono tra loro il colore delle cannucce .
Comunque sempre cannuccia è ...
riporto qui un intervento di Emy da altra discussione, perché mi sembra un filone degno di un titolo a sé...

Quello che volevo dire io era che in genere il modo che funziona di più, quando si vuole che un bambino accetti una nostra proposta, è semplicemente fargli trovare lì la cosa già fatta. Certo non sempre funziona, se una cosa proprio non piace non piace; e a volte il bambino sceglie solo quello che ha la sensazione che stia per sfuggirgli irreparabilmente... avete presente il modo in cui giocano i gatti? per attrarre un gatto in modo irresistibile non c'è che mostrargli una qualche "preda" (lo spago, il cartoccetto ecc.) che sparisce lentamente dietro qualcosa... un instante prima che scompaia, il gatto scatta: è più forte di lui!

Altre volte funziona quello che ha detto Emy, "questo lo voglio io". Lo uso ancora con Elena, pensate, che pure ha 14 anni (fra un po' 15...). Lei è conservatrice (come molti ragazzi) e starebbe sempre a rivedersi all'infinito le stesse videocassette e non vuole mai provare cose nuove. Così ho imparato che se le propongo mi dirà sicuramente no, ma se semplicemente metto su il nastro e avvio, resterà a guardare interessata!

Antonella

Emy
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Messaggio da Emy » lun feb 28, 2005 4:48 am

Quello che volevo dire io era che in genere il modo che funziona di più, quando si vuole che un bambino accetti una nostra proposta, è semplicemente fargli trovare lì la cosa già fatta. Certo non sempre funziona, se una cosa proprio non piace non piace
Concordo.




Ci sono degli istinti quasi irrefrenabili, che spesso i bambini hanno (mentre forse gli adulti hanno sopito con la ragione) e che ho notato:

Quello della "cosa che sfugge" come dicevi tu Antonella, l'esempio calzante è quello del gattino, cioè se una cosa è poco disponibile, sta per finire, viene presa dagli altri, subito scatta l'istinto di appropriarsene, anche se magari in condizioni normali ci sarebbe stata indifferente.
Quindi anche il rubare le cose dal piatto, fa scattare la voglia di mio figlio di appropriarsene lui; mettergli solo poche cose, fa lo stesso venir voglia di mangiarle(se ha fame ovv.).

Il suo contrario è "la cosa che opprime", mi viene in mente l'immagine di nonne che inseguono i bimbi per dargli le merendine, che loro non vogliono(magari non ne hanno voglia sul serio, ma magari in condizioni "libere" potrebbero anche accettarle), quando c'è una elevata forzatura da parte di altri , sparisce il desiderio di deiderare quella cosa.
Quindi per tutte le cose, anche obbligare i bimbi ad andare a nanna, non gli fa più sentire il desiderio di andarci.


MI sembra che ci sia quasi una ricerca di equilibrio, se c'è troppo si va dalla parte opposta, se c'è troppo poco si tende ad andare dall'altra parte.
Ho trovato analogie anche sulle relazioni amorose e affettive, quando l'altro ci sta troppo dietro...si scappaaaa(ma questa sono io!), quando l'altro è assente, si sente di nuovo il desiderio di averlo.
Ovviamente se non ci sono troppe forzature, il bimbo imbrogliato non credo segua più queste leggi, e nemmeno quello che non ha capito il gioco.

Cè anche il desiderio irrefrenabile di correggere gli altri, per cui se io tento di mettere le scarpe sulle mani, a parte le risate, è facile che scatti in loro la voglia di "fare da soli, per far vedere come si fa" :), vuoi mettere la gioia di poter finalmente dire la propria alla mamma che ha sbagliato?

Poi quanto gusto ci provano a "fare il contrario " di quello che dice la mamma.

C'è ovviamente anche l'istinto di copiare tuttooo, e quello di eseguire gli ordini (quando è solo un gioco), e quindi a mo' di generale, impartire ordini, che loro si divertono ad eseguire.

C'è l'istinto di "essere grande", e c'è quello di "essere piccolo"(ma non mi piace troppo usarli).


Sono pensieri a ruota libera, io a volte faccio leva su questi istinti, per giocare con loro, e fare delle esperienze che magari, non farebbero(in quel momento), perchè rabbie, tensioni e conflitti, ci si mettono in mezzo.

Non credo sia strumentalizzare un bimbo, per fargli fare quello che si vuole, stai sicuro che se questi sono i miei intenti non c'è niente che funziona, ma solo cercare di dagli una direzione e ricreare un dialogo interrotto.

Se ad esempio mia figlia è arrabbiata con me e per ripicca non vuole neanche assaggiare la pappa, e se non riesco ad entrare nel canale giusto, per sciogliere il suo muro, cerco di giocare, in modo che mi possa aprire un'altra porticina.

chiaraf
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Messaggio da chiaraf » gio mar 03, 2005 1:32 pm

A volte ho l'impressione che Davide dica NO per il gusto di dirlo, per vedere l'effetto che fa, per non darci soddisfazione o non so che altro!
Poi magari dopo 2 minuti fa la stessa cosa che gli avevo chiesto di sua spontanea volontà.
Con i bambini (ma anche con gli adulti) bisogna sempre studiare il modo giusto di prenderli e non stargli troppo addosso!
Io in questo sono una frana, cerco sempre di prendere tutte le situazioni di petto ma a volte è molto meglio un'altra "angolazione" o un approccio più morbido.
Imparero mai?

Chiara

AnnaD
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Due immagini

Messaggio da AnnaD » mer mar 09, 2005 5:50 pm

E' da un po' di giorni che cerco di trovare del tempo per scrivere.
Due immagini hanno condizionato il mio modo di interagire con i bambini, i figli per primi. Anche se sono considerata una mamma molle, tenera, insomma che non si fa valere troppo.
La prma immagine viene da "un genitore quasi perfetto" (libro che continuo a regalare alle neo-mamme che conosco) in cui Bettelheim dice di mettersi dal punto di vista dei bambini e per aiutarci ci ricorda che i bambini piccoli non vedono, come noi, quello che sta sopra un tavolo!! A me ha colpito molto questa visione.
L'altra immagine viene da un trasmissiome TV (quark o la macchina del tempo ...) in cui si diceva che fino intorno ai quattro anni i bambini non hanno il senso del tempo, per questo è inutile prendersela se quando decidono di fare qualcosa non c'è verso di distoglierli, abche se siamo in ritardo o non è il momento, per loro il dopo è come se non esistesse....
Anna

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