flexitariani

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Moderatore: laura serpilli

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Marilla
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flexitariani

Messaggio da Marilla » mar dic 31, 2013 6:24 pm

Ho scovato per caso tra le maglie di internet questo termine.
Visti i conflitti e la caccia alle streghe che si sono creati tra le varie categorie di persone (onnivori, vegani, vegetariani)
potrebbe essere un punto di accordo?
Sembra che flexitariano sia colui che, da vegano, a volte si concede qualche trasgressione.
Cosa ne pensate?

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yasodanandana
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Re: flexitariani

Messaggio da yasodanandana » mer gen 01, 2014 9:12 am

le sollecitazioni contrarie sono tante, puo' certamente capitare che esista chi mangia prevalentemente vegano poi ogni tanto sgarri, personalmente non demonizzo...

pero' mi sembra un po' "cosi'" dare a questo genere di approccio un nome. Nel senso che uno che mangia in questo modo dovrebbe sentire di doversi perfezionare, evolversi nel diventare completamente vegano, non che si sente appartenente ad una categoria classificata, codificata, ammessa e autorizzata quindi puo' darsi un bel nome ed e' a posto per tutta la vita...

questo e' un po' il problema dell'umanissimo bisogno di "gruppo", anche se faccio la piu' grossa bischerata del mondo, se scopro che non sono il solo a farla, mi sento comunque giustificato, legittimato, rassicurato, protetto e gratificato.... D'altra parte l'unione fa la forza..

filoveg
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Re: flexitariani

Messaggio da filoveg » gio gen 02, 2014 3:13 pm

Prima di leggere la risposta di Yasodanandana non l'avevo mai vista in quest'ottica ; mi viene in mente una frase che ho letto una volta in un forum : "più siamo e meno ci sentiamo co*****i!"

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Danamomi
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Re: flexitariani

Messaggio da Danamomi » sab gen 04, 2014 10:11 am

Ti risponde una a cui da fastidio anche l'etichetta "vegana", infatti quando mi chiedono spiegazioni sul perché non mangio determinate cose la mia risposta non è "sono vegana", bensì "non mangio animali e derivati". Trovo che l'etichettatura trovi il consenso di chi è insicuro delle proprie scelte e senta il bisogno di dar loro un nome.
Per quanto riguarda questi "flexiteriani", credo siano ancor più biasimabili di altre tipologie di auto-etichettatori :D Nel senso che secondo me chi fa una scelta veg etica non sente il bisogno di "trasgredire", perché non si tratta di una dieta ma di una filosofia di vita. Gandhi non è che ogni tanto si concedesse qualche schiaffo al primo che passasse giusto per trasgredire, perché lui credeva in ciò che professava.
Se, invece, la scelta è salutista, allora il discorso è diverso.

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Marilla
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Re: flexitariani

Messaggio da Marilla » dom gen 05, 2014 3:31 pm

Cerco di rispondere come meglio posso a tutti e tre.
Mi risulta che flexitariani sia la traduzione italiana dal termine inglese the flexitarian, dal che
deduco che il fenomeno è partito al di fuori del nostro paese. Infatti ho trovato solo un paio di siti che trattano l'argomento,
in Inghilterra e negli Stati Uniti, mi sembra.
Le lingue, ma questo dovrebbero dirmelo gli esperti linguisti, in genere danno corpo ad una serie di esigenze, di bisogni,
nel senso che per comunicare ad altri esperienze bisogni o semplicimente realtà in cui ci si viene a trovare si ha la necessità della lingua.
Se in alcune parti del nostro mondo si è coniato un nuovo termine probabilmente è perchè questo termine va ad identificare un certo tipo di realtà, come negarlo?

D'altra parte dalle lettere che leggo nei forum percepisco da parte di vegetariani/vegani delle difficoltà oggettive, soprattutto in coloro che per la prima volta si affacciato al mondo vegan/vegetariano, nei rapporti con gli altri. Teniamo conto che in Italia su 60 milioni di abitanti 6 milioni sono vegetariani e, mi sembra, ma non c’è un dato sicuro, solo 600.000 sono vegani.
Mi rivolgo ai vegani: è nel loro interesse allargare la cerchia o restare un fenomeno di nicchia?
Dal un punto di vista mio personale non cambia molto: io la scelta l’ho fatta di getto, da onnivora a vegana,
solo mi piacerebbe che altri mi seguissero e noto come, per vari motivi, la strada sia effettivamente per loro molto difficile.
Per un’ottimista come me l’identificare come flexariane persone che, comunque, fanno del loro meglio per evitare prodotti di origine animale potrebbe essere una specie di ponte verso il veganesimo e nello stesso tempo si dà un’identità a persone che vengono rifiutate sia dagli onnivori (lo so per esperienza) sia dai vegani (l’aspetto etico è d’obbligo). Ma tutto questo ovviamente è opinabile.
Per quanto riguarda la frase “più siamo, meno ci sentiamo co….i!” possiamo applicarla a qualsiasi cosa ma
potremmo intenderla anche nel senso di “più siamo, meno ci sentiamo soli, delusi, depressi, aggrediti”, come credo che sia questa la realtà di chi cerca di passare dal mondo onnivoro al mondo vegano.

Danamoni parla di etichette. Ma definire come etichetta un qualsiasi termine non ne dà una connotazione negativa? E’ bello non poter dire orgogliosamente “sono vegano” per non essere etichettati?
Al di là delle motivazioni che mi portano a questa scelta, perché, quando parlo con gli onnivori, e mi capita spesso visto che loro sono molto di più, devo utilizzare delle circonlocuzioni per dire che non voglio mangiare animali? Mi piacerebbe poter chiamare le cose con il loro nome.

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Re: flexitariani

Messaggio da solarguy » mer gen 15, 2014 11:08 pm

Anche a me le etichette non piacciono, quando sono a cena con qualche onnivoro che non mi conosce preferisco passare inosservato piuttosto che sventolare la mia scelta come una bandiera.
Però, al di là delle traduzioni e degli ostacoli linguistico-culturali, trovo interessante il discorso della flessibilità. Nel senso che ritengo che uno strappo alla regola non invalidi tutti i sacrifici fatti fino a quel momento. E' anche vero che quando abbracciai questa scelta partii con l'idea di limitare il consumo, ma poi mi trovai ad osservare una dieta rigorosa praticamente senza accorgermene. Quindi probabilmente chi sceglie di non mangiare cibi animali non sente neanche il bisogno di concedersi queste eccezioni. Eppure rimango dell'idea che nella vita la flessibilità sia una qualità indispensabile per creare armonia, sia in noi stessi sia nei confronti degli altri. Che ne pensate?

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yasodanandana
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Re: flexitariani

Messaggio da yasodanandana » gio gen 16, 2014 2:37 am

non so.. il problema principale e' sempre, per me, quello di volersi (io per primo), sentire in una situazione ottimale anche se facciamo qualche marachella... quindi sono convintissimo del fatto che non vada condannato nessuno se si trova ad essere "flessibile" (anche perche', mai dire mai, puo' capitare a tutti), pero', per me, la coerenza che permette di potersi considerare facenti parte di una categoria "progressiva" ce l'hanno dai lacto-ovo vegetariani in poi...
Quindi non trovo niente di male se, senza mancare di stimare chi fa anche un piccolo passo verso un'alimentazione non violenta, il sorgere di nomenclature di questo tipo ("flexitariano" , "carnivoro ma non il venerdi'", "chitarrista ma senza una corda", "felicemente sposata ma al mare ho l'amante", "cattolico ma bestemmio", "muratore ma senza mattoni". "animalista ma con pelliccia", "comunista ma c'ho i soldi" ecc. ecc.) fa un po' sorridere...
Il tutto e' molto delicato.. se il "flexitariano" grazie a questo denominarsi riesce ad essere meno violento che se si autodefinisse "carnivoro", evviva.. pero', in generale, penso si possa dire, con tutto il tatto necessario, che e' doveroso diventare veg, mangiare veg, vivere veg non qualcosa di intermedio ...
Ricordando che la flessibilita' nei gusti, nelle scelte e' certamente un valore, ma quando non ci va di mezzo la vita di qualcuno.. certo, se quando vado fuori con gli amici, per risultare flessibile, non fanatico, non integralista, mi mangio pure io una fetta di prosciutto, in quel momento mi armonizzo benissimo e risulto simpaticissimo.. ma qualcuno, il maialino, per questo mio gradito exploit, ci lascia la pelle...

il tutto senza realmente obbiettare a nessuno di coloro che sono intervenuti.. ma solo riflettendo a ruota libera..

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Re: flexitariani

Messaggio da yasodanandana » gio gen 16, 2014 2:47 am

parlando di "strappo alla regola", per me la coerenza completa ha qualcosa di "magico" e' una cosa molto potente, molto bella da vivere..
Un'altro punto e' che l'incoerenza puo' essere qualcosa di non troppo positivo se ci interessa diffondere il messaggio dell'alimentarsi pacificamente.. nel senso che, in genere, le persone tendono a pensare che se una scelta in controtendenza non rende cosi' soddisfatti da poterla mantenere sempre e comunque, e' meglio lasciar perdere del tutto... O anche, in ogni caso, le persone piu' stimabili, alla fine, risultano i coerenti, non i "flessibili"

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Re: flexitariani

Messaggio da Danamomi » gio gen 16, 2014 11:42 am

Non so, a me questa espressione ("strappo alla regola", come anche "trasgressione") mi da l'idea di una scelta non del tutto sincera, a meno che non si tratti di una persona che si trova all'inizio di un percorso di cambiamento, in cui magari non tutti riescono a stravolgere le proprie abitudini e procedono per gradi.
Come dice bene yasodanandana, puoi trasgredire su cose che riguardano solo la tua persona per cui puoi concederti un bicchierino in più una sera, farti i capelli verdi, praticare il sadomaso (ognuno, poi, trasgredisce rispetto alla propria normalità). Ma trasgredire sulla pelle di un altro essere senziente non rientra più nella filosofia vegan.

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Re: flexitariani

Messaggio da yasodanandana » gio gen 16, 2014 11:54 am

Danamomi ha scritto: Come dice bene yasodanandana, puoi trasgredire su cose che riguardano solo la tua persona
si.. pero' credo che lo "strappo" possa succedere anche ad uno sincero.. nel senso che non tutti vivono le stesse situazioni e, soprattutto, non tutti hanno la stessa forza

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Marilla
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Re: flexitariani

Messaggio da Marilla » gio gen 16, 2014 6:37 pm

Mi sento di fare qualche esempio concreto:
Un vegano convinto e sincero, costretto, per aiutarli, a trasferirsi presso l'abitazione dei suoi anziani genitori malati, onnivori,
Un carico pesante: deve gestire l'alimentazione dei genitori che oppongono molte obiezioni
e riesce con molti equilibrismi ad avvicinarli al vegetarianesimo.
Si vengono incontro, loro accettano alcuni cibi vegani, il figlio per non deluderli e mandarli in crisi (oddio!!! abbiamo
sbagliato tutto nella vita!!!) assaggia qualche pezzetto di prosciutto.
Questo forse vuol dire essere flexitariani. E' vero dietro al prosciutto c'è un maialino, ma dietro i piatti vegetali
proposti ai due nonni malati ci sono altri maialini salvati.

Il termine flexitariani, secondo me, non dovrebbe essere visto come strappo alla regola, concessione, marachella,
contraddizione, incoerenza, ma come mezzo, opportunità, come ponte verso il veganesimo e come aiuto a chi potrebbe essere motivato ad accedervi. Cioè... non scelta pro domo sua, capriccio, trasgressione tipo amante al mare, ma flessibilità in talune situazioni in cui potrebbe risultare più vantaggioso esserlo.

Altro esempio:
Un vegano ha un importante incontro di lavoro, si reca all'appuntamento fissato, per un disguido ha dovuto saltare il pasto,
si è comunque portato delle mandorle, ma non bastano, anche gli altri sono in ritardo e ha una fame bastarda.
In fondo alla strada c'è un baretto. Entra, ovviamente niente di vegano, ordina un caffè e si mangia due brioches.
Questa volta una flessibilità a suo favore.

Non lo so quali intenzioni avesse chi ha inventato questo termine, a me piace pensarlo come ponte che, come dice Solarguy, crei armonia in noi e negli altri. Tutto il resto... beh si sa che il mondo non è perfetto, per fortuna qualcosa
viene fatto per renderlo migliore.

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Re: flexitariani

Messaggio da yasodanandana » gio gen 16, 2014 7:50 pm

abbi pazienza ma il fatto del "prosciutto" non mi sembra necessario (per aiutare gli altri ad essere veg.. )
quello della brioche per me ha una valenza differente.. per me il lacto ovo vegetarianesimo e' una posizione rispettabile e progressiva...
Per esempio il figlio di cui sopra, potrebbe semmai, accettare del formaggio... ribadendo che, per me, e' piu' efficace mostrare coerenza che fare compromessi pensando di risultare graditi. Ho sentito spesso argomentare contro il vegetarianesimo o veganesimo affermando che si tratta di cose che la gente, tutto sommato, segue a corrente alternata e/o per un tempo limitato...

certamente il tutto e' estremamente differente dal "fuori programma" attuato per puro gusto..

in ogni caso giudico l'atto in se.. non la persona...

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Re: flexitariani

Messaggio da Marilla » ven gen 17, 2014 8:18 pm

Si, hai ragione, ho detto prosciutto ma forse andava bene formaggio. E' che la storia è inventata,
perchè un vegano, o almeno per me è così, non riesce più nemmeno a sentirlo l'odore delle carni.
E comunque da quello che mi riferisce il veganesimo puro anche dietro ai latticini c'è
estrema sofferenza animale.

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Re: flexitariani

Messaggio da Lucialba » mar feb 18, 2014 5:41 pm

E' proprio come dite, un vegano potrebbe disgustarsi fino al vomito se involontariamente trovasse del prosciutto in un pezzo di torta rustica, ad esempio (io ho letteralmente "sputato" via un boccone di pizza ripiena che mi avevano assicurato senza derivati animali e che invece aveva tracce di pasta d'acciughe!) quindi secondo me la flessibilità potrebbe rientrare solo entro certi limiti insormontabili e cioè niente carne o pescetti! Potrei giusto accettare, ma solo come caso straordinario, un pezzetto di formaggio o qualcosa a base di uova....cioè un regresso alla fase vegetariana.
Vero che siamo tutti diversi e con limiti personali diversi, ma da questo a tornare a mangiare cadaveri per me ce ne vuole....

filoveg
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Re: flexitariani

Messaggio da filoveg » gio feb 20, 2014 9:43 am

Fondamentalmente condivido i post che avete messo,poi magari risponderò più nel dettaglio.

Volevo dire a Lucialba che non c'è pericolo di tornare a mangiare cadaveri,perché nessun "onnivoro" l'ha mai fatto! ;)


cadavere ‹ca·dà·ve·re› s.m.

Il corpo umano dopo la morte.

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