NONNEMAMMESUOCERE ... OOOOOOOOOOOOMMMMMMMMMMMM!!!!!!!!!!!!!
Inviato: ven feb 25, 2005 1:50 pm
Ciao a tutte.
Ho cercato di rileggere con attenzione la discussione intitolata "Gelosia" e ho pensato di inserire un nuovo topic con questo titolo.
Questo per distinguere l'argomento iniziale (gelosia, possessività, protezione dei nostri cuccioli dall' "estraneo" o protezione della loro sensibilità dal "mondo esterno") dall'evoluzione che poi c'è stata e dalla quale saltano fuori interazioni molto pesanti con persone che, almeno legalmente, ci sono molto vicine: le nostre suocere.
Leggendo i vostri racconti mi rendo conto che la tentazione di appenderle fuori dal balcone (se proprio non avete voglia di torturarle perchè il sangue vi dà fastidio) sia molto forte, ma vorrei riflettere bene con voi sul cosa si può fare, senza scomodare impossibili sentimenti di unione familiare, soprattutto alla luce di queste considerazioni, alcune delle quali sono già state espresse nella discussione "Gelosia":
1) non dobbiamo permettere a NESSUNO di farci del male
2) non dobbiamo permettere a NESSUNO di fare del male ai nostri bambini
3) dobbiamo e vogliamo essere al meglio per noi stesse e per i nostri bambini
4) i nostri piccoli hanno il diritto di passare del tempo con le loro nonne (non il dovere)
5) le nonne (tranne qualche rara e seria eccezione) hanno il diritto (forse anche il dovere) di trascorrere del tempo con i loro nipoti
Sul punto 1) non credo che ci sia da discutere sulla validità dell'affermazione: l'argomentazione ci può essere sul COME fare. E qui c'entra l' OM del titolo: in yoga spesso si dice che per risolvere i conflitti non possiamo cambiare gli altri, dobbiamo lavorare su noi stesse.
Come si fa?
Non è facile, ma già il prendere atto di questo è un passo avanti.
Non voglio parlare di riappacificazioni familiari e di felici frequentazioni, forse (forse) non è andando al mercato con la suocera che avremo con lei un rapporto migliore se dentro di noi la vogliamo scannare ... la proposta è questa: provare a metterci nella posizione dell'Osservatore Distaccato. Vivere il momento, anche l'incazzatura, con tutta l'intensità che riusciamo a sentire, e poi provare a guardare noi stesse e tutto il resto dal di fuori, come se la cosa non riguardasse noi ma un'altra persona.
Osservare i dettagli, i toni della voce, il sangue che ci pulsa nelle tempie, i capelli dritti e le unghie lunghe perchè non abbiamo neanche il tempo di tagliarcele.
Osservare le cose in terza persona ci aiuta a vederle diversamente, a vederne magari i lati buffi o liberatori dopo una sfuriata e, soprattutto,
a non farci venire troppo sangue cattivo (e qui mi riallaccio al mio primo post su Gelosia: con il latte passiamo anche le nostre incazzature ai nostri figli).
E, se ci stanno facendo del male, DOBBIAMO DIRLO. Se qualcuno ci sta ferendo con parole o atteggiamenti, spesso essere oneste e non fare le dure serve. Parole come "mi stai facendo stare male facendo questa cosa (o parlandomi in questo modo), mi stai facendo venire voglia di piangere" possono fermare efficacemente il nostro interlocutore/aguzzino.
Punto 2): ok, proteggere i bambini. Ma da chi? Va bene fare da scudo quando ci accorgiamo che ce li spupazzano "troppo" e il bambino ci sembra risentirne, ma un contatto con mani estranee può essere anche un arricchimento ... bisogna stare attente con i sentimenti di possessività e protezione a non paralizzare il bisogno di contatti che hanno i bambini: sperimenteranno la diversità delle interazioni: la mamma li tocca in un modo morbido, il papà o lo zio li lanciano per aria, i nonni li pizzicano o baciano sulle guance (GRRRRRRR), la vicina ha il profumo troppo forte ecc.
La sensazione che ho avuto è che qualche volte abbiano bisogno di essere protetti ... da noi!
Marianna che in macchina dice al figlio di piangere quando la nonna lo saluta o Neeta che fa la sua vita e i suoceri li vede il meno possibile, hanno le loro sacrosante ragioni ma, a mio vedere, non stanno facendo il bene dei loro bambini, a meno che questi nonni non siano realmente (fisicamente o moralmente) pericolosi per i bambini.
Punto 3): come essere al meglio per noi stesse e per i nostri bambini? Cercando di rimuovere questi sentimenti negativi dal nostro cuore, oltre che non facendoci ferire dagli altri. Al giorno d'oggi, spesso possiamo dedicare ai nostri bambini poche ore al giorno (penso alle mamme che, come me, purtroppo devono lavorare "anche" fuori casa. Se, oltre a stare poco con loro, la qualità del tempo passato insieme è condita da rancore, astio, nervosismo (magari non sempre, ma se questi sentimenti sono latenti dentro di noi prima o poi affiorano), di sicuro non diamo il meglio di noi stesse.
Sta diventando tardi per me, cerco di mettere il 4 e il 5 insieme o di sintetizzare ulteriormente.
4) i bambini non sono arricchiti "solo" da un contatto terzo rispetto a quello della mamma. Sono arricchiti dai nonni in un modo particolare. I nonni rappresentano la tenerezza dell' infanzia, sono quelli che concedono laddove i genitori sono più severi, perchè (a differenza di quando erano genitori) non hanno la responsabilità dell'educazione dei nostri piccoli.
In più, sono le loro radici, come diceva Laura12, rappresentano la continuità nel tempo e altro ancora ...
5) credo veramente che per una persona sana, la gioia della nascita di un nipote sia seconda solo alla nascita di un figlio e, ripeto, a meno che non ci siano seri motivi per l'incolumità fisica o morale o spirituale del bambino, penso che non sia legittimo impedire ai nonni di godere della compagnia dei nostri tesori. Piccolo suggerimento: spesso ci infastidisce vederli insieme e, contemporaneamente anche i nonni hanno un atteggiamento irrigidito dalla nostra presenza: ma mandiamoli a fare una passeggiata insieme, ai giardini, alle giostre ... farà bene a tutti!
Infine, un bel respiro e, con l'espirazione pronunciate la magica sillaba OM!
Senza ridere! Che se vi becco ....
Un abbraccio affettuoso a tutte.
Ho cercato di rileggere con attenzione la discussione intitolata "Gelosia" e ho pensato di inserire un nuovo topic con questo titolo.
Questo per distinguere l'argomento iniziale (gelosia, possessività, protezione dei nostri cuccioli dall' "estraneo" o protezione della loro sensibilità dal "mondo esterno") dall'evoluzione che poi c'è stata e dalla quale saltano fuori interazioni molto pesanti con persone che, almeno legalmente, ci sono molto vicine: le nostre suocere.
Leggendo i vostri racconti mi rendo conto che la tentazione di appenderle fuori dal balcone (se proprio non avete voglia di torturarle perchè il sangue vi dà fastidio) sia molto forte, ma vorrei riflettere bene con voi sul cosa si può fare, senza scomodare impossibili sentimenti di unione familiare, soprattutto alla luce di queste considerazioni, alcune delle quali sono già state espresse nella discussione "Gelosia":
1) non dobbiamo permettere a NESSUNO di farci del male
2) non dobbiamo permettere a NESSUNO di fare del male ai nostri bambini
3) dobbiamo e vogliamo essere al meglio per noi stesse e per i nostri bambini
4) i nostri piccoli hanno il diritto di passare del tempo con le loro nonne (non il dovere)
5) le nonne (tranne qualche rara e seria eccezione) hanno il diritto (forse anche il dovere) di trascorrere del tempo con i loro nipoti
Sul punto 1) non credo che ci sia da discutere sulla validità dell'affermazione: l'argomentazione ci può essere sul COME fare. E qui c'entra l' OM del titolo: in yoga spesso si dice che per risolvere i conflitti non possiamo cambiare gli altri, dobbiamo lavorare su noi stesse.
Come si fa?
Non è facile, ma già il prendere atto di questo è un passo avanti.
Non voglio parlare di riappacificazioni familiari e di felici frequentazioni, forse (forse) non è andando al mercato con la suocera che avremo con lei un rapporto migliore se dentro di noi la vogliamo scannare ... la proposta è questa: provare a metterci nella posizione dell'Osservatore Distaccato. Vivere il momento, anche l'incazzatura, con tutta l'intensità che riusciamo a sentire, e poi provare a guardare noi stesse e tutto il resto dal di fuori, come se la cosa non riguardasse noi ma un'altra persona.
Osservare i dettagli, i toni della voce, il sangue che ci pulsa nelle tempie, i capelli dritti e le unghie lunghe perchè non abbiamo neanche il tempo di tagliarcele.
Osservare le cose in terza persona ci aiuta a vederle diversamente, a vederne magari i lati buffi o liberatori dopo una sfuriata e, soprattutto,
a non farci venire troppo sangue cattivo (e qui mi riallaccio al mio primo post su Gelosia: con il latte passiamo anche le nostre incazzature ai nostri figli).
E, se ci stanno facendo del male, DOBBIAMO DIRLO. Se qualcuno ci sta ferendo con parole o atteggiamenti, spesso essere oneste e non fare le dure serve. Parole come "mi stai facendo stare male facendo questa cosa (o parlandomi in questo modo), mi stai facendo venire voglia di piangere" possono fermare efficacemente il nostro interlocutore/aguzzino.
Punto 2): ok, proteggere i bambini. Ma da chi? Va bene fare da scudo quando ci accorgiamo che ce li spupazzano "troppo" e il bambino ci sembra risentirne, ma un contatto con mani estranee può essere anche un arricchimento ... bisogna stare attente con i sentimenti di possessività e protezione a non paralizzare il bisogno di contatti che hanno i bambini: sperimenteranno la diversità delle interazioni: la mamma li tocca in un modo morbido, il papà o lo zio li lanciano per aria, i nonni li pizzicano o baciano sulle guance (GRRRRRRR), la vicina ha il profumo troppo forte ecc.
La sensazione che ho avuto è che qualche volte abbiano bisogno di essere protetti ... da noi!
Marianna che in macchina dice al figlio di piangere quando la nonna lo saluta o Neeta che fa la sua vita e i suoceri li vede il meno possibile, hanno le loro sacrosante ragioni ma, a mio vedere, non stanno facendo il bene dei loro bambini, a meno che questi nonni non siano realmente (fisicamente o moralmente) pericolosi per i bambini.
Punto 3): come essere al meglio per noi stesse e per i nostri bambini? Cercando di rimuovere questi sentimenti negativi dal nostro cuore, oltre che non facendoci ferire dagli altri. Al giorno d'oggi, spesso possiamo dedicare ai nostri bambini poche ore al giorno (penso alle mamme che, come me, purtroppo devono lavorare "anche" fuori casa. Se, oltre a stare poco con loro, la qualità del tempo passato insieme è condita da rancore, astio, nervosismo (magari non sempre, ma se questi sentimenti sono latenti dentro di noi prima o poi affiorano), di sicuro non diamo il meglio di noi stesse.
Sta diventando tardi per me, cerco di mettere il 4 e il 5 insieme o di sintetizzare ulteriormente.
4) i bambini non sono arricchiti "solo" da un contatto terzo rispetto a quello della mamma. Sono arricchiti dai nonni in un modo particolare. I nonni rappresentano la tenerezza dell' infanzia, sono quelli che concedono laddove i genitori sono più severi, perchè (a differenza di quando erano genitori) non hanno la responsabilità dell'educazione dei nostri piccoli.
In più, sono le loro radici, come diceva Laura12, rappresentano la continuità nel tempo e altro ancora ...
5) credo veramente che per una persona sana, la gioia della nascita di un nipote sia seconda solo alla nascita di un figlio e, ripeto, a meno che non ci siano seri motivi per l'incolumità fisica o morale o spirituale del bambino, penso che non sia legittimo impedire ai nonni di godere della compagnia dei nostri tesori. Piccolo suggerimento: spesso ci infastidisce vederli insieme e, contemporaneamente anche i nonni hanno un atteggiamento irrigidito dalla nostra presenza: ma mandiamoli a fare una passeggiata insieme, ai giardini, alle giostre ... farà bene a tutti!
Infine, un bel respiro e, con l'espirazione pronunciate la magica sillaba OM!
Senza ridere! Che se vi becco ....
Un abbraccio affettuoso a tutte.