Come dicevo è più probabile che un vegano rifiuti un vaccino (interesse o Scienza?), piuttosto che il dare il proprio latte al proprio figlio, considerato che i vegani sono più critici e improntati ad un sistema che rispetti la Natura.
La Storia è fatta di tempi e contesti. Siamo nati frugivori, come hanno evidenziato alcune recenti studi, dopo molto tempo, in particolare con la glaciazione, abbiamo dovuto imparare a mangiare anche carne, per poter sopravvivere. C'erano pochi animali, pochi vegetali, bisognava cibarsi di quello che c'era. Poi lentamente il nostro organismo si è adattato e così ora siamo onnivori: possiamo mangiare quello che ci aggrada, questo ci aiuta nella sopravvivenza e fa di noi una specie eletta assieme ad altre. Nel senso che in caso di bisogno saremmo privilegiati. Non è invece il contrario: che siamo svantaggiati tanto che abbiamo bisogno di più tipologie di alimenti rispetto ad animali ad esempio carnivori o erbivori, per avere un'adeguata alimentazione. Assolutamente no. Infatti possiamo tranquillamente scegliere, coi mezzi datici dall'evoluzione: scienza e coscienza, raziocinio insomma, di evitare alcuni prodotti che comportano l'uccisione di animali e se non mangiati una volta ogni tanto fanno anche male a noi.
Diventati onnivori abbiamo imparato anche ad allevare animali e a coltivare vegetali, ma epidemie, condizioni climatiche e altre variabili erano sempre in agguato per metterlo in difficoltà, quindi era meglio farsi trovare preparati, fare il pieno di proteine e carboidrati, per mantenersi forti e pronti a periodi meno ottimali. Insomma, per questo non si facevano mancare niente, sia animali, sia latte, sia verdure.
Poi, è ovvio, lo sappiamo, se un uomo può predare qualcosa lo fa, se può togliere qualcosa e appropriarsene lui perchè non dovrebbe farlo, per secoli ci sono state e ci sono ancora guerre che sotto sotto alla fine sono giochi di interesse, ora perchè mai l'uomo avrebbe dovuto, altrettanto, per secoli, evitare di sottrarre latte ai cuccioli di specie meno forti e organizzate?
Quanto la Natura ha stabilito però è evidente ancora adesso che abbiamo smarrito diciamo il disegno originario della Natura.
Il latte viene prodotto nelle mammelle affinchè i cuccioli di quella specie si alimentino.
Noi insomma non c'entriamo niente.
Il latte è un prodotto per cuccioli, per bambini, nessuna specie beve latte da adulto, in Natura, tranne qualche serpente goloso che ogni tanto succhia qualche mammella di mammifero. Ma non è nulla di ordinario.
L'abbiamo fatto perchè nelle avversità, allo stato brado, si fa di tutto e per tutto, conta solo l'ingegno e la sopravvivenza.
Ma ora che abbiamo più di tutto? A cos'altro può servirci se non alla nostra avidità sconfinata, che si trasforma in usurpazione e crimine? Questa volta senza scusanti.
Prima inoltre non era garantita anche la semplice varietà di vegetali. La carne aveva in sè tutte le sostanze nutritive con anche sostanze negative, di contraltare.
Ora abbiamo la possibilità di coltivare senza preoccuparci delle intemperie e delle difficoltà coi mezzi elaborati, in più possiamo coltivare in serra quello che non è adatto al clima, importare da Stati lontanissimi varietà mai viste, abbiamo la possibilità di avere tutto dai vegetali, senza, di contro, le sostanze nocive della carne, di cosa ci possiamo lamentare?
Però vogliamo tutto, tutto, anche se poi ci costa molto, in tutti i sensi.
La Natura è fatta di evoluzioni in tempi e contesti, ripeto, differenti, quindi non mi preoccupo del "siamo stati onnivori per così tanto tempo! E' la Natura". Noi abbiamo adattato la Natura a noi, sempre e comunque, anche iniziando a mangiare carne, quindi non vedo la novità evolutiva, peraltro sfrutto proprio una possibilità datami da Madre Natura: nutrirmi di quello che preferisco, senza problemi alla salute.
Quanto alle api, il mio principio base è quello di non interferire, monopolizzare la vita di un altro individuo. Non sono io che devo cambiare il suo destino, decidere dove deve stare, come deve vivere, buttargli il vapore per farle andare lì piuttosto che qui, assolutamente escluso. Gli animali vivono di poco ma forse di tanto: del loro lavoro, delle sensazioni: il caldo del sole, la freschezza della rugiada, i grandi spazi, al libertà d'azione. Inutile ci vengano a dire la solita solfa: -Stanno meglio che in Natura! Tutto servito e pronto, non rischiano di ferirsi o morire di fame!- Ma gli affari tuoi quali sono? Quando vorrò una campana di vetro te la verrò a chiedere amico umano!- E vediamo il leone protetto dai morsi della fame morire però di noia su una collinetta di qualche magnanimo zoo. O il criceto correre come un co**glione su di una ruota, perchè così sublima i grandi spazi, "è lo stesso, solo che è protetto in una gabbia"- Il mio criceto non ne voleva sapere di questa storia, nonostante la ruota, ogni volta ne inventava una nuova per riuscire ad evadere e lo trovavo di notte correre indisturbato tutte le direzioni sul pavimento di casa (a proposito, non comprate animali).
Per il resto, ho letto diverse informazioni negative sui tipi di allevamento che poi, lo ricordo, non sono uniformi e negli allevamenti intensivi sono, per di più, sempre peggiori. Magari la verità non la conosciamo, ma davvero devo credere che ogni azione di questa enorme catena commerciale che è quella dell'allevamento, smistamento, trasporto di centinaia o migliaia di piccolissimi esserini, possa sorreggersi, senza, pur per sbaglio, l'uccisione di qualcuno di loro?
Peraltro ho trovato il malto d'orzo molto simile al miele e anche più buono, quindi potresti sostituirlo con quello. Certo, dipenderà anche lì dalle marche. Gli yogurt vegetali sono idilliaci e quanto ai formaggi chi ha da spendere può ordinarne dei simulacri vegetali dall'Estero, ma le tentazioni di gusto, per quanto mi riguarda, non hanno mai avuto tanta priorità da farmi mandante di omicidi. A fronte di una vita, le tentazioni di gusto mi passano in secondo e terzo piano, anzi mi passa la fame.
-
Scusate tanto, ma il messaggio mi sembrava scomparso perchè l'ho inviato nell'altra conversazione
