Gioie e dolori di una nuova crudista

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Moderatore: laura serpilli

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ross0
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da ross0 » dom mag 06, 2012 4:22 pm

Wooops!
By the way Arbor, leggevo or ora l'intervento del bravissimo Marco nel post di Swami riguardo alle fibre insolubili (a cui ti rimando per leggere gli estratti del libro di Marco, casomai tu non l'avessi già letto)...in effetti discutevamo dei famosi 150 grammi di cereali e torno quindi di nuovo sul fatto che prima di tutto il corpo, quando smetti di immettere cibi "inadatti", incomincia a rinnovare tutti i suoi tessuti, fra cui ovviamente i tessuti intestinali.
Il consumo di cereali, oltre a tutti i guai del glutine, provocherebbe quindi anche un inspessimento dei tessuti stessi, a tutto discapito dell'assimilazione, il che ovviamente, dopo anni, crea un bel "problemone" quando il corpo farà il suo naturale lavoro di "ricostruzione" di tessuti sani e non piu' irritati o artificialmente inspessiti...
Quindi direi che, se porti pazienza, le tue feci non formate spariranno con calma, appena il corpo avrà fatto il grosso di questo lavoro, ma dovresti notare miglioramente nell'arco di due mesi, se lasci i cereali nel cassetto per un po' (o li limiti quantomeno ad un consumo molto sporadico).
Ovviamente spero davvero che tutto ti vada benissimo e che tu risolva questo inconveniente in tempi lampo.
Di nuovo bacioni!

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marco urbisci
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da marco urbisci » dom mag 06, 2012 7:10 pm

Ciao a tutti, concordo sicuramente con quanto detto da RossO, che pur non definendosi esperta ha in realtà fornito moltissimi dati utili a interpretare meglio quelli che potrebbero essere dei sintomi di detox.

Vorrei anche aggiungere che ho notato spesso che un errore molto comune che si commette è quello di voler aderire a tutti i costi ad un regime crudista, come se questo di per sé significasse necessariamente “miglior salute”. In realtà mangiare cibi crudi non è, secondo me, automatica garanzia di una migliore alimentazione, perché tanti possono essere gli errori che si commettono, che come risultato possono portare a sovrappeso o a eccessivo dimagrimento, iperglicemia, ipoglicemia, candida, stanchezza, necessità eccessiva di sonno, bisogno di stimolanti, problemi ai denti, fermentazioni alcoliche, gas intestinali, mancanza di energia vitale, mancanza di motivazione, sbalzi repentini di umore, brusche cadute di energia, squilibri ormonali, ecc. (solo per citarne alcuni).

I fattori che possono portare a queste conseguenze (chi vuole può scaricarsi gratuitamente il mini-ebook “La Verità che non sai sul tuo cibo”, sul sito http://www.dietaenergiaalta.com) sono (giusto per citarne alcuni):

1. Eccessivo consumo di grassi (cioè una quantità maggiore, in calorie, al 10%-max15% delle calorie totali ingerite), sotto forma di avocado, noci, mandorle, pinoli, semi vari, olive, salsine, cracker crudisti, ecc.).

2. Consumo di frutta secca: dà assuefazione e la maggior parte delle persone ha tendenza a mangiarne troppa, perché occupa poco spazio nello stomaco, essendo stata privata del suo contenuto originale di acqua: produce gas, indigestione, problemi digestivi vari, voglie improvvise di cibo. La ragione è che gli zuccheri sono eccessivamente concentrati e causano picchi iperglicemici. Senza contare che raramente viene mangiata da sola, ma di solito assieme ad altri alimenti, producendo così fermentazione, con i conseguenti problemi di feci anomale. Inoltre si appiccica ai denti e alla lunga diventa la causa di carie (anche perché non sempre si rimuove con l’uso di filo interdentale). Questo naturalmente vale per uvette, fichi, albicocche, datteri, prugne, ecc.

3. Insufficiente apporto calorico: questo conduce, dopo un periodo di benessere, a stanchezza, insufficienze nutrizionali, tendenza ad abusare di cibo grasso e caloricamente concentrato per cercare di recuperare velocemente le “calorie mancanti”.

4. Uso di sostanze eccitanti (caffè, the, ecc.)

5. Cattivo umore, dovuto in parte all’insufficiente apporto di carboidrati semplici (della frutta) a causa di un eccessivo apporto di grassi, e in parte a problemi causati dall’effetto “sociale” delle proprie scelte, giudicate “estreme” dai propri cari o amici o colleghi. Non è sempre facile destreggiarsi dagli “attacchi” di chi non condivide la scelta crudista e la giudica estrema e pericolosa. D’altro canto è anche vero che a volte si è portati a “mettersi in cattedra”, cominciando a impartire lezioni senza che ci siano state richieste. Tutto questo può provocare stati emozionali non ottimali ai fini digestivi.

Credo che piuttosto di incorrere in uno o più di questi errori, sarebbe veramente meglio seguire le direttive del grande Ehret, che sosteneva che la transizione può essere anche molto lunga, non intendendo, secondo me, giustificare la durata eccessiva di sintomi di disintossicazione, bensì raccomandando una graduale transizione al regime crudista totale, quindi assumendo eventuale cibo cotto la sera. Quale cibo? Ancora una volta concordo con RossO, meglio mangiare verdure cotte, che cereali. In seconda battuta è meglio, credo io, mangiare cereali che cibi di origine animale, magari del riso integrale, fermo restando che questa non è la soluzione ottimale, tengo a precisarlo, ma la “meno peggio”. Sicuramente, anche alla luce di tutte le ricerche che cito sul mio libro (DEA Dieta Energia Alta), è meglio mantenere la percentuale di grassi idealmente entro il 10% delle calorie totali, preferendo verdure cotte e anche cereali piuttosto che un uso sconsiderato di grassi vari (non mi sembra che Ehret abbia mai nemmeno accennato agli avocado, nei suoi libri), sotto forma di avocado o semi vari. (Chi volesse conoscere la percentuale di grassi consumati può scaricarsi la tabella “calorie/grassi”, sempre sul sito http://www.dietaenergiaalta.com )

In altre parole, credo che seppure è vero che la disintossicazione richiede un bel po’ di tempo, anche qualche anno in alcuni casi, bisogna imparare a distinguere tra problemi causati da questa, che di solito sono transitori, e problemi invece derivanti da errori di applicazione di questo meraviglioso regime alimentare che è una dieta a base di frutta e verdura (a foglia tenera), cruda, fresca, matura e integra.

Un’ultima cosa, quando si mangia crudo è importante anche capire bene la differenza tra fibre solubili (contenute nella frutta e, in percentuale minore, nella verdura a foglie tenere) e fibre insolubili (contenuta in patate, rapa, carote, finocchi, carciofi, cavolfiore, broccoli, ecc.). Infatti mangiando fibre insolubili ci si ritrova facilmente ad avere feci non ottimali, oltre ad altri problemi digestivi (tra cui la produzione di muco intestinale).

Un caro saluto a tutti. :D
Marco Urbisci

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marco urbisci
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da marco urbisci » dom mag 06, 2012 7:16 pm

Scusa RossO, ma non avevo letto il tuo ultimo commento, in cui già parli delle fibre..... complimenti ancora per la tua esperienza e conoscenza, e la gentilezza comunicativa con cui ce ne hai reso partecipi. :D

Marco Urbisci

arbor
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da arbor » lun mag 07, 2012 8:16 am

Le tue parole, ross0, mi sono di enorme conforto in questo momento di difficoltà, perché mi dicono che sono sulla strada giusta, quella della eliminazione, cioè della guarigione. Una strada che si sta rivelando molto più lunga del normale, in quanto, come mi fa notare anche Marco, risulta lastricata di un errore di fondo, quello di non essermi mai staccato dai cereali. E’ come se uno, passato al crudo ed entrato in crisi eliminativa del tipo emicrania, decidesse di imbottirsi di caffè per far passare il mal di testa: ovvio che non ne uscirà mai, posto che proprio l’emicrania è invece la cura. Non voglio con questo dire che tutti quelli che continuano a mangiare cereali debbano passare dallo stesso mio travaglio: le reazioni personali possono essere diversissime, Valdo Vaccaro sta benissimo lo stesso mentre io no, anche perché abbiamo storie completamente diverse dietro di noi.
Parole, le tue, ross0, tanto più apprezzabili in quanto dette da una persona che le ha sperimentate su di sé, passando attraverso un’esperienza simile alla mia della durata di un anno. Non saranno i miei tre anni, ma tu avevi completamente bandito i cereali, e poi, volendo dirla tutta, sei molto più giovane di me. La morale è che hai tenuto duro e alla fine hai vinto. Anch’io adesso confido che vi sia la luce in fondo al tunnel, devo solo tener duro.
Nella tua bella esposizione (di cui ti ringrazio di cuore perché rivela competenza e una toccante compartecipazione), mi offri numerosi altri spunti di riflessione. Il primo riguarda il metodo Gerson. Benché personalmente in questo momento preferisca non far ricorso a pratiche invasive (clistere di caffè), ti confesso di avermi comunque incuriosito. Così ho già ordinato un libro per saperne di più, e poi mi chiedevo se nel caso di tua mamma vi siete rivolte a qualche centro oppure vi siete in qualche modo industriate da sole e con quali risultati (più che a me stesso, sto pensando a mia moglie).
Quanto alle prospettive, il mio obiettivo finale è naturalmente quello del fruttarianesimo stretto (con questo termine credo tu intenda una dieta di frutta, ma anche di verdura, crude), tuttavia l’intero mio percorso di ricerca, dai 50 anni ma anche molto prima in realtà fino ai 61 attuali, si è svolto, e non per caso credo, all’insegna della gradualità: prima il vegetarismo, poi il veganismo, infine l’igienismo nelle sue varie graduazioni. E ancora adesso ad esempio so che non disdegnerei (soprattutto nella lunga stagione fredda) della verdura cotta. Del resto tu stessa ammetti che qualche verdura cotta non dovrebbe costituire un grosso problema (visto che manca di glutine), fermo restando che ogni cosa va attentamente testata su di sé. Una curiosità, vedo che Marco (di cui ho pure letto il suo bel libro puntiglioso e interessante) mette anche le patate, insieme ai broccoli carote ecc., fra le verdure a fibra insolubile: domanda, anche se cotte?
Ricambio i tuoi calorosi auguri di buon proseguimento.

nobutter
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da nobutter » lun mag 07, 2012 2:30 pm

Buongiorno a tutti, sono un’aspirante crudista. Ho iniziato a frugare in questo blog qualche giorno fa. Avrei bisogno del vostro aiuto nell’attesa di ricevere il libro del Sig. Urbisci che ho appena acquistato. Spero anche di inserire questo quesito nel posto giusto, sono un po’ imbranata con internet.
Arrivo al punto. Da un’alimentazione basata per quarant’anni quasi esclusivamente da carne e pasta, un anno e mezzo fa l’ho ridotta a circa il 50% per motivi di salute, il restante 50% frutta e verdura. Da febbraio di quest’anno, dopo 3 giorni di digiuno, ho intrapreso la strada del crudismo, credo con diversi errori. La mattina colazione frutta, merenda frutta e rimerenda frutta (sempre un solo tipo alla volta). Pranzo e cena verdura. Due o tre tipi di verdura cruda (tra carote, finocchi, sedano, spinaci, iceberg, romanella, lollo, cetrioli) e uno cotto al vapore (tra bietole, fagiolini, spinaci e cicoria). Talvolta uno dei tre tipi di crudo sono i legumi come per esempio ceci crudi, lasciati in ammollo la sera prima. Oppure pop corn. Oppure frutta secca o semi oleosi
Mi capita di sgarrare una volta alla settimana con una fetta di pane abbrustolito, oppure patate al forno.
La mia pancia è sempre un casino. Da più di vent’anni è un casino, una mongolfiera! e continua ad esserlo, anzi, sempre di più. Nel libro della dieta senza muco si parla di verdura come “scopetta”, quindi carote ecc. Per ora non vedo effetto scopetta. E’ chiaro che dopo quarant’anni non devo avere la pretesa che tutto mi passi in tre mesi. Però mi farebbe piacere sapere che qualcuno di voi ha risolto lo stesso problema, per confortarmi un pò.
Ho diversi quesiti da porre:
- Nel libro del Sig. Urbisci si parla di dieta di transizione? (non vedo l’ora che arrivi!! Però già sapere che c’è scritto proprio ciò che mi serve mi carica di più!!)
- Ho capito che uno dei problemi è limitare l’uso di grassi e tra olio abbondante che metto nell’insalata e la frutta secca credo di non fare proprio benissimo. Però mentre la frutta è buona così com’è, è fantastica, meravigliosa, l’insalata lo è un po’ meno…… Quindi come posso insaporirla senza ricorrere all’olio o condimenti grassi? Ogni tanto metto salsa di soia, mi piace tanto. Va meglio dell’olio visto che non è grassa anche se è molto salata?
- La mia pancia è prominente, sembro una mamma in attesa. Credo ci siano incrostazioni fecali di decenni, oltre che fermentazione. Con l’alimentazione crudista migliorerò? Riuscirò a ripulire tutto?
- Come mai non ho mai fame? Vuol dire che ho bisogno di un digiuno? Ho scaricato la tabella con le calorie. Faccio fatica a raggiungere 2000 calorie, anzi mai!! A meno che non mangi frutta secca o non metta molto olio nell’insalata (come piace a me) e ovviamente sforo (sempre e molto) il 10% di limite dei grassi rispetto alle calorie

Viviana

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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da marco'72 » lun mag 07, 2012 2:59 pm

Non mi intendo di dieta crudista, ma per insaporire l'insalata e ridurre il sale io uso rosmarino o alghe tritati fine fine. La salsa di soia credo sia saporita perchè è ricchissima di sodio, io la eviterei. :)

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flib
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da flib » lun mag 07, 2012 3:08 pm

nobutter ha scritto: [...]
- Come mai non ho mai fame? Vuol dire che ho bisogno di un digiuno? Ho scaricato la tabella con le calorie. Faccio fatica a raggiungere 2000 calorie, anzi mai!! A meno che non mangi frutta secca o non metta molto olio nell’insalata (come piace a me) e ovviamente sforo (sempre e molto) il 10% di limite dei grassi rispetto alle calorie

Viviana
Partirei a rispondere da qui.

Se non hai mai fame: NON MANGIARE!

Mi pare di capire che hai letto il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco di Arnold Ehret? In questo caso consiglierei una rilettura (io l'ho letto già 6 volte in 3 anni).

Il passaggio da una dieta onnivora ad una sana crudista come quella che hai scritto, praticamente frutta e verdura con qualche raro inserimento di legumi o pane tostato, è molto disintossicante.
La frutta poi è un solvente eccezionale e quando viene in contatto con i residui che ci portiamo nel colon genera fermentazione e da qui la pancia a pallone.

Il tuo organismo ti sta mandando un segnale: NON HO FAME. Significa che ha bisogno una piccola pausa per iniziare le pulizie di primavera. Faglielo fare :wink:
Puoi aiutare un po' il lavoro del tuo organismo bevendo succhi di verdura o frutta e verdura e facendo qualche clistere per ripulire il colon dai residui che durante un digiuno sarebbero difficili da espellere a causa della mancanza di alimenti solidi.
Nel libro di Ehret tutti questi passaggi sono spiegati molto bene. Il libro di Marco poi contiene moltissime informazioni, ma bisogna comunque passare attraverso la "transizione" se si vuole riguadagnare la salute. :)

Per il condimento delle insalate: LIMONE. Mezzo limone spremuto su una ciotola di insalata mista insaporisce molto. Anche io utilizzavo tanto olio crudo e aceto nelle insalate.
Sono passato prima a solo olio, poi a olio e limone e ultimamente sto provando solo limone. Bisogna avere l'accortezza di aggiungere qualche ingrediente "saporito" tagliato a pezzettini come sedano, cipollotto, pomodoro.

Agli inizi può essere utile aggiungere delle verdure in conserva, dopo aver sgocciolato l'olio (pomodori secchi, carciofi, melanzane, etc). E vero che è sempre olio, ma le quantità in genere si riducono rispetto a versare l'olio direttamente sull'insalata.
Oppure verdure in salamoia come olive o cuori di palma (che però contengono molti grassi)

nobutter
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da nobutter » lun mag 07, 2012 4:25 pm

Grazie!!! il problema è che sono stanca e magra già ora, se faccio un digiuno sarò ancora più stanca....e non possso mettermi in ferie questi giorni! mi organizzo per fare un digiuno fra due settimane....però non lo posso fare per più di 3 giorni!! è obbligatorio farlo fino a che non ritorna la fame? leggerò di nuovo il libro della dieta senza muco, appena me lo restituiscono! le cose belle e utili si devono prestare...

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zucchina
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da zucchina » mar mag 08, 2012 9:01 pm

Straquoto il limone, ormai non manca mai alle mie insalate. Il mio condimento preferito è mezzo limone spremuto e un cucchiaio di tahine ( da semi di sesamo crudi) viene una salsina buonissima e stai dentro la quota del 10% di grassi se non ne aggiungi altri all'insalata. Un'altra salsina buonissima è: un'arancia, un paio di datteri, basilico. Tutto nel frullatore. Viene una salsina dolce ma che sulle insalate è stupenda. Un'altra: un'arancia, mezzo cetriolo, mezza cipolla, due o tre datteri. Frullare. Questa la adoravo ma non la posso mangiare perché per me la cipolla è veleno, la digerisco in due giorni, e non scherzo. Ma se a te non da problemi è molto buona.
Comunque per i condienti prova a vedere su google " no fat raw dressing recipe" si trovano parecchi spunti interessanti.

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ross0
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da ross0 » ven mag 11, 2012 9:00 am

Carissimi Amici :D

grazie Marco, oltre che persona di grandissima competenza, sei anche enormemente gentile e disponibile, è molto bello che tu sia arrivato in questo forum!

Carissimo Arbor, penso proprio che il tuo percorso sia giustissimo, è da mettere in conto che si debbano correggere a posteriori degli errori di impostazione, è facilissimo capirlo con il senno di poi, pensa che per me la svolta totale dei miei guai è arrivata perchè sono stata mesi in trasferta in un posto dove potevo comperare frutta normale, nè buonissima, nè cattiva. In Austria, dove abitavo all'epoca, trovavo frutta orrida, sempre acerba e mezza marcia, dal sapore davvero poco invogliante (a dir poco) e quindi mangiavo vagoni di verdura, e ovviamente addio calorie e addio nutrizione. Ho capito, con il famoso senno di poi, che piu' che il crudismo 100% per il mio corpo è importantissima la frutta. Ora che vivo in Svizzera compero frutta di qualità pari a quella italiana, costa un occhio della testa, ma ha un sapore, non sempre eccelso, ma almeno c'è un sapore. Per alcuni frutti, come le ciliege, ho trovato un contadino che vende frutta biologica maturata al sole, non ti dico la gioia del mio corpo e delle mie papille gustative. Insomma, per me la svolta è stata comprendere quanto influisse il sapore della frutta che potevo comperare sul successo del mio crudismo. Appena ho avuto a disposizione del cibo di migliore qualità tutto è piano piano decollato. Sono arciconvinta che faccia MOLTO meglio mangiare due/tre chili di frutta al giorno e fare alla sera un pasto con qualche cosa di cotto, se se ne sente la voglia, che mangiare solo crudo e andare di verdura cruda a gogo, con frutta al di sotto del chilo al giorno (peggio che mai, verdura, grassi, semi e meno frutta). Adotto anche il criterio del tutto personale che un cibo va veramente bene per me quando è facile lavarsi i denti. La frutta non lascia residui, sciacquo bene con molta acqua prima di lavarmi e vedo che non ho mai la bocca con la sensazione di avere resti molesti. La verdura lascia molte piu' parti mal masticate che si annidano a destra e sinistra, ma insomma, tutto sommato va bene. I cereali ad esempio a me formano delle masse collose sui denti che faccio una fatica disumana a eliminare completamente, anche con l'idrogetto mi sento sempre una specie di pappetta molesta nel colletto di qualche dente, in qualche punto nascosto...credo che la bocca sia un buono specchio di quello che succede altrove nel corpo, no? ognuno di noi ha tutto sommato un equilibrio enzimatico un po' diverso, pH un po' diversi...credo che ognuno possa facilmente osservare la propria bocca e pensare a cosa succederà dopo, e quindi decidere quali cibi vanno meglio e quali vanno peggio. Vengo comunque a quello che mi sta piu' a cuore scriverti.
"poi mi chiedevo se nel caso di tua mamma vi siete rivolte a qualche centro oppure vi siete in qualche modo industriate da sole e con quali risultati (più che a me stesso, sto pensando a mia moglie)"
carissimo Arbor, mia mamma ha avuto un tumore al pancreas, se ne hai sentito parlare o letto qualcosa, sai bene quanto disperata sia la malattia in questione. Siamo andate in due al centro Gerson in Ungheria, a Dobogokö. Là si rimane due settimane, il malato e la persona che dovrà prendersi cura di lui/lei, all'unico scopo di imparare ad applicare correttamente il metodo Gerson, che, alla sola lettura del libro, sembra una macchinazione infernale, e beninteso, forse anche dopo il corso completamente chiaro in ogni dettaglio non lo è mai. Ma il corso aiuta moltissimo, anche perchè incontri altri pazienti e hai modo di vedere cosa succede agli altri e quindi hai modo di interpretare piu' correttamente tutti i sintomi del malato e i suoi problemi. Ovviamente il corso ha un costo serio. Non peggiore di sicuro di due settimane di degenza in una clinica privata, per carità, ma comunque per due persone tutto incluso si tratta di diverse migliaia di euro. E non tutti possono, e qui già la prima cosa non bella.
I dottori della clinica hanno bisogno di "guarigioni facili" per ottenere maggiori qualificazioni all'interno della organizzazione internazionale Gerson e quindi si concentrano sui due o tre casi che sono promettenti, gli altri casi li seguono con poca convinzione, non dico che lo facciano "male", ma bisogna sapere di non aspettarsi poi cosi' tanto, è una struttura utilissima, ma ovviamente orientata a far fare carriera a chi ci lavora e a guadagnare un utile, meritato, ma insomma, non troverai medici che sputano l'anima per aiutarti.
Te lo scrivo, sottoscrivo, sottolineo, il metodo di per sè è potente davvero. Se si riesce ad applicarlo veramente è davvero una macchina di guarigione. Il tumore di mia mamma in soli 4 mesi di terapia si era ridotto di un cm secco (su 3 cm, ti assicuro che vedere il tumore ridotto di un cm fa un certo effetto).
Il grosso problema numero uno sta nel fatto che il paziente spesso lo trova troppo faticoso e deprimente e facilmente rinuncia a proseguirlo, per la portata dei sacrifici che richiede (e qui il supporto che si riceve dalla clinica e dai familiari sarebbe fondamentale, ma qui sta il primo grave punto debole della terapia).
Il secondo grosso problema sta nel fatto che in un paziente tumorale le reazioni eliminative sono di entità grave e spesso conducono a dei piccoli black out del corpo che richiedono, almeno per misura cautelativa, l'intervento di un medico. E qui casca spesso l'asino. Trovare un medico che conosca il metodo Gerson è indispensabile, se decidi di adottarlo. Se no, se vai da un medico qualsiasi, non capirà nulla di quello che sta accadendo, prenderà il paziente sotto la sua "custodia" e da li' in poi sarà la fine, perchè la terapia verrà interrotta e a quel punto il tumore non avrà piu' nessun ostacolo per estendere metastasi nel corpo.
Questo è quello che purtroppo è successo a mia madre, che per mia estrema disperazione ora ha smesso di soffrire.
Io devo veramente testimoniare oggettivamente, che fino a quando si riesce ad applicare il protocollo (enormemente impegnativo) la terapia Gerson è veramente molto valida.
Devi tenere conto che ha un costo non piccolo, devi approvigionarti di frutta bio, verdura bio, comperare integratori che devi ordinare in capo al mondo, difficili da trovare, c'è una quantità bestiale di lavoro da fare, circa 6-8 ore di lavoro al giorno, lavoro sodo per intenderci, che devi fare tu, non la persona malata, e se tu non puoi, devi pagare qualcuno che vi aiuti, i costi salgono, salgono ,salgono. Per aiutare il paziente si possono poi fargli fare sedute di ozonoterapia, ovvero autotrasfusioni di sangue arricchito di ozono, e i costi salgono enormemente...insomma, è difficile.
Ma di per se' è un metodo veramente valido, che richiede sacrifici enormi da parte del paziente, dei parenti, del portafoglio, ma funziona.
Ovviamente, visto che il cibo Gerson fa sinceramente pena da un punto di vista organolettico, per chi è abituato a cibo normale, è bene che tutti i familiari lo adottino in casa, altrimenti il paziente dopo pochissimo crolla e si mette a mangiare di nuovo quello che mangiano gli altri.
E pochi familiari sono disposti a tale sacrificio.
E' davvero faticoso, tutta la giornata è solo un continuo lavoro per la terapia, fare succhi (e ti devi comperare a tutti i costi un estrattore a bassa velocità con costi dell'ordine dei mille-duemila euro), pulire, farei i clisteri, pulire, poi ci sono le reazioni eliminative, la depressione, la frustrazione, mica è facile, davvero non lo è, ma di per se' accidenti, funziona.

A Dobogokö sono specializzati nei tumori al seno e nei melanomi, se i problemi di tua moglie, che mi auguro siano solo di natura benigna, rientrano in queste due categorie, allora mi sento di dirti che la clinica in Ungheria potrebbe essere una buona scelta per imparare il metodo. Ma per tutti gli altri tumori, a posteriori, mi sento di dirti che sarebbe davvero consigliabile andare a Tijuana, dove invece hanno un panorama di esperienza molto piu' solida anche per altri tumori e possono aiutare molto di piu'.

Ovviamente mi auguro che i problemi di tua moglie siano davvero minimi e vi abbraccio con tutto il cuore per augurarvi un vero mare di amore, salute e felicità insieme.
Se decidete di avvicinarvi a questa terapia, preoccupatevi tempestivamente di trovare almeno un medico che sia disposto a accettare la terapia, a comunicare con la clinica, a seguirvi senza pregiudizi. E' importantissimo.

Il vero guaio delle medicine alternative è che, se le segui, sei solo come nel deserto. Io qua in Svizzera, nella patria dell'industria farmaceutica ho rischiato veramente di essere incriminata. Non te lo scrivo per fare una battuta.

E poi, tieni presente ovviamente, ora come ora, anche le medicine alternative sono un business, e funzionano con le logiche di un business.

Ripeto, il metodo è difficilissimo da mettere in pratica, ma molto molto molto valido.

CArissima Zucchina, grazie per i consigli per l'insalata, mi piacciono molto, li provo sicuramente, io faccio, quando non ho la pigrite, limone e succo di mela, ma le tue idee mi allettano alquanto :D

Bacioni a tutti :D

arbor
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da arbor » sab mag 12, 2012 3:32 pm

Dev’esser stata una prova davvero tremenda per te, cara ross0, la malattia terminale di tua mamma (ora mi spiego la tua improvvisa e lunga scomparsa dal forum). Avere la soluzione a portata di mano, e non poterla però applica rema: questo deve aver aggiunto, al dolore, anche un senso di impotenza e di frustrazione. Anch’io, come tanti del resto, ho vissuto un’esperienza simile con mia mamma nove anni fa, per un cancro in metastasi ai polmoni e al cervello. Allora ero vegetariano, sapevo poco di medicina alternativa, comunque la situazione di mia mamma era veramente disperata, tanto che persino i medici sconsigliarono la chemio. Oggi, con le conoscenze che ho acquisito e sulla base del nostro stile di vita, mi sento personalmente più al riparo da derive così dolorose e drammatiche. Questo non vale però per chi non condivide il mio nuovo stile di vita, ad esempio per mia moglie, la quale, chiarisco subito, non ha nessun cancro ma soffre da una vita di depressioni (disturbo bipolare), che cura pesantemente con i farmaci, senza tenere quasi in alcun conto l’alimentazione, che infatti è sempre stata molto disordinata. Se mia moglie fosse tanto saggia da cambiare stile di vita (alimentare in primis), si potrebbe pensare di ricorrere alla terapia Gerson (quella prevista per malattie non maligne, certamente molto meno impegnativa di quella completa). Il guaio è che non ci pensa proprio, tutta presa com’è dai suoi umori, dalle sue emozioni, dalle sue pesantissime dipendenze. Il nodo sta tutto nella testa: per passare alla terapia Gerson (o altra simile), occorre anzitutto capirne il valore e crederci, ma per capire e crederci bisogna avere la testa a posto, cosa non facile nel caso delle malattie della mente e dell’umore.
Venendo a te, cara ross0, adesso ci dici che lavori in Svizzera (suppongo che anche tu sia uno dei tanti cervelli in fuga dal nostro disgraziato Paese), dove se non altro trovi della frutta decente. E meno male che hai di che mangiare, visto che dov’eri prima (in Austria) non avevi quasi neppure quello: una cosa da non credere. Se aumentassimo il consumo di frutta e verdura fino a livelli adeguati alla nostra natura, cioè di almeno 10 volte, immagino che anche il problema del lavoro sarebbe pressoché risolto. E invece i nostri giovani sono a spasso o in giro per il mondo, quando l’agricoltura è derelitta e non c’è di che mangiare. Se non è un crimine questo. Spero comunque che tu possa tornare presto in Italia, e chissà che un giorno non ci si possa incontrare.
Tornando a me, sto proseguendo nella solita direzione (due chili e mezzo circa di frutta durante il giorno, alla sera insalatona cruda e verdura cotta), con il solito disturbo. Non devo aver fretta, farò un primo bilancio fra un paio di mesi, verso i primi di luglio. Ti terrò informata.

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marco urbisci
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da marco urbisci » dom mag 13, 2012 2:31 pm

Ciao Arbor... rispndo alla tua domanda:
"Una curiosità, vedo che Marco (di cui ho pure letto il suo bel libro puntiglioso e interessante) mette anche le patate, insieme ai broccoli carote ecc., fra le verdure a fibra insolubile: domanda, anche se cotte?"

La risposta è che se le verdure sono cotte non presentano più l'inconveniente della fibra insolubile. Dopo parecchie ricerche a riguardo, ho finalmente trovato un articolo su http://findarticles.com/p/articles/mi_m ... ntent;col1 (a proposito del Morbo di Crohn), in cui Patrick Donovan, medico naturopata e professore di gastroenterologia all’Università di Scienze Naturali di Seattle, sostiene che nei vegetali ben cotti, la cottura ne distrugge le loro fibre insolubili.

Grazie per avermi fatto questa domanda, così adesso so anche io con certezza quello che avevo istintivamente intuito. Infatti nei periodi in cui alla sera mi preparo le verdure cotte (durante il periodo gennaio-aprile, solitamente), ho sempre avuto la tendenza a farle cuocere in 2 dita d’acqua fino a che diventano belle morbide. A volte completo ulteriormente l’opera passandole al frullatore (che è un altro modo di neutralizzare le fibre insolubili, grazie all’azione meccanica delle pale del frullatore).

Certo, si potrebbe obiettare che così facendo si distruggono tutti i nutrienti, ma il mio punto di vista è che non mangio le verdure cotte per i nutrienti, che vengono comunque falcidiati dalla cottura, bensì per tanti altri motivi, es: d’inverno non c’è abbastanza frutta calorica e a volta mi stanco di mangiare solo banane e agrumi e così ricorro alle verdure per diversificare e non perdere peso; oppure la frutta non è maturata bene, a volte (come questo inverno) le banane sono decisamente stoppose; oppure perché (come questo inverno) faceva troppo freddo in casa; oppure perché mi ritrovo a mangiare al ristorante dove trovare frutta buona è impossibile e poi costerebbe troppo, e dove le insalate che servono sono ridicole (a volte mi porto un avocado per arricchirle un po’); oppure perché sono invitato a cena e non posso chiedere di prepararmi l’insalata che vorrei, perché anche nella più rosea delle aspettative mi preparerebbero (come già è successo) una “bella insalatona”… salvo poi scoprire che "è per tutti"!!! Oppure perché ho voglia di qualcosa di consistente, semplicemente perché, per uno dei motivi già detti, non ho mangiato abbastanza frutta durante il giorno; oppure perché mi vedo eccessivamente magro e quindi cerco di recuperare un po’ di calorie extra con le patate, prevalentemente.

Da maggio a dicembre tendo comunque a rimanere sul “tutto crudo”, anche perché mi trovo molto meglio in termini di digestione (a patto di non esagerare con gli avocado… mentre di semi non ne mangio). Comunque, lo ribadisco, ritengo che sia meglio ricorrere alle verdure cotte che non esagerare coi grassi.

A questo proposito, il Dr. Edward Howell, autorità mondiale sugli “Enzimi” (che costituiscono la ragione principale della dieta crudista), afferma (in “Enzymes for Health and Longevity”, uno dei suoi testi a cui la maggior parte delle autorità del mondo raw-vegan fanno riferimento) quanto segue:
Domanda (rivolta a Howell): “Che percentuale di cibo crudo, rispetto a cibo cotto, è necessaria affinché le attività enzimatiche dell’organismo funzionino senza la necessità di introduzione di integratori enzimatici?”
Risposta: “Ho asserito prima che una dieta contenente il 75% di calorie derivanti da cibo crudo e un 25% di calorie “cotte” rappresenta un vasto miglioramento rispetto ad una dieta totalmente priva di enzimi.”

Quindi il mangiare verdure, o eventualmente cereali, cotti può essere una soluzione alternativa (naturalmente di serie "B") al “tutto crudo”, a patto di mangiare durante il giorno prevalentemente frutta e verdura crude, in modo da assicurarsi il sufficiente apporto di vitamine, sali minerali, enzimi, fitonutrienti e antiossidanti.

Buona giornata. :D
Marco Urbisci

arbor
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da arbor » lun mag 14, 2012 7:46 am

A conferma di quanto sostieni, Marco, a proposito dell’effetto ammorbidente sulle fibre per opera della cottura delle verdure, c’è anche la teoria di Gerson (che mi sto leggendo in questi giorni). Gerson infatti ritiene che le verdure cotte siano necessarie per fornire al tratto intestinale una massa soffice per ammortizzare tutti gli alimenti crudi e i succhi consumati nel corso della giornata. Con due avvertenze. La prima è che la cottura sia fatta alla temperatura più bassa possibile. Questo significa evitare la cottura a vapore, perché il vapore è più caldo dell’acqua bollente. Quindi cuocere con un minimo di acqua (a parte le patate e le barbabietole intere, che vanno bollite in una quantità adeguata di acqua), a fuoco basso, facendo eventualmente uso anche di uno spargi fiamma. Questo tipo di cottura, secondo Gerson, non modifica la struttura colloidale dei nutrienti (proteine, minerali e alcune vitamine), e quindi non ostacola il loro assorbimento e assimilazione. Gli unici elementi danneggiati sono gli enzimi (ed alcune altre vitamine), ma qui interviene la seconda avvertenza, e cioè che la dieta Gerson prevede una grande quantità di enzimi dagli alimenti crudi e freschi (succhi in particolare ma non solo). Insomma le verdure cotte costituiscono pur sempre un apporto del tutto parziale e residuale rispetto all’intero, diciamo non più del 25%. Residuale, dunque, ma comunque secondo me importante, vista la società (con i suoi riti intorno al desco) e l’ambiente (non siamo in Amazzonia) in cui viviamo.
Penso anch’io, come te ross0, che la terapia Gerson sia davvero efficace e potente. Tra l’altro la trovo molto meticolosa, precisa, insomma tedesca. La cosa secondo me più interessante è che Gerson non si limita a provocare la disintossicazione; altrettanto efficace, da questo punto di vista, sono il digiuno e le varie diete disintossicanti a base di frutta consigliati dalle varie teorie igieniste. La peculiarità della terapia Gerson è che dispone di strumenti efficaci a fronteggiare le crisi eliminative, che invece le altre teorie accettano come “male” collaterale necessario e anzi benefico. Il fatto è che sarà pure benefica, ma una crisi eliminativa seria può anche essere micidiale, come nel caso dei malati di cancro (e magari pretrattati con chemio o altro) o comunque molto intossicati. Ti faccio il caso di mia moglie, che, quando fa la brava mangiando molta frutta, finisce presto per avere crisi furiose di emicrania, che immancabilmente risolve con ricorso massiccio ai farmaci, mandando tutto in vacca. Di qui il pregio della terapia Gerson, con i suoi clisteri di caffè in funzione anche (ma non solo) antidolorifica. Il guaio, con la terapia Gerson, sono le difficoltà tecniche organizzative ed economiche. Difficoltà, in società organizzata in tutt’altro modo come la nostra, purtroppo spesso insormontabili, come lo è stato anche nel caso di tua mamma.

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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da ross0 » mer mag 30, 2012 7:38 pm

Carissimo Arbor,

devo dire che leggerti mi fa sempre molto piacere, anche se con tanto ritardo.

Capisco molto bene tutto quello che scrivi, ho due sorelle in cura da decenni con psicofarmaci pesanti. E come te, non posso fare molto per aiutarle a orientarsi verso uno stile di vita migliore, perchè comunque le tossine della mente sono pericolose non certo meno di quelle che vengono dal cibo. E la mente, per cominciare a pensare positivo, ha bisogno disperato di liberare prima il corpo dalle troppe tossine. Un circolo difficilissimo da spezzare, se non viene dal diretto interessato.

Con mia mamma è stato purtroppo lo stesso. Si è convinta a cercare un'alternativa alla sua vita solo quando si è resa conto di avere un male incurabile con le medicine. E purtroppo arrivati a quel punto il rischio che qualcosa prenda la piega sbagliata per una serie di malaugurate coincidenze non è certo piccolo.

Spero veramente che tua moglie possa conoscere la propria guarigione.

So bene naturalmente che il mio augurio è molto ambizioso e che va ben al di là di cio' che è comune.

Carissimo fratello vegano, spero che il tuo cammino personale possa conoscere una svolta e portarti una meritatissima serenità, tanto appagamento e calore

un grosso grosso abbraccio e spero di trovarti di nuovo, qui o altrove
bacioni carissimo

arbor
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Re: Gioie e dolori di una nuova crudista

Messaggio da arbor » ven giu 01, 2012 7:41 am

Sintetizzando la mia situazione direi che sono parecchio frastornato ma tengo duro. Di risultati niente, anche se per la verità ho avuto un paio di giorni di feci quasi regolari: il che mi ha fatto per un momento sperare di aver imboccato la strada giusta, salvo subito dopo esser smentito dal ritorno alle feci molli. Dicevo frastornato, per diversi motivi. Anzitutto per il calo di peso che ho avuto dopo l’abbandono dei cereali: da 65 a 60 kg, per 169 di altezza. Con relativi rimbrotti di famigliari e amici. Da cui i miei tentativi di correre ai ripari aumentando le quantità di cibo. Sono così passato dai 2,5kg di frutta (+ 0,5kg di verdura cruda) ai 3 e perfino a 4 kg di frutta (+ 1 kg di verdura), ma è stato un passaggio piuttosto forzato, accompagnato da inappetenza oltre che dal solito (forse anzi peggiorato) problema. Per incoraggiarmi ad incrementare le quantità, ho pensato alle 3.000 calorie consumate quotidianamente da Marco, che se non sbaglio significa 6 kg di frutta circa. Ma mi sa che questo non fa ancora per me: sono ancora in fase di transizione, non devo esagerare con le quantità, neppure se di cibo buono, come ci ricorda Erhet (che sto leggendo in questi giorni, sulla scorta della storia di Flib). Anzi ho pensato che forse dovrei cercare di favorire in ogni modo l’espulsione delle vecchie scorie, facendo magari ricorso a qualche strumento coercitivo, tipo il clistere o l’innerclean (di cui parla Flib, facendo riferimento a Erhet; ma ci sono anche i clisteri di caffè della terapia Gerson, di cui parla ross0). Infine c’è la questione dei digiuni, che forse potrebbero giocare una parte piuttosto decisiva: ma qui c’è la grossa incognita dell’ulteriore calo di peso, uno spauracchio che mi metterebbe nella insostenibile posizione di bersaglio della riprovazione familiare e sociale. Insomma è un bel casino e non so più bene cosa fare. Penso che, in mancanza di qualche dritta illuminata su digiuno e clistere, nei prossimi giorni proseguirò con la dieta attuale (frutta e verdura crude, niente cereali, qualche verdura cotta saltuaria), moderando però le quantità (diciamo non più di 3 kg di frutta), per non pesare troppo sul processo di eliminazione in corso. Un processo, temo, ancora necessario, dopo 50 anni di abusi di ogni genere (escluse le droghe), pagati con una serie infinita di sofferenze: cito per tutte, le tonsille a tre anni di età, le adenoidi a 4, l’appendicite a 16, l’infarto a 50 (solo a 54 anni ho eliminato l’ultima pastiglia). Una cosa resta comunque certa, ed è che continuo a tener duro. In questo, l’esempio di ross0, ma anche di Marco e di Flib, mi sono di enorme conforto. Un abbraccio a tutti.
P.S. Chiedo scusa a Zucchina per l'invasione di campo.

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