AGAPO: NICOLOSI NON SI E' INVENTATO NULLA

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aurea
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AGAPO: NICOLOSI NON SI E' INVENTATO NULLA

Messaggio da aurea » gio mar 22, 2012 4:46 pm

Tratto da: "AGAPO Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali"

TESTIMONIANZA

"NICOLOSI NON SI E' INVENTATO NULLA"


Sono un omosessuale poco più che ventenne. Devo dire la verità non sono affatto la classica checca.
Di aspetto non molto mascolino ma cmq non si direbbe mai a vedermi dall'esterno che nutro certe attrazioni. Sinceramente non so dire se io sia omosessuale o mi sia semplicemente abituato fin da molto giovane a fare sesso con persone dello stesso sesso.
Ad ogni modo a parte esperienze esclusivamente materiali (prolungate) durante l'adolescenza ho avuto (con un uomo) un unica storia durata forzatamente più di un anno; già al terzo mese però non volevo più continuare ma la persona che mi era accanto mi ha ripetutamente violentato in senso psicologico a rimanere insieme giocando sulla "spettacolarità" delle sue crisi isteriche che avvenivano ad ogni mio tentennamento sulla volontà reale di una nostra relazione. In sostanza io volevo solo fare sesso con lui,
che neanche mi piaceva poi così tanto, mentre lui voleva che lo amassi..ma quando gli dicevo "ti amo" non mi sentivo me stesso.
Dalla fine della nostra storia (tra le peggiori vicende della mia vita) ho iniziato a distaccarmi da tutto quel modo di intendere le cose e ho iniziato a cercare degli aspetti "spirituali" e profondi che potessero anche conciliarsi con la mia omosessualità e la ricerca di un amore.
Insomma cercavo, la verità, cercavo me stesso!
Mi spiego: non volevo più il giocarello e basta. E pur sostenendo fino all'ultimo l'idea di coronare la mia condizione con una relazione alla fine ho capito (mio malgrado) che due persone dello stesso sesso non possono stare insieme.

Io mi trovo molto d'accordo con quanto voi sostenete. Anzi, le vostre ragioni per me sono proprio ovvie! In particolare quando dite che la sofferenza dell'omosessuale è solo "in ultimo" dovuta alle discriminazioni sociali e prima di tutto alla condizione stessa: tutto assolutamente vero! Sia ben chiaro però, ammettere queste cose fa male a me stesso in primis!
Il fatto paradossale è che io provenendo da una famiglia tranquilla con due genitori "di paese" le cui idee (tra le tante anche quelle sull'omosessualità) sono modellate inconsapevolmente dai media; così mi sono trovato io stesso, nel peculiare e tragicomico compito di fornire loro queste spiegazioni, trovando a volte non poca resistenza dovuta a queste loro idee incrostate nei loro cervelli dalla TV.
Ho visto anche il video su Luca di Tolve al quale auguro felicità, senza riservarmi il diritto di indagare sulla veridicità del suo cambiamento ciò che mi ha sconvolto anche nei commenti a quel video è un oscuramento grossissimo della verità che la lobby gay è riuscita a compiere in pochi anni di potere, al punto che certi
motti (l'ormai sentenza-filastrocca dell'OMS che proclama la normalità degli atti omosessuali), sembrano aver assunto la forma di ritornelli scacciapensieri da tirar fuori ad ogni occasione di "omofobia" (la quale il più delle volte è rappresentata da una semplice opinione contraria alla lobby gay piuttosto che da un reale atto discriminatorio).

A parte lo schifo dei locali, vedo che la lobby gay ha capito benissimo come accalappiare sostenitori. Lo fa infatti con i più giovani. Io, questi ambienti un po' li ho girati; sia in internet che dal vivo è pieno di ragazzi stupendi e intelligenti che vanno in giro a cercare l'amore che poi in realtà è sesso. Spesso fino a 17 o giù di lì, fanno sesso a rotta di collo senza protezione e rischiano davvero grosso oltre il fatto che non si rendono conto che cercano una cosa che alla fine non trovano mai (tantomeno in quel modo).

Fatto sta che però esistiamo. Io mi reputo una persona molto analitica, e grazie a questa mia caratteristica e ad una buona profondità di pensiero sono addirittura riuscito a "far cambiare" idea alla mia psicologa (che sin dal primo incontro mi ha ribadito l'imposta normalità dell'orientamento omosessuale), dato che ne sono risalito in toto alle cause.
Ci sono riuscito da solo!! Questo per dire che Nicolosi non si è inventato assolutamente nulla!
Però io alla fine in questa posizione particolare capisco anche gli attivisti perché è molto più comodo
ripiegarsi sulla finta verità del gay che può diventare felice e bello ricco e sempre giovane, piuttosto che riconoscere a pieno la propria condizione di sofferenza e di limite seppur portare avanti tale atteggiamento è un atto apparentemente autolesionista.

Andare avanti con una consapevolezza come la mia vi assicuro che è mille volte più difficile che vivere da gay per tanti motivi.
Siamo dei "non amati" per certi versi. Quest'offesa ha ucciso proprio noi che eravamo solo più sensibili degli altri.
Quanto amore avremo potuto dare ai nostri figli se non avessimo ricevuto questa ferita??? tutto quello che non c'hanno dato,i nostri padri?? No...forse anche di più!!
Mi sento letteralmente offeso da eventi ostentatari come il family day tanto ostentati quanto il Gay Pride. Due modi diversi di raccontare una barzelletta. Io, pur non potendone costruire una per volontà non mia, sono un veneratore della famiglia. Però se è vero che questa non si cura propinando omosessualità a destra e a manca allora diciamolo apertamente che non si cura neanche andando a fare a gara con il numero di figli procapite. La famiglia sta in crisi!! ok troppo facile fare i dottoroni senza prendere gli esempi nel vissuto personale di chi certe mancanze la ha subite.
Io sono un utopico però mi andrebbe di fare un sacco di cose rivolte al bene in questa mia sofferenza.
Io mi reputo abbastanza paterno e sarei felice se in futuro potessi offrire gratuitamente questo tipo di amore ad un bambino magari orfano di padre o figlio di una ragazza madre; ne sarei infinitamente grato a Dio.

Per quanto riguarda la terapia riparativa, non penso di averne bisogno perché ho riconosciuto da solo per filo e per segno tutte le cause. Poi più che terapia lo chiamerei "cammino". Purtroppo non penso che sia funzionale (ad un certo punto però è talmente tanta l'idea di una famiglia che secondo me si è disposti anche a fingere) questo perché è tutta la nostra crescita che è stata viziata in un unica direzione e quindi tutta la nostra persona in un certo senso manca profondamente di certe caratteristiche comportamentali che in genere si formano dopo anni e anni da bambini e non da adulti.
Da quando ho scoperto di essere omosessuale tutta la mia vita ha subito un declino mostruoso soprattutto perché penso che un domani sarà molto più difficile di oggi.

CIAO


http://www.agapo.net/testimonianze/anch ... olosi.html
AGAPO si intende ispirata dai seguenti valori fondamentali:

Amore: nulla può incrinare l’amore per il nostro figlio, fratello o amico interessato dal problema dell'attrazione verso lo stesso sesso ( SSA-same sex attraction ). Anzi, è questo il momento in cui ci sentiamo più vicini al nostro caro. Curiamo con delicatezza e con ascolto la relazione con lui per aiutarlo a chiudere con pazienza e fiducia la lacerazione interiore emersa.

Verità: amore e verità non significano “dire quello che fa piacere all’altro”. Oggi è pensiero diffuso soprattutto nei media che l’omosessualità sia una “variante naturale della sessualità umana”, che prometterebbe grande felicità se non ci fosse l’ostilità del mondo attorno. Questo punto di vista può risultare seducente, ma non risponde alla realtà, ai dati e alle informazioni basate su fatti anziché opinioni, per quanto queste siano difficili da reperire.

Sessualità: è una forza della vita e quindi un valore. E’ l’espressione del dono vicendevole che due persone, differenti nella loro corporeità ed essenza, si fanno quando entrano tra di loro in una relazione d’amore, per completarsi ed arricchirsi armoniosamente. E’ significativo che etimologicamente sessualità deriva dal latino secus, che significa tagliare, separare, attinente a ciò che distingue l’uomo dalla donna.

Cambiamento: punto essenziale della vita dell’uomo è quello della sua trasformazione continua, etero o omosessuale che sia. Sentenze come “tu sei così” o “una volta gay sempre gay” sono volte a togliere la libertà alla persona e a in una identità, forse in quel momento scontata o più facile, ma profondamente limitante e falsa.

Libertà: riteniamo che ogni cambiamento non possa che basarsi sulla libera scelta della persona; crediamo fortemente in quella libertà che possa andare oltre il recinto sociale, psicologico, spirituale e intellettuale che la società sembra avergli predisposto, quella sola libertà che ci possa rendere liberi dai condizionamenti sociali e dalla logica di mercato.

Neutralità politica: riteniamo la pluralità delle opinioni e dei punti di vista una risorsa per la società. Siamo invece contrari a teorie estreme tese a mettere in questione la natura dell’uomo e i suoi diritti naturali, come la teoria del genere o il pensiero razzista.

Accoglienza: ogni manifestazione dell’umana debolezza è da considerare non estranea a noi stessi e può essere utilizzata per la crescita della persona, purché non negata, né presentata come espressione di normalità.

Tolleranza: significa reggere, sostenere, patire insieme; la tolleranza è, in effetti, il rispetto dell’altro in una condivisione. Al contrario, omofobia e ipocrisia travestita da tolleranza, quest’ultima forse ancor più diffusa della prima, sono strettamente legate all’ignoranza e possono causare ai nostri figli, familiari o amici effetti devastanti quali l’immensa sofferenza per essere derisi o per essere incasellati, se non imprigionati, in uno stereotipo quale quello dello stile di vita gay.

Riservatezza: l’attività di AGAPO, Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali, è basata sulla riservatezza, sia in senso giuridico (privacy) che morale ed etico, ossia che non condanna o giudica, ma si mette a disposizione, per chi lo richieda, di intervenire con la massima discrezione e riservatezza.

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Re: AGAPO: NICOLOSI NON SI E' INVENTATO NULLA

Messaggio da alFaris » dom mar 25, 2012 1:21 pm

Ad uso dei lettori della conferenza, sarà utile ricordare chi sia il Nicolosi (Joseph) citato nel precedente messaggio: http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Nicolosi. In particolare, «Per quanto riguarda l'Italia, le terapie riparative promosse da Nicolosi sono state oggetto di una presa di posizione dell'Ordine Nazionale degli Psicologi Italiani che, rifacendosi ai principi del proprio Codice deontologico, ha espresso una valutazione per cui "lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona", perché andrebbe contro i principi espressi dal Codice Deontologico degli Psicologi, non essendo dimostrato in modo scientifico ed inconfutabile che l'omosessualità sia di per sé una psicopatologia [5] ».

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IL PARERE DEL PROFESSOR FRANCESCO BRUNO

Messaggio da aurea » dom mar 25, 2012 6:52 pm

Sì, certamente, anche il professor Francesco Bruno è stato denunciato dagli attivisti gay per aver espresso la sua opinione in merito. Non prendo come verità unica e assoluta quella espressa del professor Bruno ma certamente la tengo in considerazione, come non prendo per assoluta verità neppure quello che sostengono gli attivisti gay; anche perché la stessa OMS ha definito l'omosessualità una variante naturale del comportamento umano, ma non ha preso posizione rispetto alla possibile causa di tale variabilità.
Quindi tutto è ancora suscettibile di approfondimenti e verifiche.

Lo psichiatra Francesco Bruno ha dichiarato che ...

mercoledì 11 gennaio 2012
"FINALMENTE UNO PSICHIATRA CHE HA IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITA': L'OMOSESSUALITA' E' ANORMALITA'


Che non mi rompano più le scatole i pederasti. Ho già scritto che l'omosessualità è un errore della natura dovuta ad errori di trascrizione del DNA nell'RNA e a disfunzioni ormonali (tanto è vero che il cervello degli omosessuali "maschi" risulta più piccolo e più simile a quello delle donne). Leggere in proposito Che cos'è l'uomo del biologo Jean Didier-Vincent (Garzanti). Ora finalmente lo psichiatra Francesco Bruno riconosce (troppo tardi) che l'omosessualità è una anormalità, anche se non direi che è una malattia.
Ma ho anche scritto che la Chiesa, piuttosto che prendersela con gli omosessuali, nati tali e non per libera scelta, dovrebbe prendersela con Dio per avere creato una natura così mal fatta, piena di errori e di malattie. Omosessuali si nasce, non si diventa. Ma non per questo si giustifica l'arroganza di pederasti e lesbiche che pretendono di essere normali. Debbono smetterla con le loro pagliacciate pubbliche e con il cosiddetto "orgoglio omosessuale". Orgoglio di che? Di incularsi pretendendo di cancellare la distinzione naturale tra il culo e la vagina? Ma che la smettano questi disonesti. E' la loro disonestà che è la cosa più insopportabile oltre allo schifo..."

http://pietromelis.blogspot.it/2012/01/ ... ha-il.html

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Re: AGAPO: NICOLOSI NON SI E' INVENTATO NULLA

Messaggio da aurea » lun mar 26, 2012 1:06 pm

A proposito del link sopra riportato dal moderatore a questo riferimento:

08/01/2008 - Omossessualità e "terapia riparativa". Lo psicologo non deroga mai

In relazione alle polemiche innescate dal reportage di Davide Varì pubblicato su Liberazione riteniamo utile fornire alcuni elementi di riflessione. Lo psicologo non deroga mai ai principi del Codice Deontologico nessuna ragione né di natura culturale né di natura religiosa, di classe o economica può spingere uno psicologo a comportamenti o ad interventi professionali non conformi a tali principi. Questo non certamente per timore delle possibili sanzioni (che pur gli Ordini puntualmente comminano), ma perché i principi del Codice sono intimamente e inestricabilmente connessi con la cultura, il sapere e il saper fare dello psicologo. "Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri…. " e quindi "nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. …" E’ evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna "terapia riparativa" dell’orientamento sessuale di una persona.

------------------------------------------

Credo che un omosessuale (e i suoi familiari) che non accetti o si senta sconvolto dalla sua omosessualità debba avere il diritto di farsi aiutare come meglio sente di poterlo fare ed affidarsi a bravi psicologi. A tal proposito vi invito a leggere anche questo:

Approfondimento F66.1

È questo il codice delle Classificazione Internazionale delle Malattie dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) con cui quest’ultima riconosce il diritto alla libera scelta terapeutica degli omosessuali ego-distonici. Testualmente il codice recita:

F66.1 - Orientamento sessuale egodistonico: l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati, e può cercare un trattamento per cambiarla.


Questo diritto viene contestato dalle agenzie gay (ARCIGAY, AGEDO ecc.) e dall’Ordine degli Pscicologi Italiano, con la seguente argomentazione:

l’omosessualità di per sé costituisce una variante del comportamento sessuale umano e nessuna terapia può essere effettuata per cambiare un orientamento sessuale a priori. Il compito dell’operatore della salute mentale (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta) di fronte a un caso di omosessualità egodistonica è pertanto quello di aiutare il paziente ad armonizzare la sua tendenza con il resto della personalità in modo egosintonico, e non quello di modificare la tendenza.

Senza fornire alcuna motivazione scientifica (= risultati di ricerche primarie) si citano numerosi pareri-opinioni di altresì enti scientifici nel mondo, ripetendo sempre lo stesso sillogismo: l’omosessualità non è una malattia, ove non c’è malattia non c’è cura, gli omosessuali quindi non si curano.
Tale formula non solo va contro il principio fondamentale della buona sanità, ma anche contro i principi della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che definisce la salute come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non come semplice assenza di malattia".

Posti davanti alla domanda perché l’Ordine degli Pscicologi Italiano cerca di impedire ai suoi membri di rispondere positivamente agli omosessuali non-gay egodistonici quando questi chiedono aiuto, il vertice dell’Ordine si giustifica sostenendo in modo aprioristico che l’egodistonia è riconducibile soltanto all’”omonegtività” della società, alla conseguente omofobia interiozzata, al minority stress e via dicendo – in faccia al vissuto concreto del paziente egodistonico.


In questo modo l’Ordine degli Pscicologi Italiano nega agli omosessuali non-gay la capacità di intendere e comprendere, richiudendoli in una nuova categoria di patologia (“omofobia interiorzzata”).
In sintesi, l'attuale vertice dell'Ordine degli Psicologi:

- non rispetta il codice F66.1 dell’OMS
- ignora la definizione di salute dell’OMS (applicandone una vecchia e più ristrettiva)
- patologizza gli omosessuali non-gay

http://www.agapo.net/documenti/approfondimentof661.html

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Re: IL PARERE DEL PROFESSOR FRANCESCO BRUNO

Messaggio da alFaris » mer mar 28, 2012 8:43 pm

aurea ha scritto:Sì, certamente, anche il professor Francesco Bruno è stato denunciato dagli attivisti gay per aver espresso la sua opinione in merito.
Precisazione: il dottor Bruno è stato denunciato perché il 31 gennaio 2010 ha rilasciato un'intervista al sito cattolico conservatore "Pontifex" dove ha dichiarato che l'omosessualità è una patologia e un grave disordine mentale. Tuttavia, l'Ordine dei Medici ha respinto la denuncia: e questo, sinceramente, mi lascia perplesso. Come dire: da una parte la medicina non considera l'omosessualità una patologia, ma il medico lo può asseverare senza tema. Quindi, giustamente:
aurea ha scritto:Non prendo come verità unica e assoluta quella espressa del professor Bruno ma certamente la tengo in considerazione, come non prendo per assoluta verità neppure quello che sostengono gli attivisti gay; anche perché la stessa OMS ha definito l'omosessualità una variante naturale del comportamento umano, ma non ha preso posizione rispetto alla possibile causa di tale variabilità.
Quindi tutto è ancora suscettibile di approfondimenti e verifiche.
Anche nell'Ordine dei Medici.

[...]

Quanto invece al dottor Pietro Melis, costui sembra che abbia lasciato il cervello nel cassetto, e fatto ciò si sia messo a straparlare:
Pietro Melis ha scritto:Che non mi rompano più le scatole i pederasti. Ho già scritto che l'omosessualità è un errore della natura dovuta ad errori di trascrizione del DNA nell'RNA e a disfunzioni ormonali (tanto è vero che il cervello degli omosessuali "maschi" risulta più piccolo e più simile a quello delle donne). Leggere in proposito Che cos'è l'uomo del biologo Jean Didier-Vincent (Garzanti).
Errori di trascrizione del DNA nell'RNA?! Mai sentito parlare. Mi piacerebbe trovare le relazioni a questi studî, così tanto per leggerli. Ah, dottore, per cortesia: si rimangi il termine "pederasta", ch'è tutt'altro che omosessuale.
Pietro Melis ha scritto:Ora finalmente lo psichiatra Francesco Bruno riconosce (troppo tardi) che l'omosessualità è una anormalità, anche se non direi che è una malattia.
Il dottor Bruno ha parlato di "malattia": http://www.repubblica.it/politica/2012/ ... -27876449/. Strano che si debba ricordare questa definizione a un dottore; ma ancor peggio è quel che scrive dappresso:
Pietro Melis ha scritto:Ma ho anche scritto che la Chiesa, piuttosto che prendersela con gli omosessuali, nati tali e non per libera scelta, dovrebbe prendersela con Dio per avere creato una natura così mal fatta, piena di errori e di malattie.
Dottore, si prenda un calmante, ch'è meglio...
Pietro Melis ha scritto:Omosessuali si nasce, non si diventa.
Dove sta scritto, dottore? quale relazione medica statuisce senza dubbio l'origine del comportamento sessuale?
Pietro Melis ha scritto:Ma non per questo si giustifica l'arroganza di pederasti e lesbiche che pretendono di essere normali. Debbono smetterla con le loro pagliacciate pubbliche e con il cosiddetto "orgoglio omosessuale". Orgoglio di che? Di incularsi pretendendo di cancellare la distinzione naturale tra il culo e la vagina? Ma che la smettano questi disonesti. E' la loro disonestà che è la cosa più insopportabile oltre allo schifo..."
Sono proprio le parole che mi aspetterei da un bravo medico: che affabilità, che cortesia, che intelligenza traspaiono dal suo eloquio.

P.S.: non faccio colpa ad aurea, tuttavia spero che sia l'ultima volta che questo pezzente sia citato nella conferenza. Un simile vocabolario stonerebbe finanche in bocca a un borgataro, figurarsi in quella di un dottore.

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Re: AGAPO: NICOLOSI NON SI E' INVENTATO NULLA

Messaggio da alFaris » mer mar 28, 2012 9:02 pm

aurea ha scritto:Credo che un omosessuale (e i suoi familiari) che non accetti o si senta sconvolto dalla sua omosessualità debba avere il diritto di farsi aiutare come meglio sente di poterlo fare ed affidarsi a bravi psicologi.
Argomentazione più che fondata, se non fosse per un particolare:
aurea ha scritto:Credo che un omosessuale (e i suoi familiari) che non accetti o si senta sconvolto dalla sua omosessualità...
Quel «i suoi familiari», che sottende la coppia "mamma e papà", dice molto riguardo la posizione dell'Ordine degli Psicologi. Se si trattasse di una situazione relativa al singolo, come appunto nel caso citato
F66.1 - Orientamento sessuale egodistonico: l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati, e può cercare un trattamento per cambiarla.
sarebbe anche giusto che una persona fosse coadiuvata nella ricerca del proprio "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale". Ma se a spingere fossero mamma, papà, gli amichetti della scuola, eccetra allora è giusto evitare di mettere mano alla mente. Peraltro, come? Con una terapia? per qualcosa che malattia non è? Con un percorso? per essere "accettato" dal microcosmo ove il singolo vive? Ecco perché
aurea ha scritto:Questo diritto viene contestato dalle agenzie gay (ARCIGAY, AGEDO ecc.) e dall’Ordine degli Pscicologi Italiano
i quali appunto giungono alla conclusione che non sia un problema scientifico (ed ecco perché la posizione dell'Ordine è assunta
aurea ha scritto:Senza fornire alcuna motivazione scientifica (= risultati di ricerche primarie)
perché
aurea ha scritto:l’omosessualità non è una malattia,
), bensì sia un problema sociale
aurea ha scritto:l’egodistonia è riconducibile soltanto all’”omonegtività” della società, alla conseguente omofobia interiozzata, al minority stress e via dicendo – in faccia al vissuto concreto del paziente egodistonico.
per il quale occorrono altre soluzioni, che però attengono più alla politica che alla medicina.

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Re: IL PARERE DEL PROFESSOR FRANCESCO BRUNO

Messaggio da aurea » gio mar 29, 2012 2:55 am

Il pederasta è colui che pratica la pederastia (può essere usato come sinonimo di omosessuale) cioè la relazione con un adolescente (non c'entra nulla con l'omosessualità? Ne sei davvero convinto?) Sei bravo, comunque, moderatore, sei abbastanza furbo, ma solo per questo forum, a mio sommesso parere. Quanto a Melis, non è un giornalista? A me interessa il parere di Francesco Bruno non di Melis.
alFaris ha scritto:ma ancor peggio è quel che scrive dappresso:
Pietro Melis ha scritto:Ma ho anche scritto che la Chiesa, piuttosto che prendersela con gli omosessuali, nati tali e non per libera scelta, dovrebbe prendersela con Dio per avere creato una natura così mal fatta, piena di errori e di malattie.
Dottore, si prenda un calmante, ch'è meglio...
Oh, ma allora... davvero il prode moderatore è diventato credente! Chissà di che è la colpa! Era più divertente da ateo però.

Per quanto riguarda "i familiari" degli omosessuali, è ovvio che siano coinvolti in primo luogo mamma e papà, sia se accettano allegramente l'omosessualità del figlio che a sua volta lo accetta, sia quando si rendono conto che il proprio figlio soffre perché non non accetta la sua omosessualità.

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Re: IL PARERE DEL PROFESSOR FRANCESCO BRUNO

Messaggio da aurea » gio mar 29, 2012 3:02 am

Il pederasta è colui che pratica la pederastia (può essere usato come sinonimo di omosessuale) cioè la relazione con un adolescente (non c'entra nulla con l'omosessualità? Ne sei davvero convinto?) Sei bravo, comunque, moderatore, sei abbastanza furbo, ma solo per questo forum, a mio sommesso parere. Quanto a Melis, non è un giornalista? A me interessa il parere di Francesco Bruno non di Melis.
alFaris ha scritto:ma ancor peggio è quel che scrive dappresso:
Pietro Melis ha scritto:Ma ho anche scritto che la Chiesa, piuttosto che prendersela con gli omosessuali, nati tali e non per libera scelta, dovrebbe prendersela con Dio per avere creato una natura così mal fatta, piena di errori e di malattie.
alfaris ha scritto:Dottore, si prenda un calmante, ch'è meglio..
Oh, ma allora... davvero il prode moderatore è diventato credente! Chissà di che è la colpa! Era più divertente da ateo però.

Per quanto riguarda "i familiari" degli omosessuali, è ovvio che siano coinvolti in primo luogo mamma e papà, sia se accettano allegramente l'omosessualità del figlio che a sua volta lo accetta, sia quando si rendono conto che il proprio figlio soffre perché non accetta la sua omosessualità.

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Re: AGAPO: NICOLOSI NON SI E' INVENTATO NULLA

Messaggio da aurea » gio mar 29, 2012 5:15 pm

L’Ordine dei Medici ha rispedito al mittente la denuncia fatta dall’Arcigay al dottor Bruno perché tutti hanno la libertà di esprimere pareri, specialmente se hanno titolo a farlo; non viviamo in un regime dittatoriale (come forse sarebbe più consono al carattere di qualcuno).

Un'altra considerazione: nell'atto sessuale c'è sempre la componente femminile e quella maschile, difatti anche nel rapporto omosessuale c'è il partner "attivo" e quello "passivo", di conseguenza la componente fondamentale dell'atto e del piacere sessuale è determinato esclusivamente dalla dinamica eterosessuale: quindi, è ovvio che l'eterosessualità debba essere considerata almeno più normale, cioè più adatta, maggiormente orientata al soddisfacimento del piacere prodotto dal rapporto sessuale. Se così non fosse non ci sarebbe l'omosessuale "passivo".
Oltretutto occorre considerare anche che il piacere sessuale spesso è indifferenziato negli animali, ma anche nei bambini, a volte negli adolescenti e qualche volta può esserlo anche negli adulti; però se viene fatta la scelta anche solo idealizzata o fantasticata del rapporto omosessuale e subentra poi, nei fatti, l’esperienza omosex e l'abitudine ad essa, logicamente la persona è ormai orientata all'omosessualità. L’abitudine è un fattore molto influente su ogni tipo di scelta che facciamo. Il termine stesso deriva dal latino habitus che vuol dire abito, aspetto esteriore, quindi l’aspetto esteriormente che si mostra agli altri e a sé stessi per azioni ripetute ed acquisite.
Se a tutto questo aggiungiamo pure che la componente o l'istanza affettiva, costantemente presente in ogni individuo, è molto forte, ecco che non è poi tanto difficile sfociare poi in un attaccamento verso persone dello stesso sesso e "diventare" omosessuale.
Occorre ancora ribadire che l’ambito della omosessualità è complesso e presenta molte sfaccettature, ho letto che vi sono, per esempio, anche individui in cui c’è un desiderio di travestitismo senza pulsione omosessuale, oppure di altri particolari desideri compulsivi che rientrano nelle parafilie.

Certamente le cause dell’omosessualità, nonostante numerosi e svariati studi, non sono state definite, tuttavia è indubbio che, a determinarla, possano entrare in gioco molti fattori sia psicologici che fisici; la stessa OMS pur avendo definito l'omosessualità una variante naturale del comportamento umano, non ha preso posizione rispetto alla possibile causa di tale variabilità.
Inoltre L'OMS non spiega nemmeno a quale fine potrebbe essere orientata la variabile omosessuale, mentre l'eterosessualità si sa che ha un suo preciso e ben definito scopo. Pertanto, l’eterosessualità si deve considerare, come minimo, più normale o più adatta allo stesso soddisfacimento sessuale.

E non ha un significato preciso sostenere e stabilire che l’omosessuale egodistonico "soffre di omofobia interiorizzata" (questa sì, è una malattia?); specialmente nella società attuale dove a momenti è dichiarata anormale proprio l'eterosessualità.
Come è vero che l'omosessualità è _anche_ una scelta ben determinata per molti. Ne è una lampante dimostrazione il fatto che in certi contesti come, per esempio, le carceri, i rapporti omosessuali sono ben praticati. Come è ben risaputo che, specialmente tra i giovani, avere rapporti anche omosessuali è considerato trasgressivo, e non parliamo delle squallide realtà in cui l'omosessualità diventa un mezzo di sostentamento.

Che nessuno si sogni di dire che tutto questo non esiste, che non è vero, e che tutto è normale.
E che nessuno si sogni di dire che coloro che si pongono queste domande sono “omofobici“ e che hanno pregiudizi: se un omosessuale mi invitasse a pranzo, io personalmente, accetterei ...

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Re: IL PARERE DEL PROFESSOR FRANCESCO BRUNO

Messaggio da aurea » ven mar 30, 2012 8:45 pm

alFaris ha scritto: P.S.: non faccio colpa ad aurea, tuttavia spero che sia l'ultima volta che questo pezzente sia citato nella conferenza. Un simile vocabolario stonerebbe finanche in bocca a un borgataro, figurarsi in quella di un dottore.
Cosa vorrebbe significare: "non faccio colpa ad aurea" ? L'ho messo io questo collegamento. Comunque, intendevo soltanto riportare la dichiarazione del professor Bruno e non ho fatto in tempo a correggere (o meglio, sostituire) il messaggio. Pertanto, sarei d'accordo, se ritenuto ancora opportuno, per l'eventuale eliminazione del post in questione.

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