Seghe mentali e dualismi di personalità
Inviato: mer mar 21, 2012 10:21 pm
Innazitutto, buona sera a tutti 
È da circa un mese che penso di scrivermi a qualche forum vegan e finalmente questa sera ne ho scelto uno che trovo adatto. Ho letto un po' qua e là e mi sembra di poter trovare le "risposte" ai miei mille dilemmi D: O quantomeno dei consigli ^_^
Mi scuso preventivamente perché so già che scriverò un papiro, la concisione non è una delle mie virtù, specialmente quando parlo di me.
Ho anche qualche dubbio sul fatto che sia la sezione giusta, ma "Panico e Depressione" mi sembrava eccessivo. Nel caso, mi scuso di nuovo.
Dunque... all'inizio del 2011 sono diventata vegetariana, per più di un motivo, ma nessuno etico o, almeno, non convintamente etico. Ero in sovrappeso (lo sono tuttora, ma nel 2010 ero al limite dell'obesità) ed avevo letto il libro di Allen Car (non so se lo conoscete) per perdere peso. Quella che consigliava, in effetti, era una dieta crudista, ma io ho cominciato con quella vegetariana, perché crudista sarebbe stata troppo estrema e la mia famiglia non l'avrebbe mai accettata. Inoltre, soffrivo di dolorosissime gastriti, per le quali dovevo prendere farmaci a tutte le ore del giorno e, sempre nel libro di Allen Car, si affermava che con una dieta dissociata di tipo vegetariano si accusavano molti meno disturbi a livello gastro-intestinale. Ho voluto provare ed ho ricevuto benefici su tutti i fronti. Ho perso 16 chili nel corso di tutto l'anno e non ho più avuto problemi di gastriti. Un sollievo incredibile. Inoltre, ho avuto meno problemi anche con l'asma, perché, a quanto pare, erano le infiammazioni gastriche ad impedirmi di respirare. Insomma, niente più disgustosi farmaci e niente più inalatori.
Ero infuriata coi medici, perché mai nessuno mi ha informata di questa possibilità. Forse non ne erano a conoscenza, ed allora la rabbia cresce per via della loro ignoranza.
La scelta etica è venuta in seguito. Mi sono avvicinata al buddhismo (non sono, però, buddhista) e la lettura dei testi del Dalai Lama mi ha ispirato molto a cercare di danneggiare il meno possibile il prossimo, che si tratti del ragno che mi terrorizza, del fastidioso vicino di casa o di un maialino rinchiuso in mezzo metro quadro di spazio, nato e cresciuto per essere trasformato in cibo. Ho cominciato ad informarmi sulla detenzione di animali nelle produzioni industriali, ho scoperto come si fa il formaggio ed in che condizioni vengono tenute le galline nelle loro carceri e la scelta vegan è venuta da sé. Quasi da un giorno all'altro, non sono più riuscita a mangiare le uova e quei pochi formaggi che ogni tanto mangiavo. Anche volendo, non sono riuscita ad ingerirli, quasi neanche a pensarlo.
Ed ecco come sopraggiungono le seghe mentali.
Sono pasticcera. È una professione alla quale sono arrivata con duri sforzi e sacrifici ed alla quale non posso rinunciare. È quello che so fare, quello in cui sono brava, quello che amo. Ma come conciliare le due cose? Sono mesi che mi dico che alla fine dovrò rinunciare o al mio lavoro o alla mia dieta/etica. Al momento riesco a conciliare le due cose perché sono rimasta senza lavoro ed a casa faccio solo esperimenti vegan. Ma quando troverò il lavoro? Non ho la pretesa di trovarlo in una pasticceria vegan, a quel che ne so non ne esistono in Italia, nella mia zona ne dubito fortemente.
Per di più, la mia famiglia, come se la prospettiva del lavoro non bastasse, non aiuta. Si rifiutano categoricamente di mangiare vegan e non sarebbe un grosso problema se non fossi io a dover provvedere alla loro alimentazione. Mi spiego. Ho 22 anni e da quando ne avevo 10 sono io che mi occupo della casa, della spesa, della cucina. Per il momento sto gestendo la cosa in un modo che non trovo eticamente molto corretto, ma non so come comportarmi. Cucino vegetariano per la mia famiglia, vegan per me. È l'unico compromesso che ho potuto trovare, l'odore e la vista della carne mi repellono, quindi se vogliono mangiare carne, s'arrangiano, ma devo dire che il loro consumo di carne si è notevolmente ridotto.
Detto questo, si aggiunge un'ulteriore dilemma. Vorrei diventare crudista. Lo vorrei per la mia salute e per la mia linea (vorrei perdere altri 16 chili, almeno) e, forse, fruttariana. La ragazza delle 30 banane al giorno mi ha aperto un mondo del quale ero del tutto ignara. E le seghe mentali si amplificano, perché se già è difficile fare la pasticcera da vegana, come posso pretendere di farlo da crudista o fruttariana?
Ho pensato, sto pensando, di "fregarmene", di cucinare per gli altri senza farmi troppi problemi, mentre io mangio ciò che ritengo più giusto. Ma una grossa parte di me non può fare a meno di pensare che è un'enorme contraddizione, perché è un'enorme contraddizione. Non posso pretendere di essere sempre coerente con me stessa, però ci provo e questa non-scelta (ovvero lasciare le cose così, il mio lavoro da una parte e la mia dieta/etica dall'altra) non mi sembra possa durare a lungo.
Voi cosa ne pensate? Qualcuno ha/ha avuto una situazione simile?
Aggiungo, solo a titolo informativo, che quando avrò l'esperienza ed il denaro necessario, voglio aprire una pasticceria vegan, quindi, quando arriverà quel giorno (e credo ci vogliano un bel po' di anni), il dilemma non si porrà più. Ma ora, che faccio?
Ci sono altre mille problematiche, la mia famiglia è una delle più imponenti, ma questa è quella che mi premeva di più.
Ringrazio tutti quelli che hanno finito di leggere questo papiro e tutti quelli che almeno ci hanno provato XD
È da circa un mese che penso di scrivermi a qualche forum vegan e finalmente questa sera ne ho scelto uno che trovo adatto. Ho letto un po' qua e là e mi sembra di poter trovare le "risposte" ai miei mille dilemmi D: O quantomeno dei consigli ^_^
Mi scuso preventivamente perché so già che scriverò un papiro, la concisione non è una delle mie virtù, specialmente quando parlo di me.
Ho anche qualche dubbio sul fatto che sia la sezione giusta, ma "Panico e Depressione" mi sembrava eccessivo. Nel caso, mi scuso di nuovo.
Dunque... all'inizio del 2011 sono diventata vegetariana, per più di un motivo, ma nessuno etico o, almeno, non convintamente etico. Ero in sovrappeso (lo sono tuttora, ma nel 2010 ero al limite dell'obesità) ed avevo letto il libro di Allen Car (non so se lo conoscete) per perdere peso. Quella che consigliava, in effetti, era una dieta crudista, ma io ho cominciato con quella vegetariana, perché crudista sarebbe stata troppo estrema e la mia famiglia non l'avrebbe mai accettata. Inoltre, soffrivo di dolorosissime gastriti, per le quali dovevo prendere farmaci a tutte le ore del giorno e, sempre nel libro di Allen Car, si affermava che con una dieta dissociata di tipo vegetariano si accusavano molti meno disturbi a livello gastro-intestinale. Ho voluto provare ed ho ricevuto benefici su tutti i fronti. Ho perso 16 chili nel corso di tutto l'anno e non ho più avuto problemi di gastriti. Un sollievo incredibile. Inoltre, ho avuto meno problemi anche con l'asma, perché, a quanto pare, erano le infiammazioni gastriche ad impedirmi di respirare. Insomma, niente più disgustosi farmaci e niente più inalatori.
Ero infuriata coi medici, perché mai nessuno mi ha informata di questa possibilità. Forse non ne erano a conoscenza, ed allora la rabbia cresce per via della loro ignoranza.
La scelta etica è venuta in seguito. Mi sono avvicinata al buddhismo (non sono, però, buddhista) e la lettura dei testi del Dalai Lama mi ha ispirato molto a cercare di danneggiare il meno possibile il prossimo, che si tratti del ragno che mi terrorizza, del fastidioso vicino di casa o di un maialino rinchiuso in mezzo metro quadro di spazio, nato e cresciuto per essere trasformato in cibo. Ho cominciato ad informarmi sulla detenzione di animali nelle produzioni industriali, ho scoperto come si fa il formaggio ed in che condizioni vengono tenute le galline nelle loro carceri e la scelta vegan è venuta da sé. Quasi da un giorno all'altro, non sono più riuscita a mangiare le uova e quei pochi formaggi che ogni tanto mangiavo. Anche volendo, non sono riuscita ad ingerirli, quasi neanche a pensarlo.
Ed ecco come sopraggiungono le seghe mentali.
Sono pasticcera. È una professione alla quale sono arrivata con duri sforzi e sacrifici ed alla quale non posso rinunciare. È quello che so fare, quello in cui sono brava, quello che amo. Ma come conciliare le due cose? Sono mesi che mi dico che alla fine dovrò rinunciare o al mio lavoro o alla mia dieta/etica. Al momento riesco a conciliare le due cose perché sono rimasta senza lavoro ed a casa faccio solo esperimenti vegan. Ma quando troverò il lavoro? Non ho la pretesa di trovarlo in una pasticceria vegan, a quel che ne so non ne esistono in Italia, nella mia zona ne dubito fortemente.
Per di più, la mia famiglia, come se la prospettiva del lavoro non bastasse, non aiuta. Si rifiutano categoricamente di mangiare vegan e non sarebbe un grosso problema se non fossi io a dover provvedere alla loro alimentazione. Mi spiego. Ho 22 anni e da quando ne avevo 10 sono io che mi occupo della casa, della spesa, della cucina. Per il momento sto gestendo la cosa in un modo che non trovo eticamente molto corretto, ma non so come comportarmi. Cucino vegetariano per la mia famiglia, vegan per me. È l'unico compromesso che ho potuto trovare, l'odore e la vista della carne mi repellono, quindi se vogliono mangiare carne, s'arrangiano, ma devo dire che il loro consumo di carne si è notevolmente ridotto.
Detto questo, si aggiunge un'ulteriore dilemma. Vorrei diventare crudista. Lo vorrei per la mia salute e per la mia linea (vorrei perdere altri 16 chili, almeno) e, forse, fruttariana. La ragazza delle 30 banane al giorno mi ha aperto un mondo del quale ero del tutto ignara. E le seghe mentali si amplificano, perché se già è difficile fare la pasticcera da vegana, come posso pretendere di farlo da crudista o fruttariana?
Ho pensato, sto pensando, di "fregarmene", di cucinare per gli altri senza farmi troppi problemi, mentre io mangio ciò che ritengo più giusto. Ma una grossa parte di me non può fare a meno di pensare che è un'enorme contraddizione, perché è un'enorme contraddizione. Non posso pretendere di essere sempre coerente con me stessa, però ci provo e questa non-scelta (ovvero lasciare le cose così, il mio lavoro da una parte e la mia dieta/etica dall'altra) non mi sembra possa durare a lungo.
Voi cosa ne pensate? Qualcuno ha/ha avuto una situazione simile?
Aggiungo, solo a titolo informativo, che quando avrò l'esperienza ed il denaro necessario, voglio aprire una pasticceria vegan, quindi, quando arriverà quel giorno (e credo ci vogliano un bel po' di anni), il dilemma non si porrà più. Ma ora, che faccio?
Ci sono altre mille problematiche, la mia famiglia è una delle più imponenti, ma questa è quella che mi premeva di più.
Ringrazio tutti quelli che hanno finito di leggere questo papiro e tutti quelli che almeno ci hanno provato XD