Pagina 1 di 1

non vuole assaggiare nuovi cibi...che fare?

Inviato: lun feb 07, 2005 6:48 pm
da dadix
Cara Antonella e amiche del Forum,
la mia bambina ha 2 anni e mezzo e oltre il mio latte mangia poche altre varietà di cibo:latte vaccino, latte di riso, pasta al pomodoro o verdure, formaggi, petti di pollo ..il vero problema è che rifiutas di assaggiare altri tipi di cibo o cucinati in maniera diversa.
Da qualche giorno ingaggio battaglie faticose e penose per farle almeno assaporare altri sapori...
Faccio bene? e come farà quando andrà alla scuola materna?

Datemi qualche consiglio per favore
DADIX

Inviato: lun feb 07, 2005 10:06 pm
da anan
io direi che le cose che mangia non sono poi così poche.
capisco che è frustrante stare sempre lì a proporre sempre la stessa roba, però se è quello che vuole.
ma lei mangia insieme a voi?
sai il condividere la tavola, gli odori fa venire voglia di assaggiare.
vedrai che prima o poi anche tua figlia chiederà di provare.
per l'asilo, c'è tempo, no?
poi lì im mezzo a tanti bimbi tutto può cambiare. sii fiduciosa due anni e mezzo non sono l'eternità

anna

p.s. non è che è allergica a qualcosa?

Inviato: lun feb 07, 2005 10:39 pm
da bibi
Anch'io non credo che le cose che mangia siano cosí poche! E poi tranquilla, perché i bimbi alla scuola materna si trasformano: ce ne sono alcuni che arrivano mangiando solo pasta all'olio e fettina e dopo tre mesi mangiano tutto quello che mangiano i loro compagni (ho insegnato in varie scuole materne, te lo posso assicurare!);e se si ostinerá a rifiutare, non morirá di fame comunque, perché si rifará agli altri pasti ( in casa...). Per finire: manca ancora tanto tempo....tranquilla!!! CIAO, Bibi

Inviato: mar feb 08, 2005 5:17 am
da Emy
Io eviterei battaglie sul cibo, è un terreno un po' delicato, è facile poi cadere nei ricatti da parte del bimbo e della madre. Mi sembra che abbia un menù abbastanza variato.

Come hanno detto le altre, spesso alla materna i bimbi diventano curiosi di assaggiare anche le altre cose, soprattutto se nessuno li costringe a farlo.
Quindi non mi preoccuperei proprio.

Però capisco lo stress di cucinare sempre le stesse cose, l'impressione che si perda qualcosa di buono e utile per lei...e la "rabbia":...se solo assaggiasse capirebbe quanto è buono...
Il fatto è che io ho bisogno di capire se non mangia perchè non ha fame, , perchè non ne ha voglia in quello specifico momento o perchè non gli piace proprio....oppure perchè ha deciso che vuole decidere qualcosa e ha voglia di vedere cosa ne penso ;) .

Prima di tutto mangiamo tutti assieme, e non cucino piatti personalizzati, se non si tratta di semplici variazioni sul tema(invece che pasta col sugo , la lascio in bianco dietro richiesta), questa è una esigenza mia...vado via di testa anche solo a cucinare due cose in croce, non ci penso nemmeno a farne una diversa per ognuno il periodo delle pappette infatti è stato brevissimo e "sofferto" da parte mia ...ovviamente ci sono le eccezioni, secondo quanto sento sia necessario.

Così come per me, può capitare che al bimbo non piacciano certe cose, non ne abbia voglia in un certo momento, o non abbia fame .E' molto importante che siano rispettati e aiutati a capire quando hanno fame, e a rispettarsi nei propri bisogni.
Però a volte, il cibo annoia, soprattutto se non si ha più tanta fame, perciò si danno due forchettate e si avrebbe voglia di tornare a giocare (questa sono io da piccola )....la rabbia sta nel fatto che poi cominciano prima di merenda a chiedere "è merenda?"....io non sono rigida sugli orari, ma non ho intenzione di stare tutto il giorno a pulire il tavolo, o seguirli e preparargli i cibi....ci sono determinati pasti , e durante quelli io sono a disposizione, poi basta devo fare altre cose, al massimo mangiano un frutto, quando saranno più grandi che potranno gestirsi da soli si vedrà.
Perciò ho questo bisogno di sapere se han fame o no.
Poi a volte verso i 2 anni, è una tentazione usare il cibo per provarsi negli atteggiamenti.
Ah a volte è effettivamente un problema di consistenza, a mia figlia credo non piaccia il budino e similari proprio per questo motivo.
Non ti so dire cosa sia "giusto " fare, so solo quello che sento di fare.
A dir la verità cado spesso in contraddizione (sono disposta a sbucciare la mela fuoripasto ma non a fare un panino alla cioccolata se no è ora di merenda) e non so perchè, a parte il fatto che poi la cioccolata macchia in giro e devo di nuovo pulire la tavola che ho appena finito di sparecchiare e pulito .
Credo sia giusto che lo stomaco riposi un po', ma in realtà forse è un retaggio culturale, non so i cavernicoli , non credo si mettessero a fare colazione pranzo e cena Immagine

Quindi ci sono vari atteggiamenti che mi aiutano a sondare il terreno, ma l'intenzione NON è farli mangiare per forza, o con l'imbroglio anche se di fatto poi nella maggior parte dei casi mangiano..

-L'atteggiamento più semplice è quello di constatare semplicemente che non vogliono un certo piatto, e accettarlo, di solito preparo vari contorni , qualcosa mangeranno, cerco di tornare indietro nel tempo e capire cosa hanno mangiato prima, a volte anche qualche caramella potrebbe risultare fatale, o una colazione troppo abbondante (se mangio latte con tanti biscotti a pranzo non mi viene fame). Perciò mi metto a mangiare, chiedendo però almeno di stare a tavola un po' a farci compagnia perchè poi c'è il resto .
Di solito ai bimbi può piacere spizzicare, avere due o tre cose nel piatto, per poi avere il gusto anche di decidere di chiedere altra pappa, oppure immaginare l'occasione di poter avere l'ultimo pezzettino, l'occasione unica, è una legge di sopravvivenza, poche cose sono più appetibili, si ha sempre paura che ce le frghino, mentre se c'è abbondanza ci si mette tranquilli e si può anche rifiutare...tanto poi prima o poi arriva.
Oppure a volte può piacere avere il piattone pieno.
Spesso per alcune cose, nemmeno chiedo se le vogliono(se è un periodo di scontro, è facile che mi dicano no anche solo per principio), le mangio io con molto gusto(e senza desiderare che mangino anche loro) ...e sono loro molte volte che me le chiedono.
IL CONTATTO con la mamma nel momento del cibo, sembra sia in realtà ancora importante anche quando sono svezzati, e può andare dal semplice abbraccio ,quasi una conferma"io ci sono" allo tenere in braccio, e mangiare assieme, di solito senza incentivare, basta che il bimbo se ha fame si veda passare vicino a sè la forchetta che va alla bocca della mamma, prima o poi l'istinto di fregargliela gli arriva (se non si è mai cercato di forzarlo)...e poi magari dico, di andare a sedersi al suo posto, quando si è riacceso l'interesse per il cibo che altre esigenze avevano sopito e messo in secondo piano.E' abbastanza facile che in questo modo accettino anche cose nuove, che impareranno ad apprezzare di più anche quando la mamma gli dirà "senti, è difficile mangiare con te sulle gambe, vorrei che andassi al tuo posto"

Se io mi metto a mangiare qualsiasi cosa, sul divano, sicuramente non riesco a finirla da sola, a turno vengono a becchettare nel mio piatto o a fregarmi la fettina di mela che avevo amorevolmente preparato "per me!".
Quanto gli piace becchettare, a volte a fine pasto, si mettono a correre, poi tornano da me, chiedono una foglia di insalata o quello che sto mangiando, e poi corrono di nuovo via.

Raccontare L'utilità del cibo spesso è importante , sopratutto quando hanno la passione dell'essere forti e grandi(mia figlia vorrebbe il vestito da zorro, da hulk o da uomoragno), e il fatto che "faccia crescere e faccia diventare forti" o "faccia diventare bella la pelle e gli occhi" è un buon incentivo per farglielo apprezzare ancora di più. Ovviamente non si raccontano balle.
Se ci sono altre cose in ballo, invece, i bimbi se ne fregano di queste nozioni ...magari loro non vogliono crescere... ;) quindi meglio non tirarle fuori



Poi c'è il GIOCO ...ma non è l'aeroplaninochevolaeaaaaaaam , ma è semplicemente il mezzo che mi permette di sondare il terreno, di sdrammatizzare le tensioni e di avvicinare al cibo senza forzature. (o a qualsiasi altra cosa)
Certo il gioco ha un linguaggio, ed entrambi si impara , inutile giocare quando non si ha voglia.
E qui il terreno è vastissimo, e credo che ogni mamma lo conosca.
Ma non so se venga utilizzato in modo "terapeutico", per togliere tensioni che si sono create, sia alla mamma che al bambino(forse è addirittura più utile alla mamma).

Faccio degli esempi:
Mi metto a tavola, mia figlia bastiancontrariomammaguardachesonograndeancheio arriva dicendo con aria di sfida che non ha fame...va bene dico io e comincio a riempire i piatti, riempio di poche paste anche il suo e gli dico che sono per me, che si raffreddano, e poi mi metto tranquilla a mangiare, con la coda dell'occhio vedo che prende la forchetta, e comincia a mangiare...poi me ne chiede ancora. Se in qualche modo era arrabbiata, e sta ancora ferma, mi giro di scatto dicendo "ti ho visto sai...ho detto non mangiarmeli!"...a quel punto si accende una luce negli occhi...impungna la forchetta e mangia..ah quanto gli piace fare il contrario di quello che dico.
Se sono arrabbiata anche io...mangio e basta . :(
Per me è un gioco, perchè in realtà il tono è semi serio-scherzoso, ed è diverso da quando potrei dire sul serio "non mangiare perchè è pericoloso".
Il gioco può essere anche la forchetta che si avvicina al piatto, e a seconda della permalosità del bimbo, ruba sul serio qualcosa...questo è quando sono distratti da altre cose.
Oppure immaginare che il purè sia una montagna, o delle isolette o una torta di compleanno, magari con le candeline (i pezzetti di carnuccia, o i piselli etc).
A patto che quello che si pasticcia poi si mangia...non mi piace che si sprechi il cibo. se ciò accade, lo ricordo per la volta successiva, che piuttosto gliene metto meno nel piatto.
Anche il solo dire..NON mangiare, fa subito prendere in mano la forchetta ai bimbi

Non era mia intenzione fare un trattato, o una lezione, forse non ho risposto alla tua domanda, ma avevo bisogno di mettere giù le mie sensazioni ed esperienze perchè il discorso cibo è molto vasto.

Per l'assaggio, io chiedo di solito di farlo, non di mangiare, ma solo di assaggiare..".altrimenti come faccio a sapere veramente se non ti piace?..sai quando si cresce a volte i gusti cambiano, a me da piccola non piacevano ble bla bla e invece adesso mi piacciono."
Ma nei terrible two non c'è molta possibilità di fare richieste e di essere accontentati molto facilmente, perciò attuo un bypass giocoso, se non funziona nemmeno quello vuol dire che non hanno veramente voglia o non piace (ma io devo essere veramente pronta ad accettare ciò e a mettermi in gioco.)