Preoccupante quanto inspiegabile gastrite.
Inviato: gio gen 27, 2011 5:23 pm
Salve a tutti, non so se vi ricordiate di me, ma sono quel baldo giovane che su Facebook risponde al nome di "Simone Gelsominoveg Rosarossa". Vi avevo già raccontato, suppongo, del mio travagliato percorso di vita fino alla liberazione del veganesimo e la conseguente riscoperta di piaceri che mi erano stati negati. Vi ho raccontato anche, suppongo, della lunghezza della mia fase depurativa. Ora siamo arrivati all'ultimo atto, credo.
Dopo un anno di veganesimo ultraortodosso, tranne due incidenti dovuti all'imbecillità di camerieri insulsi (ma sempre cose minime), in cui avevo detto addio alla gastrite e mi ero abituato ad un'occasionale diarrea depurativa, da circa Giovedì è ritornata in sordina la mia gastrite, per poi fare l'ingresso in grande Domenica sera, giorno in cui la mia lingua ha ripreso colore.
Lì avrei dovuto digiunare, ma su di me è prevalsa la fame che avevo di riso integrale ed ho applicato la Ma-Pi 1, la dieta più restrittiva della macrobiotica, a base di solo riso integrale e gomasio, sesamo tostato e sale. Non mi è servito a nulla ed ha reso la mia diarrea ancora più forte.
Ieri ho digiunato completamente, bevendo solo quattro bicchieri d'acqua in tutta la giornata, ed oggi ho ricominciato a mangiare: a colazione un pugnetto di semi di zucca, perché volevo cacciare l'Helicobacter Pylori, qualora fosse tornato, quattro mandorle crude e un pugnetto di uva sultanina, anche questa bio.
Dopo due ore ho cominciato ad avere minimi bruciori, così ho approfittato di una spremuta d'arancio (avevo assemblea e tante spese da fare, così sono uscito prima da scuola), e il mio stomaco è stato calmo. Vado poi al mio negozio bio preferito a Roma, dove vedo delle mele verdi che profumavano fortissimamente ed erano belle turgide: ne compro 9 e mi metto a mangiarne una buona parte, con tanto di buccia, davanti ad una scuola prossima a casa mia, per poter prendere il sole, giacché la gastrite, che è un disturbo freddo, richiede caldo per essere smorzato.
Inizio però ad avere dei lievissimi problemi, ma niente di che, poi a casa mi preparo una semicrudità di broccoli romaneschi (ho preso due broccoli medi bio, li ho privati di tutti i gambi e ho macinato le parti verdi in maniera finissima, arricchendo con spezie: pochissimo aglio, pochissima cipolla, sale, curcuma, origano e salvia), e concludo con le mele avanzatemi.
Qui cominciano i problemi però, giacché m'inizia a bruciare fortemente lo stomaco, e mi si approssima anche un principio di riflusso. Riesco a rimediare parzialmente solo con del succo d'arancio, e adesso mi sembra di essere come una brocca piena di acido cloridrico che non si riesce a gettar via.
Sono, posso dirlo?, scioccato: tutto ciò che ho mangiato, in quantità sufficienti da poter essere efficace, era finalizzato a tacitare la mia gastrite, ad uccidere l'helicobacter e a farmi tornare alla mia serenità ventrale di prima, anche perché questo stato acido m'irrita anche l'intestino. Quindi mi domando come sia possibile che io abbia di nuovo questa gastrite e questa debolezza intrinseca, che per fortuna non mi ha ancora intaccato la mente, e soprattutto perché per adesso solo l'arancia mi ha dato un parziale sollievo? Che succede? La frutta non è tutta basica una volta nell'intestino o nello stomaco?
Se può essere utile, aggiungo anche che io da malato soffrivo di gastrite quasi ulcerosa, e che il mio muco è lattiginoso e biancastro (cito quest'orrore perché sto immaginando che tutto il mio muco gastrico se ne sia andato via), e che, al contrario di quanto Ehret sostiene dovrebbe accadere, io non sono ancora andato di corpo, e, da ultimo, ho gli occhi tendenti al rosso.
Mi sento poco sicuro di me e credo di cominciare a preoccuparmi: il veganesimo non è il mezzo per eliminare la gastrite?
Non vorrei andare da un dottore e nemmeno vorrei riprendere degli antiacidi, ché mi hanno fatto più male che bene.
Grazie per le sollecite risposte e per i consigli che vorrete darmi.
Dopo un anno di veganesimo ultraortodosso, tranne due incidenti dovuti all'imbecillità di camerieri insulsi (ma sempre cose minime), in cui avevo detto addio alla gastrite e mi ero abituato ad un'occasionale diarrea depurativa, da circa Giovedì è ritornata in sordina la mia gastrite, per poi fare l'ingresso in grande Domenica sera, giorno in cui la mia lingua ha ripreso colore.
Lì avrei dovuto digiunare, ma su di me è prevalsa la fame che avevo di riso integrale ed ho applicato la Ma-Pi 1, la dieta più restrittiva della macrobiotica, a base di solo riso integrale e gomasio, sesamo tostato e sale. Non mi è servito a nulla ed ha reso la mia diarrea ancora più forte.
Ieri ho digiunato completamente, bevendo solo quattro bicchieri d'acqua in tutta la giornata, ed oggi ho ricominciato a mangiare: a colazione un pugnetto di semi di zucca, perché volevo cacciare l'Helicobacter Pylori, qualora fosse tornato, quattro mandorle crude e un pugnetto di uva sultanina, anche questa bio.
Dopo due ore ho cominciato ad avere minimi bruciori, così ho approfittato di una spremuta d'arancio (avevo assemblea e tante spese da fare, così sono uscito prima da scuola), e il mio stomaco è stato calmo. Vado poi al mio negozio bio preferito a Roma, dove vedo delle mele verdi che profumavano fortissimamente ed erano belle turgide: ne compro 9 e mi metto a mangiarne una buona parte, con tanto di buccia, davanti ad una scuola prossima a casa mia, per poter prendere il sole, giacché la gastrite, che è un disturbo freddo, richiede caldo per essere smorzato.
Inizio però ad avere dei lievissimi problemi, ma niente di che, poi a casa mi preparo una semicrudità di broccoli romaneschi (ho preso due broccoli medi bio, li ho privati di tutti i gambi e ho macinato le parti verdi in maniera finissima, arricchendo con spezie: pochissimo aglio, pochissima cipolla, sale, curcuma, origano e salvia), e concludo con le mele avanzatemi.
Qui cominciano i problemi però, giacché m'inizia a bruciare fortemente lo stomaco, e mi si approssima anche un principio di riflusso. Riesco a rimediare parzialmente solo con del succo d'arancio, e adesso mi sembra di essere come una brocca piena di acido cloridrico che non si riesce a gettar via.
Sono, posso dirlo?, scioccato: tutto ciò che ho mangiato, in quantità sufficienti da poter essere efficace, era finalizzato a tacitare la mia gastrite, ad uccidere l'helicobacter e a farmi tornare alla mia serenità ventrale di prima, anche perché questo stato acido m'irrita anche l'intestino. Quindi mi domando come sia possibile che io abbia di nuovo questa gastrite e questa debolezza intrinseca, che per fortuna non mi ha ancora intaccato la mente, e soprattutto perché per adesso solo l'arancia mi ha dato un parziale sollievo? Che succede? La frutta non è tutta basica una volta nell'intestino o nello stomaco?
Se può essere utile, aggiungo anche che io da malato soffrivo di gastrite quasi ulcerosa, e che il mio muco è lattiginoso e biancastro (cito quest'orrore perché sto immaginando che tutto il mio muco gastrico se ne sia andato via), e che, al contrario di quanto Ehret sostiene dovrebbe accadere, io non sono ancora andato di corpo, e, da ultimo, ho gli occhi tendenti al rosso.
Mi sento poco sicuro di me e credo di cominciare a preoccuparmi: il veganesimo non è il mezzo per eliminare la gastrite?
Non vorrei andare da un dottore e nemmeno vorrei riprendere degli antiacidi, ché mi hanno fatto più male che bene.
Grazie per le sollecite risposte e per i consigli che vorrete darmi.