Confuso...

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Stefano
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Confuso...

Messaggio da Stefano » mar feb 01, 2005 6:52 pm

La tecnologia è una cosa stupenda, e personalmente ne sono sempre attratto parecchio, ma questo solo fino a quando tutto funziona… questo è un modo un po’ particolare per giustificare la mia assenza dal forum…

Sono tornato per fare una riflessione che da tempo mi tormenta! Fondamentalmente io sono un ragazzo molto timido e tranquillo, il quale ha sempre avuto un po’ di problemi ad esporsi agli altri… Ora, da quando sono “caduto” in depressione, che nel mio caso è stata la conseguenza all’ansia e agli attacchi di panico, mi capita spesso si sentire dentro di me come una seconda personalità! Premetto che ne ho già parlato con la mia terapeuta di questa cosa, ma vorrei cmq un’opinione vostra su quanto sto per dirvi.

Diciamo che fino a qualche mese fa, l’ambiente lavorativo faceva proprio schifo, o per lo meno un certo numero di persone, tra le quali il mio capetto, riuscivano a mandarmi sui nervi in modo impressionante, tanto da scatenare panico in più di un’occasione… Non tanto perché facessero qualcosa a me direttamente, ma per il loro comportamento scorretto verso gli altri…

Con il passare del tempo mi sono calmato un po’ grazie alla terapia e a un modo diverso di vedere le cose, ma ogni tanto sento dentro di me quella voglia di fare giustizia e di punire quelle persone, e questo senso di impotenza mi da il tormento! È chiaro che io non sono Superman e quindi non sono il salvatore del mondo, ma vi giuro che pagherei per avere la possibilità di farlo! La sera, quando vado a dormire, invece di pensare a cose belle e positive per addormentarmi, io sogno di spaccare la faccia a quelle persone che fanno del male agli altri e a me (in questo caso certi miei colleghi), e sinceramente questo mio lato aggressivo, per quanto cmq vivo solo nell’irrealtà, mi spaventa moltissimo, perché ho paura che un giorno possa saltare fuori… So che magari può sembrare un ragionamento da pazzo scatenato, ma è quello che sento e non ci posso fare niente… è come se io avessi bisogno di sfogarmi nel modo più cruento e violento, ma per quanto lo faccia parzialmente, non è sufficiente per me, perché sento il peso su di me di queste ingiustizie che vedo ogni giorno… come posso fare???

Un abbraccio
Stefano

Juli
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Iscritto il: mar ott 05, 2004 12:09 pm
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Messaggio da Juli » mar feb 01, 2005 7:48 pm

Caro Stefano,
prima di tutto ben tornato...

Sai... anch'io provo, in alcuni momenti, il desiderio irrefrenabile di fare del male fisico a persone che mi fanno soffrire, ma nel mio caso il tutto si complica ulteriormente, perché le persone in questione appartengono alla mia famiglia... La rabbia soffocata genera in me ansia e vari problemi psicofisici...
Proprio mezz'ora fa ho assistito a una delle quotidiane litigate tra mio padre e mia nonna... io osservo la scena senza mai alzare lo sguardo... da tempo ho imparato a "sentire" ciò che mi accade attorno... le mani iniziano a tremarmi... il cuore accellera il suo battito... lo stomaco stringe e la mascella si serra... la rabbia ribolle in me... vorrei urlare e spaccare tutto...

In realtà questo tipo di rabbia corrisponde alla frustrazione che da una vita vivo qua in casa... e forse è uguale alla rabbia che provi tu per l'ambiente di lavoro che ti ha fatto del male in un momento in cui non potevi reagire...
La rabbia "sana", invece, nasce di fronte a una situazione che riteniamo sbagliata e non ha paura di esprimersi, proprio perché è sana e chi la prova sa bene che non esploderà completamente...
Per esempio: tu subisci un torto sul lavoro e REAGISCI arrabbiandoti e facendo valere le tue ragioni... ma per chi ha sempre vissuto questo sentimento come "sbagliato" arrabbiarsi non è semplice... l'energia che si scatena è come se rimanesse intrappolata in noi ed ecco che si trasforma in panico e ansia...
Ora che stai meglio, forse, hai bisogno di misurarti con questa parte di te che per tanto tempo hai soffocato e così fantastichi su situazioni che un tempo ti bloccavano e senti l'energia fluire, ma la paura di perdere il controllo è in agguato.. è come quando un bambino impara a camminare... dapprima ha paura di cadere e stenta a buttarsi, ma quando sente di avere acquistato un po' di sicurezza, capita che si butti "troppo" e cada... ma è giusto che sia così...

Non credo tu debba avere paura di questi tuoi pensieri... solo per il fatto che li comunichi significa che il controllo ce l'hai... credo tu stia solo sperimentando te stesso di fronte a qualcosa di nuovo... l'espressione sana della rabbia... e quando ti capiterà di trovarti di fronte a una situazione di ingiustizia, allora potrai davvero capire quanta strada hai fatto fino ad ora.. ma non devi avere paura... non esploderai davvero se continuerai a interrogarti su ciò che provi e soprattutto se continuerai a parlarne con la tua terapeuta....

Spero di esserti stata un pochino d'aiuto...

E speriamo che il tuo computer non faccia più i capricci così ci scriverai più spesso...

Un bacio

Juli

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alFaris
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Messaggio da alFaris » mer feb 02, 2005 9:01 am

Essalamu Elikah!

aggiungo solo un commento...

> ogni tanto sento dentro di me quella voglia di fare giustizia e
> di punire quelle persone

a ste' - dormi tranquillo... sei più normale tu di tanti altri leccapiedi vigliacchi ipocriti perbenisti e schifezza umana varia...

alFiereArthurSchopenhauer



Ua Elikah Essalam! by alFaris

Stefano
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Località: Lugano (CH)

Per Juli

Messaggio da Stefano » mer feb 02, 2005 4:19 pm

Juli ha scritto:Caro Stefano,
prima di tutto ben tornato...

Sai... anch'io provo, in alcuni momenti, il desiderio irrefrenabile di fare del male fisico a persone che mi fanno soffrire, ma nel mio caso il tutto si complica ulteriormente, perché le persone in questione appartengono alla mia famiglia... La rabbia soffocata genera in me ansia e vari problemi psicofisici...
Proprio mezz'ora fa ho assistito a una delle quotidiane litigate tra mio padre e mia nonna... io osservo la scena senza mai alzare lo sguardo... da tempo ho imparato a "sentire" ciò che mi accade attorno... le mani iniziano a tremarmi... il cuore accellera il suo battito... lo stomaco stringe e la mascella si serra... la rabbia ribolle in me... vorrei urlare e spaccare tutto...

In realtà questo tipo di rabbia corrisponde alla frustrazione che da una vita vivo qua in casa... e forse è uguale alla rabbia che provi tu per l'ambiente di lavoro che ti ha fatto del male in un momento in cui non potevi reagire...
La rabbia "sana", invece, nasce di fronte a una situazione che riteniamo sbagliata e non ha paura di esprimersi, proprio perché è sana e chi la prova sa bene che non esploderà completamente...
Per esempio: tu subisci un torto sul lavoro e REAGISCI arrabbiandoti e facendo valere le tue ragioni... ma per chi ha sempre vissuto questo sentimento come "sbagliato" arrabbiarsi non è semplice... l'energia che si scatena è come se rimanesse intrappolata in noi ed ecco che si trasforma in panico e ansia...
Ora che stai meglio, forse, hai bisogno di misurarti con questa parte di te che per tanto tempo hai soffocato e così fantastichi su situazioni che un tempo ti bloccavano e senti l'energia fluire, ma la paura di perdere il controllo è in agguato.. è come quando un bambino impara a camminare... dapprima ha paura di cadere e stenta a buttarsi, ma quando sente di avere acquistato un po' di sicurezza, capita che si butti "troppo" e cada... ma è giusto che sia così...

Non credo tu debba avere paura di questi tuoi pensieri... solo per il fatto che li comunichi significa che il controllo ce l'hai... credo tu stia solo sperimentando te stesso di fronte a qualcosa di nuovo... l'espressione sana della rabbia... e quando ti capiterà di trovarti di fronte a una situazione di ingiustizia, allora potrai davvero capire quanta strada hai fatto fino ad ora.. ma non devi avere paura... non esploderai davvero se continuerai a interrogarti su ciò che provi e soprattutto se continuerai a parlarne con la tua terapeuta....

Spero di esserti stata un pochino d'aiuto...

E speriamo che il tuo computer non faccia più i capricci così ci scriverai più spesso...

Un bacio

Juli



Cara Juli,

ti ringrazio per la tua risposta e sei molto gentile, ma vorrei solo precisare che io NON reagisco quando sul posto di lavoro di conseguenza è questo continuo mandar giù che mi logora…

Tu mi racconti della tua situazione concernente la tua famiglia e alle litigate che ti tocca subire continuamente… io capisco molto bene il tuo stato d’animo, perché in passato anch’io ho vissuto le stesse cose, in modo un po’ diverso, ma cmq il succo è sempre lo stesso…

Sai come mi definisco a volte? Come una pentola a pressione con il coperchio chiuso… più bolle e più rischia di far saltare tutto… non so se rendo l’idea… ed è quest’immagine di me che mi fa paura, come ti ho gia detto nel messaggio precedente…

Penso che la cosa più dannosa sia il fatto che io subisca sul lavoro senza mai avere il coraggio di reagire per paura delle conseguenze (e non parlo solo di un eventuale mobbing, ma anche di una mia reazione un po’ troppo esagerata…), e poi anche il fatto che vivendo ancora con i miei a volte devo subire il carattere di mio padre, che per quanto sia una brava persona, però ha un carattere completamente opposto al mio e di conseguenza ci sono spesso e volentieri incomprensioni il che mi porta a soffrire perché mi ferisce con le parole…

Ora però vorrei farti una domanda… se non ti trovi bene a casa, non pensi che magari andare via da casa potrebbe aiutarti in un qualche modo? Ti faccio questa domanda anche perché è un po’ di tempo che mi domando la stessa cosa…

Un abbraccio
Stefano

Juli
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Iscritto il: mar ott 05, 2004 12:09 pm
Località: Milano

Messaggio da Juli » gio feb 03, 2005 8:30 am

Sì, penso che andare via da casa sia la cosa più sana che possa fare... e l'ho fatto... ho vissuto fuori casa per un anno, ma poi sono dovuta tornare... non ero seguita da nessun terapeuta e sono caduta in depressione... al lavoro mi hanno dimezzato le ore (non a causa della depressione, ma per mancanza di lavoro) e con loro anche lo stipendio... senza poter chiedere aiuto a nessuno (qua in casa nessuno sa dello psicologo) ho dovuto tornare a casa, perché non ce l'avrei mai fatta a pagare un affitto e in più la terapia... e per di più l'amica con cui convivevo (la mia migliore amica) se n'è andata in un'altra città...
E' stata la scelta più difficile e dolorosa della mia vita... ma dovevo farlo... avevo bisogno di aiuto...
Da marzo il mio orario di lavoro tornerà a essere quello di prima (anche grazie a lotte sindacali che mi hanno resa più forte)... il mio ragazzo ha appena trovato lavoro e così spero che per l'estate si possa iniziare a pensare di andare a vivere insieme...
Per questo ti consiglio di andar via... io sento di non poter crearmi una vita DIVERSA se non esco da qua, perché avere davanti agli occhi tutti i giorni gli stessi meccanismi che mi hanno intrappolata fin ad ora mi impedisce di "crescere" e sognare una realtà diversa...

So cosa vuol dire sentirsi una pentola che può scoppiare... con il mio psicologo faccio spesso esercizi per esprimere la rabbia e ti assicuro che mi sono utilissimi... per la prima volta nella mia vita sono riuscita a litigare con mio padre senza il terrore di esplodere dalla rabbia...
Passo passo imparerai a gestire la rabbia... ciò non significa SOFFOCARLA o reprimerla... significa saperla esprimere nei momenti giusti... devi provarci... devi avere coraggio... sono sicura che quando riuscirai a compiere questo passaggio la tua vità cambierà... ti sentirai libero e più sicuro di te...

Un bacio grande

Juli

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