Fame contro appetito
Sono stati fatti molti sforzi per cercare di spiegare il meccanismo che aziona il
senso di fame, ma con poco successo. Io credo che almeno per ci`o che riguarda
gli animali pi`u elevati, non esistano dubbi sul fatto che la fame sia provocata dal
sistema nervoso, ma questo pu`o essere affermato solo in senso generale. Ci`o che la
sensazione di fame rappresenti realmente `e stato argomento di molte speculazioni.
A scopi pratici, `e necessario che si faccia prima una distinzione tra fame reale
e le altre sensazioni che spesso ed erroneamente vengono considerate stimoli
di fame.
Purtroppo molti studi fisiologici compiuti sulla fame si sono limitati a brevi
periodi di astinenza da cibo, al massimo pochi giorni, comunque, non sufficienti
a fornire un’immagine chiara del modo in cui si manifesta la richiesta di cibo da
parte dell’organismo. `E interessante notare che fisiologi affermati descrivono la
fame in molti casi ancora come manifestazione quasi patologica.
La fame `e una sensazione di dolore e di disagio presente nella regione dello
stomaco. Si manifesta nei tipici morsi della fame. `E un morso nello stomaco,
una sensazione spiacevole, un senso di debolezza, tutto ci`o fa parte della mitologia
popolare che circonda l’argomento della fame. Persino il mal di testa viene
scambiato per fame, a volte, anche da professionisti esperti.
La verit`a `e che la fame `e una sensazione normale, non anormale, e che
tutte le sensazioni normali sono piacevoli. `E sbagliato considerarla in termini
di sintomi di una malattia, come sbagliato sarebbe considerare a tal modo la sete
o tutti gli altri desideri normali dell’organismo. La fame normale, come la sensazione
di sete, viene manifestata da una condizione fisica generale, il desiderio
universale di cibo, localizzata nella bocca, nel naso e nella gola. Non esistono
“morsi della fame” nella fame normale, esiste solo una piacevole sensazione nel
naso, nella bocca e nella gola insieme ad una salivazione accresciuta nella bocca.
La persona affamata sa di desiderare cibo, non prova dolore o irritazione.
`E
un appetito falso che si manifesta sotto forma di irritazione leggera, di morsi
tratto dal testo il digiuno puo' salvarti la vita
-
fam.cuore
Re: tratto dal testo il digiuno puo' salvarti la vita
allo stomaco, di senso di debolezza, e di vari disturbi di carattere emotivo. Le
differenze tra tali irritazioni ed il reale senso di fame sono abbastaza nette; la
persona abituata a mangiare a tutte le ore, avverte la sensazione di fame molto
raramente e, conseguentemente, confonde tali sensazioni con il reale desiderio di
cibo. Poich`e in genere mangiando si attenuano i sintomi dei disturbi, la persona si
convince che il cibo era proprio quello di cui aveva bisogno. Spesso si tratta solo
di una rivalsa alimentare: l’individuo mangia per dimenticare le proprie miserie
psicologiche alla stessa maniera in cui l’alcolizzato beve.
La fame reale `e selettiva piuttosto che indiscriminata; non richiede l’avido
ingozzamento, ma spesso si indirizza verso un particolare tipo di alimento. E lo
stesso non ha bisogno di “piatti sofisticati” ma si soddisfa con pietanze semplici
Il mangiatore sfrenato che non ha stimoli genuini di fame `e spesso tormentato da
un vago desiderio di mangiare, senza sapere esattamente di cosa abbia voglia. In
genere, un qualcosa di ben stagionato ed esotico.
La fame `e una sensazione intermittente e si manifesta quando esiste il bisogno
di cibo. Non `e mai. continua; coloro i quali hanno “sempre fame” presentano in
realt`a dei sintomi patologici.
Sto forse dicendo che la maggioranza delle persone non sa stabilire quando
ha fame? Si. A cominciare dalla nascita e dal programma alimentare, di tre
pasti al giorno, comune nella nostra civilt`a moderna, l’uomo medio in una civilt`a
media non sa cosa sia la fame vera.
Poich`e la fame `e la normale espressione di un bisogno di cibo, pu`o essere considerato
sottinteso che quando questa non si presenta, tale desiderio immediato
non sussiste. Quindi, o tale bisogno non `e presente, o la reale capacit`a di far uso
delle materie prime `e assente. In assenza della fame, non vi `e ragione di far uso
di cibo. Vi sono basi fondate per credere che il sistema digestivo riceve e digerisce
cibo nella maniera migliore, proprio in assenza di fame e che in tale condizione
i processi digestivi appaiono rallentati o sospesi totalmente. Siamo talmente abituati
a mangiare in determinati orari che a volte ci ostiniamo ad ignorare persino
una forte repulsione al cibo. Che si abbia fame o no mangiamo per routine, come
attivit`a sociale perch`e non c’`e altro da fare o perch`e mangiando, pensiamo di
trovare sollievo alle nostre preoccupazioni.
La regola pi`u importante nelle nostre abitudini alimentari e, comunque, nella
vita quotidiana `e la seguente: “in salute o in malattia mai forzare del cibo nello
stomaco, a meno che non ve ne sia una spontanea richiesta manifestata per mezzo
di fame reale”. Negli adulti, l’alcol, il tabacco, il caff`e, l’abuso sessuale, le forti
emozioni e la stanchezza danno come risultato la perdita del normale desiderio
di cibo. Il dolore, la febbre, le infiammazioni ed i disturbi addominali causano
la perdita di appetito. Non esiste modo migliore per l’adulto che vuole sanare
tale situazione che astenersi dal mangiare, fino a che non si presenti un ritorno
di appetito: fino a che il respiro sia normale, la lingua pulita e si ristabilisca il
– 22 –
desiderio per il cibo. Si dovrebbe consumare cibo solo quando si `e sereni e si `e
riacquistata la padronanza di s`e.
Nelle malattie acute la fame non si presenta per il semplice motivo che le
energie vengono indirizzate verso altre direzioni. Non vi sono energie da sprecare
per un lavoro, quale la digestione, che pu`o essere sospeso temporaneamente. Non
solo l’energia nervosa viene deviata verso il lavoro pi`u urgente, ma anche il sangue
viene deviato verso quelle parti che ne richiedono in maggior quantit`a per poter
svolgere il lavoro extra del momento. In questo enorme sforzo, la digestione
viene sospesa allo stesso modo in cui ci`o accade durante ogni arduo sforzo
fisico, come il correre.
Nonostante ci`o, spesso il cibo viene consumato secondo il detto medico che
per poter essere forti bisogna mangiare. In tali casi a volte il cibo viene rigettato
o espulso dal tratto digestivo per mezzo di una diarrea. Se non viene emesso in
questi modi esso costituisce un peso in pi`u per il sistema digestivo, aumentando
l’avvelenamento nel corpo.
Anche se i materiali inutili vengono espulsi dal corpo, lo sforzo che questo
compie nel cercare di liberarsi dal nutrimento non voluto, diminuisce gli sforzi
difensivi ed espulsori del corpo contro la causa della malattia. Le forze vengono
deviate dal compito di guarire e vengono inutilmente impiegate in uno sforzo che
potrebbe essere evitato con il semplice espediente del digiuno. Questa sospensione
temporanea e parziale del tentativo riparatore rallenta il ristabilimento del
paziente. Infatti, la ripugnanza al cibo che si manifesta potrebbe giustamente essere
considerata un segnale di “chiuso per riparazioni” posto all’entrata del tratto
digestivo. Dovrebbe essere notato.
A volte, quando siamo malati, “pensiamo” di voler mangiare, ma questo `e un
desiderio falso che, se viene soddisfatto, aumenta le sofferenze. Mi ricordo di una
mia esperienza personale quando ero ancora un adolescente. Avevo una febbre
leggera, mi sentivo male, respiravo a fatica, avevo un sapore cattivo in bocca ed
acccusavo un senso di malessere generale. Seguendo il mio intuito mi misi a letto.
Ma avevo fame o, comunque, pensavo di averla. Mi sembrava di avere voglia di
sardine. Le volevo cos`ı tanto che pensavo di assaporarle in bocca. Quindi, chiesi
a mia madre di portarmi delle sardine. Lei non riteneva che fossero un alimento
adatto ad un ragazzo malato, ma io, da buon bambino intelligente, avevo imparato
che con un poco di insistenza i miei genitori si sarebbero arresi ed avrebbero
soddisfatto il mio desiderio. Cos`ı continuai a chiedere sardine.
Finalmente, mia madre si decise ad uscire per andare a comprare una scatola
di sardine. Le sistem`o in un piatto e le avvicin`o al mio letto. Io ne assaggiai un
pezzetto piccolissimo e restituii il piatto a mia madre. Mi ero reso conto di non
volere niente in realt`a. Il mio corpo non voleva nessun tipo di cibo. Anche se a
quel tempo non sapevo assolutamente niente di digiuno, istintivamente digiunai e
senza l’aiuto di medicinali mi ristabilii in poco tempo.
– 23 –
Molte volte ho visto genitori usare ogni mezzo di persuasione per convincere
i loro bambini malati a mangiare nonostante i loro insistenti rifiuti. Un comune
modo di persuasione `e di corrompere i bambini con le promesse di giocattoli, dolci
o guanti da baseball. ≪Questo boccone `e per mamma≫, `e la frase comune.
≪Il dottore ha detto che lo devi mangiare≫.
≪Se non mangi non guarirai≫.
`E
solo l’ignoranza a permetterci di intimidire i bambini malati con questi falsi
“truismi”. Nella malattia cronica una persona tende a credere di avere fame, ma le
sue sensazioni sono, in realt`a, solo irritazioni del tratto digestivo. Questi sintomi
morbosi scompaiono quando l’individuo digiuna. Se il desiderio per il cibo fosse
stata la reale indicazione di una necessit`a di alimentazione, i morsi aumenterebbero
con il progredire del digiuno. Il fatto che la “fame” cessi e che il paziente
si senta a proprio agio sono la sicura indicazione che tali sensazioni non sono in
relazione con la fame reale.
Il detto che la fame cessa al terzo giorno di digiuno implica che, invece, sia
presente nei primi due. Di solito questo non risponde a realt`a. `E solo l’irritazione
gastrica che cessa al secondo, terzo o quarto giorno di digiuno
differenze tra tali irritazioni ed il reale senso di fame sono abbastaza nette; la
persona abituata a mangiare a tutte le ore, avverte la sensazione di fame molto
raramente e, conseguentemente, confonde tali sensazioni con il reale desiderio di
cibo. Poich`e in genere mangiando si attenuano i sintomi dei disturbi, la persona si
convince che il cibo era proprio quello di cui aveva bisogno. Spesso si tratta solo
di una rivalsa alimentare: l’individuo mangia per dimenticare le proprie miserie
psicologiche alla stessa maniera in cui l’alcolizzato beve.
La fame reale `e selettiva piuttosto che indiscriminata; non richiede l’avido
ingozzamento, ma spesso si indirizza verso un particolare tipo di alimento. E lo
stesso non ha bisogno di “piatti sofisticati” ma si soddisfa con pietanze semplici
Il mangiatore sfrenato che non ha stimoli genuini di fame `e spesso tormentato da
un vago desiderio di mangiare, senza sapere esattamente di cosa abbia voglia. In
genere, un qualcosa di ben stagionato ed esotico.
La fame `e una sensazione intermittente e si manifesta quando esiste il bisogno
di cibo. Non `e mai. continua; coloro i quali hanno “sempre fame” presentano in
realt`a dei sintomi patologici.
Sto forse dicendo che la maggioranza delle persone non sa stabilire quando
ha fame? Si. A cominciare dalla nascita e dal programma alimentare, di tre
pasti al giorno, comune nella nostra civilt`a moderna, l’uomo medio in una civilt`a
media non sa cosa sia la fame vera.
Poich`e la fame `e la normale espressione di un bisogno di cibo, pu`o essere considerato
sottinteso che quando questa non si presenta, tale desiderio immediato
non sussiste. Quindi, o tale bisogno non `e presente, o la reale capacit`a di far uso
delle materie prime `e assente. In assenza della fame, non vi `e ragione di far uso
di cibo. Vi sono basi fondate per credere che il sistema digestivo riceve e digerisce
cibo nella maniera migliore, proprio in assenza di fame e che in tale condizione
i processi digestivi appaiono rallentati o sospesi totalmente. Siamo talmente abituati
a mangiare in determinati orari che a volte ci ostiniamo ad ignorare persino
una forte repulsione al cibo. Che si abbia fame o no mangiamo per routine, come
attivit`a sociale perch`e non c’`e altro da fare o perch`e mangiando, pensiamo di
trovare sollievo alle nostre preoccupazioni.
La regola pi`u importante nelle nostre abitudini alimentari e, comunque, nella
vita quotidiana `e la seguente: “in salute o in malattia mai forzare del cibo nello
stomaco, a meno che non ve ne sia una spontanea richiesta manifestata per mezzo
di fame reale”. Negli adulti, l’alcol, il tabacco, il caff`e, l’abuso sessuale, le forti
emozioni e la stanchezza danno come risultato la perdita del normale desiderio
di cibo. Il dolore, la febbre, le infiammazioni ed i disturbi addominali causano
la perdita di appetito. Non esiste modo migliore per l’adulto che vuole sanare
tale situazione che astenersi dal mangiare, fino a che non si presenti un ritorno
di appetito: fino a che il respiro sia normale, la lingua pulita e si ristabilisca il
– 22 –
desiderio per il cibo. Si dovrebbe consumare cibo solo quando si `e sereni e si `e
riacquistata la padronanza di s`e.
Nelle malattie acute la fame non si presenta per il semplice motivo che le
energie vengono indirizzate verso altre direzioni. Non vi sono energie da sprecare
per un lavoro, quale la digestione, che pu`o essere sospeso temporaneamente. Non
solo l’energia nervosa viene deviata verso il lavoro pi`u urgente, ma anche il sangue
viene deviato verso quelle parti che ne richiedono in maggior quantit`a per poter
svolgere il lavoro extra del momento. In questo enorme sforzo, la digestione
viene sospesa allo stesso modo in cui ci`o accade durante ogni arduo sforzo
fisico, come il correre.
Nonostante ci`o, spesso il cibo viene consumato secondo il detto medico che
per poter essere forti bisogna mangiare. In tali casi a volte il cibo viene rigettato
o espulso dal tratto digestivo per mezzo di una diarrea. Se non viene emesso in
questi modi esso costituisce un peso in pi`u per il sistema digestivo, aumentando
l’avvelenamento nel corpo.
Anche se i materiali inutili vengono espulsi dal corpo, lo sforzo che questo
compie nel cercare di liberarsi dal nutrimento non voluto, diminuisce gli sforzi
difensivi ed espulsori del corpo contro la causa della malattia. Le forze vengono
deviate dal compito di guarire e vengono inutilmente impiegate in uno sforzo che
potrebbe essere evitato con il semplice espediente del digiuno. Questa sospensione
temporanea e parziale del tentativo riparatore rallenta il ristabilimento del
paziente. Infatti, la ripugnanza al cibo che si manifesta potrebbe giustamente essere
considerata un segnale di “chiuso per riparazioni” posto all’entrata del tratto
digestivo. Dovrebbe essere notato.
A volte, quando siamo malati, “pensiamo” di voler mangiare, ma questo `e un
desiderio falso che, se viene soddisfatto, aumenta le sofferenze. Mi ricordo di una
mia esperienza personale quando ero ancora un adolescente. Avevo una febbre
leggera, mi sentivo male, respiravo a fatica, avevo un sapore cattivo in bocca ed
acccusavo un senso di malessere generale. Seguendo il mio intuito mi misi a letto.
Ma avevo fame o, comunque, pensavo di averla. Mi sembrava di avere voglia di
sardine. Le volevo cos`ı tanto che pensavo di assaporarle in bocca. Quindi, chiesi
a mia madre di portarmi delle sardine. Lei non riteneva che fossero un alimento
adatto ad un ragazzo malato, ma io, da buon bambino intelligente, avevo imparato
che con un poco di insistenza i miei genitori si sarebbero arresi ed avrebbero
soddisfatto il mio desiderio. Cos`ı continuai a chiedere sardine.
Finalmente, mia madre si decise ad uscire per andare a comprare una scatola
di sardine. Le sistem`o in un piatto e le avvicin`o al mio letto. Io ne assaggiai un
pezzetto piccolissimo e restituii il piatto a mia madre. Mi ero reso conto di non
volere niente in realt`a. Il mio corpo non voleva nessun tipo di cibo. Anche se a
quel tempo non sapevo assolutamente niente di digiuno, istintivamente digiunai e
senza l’aiuto di medicinali mi ristabilii in poco tempo.
– 23 –
Molte volte ho visto genitori usare ogni mezzo di persuasione per convincere
i loro bambini malati a mangiare nonostante i loro insistenti rifiuti. Un comune
modo di persuasione `e di corrompere i bambini con le promesse di giocattoli, dolci
o guanti da baseball. ≪Questo boccone `e per mamma≫, `e la frase comune.
≪Il dottore ha detto che lo devi mangiare≫.
≪Se non mangi non guarirai≫.
`E
solo l’ignoranza a permetterci di intimidire i bambini malati con questi falsi
“truismi”. Nella malattia cronica una persona tende a credere di avere fame, ma le
sue sensazioni sono, in realt`a, solo irritazioni del tratto digestivo. Questi sintomi
morbosi scompaiono quando l’individuo digiuna. Se il desiderio per il cibo fosse
stata la reale indicazione di una necessit`a di alimentazione, i morsi aumenterebbero
con il progredire del digiuno. Il fatto che la “fame” cessi e che il paziente
si senta a proprio agio sono la sicura indicazione che tali sensazioni non sono in
relazione con la fame reale.
Il detto che la fame cessa al terzo giorno di digiuno implica che, invece, sia
presente nei primi due. Di solito questo non risponde a realt`a. `E solo l’irritazione
gastrica che cessa al secondo, terzo o quarto giorno di digiuno