Secondo voi è possibile questo?
Inviato: mar ago 31, 2010 8:41 pm
Ciao a tutti, mi chiamo Laura, ho 26 anni e vorrei parlarvi del mio progetto-sogno.
Mi rivolgo principalmente a chi ha già esperienza di ecovillaggi, ma spero che anche chi ne ha solo sentito parlare venga coinvolto nella discussione in modo attivo; spero quindi non tanto di raccogliere consensi, ma di generare un approccio critico, stimolare una serie di domande e suscitare osservazioni attraverso cui mettere alla prova il mio progetto e rafforzarlo per trasformarlo in realtà.
Il mio scopo principale è vivere a stretto contatto con la natura e rendermi pressochè autonoma e indipendente dal sistema, mangiando frutta e verdura dell'orto (sono vegetariana), e accudendo una mucca, e qualche gallina per il latte e le uova (anche se nel mio percorso personale, non escludo la possibilità di diventare vegana), con il massimo rispetto per la natura, quindi creando uno stile di vita sostenibile.
Sostengo che con il “progresso” ed il “benessere” economico, abbiamo purtroppo perso quella cultura contadina che fino a qualche decennio fa permetteva agli uomini e alle donne di vivere in modo dignitoso anche senza tutto quello che abbiamo oggi, che per la maggior parte delle volte è superfluo, inutile e dannoso. Nella mia ricerca di uno stile di vita da adottare per il futuro, mi sono imbattuta in persone che amo e ammiro profondamente, che hanno scelto di vivere come facevano i nostri nonni e bisnonni; allora tutta una serie di questioni mi sono venute alla mente e una domanda su tutte: “Ma come faceva la gente di una volta a....?” dove la fine della domanda può andare dal “come li lavavano i piatti senza detersivo” al “come facevano a tener l'orto d'inverno e a mangiare lo stesso con la neve” ; domande forse ingenue e sciocche ma che aprono le porte a un mondo che ci siamo lasciati alle spalle, per rincorrere il falso benessere. Oggi, rispetto al passato siamo più fortunati per il fatto che la tecnologia si è sviluppata (e quindi, possiamo scegliere di servirci della tecnologia non inquinante come i pannelli solari, o le macchine elettriche) ma ci ritroviamo in un ambiente degradato e inquinato, da tutelare e proteggere prima che il potere corrompente consumi tutto il pianeta.
Perciò arrivo al mio progetto: ho visto che esistono sparsi in montagna, ruderi, baite e alpeggi da ristrutturare ad un prezzo accessibilissimo, meno di 20.000 euro. Ovviamente non c'è la rete elettrica e neanche quella idrica, in compenso vi arriva l'acqua di sorgente e sarebbe possibile installare un impianto fotovoltaico (credo che partano dai 6.000 euro in su) o un eolico. Non si trovano vicino a strade e quindi bisognerebbe farsi come minimo una mezz'oretta di strada a piedi e in salita per trasportare le cose comprate in città, e questo è un po' un inconveniente, a meno che non si abbia un animale che aiuti nel trasporto. Le dimensioni del terreno annesso dipendono dalla proprietà, e possono variare dai 10.000 mq ai 40.000 mq. , per quello che ho visto sinora. Avrei pensato di comprare una proprietà di queste insieme al mio ragazzo, cercare di ristrutturarla con il materiale che offre la natura (bioedilizia), e viverci cercando di essere il più possibile indipendenti dalla “civiltà”, con un occhio particolare alla permacultura. Dopotutto, quali sono le cose veramente fondamentali e necessarie per un essere umano? Un riparo dal freddo e dagli animali, acqua, cibo, e poi? Magari altre due o tre cose, ma non di più. Il valore di respirare aria pulita, vivere in armonia con la natura rispettandola, trovare con essa un equilibrio e una pace interiore per poter esprimere se stessi nel modo più puro, è inestimabile. Date queste premesse, ho però qualche quesito tecnico da porre:
Una cosa che mi chiedo è come d'inverno in montagna (diciamo fino ai 700-800 metri), con la neve nei mesi più freddi, SI POSSA RIUSCIRE A MANGIARE LO STESSO E COME. DOVREI COSTRUIRE UNA SERRA PER LA VERDURA? E' FATTIBILE?
Stavo pensando che per riuscire ad avere un po' di soldini da parte (per le spese sanitarie e il dentista ad esempio, ma anche per poter ampliare il progetto), potrei vendere i disegni e i quadri che faccio, magari in qualche mercatino; sono sicura che qualcosa in tasca mi arriverebbe perchè mi ritengo in gamba. Oppure, malchevada potrei trovare qualche lavoro stagionale, giusto per lavorare tre-quattro mesi all'anno, magari nei mesi invernali quando fa più freddo, negli alberghi che fanno la stagione. Il mio ragazzo potrebbe fare altrettanto.
Questo è la prima fase del mio progetto, cioè possedere la terra e avere le risorse per porre le basi alla realizzazione di un mini-ecovillaggio. Infatti, guardando un po' su internet, ho visto che la formazione usuale di un ecovillaggio avviene attraverso individui che hanno uno scopo comune e mettono insieme una parte uguale di risorse per comprare un terreno, su cui poi costruire eventuali casette (di paglia, di legno, ma anche in modo tradizionale) o ristrutturarle, e via dicendo. L'idea mi piacerebbe molto, ma nelle varie proposte di formazione di ecovillaggi, ho visto che come investimento iniziale si parla di cifre a partire da 50.000 euro a testa, e io non posseggo così tanti soldi. Se li avessi, mi ci butterei di sicuro, ma io e il mio ragazzo arriviamo a malapena ai 35.000 euro, e un investimento così proprio non ce lo possiamo permettere. Per questo, conto sui modici prezzi delle baite e degli alpeggi, quelli sono accessibili per noi, e ovviamente non li ristruttureremmo per farci una casa di lusso, ma semplicemente, cercando di intervenire solo laddove sia strettamente necessario.
E mi piacerebbe andare oltre: sul terreno acquistato assieme alla baita, vorrei eventualmente costruire due o tre casette di paglia o di legno (come la “Roundhouse” di Tony Wrench, andatela a vedere su http://www.thatroundhouse.info/ perchè merita davvero!!! E lui l'ha costruita con sole 3.500 sterline ovvero poco più di 4.000 euro) con il sostegno di chi vorrà viverci a medio o lungo termine, ma sempre nel rispetto della natura e contribuendo al lavoro necessario negli orti e con gli animali, per il sostentamento della comunità. La cosa che potrebbe frenare questo è il fatto che le eventuali casette per poter essere costruite, dovrebbero necessitare di una autorizzazione dal comune, o comunque dovrebbero essere costruite su terreno edificabile. Quindi una cosa che vi chiedo è se le casette ecologiche stile “Roundhouse”, necessitano di essere costruite necessariamente su terreno edificabile? Sono un po' confusa a riguardo. In poche parole, comprerei una baita da ristrutturare con terreno annesso, e poi su questo terreno ci (auto)costruirei delle casette; innanzitutto, POTREI FARLO? O DEVE ESSERE TERRENO EDIFICABILE PER POTERCI COSTRUIRE QUALCOSA? E POI: SE FOSSE POSSIBILE, DI QUALI AUTORIZZAZIONI AVREI BISOGNO DAL COMUNE?
Vorrei fare le cose in modo legale, senza avere poi problemi e dovere smantellare ciò in cui ho creduto.
Per favore, ditemi cosa ne pensate e se avete critiche (costruttive) ancora meglio. Le domande che mi premono di più sono quelle in maiuscolo.
Grazie a tutti avranno avuto la pazienza di leggere il mio messaggio e aver risposto!
Laura
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Mi rivolgo principalmente a chi ha già esperienza di ecovillaggi, ma spero che anche chi ne ha solo sentito parlare venga coinvolto nella discussione in modo attivo; spero quindi non tanto di raccogliere consensi, ma di generare un approccio critico, stimolare una serie di domande e suscitare osservazioni attraverso cui mettere alla prova il mio progetto e rafforzarlo per trasformarlo in realtà.
Il mio scopo principale è vivere a stretto contatto con la natura e rendermi pressochè autonoma e indipendente dal sistema, mangiando frutta e verdura dell'orto (sono vegetariana), e accudendo una mucca, e qualche gallina per il latte e le uova (anche se nel mio percorso personale, non escludo la possibilità di diventare vegana), con il massimo rispetto per la natura, quindi creando uno stile di vita sostenibile.
Sostengo che con il “progresso” ed il “benessere” economico, abbiamo purtroppo perso quella cultura contadina che fino a qualche decennio fa permetteva agli uomini e alle donne di vivere in modo dignitoso anche senza tutto quello che abbiamo oggi, che per la maggior parte delle volte è superfluo, inutile e dannoso. Nella mia ricerca di uno stile di vita da adottare per il futuro, mi sono imbattuta in persone che amo e ammiro profondamente, che hanno scelto di vivere come facevano i nostri nonni e bisnonni; allora tutta una serie di questioni mi sono venute alla mente e una domanda su tutte: “Ma come faceva la gente di una volta a....?” dove la fine della domanda può andare dal “come li lavavano i piatti senza detersivo” al “come facevano a tener l'orto d'inverno e a mangiare lo stesso con la neve” ; domande forse ingenue e sciocche ma che aprono le porte a un mondo che ci siamo lasciati alle spalle, per rincorrere il falso benessere. Oggi, rispetto al passato siamo più fortunati per il fatto che la tecnologia si è sviluppata (e quindi, possiamo scegliere di servirci della tecnologia non inquinante come i pannelli solari, o le macchine elettriche) ma ci ritroviamo in un ambiente degradato e inquinato, da tutelare e proteggere prima che il potere corrompente consumi tutto il pianeta.
Perciò arrivo al mio progetto: ho visto che esistono sparsi in montagna, ruderi, baite e alpeggi da ristrutturare ad un prezzo accessibilissimo, meno di 20.000 euro. Ovviamente non c'è la rete elettrica e neanche quella idrica, in compenso vi arriva l'acqua di sorgente e sarebbe possibile installare un impianto fotovoltaico (credo che partano dai 6.000 euro in su) o un eolico. Non si trovano vicino a strade e quindi bisognerebbe farsi come minimo una mezz'oretta di strada a piedi e in salita per trasportare le cose comprate in città, e questo è un po' un inconveniente, a meno che non si abbia un animale che aiuti nel trasporto. Le dimensioni del terreno annesso dipendono dalla proprietà, e possono variare dai 10.000 mq ai 40.000 mq. , per quello che ho visto sinora. Avrei pensato di comprare una proprietà di queste insieme al mio ragazzo, cercare di ristrutturarla con il materiale che offre la natura (bioedilizia), e viverci cercando di essere il più possibile indipendenti dalla “civiltà”, con un occhio particolare alla permacultura. Dopotutto, quali sono le cose veramente fondamentali e necessarie per un essere umano? Un riparo dal freddo e dagli animali, acqua, cibo, e poi? Magari altre due o tre cose, ma non di più. Il valore di respirare aria pulita, vivere in armonia con la natura rispettandola, trovare con essa un equilibrio e una pace interiore per poter esprimere se stessi nel modo più puro, è inestimabile. Date queste premesse, ho però qualche quesito tecnico da porre:
Una cosa che mi chiedo è come d'inverno in montagna (diciamo fino ai 700-800 metri), con la neve nei mesi più freddi, SI POSSA RIUSCIRE A MANGIARE LO STESSO E COME. DOVREI COSTRUIRE UNA SERRA PER LA VERDURA? E' FATTIBILE?
Stavo pensando che per riuscire ad avere un po' di soldini da parte (per le spese sanitarie e il dentista ad esempio, ma anche per poter ampliare il progetto), potrei vendere i disegni e i quadri che faccio, magari in qualche mercatino; sono sicura che qualcosa in tasca mi arriverebbe perchè mi ritengo in gamba. Oppure, malchevada potrei trovare qualche lavoro stagionale, giusto per lavorare tre-quattro mesi all'anno, magari nei mesi invernali quando fa più freddo, negli alberghi che fanno la stagione. Il mio ragazzo potrebbe fare altrettanto.
Questo è la prima fase del mio progetto, cioè possedere la terra e avere le risorse per porre le basi alla realizzazione di un mini-ecovillaggio. Infatti, guardando un po' su internet, ho visto che la formazione usuale di un ecovillaggio avviene attraverso individui che hanno uno scopo comune e mettono insieme una parte uguale di risorse per comprare un terreno, su cui poi costruire eventuali casette (di paglia, di legno, ma anche in modo tradizionale) o ristrutturarle, e via dicendo. L'idea mi piacerebbe molto, ma nelle varie proposte di formazione di ecovillaggi, ho visto che come investimento iniziale si parla di cifre a partire da 50.000 euro a testa, e io non posseggo così tanti soldi. Se li avessi, mi ci butterei di sicuro, ma io e il mio ragazzo arriviamo a malapena ai 35.000 euro, e un investimento così proprio non ce lo possiamo permettere. Per questo, conto sui modici prezzi delle baite e degli alpeggi, quelli sono accessibili per noi, e ovviamente non li ristruttureremmo per farci una casa di lusso, ma semplicemente, cercando di intervenire solo laddove sia strettamente necessario.
E mi piacerebbe andare oltre: sul terreno acquistato assieme alla baita, vorrei eventualmente costruire due o tre casette di paglia o di legno (come la “Roundhouse” di Tony Wrench, andatela a vedere su http://www.thatroundhouse.info/ perchè merita davvero!!! E lui l'ha costruita con sole 3.500 sterline ovvero poco più di 4.000 euro) con il sostegno di chi vorrà viverci a medio o lungo termine, ma sempre nel rispetto della natura e contribuendo al lavoro necessario negli orti e con gli animali, per il sostentamento della comunità. La cosa che potrebbe frenare questo è il fatto che le eventuali casette per poter essere costruite, dovrebbero necessitare di una autorizzazione dal comune, o comunque dovrebbero essere costruite su terreno edificabile. Quindi una cosa che vi chiedo è se le casette ecologiche stile “Roundhouse”, necessitano di essere costruite necessariamente su terreno edificabile? Sono un po' confusa a riguardo. In poche parole, comprerei una baita da ristrutturare con terreno annesso, e poi su questo terreno ci (auto)costruirei delle casette; innanzitutto, POTREI FARLO? O DEVE ESSERE TERRENO EDIFICABILE PER POTERCI COSTRUIRE QUALCOSA? E POI: SE FOSSE POSSIBILE, DI QUALI AUTORIZZAZIONI AVREI BISOGNO DAL COMUNE?
Vorrei fare le cose in modo legale, senza avere poi problemi e dovere smantellare ciò in cui ho creduto.
Per favore, ditemi cosa ne pensate e se avete critiche (costruttive) ancora meglio. Le domande che mi premono di più sono quelle in maiuscolo.
Grazie a tutti avranno avuto la pazienza di leggere il mio messaggio e aver risposto!
Laura
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