Per Antonella: latte spremuto da usare entro poche ore...

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Moderatore: laura serpilli

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Sabrina
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Iscritto il: dom ott 10, 2004 11:29 pm
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Per Antonella: latte spremuto da usare entro poche ore...

Messaggio da Sabrina » dom ott 10, 2004 11:41 pm

Cara Antonella, avrei bisogno di un'informazione per una mia amica che partorirà in un ospedale con il rooming-in parziale: avrà la bambina tutto il pomeriggio e la serata ma non la mattina (andrà ad allattarla 3 volte) e la notte. Avrebbe pensato di usare il tiralatte durante le pause forzate del mattino e magari anche un paio di volte durante la notte come ulteriore stimolazione nel caso che la bambina "magicamente" non si attaccasse con energia e appetito proprio all'ora canonica in cui lei andrà alla nursery, ti sembra un'idea sensata ?? Poi il latte spremuto lo potrebbe dare alla bambina (non col biberon) nel caso poppasse poco ? In questo caso tra quando lo tira e quando glielo porta alla nursery quanto tempo può passare fuori dal frigo ? Per ogni stanza del reparto c'è un frigo comune, ma la capisco quando dice che non se la sente di metterci il suo latte, al limite andrebbe bene in un sacchetto con una mattonella refrigerante, e poi scaldare subito prima sotto l'acqua calda ?? Ovviamente il tutto, solo per superare quei tre giorni prima del "finalmente sole!!" a casa. Scusami per il forum chilometrico, so che sei impegnatissima, ma la tua risposta sarà preziosa anche per me al momento opportuno !

manuela
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Iscritto il: mar ott 05, 2004 12:54 pm

Messaggio da manuela » lun ott 11, 2004 12:42 pm

Secondo me è importante sapere che tipo di atteggiamento ha l'ospedale nei confronti dell'allattamento al seno. Se è collaborativo, come lo è stato quello dove ho partorito io, la tua amica non dovrà preoccuparsi di niente, perchè ci penseranno loro a fare in modo che possa allattare. A me portavano la bimba anche di notte, anzi più volte per notte, e se piangeva me la portavano e me la lasciavano anche oltre il tempo prestabilito. Durante il giorno era quasi sempre con me, ma mi chiedevano sempre se per me andava bene e non ero troppo stanca ( ho fatto un cesareo). Vi auguro di trovare lo stesso tipo di collaborazione, perchè a me ha permesso un ottimo avvio all'allattamento. Perchè non andate a parlare direttamente col personale del nido ospedaliero e gli esponete le vostre perplessità? Tanti auguri!
manuela

Sabrina
Messaggi: 26
Iscritto il: dom ott 10, 2004 11:29 pm
Località: Toscana

Manuela

Messaggio da Sabrina » lun ott 11, 2004 2:02 pm

Ti ringrazio per la risposta, purtroppo sappiamo già che le regole che ho spiegato non sono flessibili, la soluzione era scegliere un altro ospedale ma per diversi motivi sarebbe troppo complicato. Infatti si sta cercando una metodica-tampone per superare quei pochi giorni ostacolando il meno possibile l'avvio dell'allattamento!

Antonella Sagone
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Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
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Messaggio da Antonella Sagone » lun ott 11, 2004 2:23 pm

ciao Sabrina,
non è facile rispondere senza sapere bene quali sono glie elementi che hanno pesato nella scelta della tua amica; ma anche la mia impressione, come quella di manuela, è che qui si stia danto enfasi agli aspetti sbagliati del problema. Se il personale ha delle regole rigide che non consentono di tenere i bambini in camera per parte del tempo, e impongono anche per le poppate in nursery degli orari, è molto probabile che saranno rigidi anche per altri aspetti, per esempio che creeranno ostacoli al fatto che la mamma possa dare il suo latte tirato al bambino. Il personale della nursery è responsabile della salute dei bambini e il peggior rischio è quello che contraggano infezioni, posso immaginare quello che penseranno se si presenta una mamma con del latte tirato non si sa come e quano e nemmeno conservato in frigo, e pretenderà di darglielo con un bicchiere invece che con i biberon sterilizzati forniti dall'ospedale...! Se le regole sono rigide servono in genere a parare gli operatori da qualsiasi responsabilità, e quindi qualsiasi variante alla prassi consolidata viene vista con sospetto e richiede autorizzazioni superiori. Questa tua amica rischia di terminare i tre giorni esaurendosi a lottare contro un muro di gomma... naturalmente può anche darsi che ci sia uno spiraglio ma proprio per questo sarebbe meglio che lei esprimesse prima al personale le sue intenzioni di allattare esclusivamente al seno, chiedendo loro come intendono facilitargli questo compito. Tieni presente che esistono varie regioni in cui il roomong-in e l'allattamento al seno senza interferenze sono tutelate, c'è una legge alla regione lazio, e la Lombardia ha emesso proprio di recente (14 settembre) un decreto regionale di tutela all'allattamento veramente ben fatto. Se è in una di queste regioni posso farti avere i documenti.

Al di là di tutto, il mio suggerimento più sentito per questa mamma sarebbe, se verificherà che non c'è margine di contrattazione, scegliere di restare in reparto il tempo strettamente necessario a partorire e qualche ora di osservazione dopo, insomma fare la dimissione precoce (quella entro 24 ore, che già tanti ospedali praticano) e poi tornare a casa, riservando le sue energie a trovare magari qualcuno che la aiuta a casa per i primi giorni.

In alternativa, piuttosto che stare a noleggiare tiralatte elettrico e attacchi (una bella spesa per pochi giorni, tenuto conto che i banali tiralatti a siringa in genere sono del tutto inefficienti) e trafficare con buste e sacchetti (perché poi non in frigo, se i contenitori sono ben isolati?), la tua amica potrebbe allattare a richiesta e possibilmente iniziando il prima possibile durante le ore di rooming-in, e recarsi periodicamente alla nursery ad allattare negli altri periodi, magari cercando di stabilire un accordo con qualche puericultrice più disponibile che la venga ad avvisare quando il bambino mostra di stare per chiedere la poppata: ma senza farsi troppe preoccupazioni su quello che succede i primi tre giorni, perché una volta tornata a casa potrà comunque recuperare, se è ben informata e sostenuta.
Antonella

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