Rivolta a Gianturco contro la TAV
Inviato: mer lug 21, 2010 1:35 pm
Rivolta a Gianturco contro la Tav
"E' diventata il nostro incubo"
Presentato un esposto in prefettura da parte di quattrocento residenti: protestano per il rumore incessante visto che le motrici restano sempre accese anche di notte. Nel deposito della zona si trovano fino a venti convogli
di TIZIANA COZZI
Rivolta a Gianturco contro la Tav "E' diventata il nostro incubo"
"Lo sente questo rumore? Sono le sei motrici dell'Alta Velocità parcheggiate a 30 metri dal mio balcone. Un incubo che mi accompagna da mesi. Con questo sibilo non riesco a parlare al telefono, non seguo nemmeno i programmi televisivi". Rosalba Sorrentino abita a Gianturco, a due passi dallo stazionamento Trenitalia. Dal suo terrazzo quasi si toccano i treni Frecciarossa. Ma soprattutto si sentono. Le motrici dei treni veloci restano accese 24 ore su 24.
Quelle motrici non le spengono mai, nemmeno di notte. È impossibile farlo per motivi tecnici, ha spiegato Trenitalia. Così i treni restano fermi sui binari ma in realtà le ventole dei motori continuano a rombare come se viaggiassero. Risultato: un rumore assordante con superamento dei decibel consentiti durante la notte. Un fracasso che tiene svegli di notte e rende nervosi di giorno circa 400 cittadini del quartiere, ormai pronti alla rivolta. Al limite dell'esasperazione, hanno pensato di formare una class action contro Trenitalia.
Interi condomini dei rioni Ascarelli e Luzzatti si sono appellati, con l'aiuto del Sunia e delle associazioni di quartiere, alle istituzioni, alla Municipalità e, ovviamente ai vertici di Trenitalia. In ultimo, hanno presentato anche un esposto alla Prefettura. Ma tranne qualche promessa, finora nulla si è mosso davvero. Il rumore non è cessato, anzi pare sia peggiorato negli ultimi mesi. "All'interno dei capannoni arrivano a sostare anche 20-30 locomotive sempre accese - spiega Giulio Napolitano - io abito a 150 metri di distanza dal deposito ma il rumore lo sento lo stesso".
La situazione è diventata insostenibile da quando i Frecciarossa sono aumentati a dismisura. All'inizio il rumore di una, due macchine parcheggiate e sempre accese per otto, dieci ore era sostenibile. Ma quando i treni sono triplicati, quel rumore monotono e costante è diventato intollerabile.
Stessa situazione e uguali lamentele per i cittadini milanesi di via Finzi, sede del deposito meneghino di Trenitalia. Anche da lì, però, nessuna risposta plausibile è arrivata. Non si riesce a capire il motivo per cui quei motori restano sempre accesi.
Trenitalia si appella a imprecisate "esigenze tecniche". Ma c'è chi insinua che le macchine non si spengono per motivi di rapidità, perché per far ripartire un Frecciarossa lungo 350 metri è necessario percorrere il convoglio dall'inizio alla fine e la procedura può durare anche più di mezz'ora. Tempo prezioso in cui magari si potrebbe scoprire che il treno non riparte così facilmente. Allora è meglio lasciarli accesi, così è certo che ripartono. "Dopo l'ultimo incontro con i vertici campani - aggiunge Napolitano - ci avevano promesso di risolvere con l'applicazione di un software. Finora però, non abbiamo visto nulla".
Insomma, solo parole e pochi fatti. Intanto i treni che attendono di entrare in stazione e caricare i passeggeri, restano sui binari a pochi metri dalle case di Gianturco. Nell'ultimo anno qui hanno sostato circa 7000 locomotive. Un numero tale da richiedere una soluzione, magari con l'applicazione di barriere anti-rumore, sostengono gli abitanti. "Con il caldo che fa siamo costretti a lasciare le finestre chiuse - dice Giovanna, del rione Luzzatti - Nel palazzo di fianco il baccano si diffonde anche tra le scale. Sembra di essere a un concerto". Oltre ai rumori delle ventole, ci sono anche i fastidi provocati dagli apparecchi di manutenzione, dai carrelli e dai megafoni in funzione durante il giorno. Ma su tutto prevale il rumore atono delle ventole. Il nemico da combattere resta quello.
(10 luglio 2010)
http://napoli.repubblica.it/cronaca/201 ... o-5507188/