Domande sull'Omosessualità

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Daria
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Domande sull'Omosessualità

Messaggio da Daria » dom mag 30, 2010 6:29 am

Ciao a tutti,
segnalo questa bella intervista "Domande sull'Omosessualità: risponde Paola Biondi di PsicologiaGay.com
di Andrea Ciraolo
http://www.promiseland.it/view.php?id=3646

fragolo
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da fragolo » dom mag 30, 2010 10:32 am

Grazie per la segnalazione. Non serviva altro che l'ennesima opera di propaganda autoritaria e non autorevole sull'argomento per puntare l'accento su quanto l'ambiente vegetariano sia ideologizzato, e schierato a senso unico dalla parte di una certa corrente di pensiero che con l'alimentazione ha ben poco a che vedere. Direte voi che qui si trattano anche altri temi, tra i quali l'omosessualità: bel tentativo, peccato che l'intestazione del sito includa la formula "il punto di riferimento del vivere etico vegan". Nonostante ciò, il testo è stato ritenuto sufficientemente importante da sbatterlo in prima pagina. Volete fare informazione e non propaganda ideologica? Ripetete le stesse domande a qualcuno che abbia un parere differente e pubblicatele, evitando magari di etichettarlo male solo perché non ottusamente inquadrato nell'ambito di certe teorie autoritarie e per niente scientifiche. L'assurdo sillogismo implicito all'impostazione che fornite, basato su effetti distorti di principi quali tolleranza e fraternità, in stile lupo camuffato da agnello, non regge. Date così dimostrazione di come il tema del veganismo possa essere sfruttato per fare da ponte verso certi irrigidimenti ideologici che non hanno mai portato ne porteranno a niente di buono.

Non seguo molto il forum di promiseland, ma ultimamente avevo cominciato a trovarlo più interessante ed a frequentarlo con maggiore assiduità: grazie per avermi avvisato in tempo su che aria tira da queste parti. Da vegetariano quale sono e continuerò ad essere anche senza il vostro "aiuto", vi saluto.

Daria
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da Daria » dom mag 30, 2010 10:51 am

Grazie ad Andrea Ciraolo e a Paola Biondi di PsicologiaGay, per questa bella intervista... :)

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Gianluca Ricciato
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da Gianluca Ricciato » mer giu 02, 2010 2:44 pm

Ciao, ho trovato interessante l'intervista (e incomprensibile la prima risposta a questo topic).
Trovo però delle incongruenze, e visto che nel testo si invita a fare domande, le esplicito.
Mi riferisco a questa parte dell'intervista:

"L’omosessualità è una variante naturale e positiva dell’orientamento sessuale. Per orientamento sessuale intendiamo l’attrazione affettiva e sessuale verso un’altra persona che può essere o meno del proprio sesso e/o del proprio genere.
Non è una malattia, non è una perversione (al contrario della pedofilia cui purtroppo a volte viene associata in modo improprio), non è una scelta, non è infettiva.

Quindi omosessuali non lo si diventa, ma lo si nasce…


In realtà non si sa
. Al momento non c’è una teoria che spieghi univocamente l’origine dell’omosessualità. Si parla di multifattorialità: biologia, ormoni, ambiente, genetica, ecc. Ci sono studi che evidenziano il ruolo di uno piuttosto che gli altri fattori, a rotazione direi…e molti “giocano” su un fattore piuttosto che un altro per giustificare anche altri comportamenti."


Non capisco perchè, se da un lato si ammette il fatto che, di fatto, la scienza brancola nel buio quando vuole definire le "cause" dell'omosessualità, dall'altro si vuole sottolineare il fatto che l'orientamento sessuale non abbia nulla a che fare con le scelte, quindi con il "libero arbitrio" come si diceva un tempo. Allo stesso tempo, può risultare a mio avviso pericoloso considerarla una "variante naturale e positiva" nel momento in cui per naturale si vuole significare "genetico".
Personalmente credo, per dirla alla Foucault, che "ogni desiderio sia vero in quanto è", cioè sia qualcosa che non può essere messo sotto il metro del giudizio e dell'analisi delle cause (o almeno lo può essere fino a un certo punto e ammettendo la parzialità della ricerca), ma soprattutto credo che il desiderio, qualunque esso sia, racchiuda la natura e la cultura di un essere umano, le caratteristiche individuali determinate e i fattori ambientali e soprattutto le loro interazioni, che è diverso da fare una sommatoria delle concause (biologia, ormoni, etc).
Credo anche che sia questo il motivo - oltre agli interessi ecomomici di fare pubblicazioni - per cui la nostra scienza continua la guerra guelfo-ghibellina tra fautori della "necessità" e fautori della "scelta". Dire che un omosessuale - un trans, un bisex, un trisex, ma anche un etero - non scelga mi sembra come dire che sia privo del libero arbitrio. In realtà ognuno/a di noi opera anche una scelta ogni qualvolta decide di agire un'affettività con un'altra persona. O dobbiamo considerare ancora una volontà divina ogni amore che nasce?
Allo stesso modo mi sembrerebbe di privare gli individui del loro corpo e della loro emotività se qualcuno dicesse che nelle loro scelte affettive e sessuali non c'entra nulla la loro essenza biologica e unica di individui sessuati.

(Spero di essermi spiegato)

Un'ultima cosa, che probabilmente è un refuso o non è chiara la spiegazione.
Cosa significa "a breve uno [corso] sulle terapie per l’omosessualità" (??!!)
L'orientamento generale dell'articolo mi sembra escludere categoricamente che l'omosessualità sia una malattia...

Saluti
Gianluca

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alFaris
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da alFaris » dom giu 06, 2010 3:50 pm

Essalamu Elikah!
Gianluca Ricciato ha scritto:Ciao, ho trovato interessante l'intervista (e incomprensibile la prima risposta a questo topic).
Non ti preoccupare, ho già presentato rapporto ai vertici riguardo quell'intervento. Vai avanti.
Gianluca Ricciato ha scritto:Trovo però delle incongruenze, e visto che nel testo si invita a fare domande, le esplicito.
Fai benissimo.
Gianluca Ricciato ha scritto:Non capisco perchè, se da un lato si ammette il fatto che, di fatto, la scienza brancola nel buio quando vuole definire le "cause" dell'omosessualità, dall'altro si vuole sottolineare il fatto che l'orientamento sessuale non abbia nulla a che fare con le scelte, quindi con il "libero arbitrio" come si diceva un tempo. Allo stesso tempo, può risultare a mio avviso pericoloso considerarla una "variante naturale e positiva" nel momento in cui per naturale si vuole significare "genetico".
In effetti, c'è una piccola contraddizione nella spiegazione. Se il fatto è naturale, ebbene perché cercare una causa: nessuno si mette al lavoro per definire le "cause" dell'eterosessualità, tutti l'accettano così com'è dando una spiegazione tanto semplice quanto comunemente accettata: perché dall'eterosessualità scaturisce la riproduzione, sicché tanto basta. Se invece è una deviazione dalla natura, allora è una variante non positiva. Insomma, delle due l'una.

La spiegazione a questo refuso è storica, ovverosia noi ancora siamo abituati a considerare la sessualità come solo, soltanto e unicamente volta alla riproduzione. Questa, in realtà, è una interpretazione filosofica: se la filosofia è il gioco del perché, cercare un perché significa fare filosofia; e cercare un perché alla sessualità, e dipresso all'omosessualità, significa fare filosofia sulla sessualità e sull'omosessualità. In realtà, l'animale che reagisce allo stimolo sessuale a tutto pensa tranne che alla riproduzione: si sente di fare così (i maschi tendono ad azzuffarsi, le femmine ad accettare la compagnia di altri conspecifici, e così via), e lo fa. Fine dell'analisi filosofica.

L'essere umano, al contrario, da qualche tempo a questa parte ha cominciato a porsi delle domande, e quindi a fare filosofia. Un parallelo che valga per tutti: perché ci sono le stelle, oltre a che cosa siano. Col tempo, sono state trovate mille e mille interpretazioni sulla natura delle stelle, e sulla ragione dei loro movimenti (i Latini chiamavano "luci erranti" ciò che noi oggi chiamiamo sole, luna e pianeti e infine comete, perché seguono traiettorie diverse dagli altri oggetti stellari). La conseguenza è che oggi chi studia l'omosessualità deve in primis combattere contro la visione precedente, secondo cui l'omosessualità è un atteggiamento vizioso e perverso - tuttora la Chiesa parla di "disordine naturale"; questo vien fatto appunto sottolineando che nessuno "sceglie" di andare a far sesso con un uomo o una donna così come sceglie di andare al cinema o in pizzeria.

Quanto poi all'interpretazione scientifica, ebbene ti rimando ai due paragrafi precedenti. Tieni conto, però, che effettivamente gli scienziati stanno tentando di recuperare secoli e secoli di oscurantismo e repressione in materia: solo ultimamente, per esempio, sappiamo che i mammiferi più intelligenti fanno sesso anche per il piacere - una cosa che avrebbe fatto saltare sulla sedia qualsiasi prelato, o per rinforzare i legami del branco. Già questa osservazione mina gravemente la visione "naturale" della sessualità, che appunto sarebbe rivolta alla riproduzione ma anche ad altri obiettivi.
Gianluca Ricciato ha scritto:Dire che un omosessuale - un trans, un bisex, un trisex, ma anche un etero - non scelga mi sembra come dire che sia privo del libero arbitrio. In realtà ognuno/a di noi opera anche una scelta ogni qualvolta decide di agire un'affettività con un'altra persona. O dobbiamo considerare ancora una volontà divina ogni amore che nasce?
No, l'affettività è un'altra questione. Qui stiamo parlando di sessualità; e, per quanto concerne l'osservazione personale, a me ripugna l'idea di fare sesso con un altro uomo. Siccome so per certo che la stessa sensazione è provata dalle donne omosessuali, c'è da giurare che almeno in questi due casi il "libero arbitrio" si limiti al contatto con un'altro essere umano di sesso femminile.
Gianluca Ricciato ha scritto:(Spero di essermi spiegato)
Spero anch'io. ;)
Gianluca Ricciato ha scritto:Un'ultima cosa, che probabilmente è un refuso o non è chiara la spiegazione.
Cosa significa "a breve uno [corso] sulle terapie per l’omosessualità" (??!!)
L'orientamento generale dell'articolo mi sembra escludere categoricamente che l'omosessualità sia una malattia...
Certo, infatti la cosa ha puramente intento divulgativo: insomma, esistono dei centri per la "cura" dell'omosessualità. Peraltro, tenuti da tutt'altra pasta di persone che laureati in medicina:
  1. http://www.saveriotommasi.it/video/inch ... e-si-deve/
  2. http://www.saveriotommasi.it/video/diba ... e-si-deve/
Gianluca Ricciato ha scritto:Saluti
Gianluca
Alla prossima!



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Lesbispice
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da Lesbispice » gio gen 13, 2011 9:48 pm

Parlo da lesbica, l'omosessualità non è una scelta!

Marcabruna
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da Marcabruna » mer gen 26, 2011 9:18 pm

Lesbispice ha scritto:Parlo da lesbica, l'omosessualità non è una scelta!

il migliore amico è gay, e anche lui dice questa stessa cosa. :wink:

invece ci sono tante persone non omosessuali che credono che l'mosessualità sia una "scelta"... :roll:

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alFaris
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da alFaris » gio mar 03, 2011 12:13 am

Essalamu Elikah!
Lesbispice ha scritto:Parlo da lesbica, l'omosessualità non è una scelta!
Marcabruna ha scritto:il migliore amico è gay, e anche lui dice questa stessa cosa. :wink:

invece ci sono tante persone non omosessuali che credono che l'mosessualità sia una "scelta"... :roll:
Ripeto, si tratta di un'interpretazione della realtà che per secoli ha convinti filosofi e (soprattutto) preti. Oggi sappiamo che non è così, che su quest'argomento una persona _è_, non sceglie di essere; ma nella mentalità comune tutto ciò è difficilmente accettato. Ci vuole pazienza e perseveranza: forza e coraggio, lesbispice!



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Ottavia
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da Ottavia » mer apr 13, 2011 2:13 pm

Il vostro ragionamento mi pare artificioso per cercare di arrampicarsi sugli specchi. Allora è come dire che l'uomo ladro in fondo è un cleptomane, non sceglie di rubare ma ne è costretto dall'impulso irrefrenabile. Riconosciuta quindi la ''naturale'' tendenza del cleptomane, si potrebbro formulare tante e tutte logiche giustificazioni per la cleptomania, es :è vero che il cleptomane ruba, ma , in fondo, che significa rubare? Appropriarsi di qualcosa che appartiene ad un altro? Rimettiamo allora in discussione il concetto di proprietà...tutti tendenzialmente rubiamo o vorremmo rubare qualcosa; il bambino ruba il giocattolo al compagno, l'affamato ruba il pane per sopravvivere, ecc...ecc...; anche gli animali rubano il cibo, e non solo... Conclusione: cleptomane si nasce, non è una scelta. La cleptomania è una variante naturale e positiva dell'orientamento generale e culturale all'attaccamento verso gli oggetti. . .Certo, il paragone con l'omosessuale non è proprio esatto; ma, voglio dire, che se continuiamo con questo moderno quanto sofistico modo di ragionare si arriva a giustificare proprio tutto. Allora aboliamo l'etica, aboliamo la morale, perché ci sembrano sempre più degli inutili ostacoli allo sviluppo della nostra natura! È giusto che si parli di omosessualità, che si conoscano i problemi degli omosessuali, che non si debba discriminarli, ma sostenere che possano anche sposare e adottare dei figli, mi pare che dovremmo un po' calmarci. Diceva un antico filosofo: IN MEDIO STAT VIRTUS. Credo che l'essere umano sia dotato di capacità razionali soprattutto per trovare un senso ed un equilibrio alla propria esistenza e nelle cose: non si può giustificare tutto, né si può condannare nulla a priori; occorre conoscere, capire, discernere, valutare, giudicare (non nel senso di pregiudizio), comprendere, e perseguire il bene, sia personale che comunitario. Non per caso esistono le leggi e la giustizia. Termino qui, altrimenti mi dilungherei davvero troppo, e poi non so se e quanto siano ben accette le mie considerazioni. Salve.

@lex
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da @lex » mer apr 13, 2011 7:12 pm

L'orientamento sessuale non si sceglie e non è qualcosa che si possa intenzionalmente modificare. Le scelte semmai riguardano il modo di vivere l'omosessualità. Qui sì entrano in gioco fattori ambientali e sociali. :wink:

elsatar
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da elsatar » dom apr 17, 2011 6:51 pm

Scusa Ottavia, ti sembrerebbe "artificioso" se ti dicessi che l'eterosessualità non si sceglie? Ti sembra così strano? Non so perchè ma penso che non ti sembri strano per nulla ;) .
Ecco per quelli che la pensano come me, nell'omosessualità semplicemente non c'è nulla di strano ne di "artificioso" in quanto tale, anche se come tutte le cose umane (compresa l'eterosessualità) viene "trattata" e "manipolata" culturalmente con tutto ciò che ovviamente comporta.
E non vedo perchè non dovremmo continuare (io e quelli che la pensano come me) a rivendicare quelli che consideriamo rivendicazioni sacrosante. Per quanto riguarda la calma direi che ce n'é anche troppa, perchè le discriminazioni sono tali che giustificherebbero una incazzatura perenne ;)

Ciao Elsatar

Ottavia
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da Ottavia » dom apr 17, 2011 11:31 pm

Con questo post rispondo sia ad Alex che ad Elsatar. Credo, certo, che per alcune situazioni l'omosessualità non sia una scelta ma qualcosa di veramente sentito e sofferto, ed in questi casi entra sì, in gioco, la scelta morale di come vivere la propria omosessualità, ed è sacrosanto il loro diritto di essere rispettati; ma credo pure che in altri casi sia differente, e può essere almeno inizialmente frutto di una scelta, a volte più o meno consapevole, che può derivare da vari fattori; specialmente in particolari situazioni di degrado morale o psichico, oppure di forte degrado ambientale. Comunque, il discorso sulla sessualità in generale è uno tra i più delicati e complessi perché coinvolge tutti gli aspetti della persona, dagli impulsi più atavici ai sentimenti più nobili, dal bisogno d'affetto al bisogno di aprirsi e accogliere l'altro. Spesso ci dimentichiamo che l'essere umano non è un animale come gli altri, ma è costituito anche da un livello psico/intellettivo e da un livello spirituale. In questa complessa e interconnessa struttura si sviluppa e prende man mano corpo anche il nostro essere sessuale, ed è per questo che il sesso, oltre che essere mezzo per la procreazione, può portare sia in paradiso, se si incontra il vero grande amore della propria vita, sia in un autentico inferno, poiché può diventare strumento per umiliare, sottomettere, sfruttare, abusare, e distruggere. È innegabile che la sessualità tocca profondamente la nostra interiorità, e che non è estranea al pudore e al rispetto per se, per l'altro, e verso gli altri. Per questi motivi i giovani hanno bisogno di essere educati, anche in questo campo, in un sano ed equilibrato clima culturale per consentire e facilitare lo sviluppo di una consona e felice sessualità.Ecco perché non è possibile accettare il clima e determinati argomenti troppo azzardati e disinvolti dei movimenti gay che dimostrano spesso solo squallore e volgarità. Capisco che molti omosessuali siano arcistufi di essere stupidamente discriminati, offesi e derisi, ma certi movimenti non giovano certo alla loro battaglia civile.

elsatar
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da elsatar » lun apr 18, 2011 3:18 pm

Scusa Ottavia ma non ho capito molto del tuo discorso, non capisco che intendi quando parli di ambiente degradato associato alle scelte omosessuali, cosa intendi, che uno diventa omosessuale perchè vive in un ambiente degradato?!
E' chiarissimo il discorso sulla complessità dell'essere umano e della sua sessualità, e difatti i diritti che si chiedono riguardano proprio questo: che la società riconosca le coppie che si amano e che hanno deciso di condividere la vita (e non una scopata passeggera), che riconosca la sana e consapevole volontà di formare una famiglia con figli ecc.
Certo che i giovani vanno educati alla consapevolezza e al vivere ogni aspetto della propria vita in modo attento ed equilibrato, quello che non capisco è perchè secondo te questo non riguarda i giovani omosessuali. Non capisco a cosa pensi quando parli di argomenti azzardati e disinvolti e a cosa pensi quando parli di squallore e volgarità.
Sinceramente, non capisco molto del tuo dire, a parte una sgradevole sensazione di paternalistica superiorità che mi sembra trasparire, lo dico senza polemica solo perchè mi ha messo a disagio.

Ciao Elsatar

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Gianluca Ricciato
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da Gianluca Ricciato » lun apr 18, 2011 5:27 pm

Ciao, provo a spostare i termini del discorso, visto che è partito tutto da una mia considerazione che ritengo sia stata totalmente fraintesa. Magari riusciamo a chiarificarci, ognun* per come la pensa

Io non mi definisco appartenente a un orientamento sessuale definito, perchè i modi di utilizzare le categorie "etero", "omo", "bi" etc non le sento comprensive del mio desiderio e della mia sessualità (che in ogni caso riguarda la mia sfera privata e di cui non ho intenzione di parlare in un forum)

Mi occupo di tematiche di genere lavorando nelle scuole sulla decostruzione degli stereotipi di genere, oltre a lavorare anche nell'educazione ambientale (quando ci fanno lavorare). Spesso questo viene visto in contraddizione - occuparsi di "tematiche ambientali" e di "tematiche di genere". Lo dico perchè mi sembra indicativo del fatto che molti hanno interiorizzato il luogo comune cattolico per cui la Natura è eterosessuale e monogamica (e di conseguenza la normalità umana è padre, madre, figli, matrimonio, casetta del mulino bianco, etc) mentre l'omosessualità e ogni comportamento diverso in ambito sessuale e affettivo è "contronatura". Di conseguenza se sei a favore della natura sei contro i gay, e viceversa.

Io questo ragionamento lo vedo continuamente, in tutti gli ambiti. In questa discussione l'ho visto ritornare talvolta, più o meno consapevolmente, al di là del fatto che si difendano o meno i diritti degli omosessuali ad essere riconosciuti come coppie o come genitori, che è un altro piano del discorso. Al di là del fatto che chi parla sia etero o gay.

Io ho paura, e molta, di chi dice che "si nasce omosessuali o eterosessuali". Ne ho paura perchè rintraccio ipotesi essenzialiste che vorrebbero ricondurre la sessualità di ogni individuo ad una predisposizione genetica immutabile, ad un "grado zero" su cui solo dopo si iscrivono i "fattori ambientali", quelli che - come si dice - vengono determinati culturalmente dal nascere in una data famiglia, società, ambiente, etc. In questo sono d'accordo con la prima frase (e solo con quella) del primo intervento di Ottavia, cioè che "vi state arrampicando sugli specchi" per spiegare una presunta origine naturale dell'essere gay (o lesbica, trans, bisex, trisex, ecc ecc ecc :))

Del ragionamento di Ottavia invece non condivido il fatto che pensi che un omosessuale debba "giustificarsi" come un cleptomane, o peggio ancora che l'omosessualità derivi da un "ambiente degradato" (figuriamoci le trans allora).
Al contrario penso che spesso la famiglia mononucleare tradizionale, quella omofobica ed eteronormativa, produca mostri maschili e femminili, violenza di genere, intolleranza e ogni male possibile, comprese la violenza e il dominio sulla natura. Un bambino maschio è quotidianamente e normalmente educato ad essere aggressivo, dominante, competitivo, addestrato al "non dover chiedere mai" e al sentirsi superiore alle femmine "per natura". Così come una donna ancora oggi è spesso inibita a vivere il suo corpo e la sua sessualità liberamente perchè questo le viene interdetto da un sistema di controllo sociale millenario chiamato e riconosciuto da decenni come "patriarcato", cioè il dominio sociale del sesso maschile.

Anche sul concetto di "tradizionale" però ci sarebbe molto da dire, visto che duemila e cinquecento anni fa, in una zona che oggi si chiama Grecia, le abitudini di uomini e donne rispetto alla sessualità erano ben diverse, e su questo consiglio un libro bellissimo di qualche anno fa: "Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico" di Eva Cantarella (Rizzoli) dove si vede come per secoli gli studiosi del mondo greco e romano abbiano inventato favole che noi abbiamo studiato a scuola per negare ciò che nei testi greci e romani è invece evidente, cioè che le pratiche sessuali "omo" e "etero" in ogni singolo individuo furono diffusissime per gli uomini e per le donne, già da prima che esistesse la cultura classica greca.

Io sono l'ultimo fesso a dire queste cose, prima di me ci sono state filosofe, scrittrici, antropologhe e donne comuni che hanno creato i vari femminismi e che hanno rivoluzionato la nostra società, e ci sono stati i movimenti e il libero pensiero di gay, lesbiche, trans, intersessuali, etero dissidenti e quant'altro che hanno cercato e stanno cercando di demolire un'oppressione millenaria: il patriarcato e l'eterosessualità obbligatoria. Con tutta la fatica del caso.

Tutto questo mi sembra ben diverso dal dire che io mi sveglio la mattina e "scelgo" di essere omosessuale.
Bisogna secondo me superare la solita polarizzazione della nostra cultura occidentale che non riesce a vedere gli opposti che si incontrano: non è che qualcosa o è naturale o è indotta, e allora parte la partita tra due squadre, quella pro natura e quella pro cultura. La partita tra chi pensa che essere gay sia una scelta e chi pensa che sia un dato naturale. La questione è complessa e irrisolta, e io non la so risolvere, ma vorrei almeno che si iniziasse ad uscire da questi modelli mentali. Vorrei che non ci chiudessimo possibilità rispetto al fatto che noi siamo corpo, siamo cultura e natura insieme e siamo in divenire, e ogni nostro piacere "è vero in quanto è" (Foucalt) al di là che sia originato da fattori innati o indotti. Credo personalmente che sia l'unico modo per affermare la libertà di tutt* e di conseguenza i diritti.

(scusate la lunghezza e se sono stato indisciplinato, in tal caso potete venire a vendicarvi sul forum della decrescita)

Gianluca :wink:

elsatar
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Re: Domande sull'Omosessualità

Messaggio da elsatar » lun apr 18, 2011 9:16 pm

Gianluca sei stato molto chiaro, sicuramente più di me, nello spiegare la complessità degli umani ad essere natura e cultura, l'ho detto con una battuta ma sicuramente andava invece sviscerato.
Molte persone non si riconoscono nella visione stereotipata di etero e omo, ma dire che non è una scelta serve a sgombrare il campo, sicuramente in modo grossolano, dall'idea di considerarlo un dato che nulla a a che fare col dato naturale, è la stessa miopia (che lavora in senso inverso) che fa parlare di famiglia "naturale" intendendo con essa un'organizzazione parentale comparsa nella storia dell'umanità solo negli ultimi miseri due secoli e solo in una parte demograficamente minoritaria del pianeta (anche se questo non vuol dire misconoscerne il dato naturale su cui si fonda).
Il non riconoscere la componente naturale dell'omosessualità serve a non riconoscergli pari dignità rispetto all'eterosessualità, è per questo che è un punto così caldo (e ovviamente lo sappiamo tutti), ed è per questo che su questo riconoscimento si gioca la considerazione che ha nella nostra società.

Ciao Elsatar

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