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Bimbi e movimento

Inviato: lun gen 24, 2005 3:23 am
da Emy
Trasferisco in questo topic questo argomento che mi interessa particolarmente.
Antonella Sagone ha scritto:
Emy ha scritto:Io riesco poco a concepire il fatto di tenere per manina, a parte nei punti critici o temporaneamente...mi da l'impressione che non "sentano " il loro equilibrio...beh ovviamente c'è modo e modo di tenere per manina....al parco vedo bimbi letteralmente appesi alle mani...spesso delle nonne che non vedono l'ora di esibire un piccolo prodigio ..."Guarda come cammina!!!" see vabbè. Certo prima o poi tutti imparano a camminare, ma mi da l'impressione che se uno ha maggiore percezione dei suoi equilibri, rischia, nelle cadute di farsi meno male. E se si allenano a cadere, cadere bene, quando i movimenti sono lenti, io ho visto che poi quando cominciano a correre e sono più alti, i rischi di cadute disastrose sono minori.
Cara Emy, sono d'accordo con te, e hai introdotto un argomento molto interessante. Questo concetto tra l'altro fa anche parte del "filone" del concetto del Continuum, la filosofia del libro omonimo di J. Liedloff di cui si è parlato altre volte qui. Si tratta di rispettare l'autoregolazione del bambino e favorirla, con una presenza e un sostegno costante, ma discreto. Mai sostituirsi al bambino.

Per quanto riguarda il camminare, ricordo che io adottavo la strategia del dito: ovvero, normalmente non offrivo nemmeno quello, ma se il bambino era insicuro, offrivo un dito... e lo tenevo sempre piuttosto basso, insomma in modo che non fosse possibile al bambino "appendercisi", anzi lasciabvo il braccio piuttosto morbido cercando di non tirare né trattenere i movimenti dei miei figli. Così era più che altro un elemento di rassicurazione, ma il lavoro di trovare un modo di procedere e mantenere l'equilibrio lo faceva tutto il bambino.
Anche ai giochi, o quando si arrampicavano, lasciavo che se la cavassero da soli, e in particolare ricordo che quando mio figlio o mia figlia si arrampicava e mi chiedeva di aiutarla, le dicevo che preferivo che facesse da sola perché in quel modo arrivava solo dove si sentiva sicura. Io stavo vicino, le insegnavo a mantenere l'appiglio con 3 arti su 4, le suggerivo magari dei punti dove poggiare il piede, oppure le sfioravo i fianchi con le mani, ma non la sostenevo o spingevo.
In questo modo sono stata sempre relativamente tranquilla che i miei figli non si spingessero a fare qualcosa di pericoloso, andando oltre le loro capacità, e così è stato (anche se, vi giuro, a volte li vedevo inerpicarsi in modi che mi facevano sudare freddo).
Penso per contro al figlio di mio cognato, cresciuto coi genitori sempre addosso, portato per mano da subito, con la mamma che lo seguiva a 1 passo ovunque andava. Ebbene, quasto bambino quando cadeva non riusciva nemmeno a toccare terra, perché c'erano subito due braccia pronte a afferrarlo a mezz'aria... Il risultato? mentre i miei figli sapevano scendere e salire le scale ancora prima di camminare, lui a 2-3 anni ancora si buttava letteralmente giù, e dovevano reggerlo a peso, lui slanciava avanti la gamba e poi si lasciava cadere... non aveva nemmeno il senso dei confini del suo corpo.

devo dire che per me è una continua sofferenza vedere questi bambini che da un lato vengono forzati, guidati fisicamente a camminare, nuotare, saltare ecc..., e dall'altro appena si muovono in un ambiente è un continuo di: "Attento!! cadi! non correre! non salire! non scendere! ti fai male!" Mio Dio, ma sono bambini! Se non possono correre, arrampicarsi, saltare e anche cadere, che bambini sono?
Antonella
Mi fa molto piacere dialogare e ritrovare anche in altre persone gli stessi atteggiamenti che ho avuto anche io, perchè da un certo punto di vista mi sono sentita un po' stupida, a fare attenzione a queste cose, in fondo "tutti prima o poi imparano" .
Anche io fornivo sostegno temporaneo, e solo a mezza altezza, tra l'altro, se il bimbo tendeva a farci troppo affidamento squilibrandosi, dolcemente o in modo mirato , facevo cadere per terra(ma era solo il risultato dei loro movimenti che sarebbe stato ben peggiore se non ci fossi stata io).
Ecco questa ho sempre avuto timore venisse giudicata come una crudeltà da parte mia....e una cosa inutile.

Anche quando han cominciato ad arrampicarsi, avevo lo stesso atteggiamento, per ovviare alle mie ansie il mio unico intervento era tenere la maglietta del bimbo da dietro alla schiena, nei passaggi difficili ,ovviamente come se io non ci fossi, perchè spesso i bimbi diventano delle molle, nel momento in cui si sentono trattenuti, si spingono in direzione opposta fino all'inverosimile, e quando riescono a sganciarsi, partono in avanti, ovviamente distruggendosi qualcosa :) .
Certo tenere la maglietta non mi dava la sicurezza che non si sarebbero fatti male, ma era un compromesso tra la mia "apprensione" e il loro bisogno di fare, se cadevano riuscivo almeno a direzionare la caduta in modo che fosse meno traumatica.
In questo modo ho comunque dovuto tenere la maglietta per poco, perchè nel momento in cui vedevo la loro sicurezza nei movimenti, e la loro capacità di fermarsi da soli, quando il movimento era troppo pericoloso, smettevo anche di farmi troppe ansie.
Preferivo che imparassero bene a fare le cose, piuttosto che fare la guardiana per evitare che le facessero; poi magari giravo la testa, e in quel momento, approfittavano, facevano le cose in fretta, con la paura di essere scoperti, così non si concentravano, le facevano male, e alla fine succedeva sempre qualcosa, quando si sentivano liberi di fare invece, si concentravano molto sui loro movimenti, non sbagliandone neanche uno.
Ad esempio è stato necessario subito insegnare a salire per la scala del letto a castello alto, al piccoletto, poichè a volte toglievo la scala, ma quando ero presente, l'altra bimba la scala la voleva.
Al parco, mi sono sentita una mamma degenere, perchè i miei bimbi andavano dove le altre mamme non facevano andare i loro , e io ero sempre vicino, se l'ostacolo era nuovo o particolarmente azzardato, altrimenti un po' più distante.
Forse ho rischiato a volte.
Ricordo solo qualche episodio, in cui si sono fatti male, e probabilmente è successo perchè si sono distratti a guardarmi...come uno recente, in cui mi sono sentita pessima.
Ci sono dei quadrati in cemento al parco, distanti tra loro forse mezzo metro ma forse anche di più, mia figlia contentissima, mi faceva vedere che aveva imparato a saltare dall'uno all'altro.
Perciò il giorno dopo, non ho avuto grossi problemi a farla andare ancora (a parte il groppo al cuore ogni volta che saltava), c'erano varie mamme, io guardavo mia figlia, che però durante il salto si deve essere messa a quardare me, risultato, scivolamento, e sbattimento della faccia sul lastrone, un po' le mani avanti le ha messe, quindi labbro gonfio filetto rotto, ma dentini salvi .
Mi sono precipitata a consolarla e tamponare il sangue, però mi facevano rabbia i commenti delle mamme attorno, che si sono prodigate di aiutarmi, e sono state gentilissime, ma che si rivolgevano ai propri figli dicendo: "ecco hai visto cosa succede a saltare?", mi sono sentita una cacca, per averla lasciata fare, ma mi dispiaceva che le altre persone avessero la conferma che rischiare portava sempre a queste conseguenze, poichè lei si era fatta male perchè si era distratta.
Ma poi...farsi male è così tragico?
Intendo..farsi poco male.
La volta che mio figlio si è fatto molto male, è stato per colpa mia, cadendo dalla mia bicicletta, ed ero anche ferma, e mi sento ancora uno schifo quando ci penso, credo proprio che doterò i miei bimbi di caschetti per la prossima primavera.
Questa si che era una caduta inutile, che non ha insegnato niente a lui...forse a me si però :(

Ma voi come vi regolate coi pericoli?
Coi movimenti dei vostri figli?

Inviato: lun gen 24, 2005 10:17 am
da Iregaia
Anch'io la lascio fare (14 mesi) e cerco nei limiti del possibile di tamponare l'avvenuto cercando di farle capire che non si fa in quel modo se no ci si fa male e sdrammatizzando l'avvenuto con una risata. Chiaro, se il danno possibile può essere gross ocerco di evitare che accada, ma sempre lasciandole la sua libertà di movimento e di capire.
Al momento qualche bollo c'è ma niente di grave e piano piano impara a non farsi dei danni da sola.
La cosa più buffa che ho visto è stato un bibo che per 2 mesi al nido aveva il caschetto in testa per paura che cadendo si facesse male! (senza peraltro nessun problema motorio)
Ciao

Inviato: lun gen 24, 2005 11:00 am
da ombry
Io lascio fare... E' vero che Alina e' ancora piccola (17 mesi e mezzo), ma ormai cammina da piu' di 6 mesi..
Io ho un piacevolissimo ricordo, avevo 5/6 anni, nel mio cortile c'era un albero di fico grande quasi quanto la casa (due piani), mio nonno mi metteva sul ramo piu' basso e mi dava istruzioni per salire nel modo piu' facile. Arrivavo ben oltre il balcone del primo piano e ogni volta che riuscivo a raggiungere un fico maturo era una gran conquista. Ancora oggi amo arrampicarmi, le ciliege le mangio solo direttamente sull'albero...
Io ero un po' spericolata, non avevo paura di nulla e piu' di una volta ho fatto quasi morire di infarto mia mamma, ma io sapevo perfettamente cosa ero in grado di fare, poi ogni tanto cercavo di superare il limite... a volte mi andava bene a volte no, ma quando mi andava bene era bellissimo. Sara' per questo che adesso lascio fare...
Io non l'aiuto in nulla se non e' lei a chiedermelo. Quando ha iniziato a scendere le scale, lo faceva imitandomi (in avanti), io l'ho lasciata fare (ovviamente controllandola a distanza e pronta a parare la caduta), le sono bastati un paio di tentativi miseramente falliti per capire che farle in retro gattonando era piu' sicuro e anche piu' facile.
Spesso mi sono sentita dire da suoceri, cognati, amici, ecc di aiutarla perche' rischiava di cadere, ma cadere da dove? Se sta semplicemente cercando di scavalcare un ostacolo (ovviamente dipende dall'ostacolo) o di salirci sopra come se fosse un piedistallo, il massimo che puo' succederle e' di cadere sul pavimento, una volta, duo volte, tre volte... e poi o impara o smette di provarci perche' comunque si rende conto che non e' in grado di farlo... Adesso sta imparando a correre, fa degli scatti da centometrista, solo che ha dei problemi nella frenata e spesso va a sbattere... oppure manca l'appoggio e cade... A volte e' talmente buffa che scoppio a ridere. Lei si rialza, mi guarda con un'espressione che dice "Ma come??? Io cado e tu ridi???" sta un po' seria valutando se e' meglio piangere o rimettersi a giocare e poi, il piu' delle volte, riparte a spron battuto!!
Se invece di ridere accorressi in suo aiuto dicendole "Povera piccola, ti sei fatta male... Adesso la mamma ti da un bacino e ti passa tutto, andiamo a bagnare il bibi..." io credo che si metterebbe a piangere...
Penso sia importante anche questo, riconoscere la gravita' degli incidenti e imparare a sdrammatizzare, così anche i bambini imparano ad affrontare da soli le situazioni normali, incidenti inclusi, e poi se succede qualche cosa di piu' serio la mamma e' pronta ad accoglierli con le braccia aperte e con la tetta che, alla fine, cura (quasi) ogni male.

Inviato: lun gen 24, 2005 2:19 pm
da Antonella Sagone
anche io adoravo arrampicarmi sugli alberi, come avrei potuto negarlo ai miei figli? li ho solo un po' seguiti all'inizio nella strategia 3+1 (3 arti per reggersi, 1 per muoversi) e quando mi chiedevano aiuto per *scendere* (all'inizio si sottovaluta la difficoltà di scendere un percorso facile in salita...). A 2-3 anni già si arrampicavano come gatti, e a 8-9... riuscite a immaginare la mia faccia quando un giorno in un parco mi sono sentita chiamare in tono trionfante da mia figlia che si era arrampicata in cima a una magnolia di circa una dozzina di metri??
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comunque né quella volta (quella magnolia in fondo era come una grande scala naturale) né altre si sono fatti male, solo una volta mia figlia è scivolata a cavallo di un ramo un po' violentemente e si è "ammaccata"... ma come dicevi tu, Emy, non è poi così tragico farsi "poco" male. Certo, quando sono inesperti non li farei fare l'asse di equilibrio in cima a un palazzo... il livello di sicurezza deve essere maggiore dove se cadono possono farsi veramente male, mentre se sono a piccole altezze posso accettare che facciano anche cose azzardate. Poi quando crescono puoi proprio stare tranquilla perché sai che ormai si autoregolano.

Le situazioni a rischio? se sono in gruppo: possono forzarsi per spirito di emulazione o per competitività, oppure bambini più grandi possono intervenire ad "aiutare" inopportunamente i più piccoli; lì vanno tenuti d'occhio! E ancora, a rischio è IN PRESENZA DI ALTRI ADULTI che non la pensano come noi mosche bianche. Non c'è nulla per rendere malferme mani e piedi dei nostri bimbi, come l'adulto in ansia che sta lì a dirgli: attento, cadi!!
Naturalmente, dopo che il bambino si è innervosito abbastanza da deconcentrarsi e cadere, possono sciorinare tutto il repertorio di disapprovazione per il genitore incosciente (io), con il tono da "visto? avevo ragione!!". Infatti ricordo che in quelle situazioni preferivo prevenire, andavo dal figlio e gli dicevo: "scendi, CHE LA SIGNORA HA PAURA CHE TU CADA (non è abituata, si impressiona, ecc.).
Questo indisponeva moltissimo le signore in questione, ma tant'è... meglio un passante indispettito che una figlia col naso rotto!!
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...fondiamo il club delle "madri sconsiderate"??
Antonella

Inviato: lun gen 24, 2005 3:33 pm
da Emy
Mia figlia era molto riservata, quando c'era qualcun'altro, lei un po' si bloccava, mentre se non c'era nessuno, faceva le se scale, le sue arrampicate tranquillamente, con la sua lentezza, data dalla sua prudenza, ma tranquillamente.
Ed ecco che puntualmente arrivavano signore, animate da buone intenzioni certo , ma che prima di tutto me la fermavano con il semplice parlarle, e poi magari le prendevano la mano per "aiutarla" perchè vedevano che stava ferma, al che io un po' lasciavo fare, ma poi vedevo che lei si incasinava ancora di più, allora intervenivo dicendo che mia figlia andava meglio ad arrampicarsi sui giochi quando poteva usare ENTRAMBE le mani.

Io ricordo che le situazioni in cui stavo maggiormente attenta, era quando piangevano, o erano arrabbiati , o quando ridevano, li sapevo che non potevo fidarmi come normalmente facevo, anche se stavano normalmente correndo.

Anche io adoravo arrampicarmi sugli alberi, e lo faccio ancora se posso, ma sono sempre stata un po' prudentina e paurosetta, non ho mai fatto cose avventate.

Un po' di crisi e dubbi me le facevano avere le mamme attorno, alle quali devo essere apparsa come una sconsiderata ...e questi tarli sono la cosa peggiore, perchè ti allontanano dal tuo buonsenso, e dal tuo istinto, per farti paura su tutto, a quel punto ti senti sola e non hai nemmeno il tuo giudizio che ti salva, perchè forse credi che non sia più buono.
Per fortuna sono cose che passano, riprendendo in mano se' stessi e mandando al diavolo tutte le vocine che rimbombano dentro.

Ombry hai alberi di ciliege? vengo anche io ad arrampicarmi per mangiarle !!! ;)
Chissà quanto è importante sdrammatizzare da subito, o anche lasciare che piangano pure...l'importante è non farne una malattia, e anche se si fanno il piantino, capiscono che non è successo nulla di grave.
Le persone deleterie sono quelle che appena il bimbo piange lo inquadrano come un "piagnone"....ma accidenti sarà suo diritto sfogarsi o no?
A volte i miei bimbi piangevano e a volte no, forse dipendeva anche dal mio atteggiamento? forse dipendeva dalla paura che prendevano?, da quanto si erano fatti male? non lo so...certo è che durava poco e subito ripartivano.
Sia piangere che ridere,a mio avviso è sempre un modo per sdrammatizzare la paura buttandola fuori...oppure no?
Effettivamente quando vedevo che tendevano a starsene accoccolati, cominciavo a dire "Vediamo se c'è qualcosa di rotto, prova a muovere i piedi, poi le gambe, poi muovi il sederino, la testa, fai una corsa ...Niente di rotto!!"

Ma Irene come mai quel bimbo aveva il caschetto? voglio dire, meglio che prenda le botte quando è piccolo , piuttosto che prendere le craniate da grande e il caschetto non credo proprio aiuti la percezione del dolore.
Forse dava craniate agli altri bimbi? :)

Inviato: lun gen 24, 2005 3:47 pm
da narmaina
A leggervi mi sento meglio, anche perchè penso che pure il mio compagno mi consideri un po' spericolata nei confronti del topo.
Io lo seguo passo a passo, ma non lo tocco mai: gli faccio sentire che ci sono e che se avesse bisogno lo aiuterei, ma non lo aiuto mai e a volte cade sbattendo la testa.
A furia di cadere adesso ha imparato a stare in equilibrio perfino sul lettone senza che lo si aiuti.
Quando siamo al parco se vuole andare da solo lo lascio fare e mi riserbo di tenerlo per il cappuccio se lo vedo un po' troppo spericolato, ma null'altro. Alcune mamma quando lo vedono gattonare qua e là felice mi chiedono o che si lancia giù dagli scalini mi ciedono se nonho paura: certo che ho paura, ma non voglio trasmettergliela perchè se no non farebbe più nulla per la mia paura.
Quando cade a testa in giù dal lettone, lo abbraccio forte, gli spiaccico un bel bacione sulle guanciotte e gli sorrido e tutto passa felicemente e in poco tempo, mentre quando cade in presenza di suo padre o dei nonni paterni la cosa non finisce mai e i singhiozzi e le lacrime continuano finchè non arriva la "coccola": un grissino, un pezzo di pane o cose del genere......
e poi hanno paura che lo faccia diventare obeso io!!!!!!!

Inviato: lun gen 24, 2005 4:58 pm
da ombry
Antonella Sagone ha scritto:
...fondiamo il club delle "madri sconsiderate"??
Antonella
Io mi iscrivo immediatamente. Di solito vengo anche sgridata perche' lascio che Alina metta in bocca le cose anche se non sono appena state lavate e disinfettate. Quando Alina non gattonava ancora una mia amica mi disse "vedrai, quando iniziera' a gattonare laverai il pavimento anche 2 o 3 volte al giorno" A me sembrava un po' eccessivo, anche perche' avrei passato le giornate lavando o aspettando che asciugassero i pavimenti. Alina ha iniziato a gattonare, io ho continuato a lavare i pavimenti con la solita frequenza... Cosa c'e' di piu' bello di un bambino con il musetto nero, e le ginocchia un po' sbucciate e magari anche con il naso un po' gocciolante? E' il ritratto della liberta', non vi pare? Evviva le mamme sconsiderate.

Inviato: lun gen 24, 2005 5:30 pm
da Emy
...fondiamo il club delle "madri sconsiderate"??
Antonella
Dimenticavo, anche io ci sto :)

Inviato: lun gen 24, 2005 8:09 pm
da narmaina
Emy ha scritto:
...fondiamo il club delle "madri sconsiderate"??
Antonella
ci sto anche io!!!!!!

Inviato: mar gen 25, 2005 2:31 pm
da manuela
Ciao ragazze madri sconsiderate! Io, terza di tre figli cresciuti in un giardino, sono stata una bambina maschiaccio moooolto spericolata! Arrampicarmi sugli alberi, saltare giù dai garage dei condomini, i fiumi in piena erano il mio divertimento quotidiano. Proprio oggi, ricordavo col mio commercialista e compagno d'infanzia, quanto fosse bello giocare nel mio giardino. Io saltavo giù dall'altalena quando era al massimo dell'altezza e detengo, ancora oggi, il record per la distanza raggiunta! Ora, da madre, mi chiedo che momenti abbiano passato i miei genitori con una bambina così. Eppure sono stati bravissimi a non mettermi nessun tipo di paure. Ebbene...io non sono altrettanto brava! Mia figlia ha camminato un po' tardino, quindici mesi, ed io le ho lasciato fare le cose con i suoi tempi. Non ho passato del tempo chinata su di lei tenendola per le manine, perchè un bel giorno è passata dal niente al camminare (non aveva mai neanche gattonato) e poi subito dopo al correre. Io le sto vicina senza interferire troppo, ma ho un mucchio di paura che si faccia male. Ho in casa dei gradini, che lei ha imparato subito a fare col sedere . Raramente si è dimenticata di sedersi. Certo che quando si è distratta è caduta giù. La famosa altalena del mio giardino verrà presto ripristinata, ma ahimè io non riesco ad essere disinvolta come voi ed avrò un sacco di paure. C'è il cane enorme, ma buonissimo, che però continua a farla cadere perchè le "appoggia" le zampone. Lei non fa una piega, ma io.....Mi sembra così di capire che è un esercizio continuo di autocontrollo. Nel tentativo di non far trasparire le proprie paure per non trasmetterle ai figli. Ma le paure voi le avete e dovete solo dissimularle o siete così forunate dal non averle proprio? Non è strano che da ex-spericolata quale sono, io sia una madre apprensiva? Perchè se voglio dirla com'è: sono un po' apprensiva nei confronti delle cose pericolose. Grazie alla fiducia dei miei genitori, io ho praticato e mi sono appassionata a moltissimi sport anche molto pericolosi...ora temo che non sarò una madre abbastanza brava sotto questo aspetto. Avete tutta la mia ammirazione! A questo club io non posso purtroppo iscrivermi!
manuela

Inviato: mar gen 25, 2005 2:45 pm
da Antonella Sagone
non avere fretta...
vedrai, ci penserà tua figlia a "battezzarti"... e noi ti sosterremo, tieni duro!!
Non credere che anche io non sudassi freddo quando vedevo mio figlio salire in cima all'altalena più alta e lì staccare una mano per salutarmi... ma sono problemi miei. Lui non è mai caduto, non così. Mai in situazioni veramente pericolose...
Penso poi che anche in questo ci si autoregola sul proprio figlio: se lo vedi fiducioso, prudente, misurato, puoi anche voltare le spalle e rilassarti; se lo vedi esitante oppure spericolato, allora magari lo "segui" un po' di più... e ti applichi a insegnargli al più presto l'arte dell'alpinismo estremo, prima che la "inventi" a modo suo!
Antonella

Inviato: mar gen 25, 2005 2:50 pm
da Emy
Ma io non nascondo quando ho paura, se ho paura gli sto vicino, cerco in un certo senso di cautelarmi, ad esempio tenendo la maglietta, (quando erano piccoli), è proprio l'aver provato più volte certe azioni, che mi tranquillizza, il conoscere come potrebbe reagire, che mi aiuta a capire quanto preoccuparmi.
Se io mi trovo a gestire un bimbo che non conosco, allora si non riesco a stare tranquilla, soprattutto se i movimenti sono bruschi.

Se ho tanta paura glielo dico apertamente, probabilmente saranno loro a dirmi che staranno attenti o che sanno dove è il punto pericoloso oppure glielo spiego io quale è il mio dubbio, a quel punto non sarò proprio tranquilla lo stesso, ma so che sono coscenti dei punti difficili.

Quando sono più piccoli tanti discorsi non si fanno...ma allora si cerca di evitare cose troppo pericolose...anche la nostra paura a volte ha un fondamento(però bisogna approfondire la nostra paura e capire se è un problema nostro o reale).
A volte faccio il percorso o l'arrampicata prima io.

Inviato: mar gen 25, 2005 6:08 pm
da Laura12
Mio nipote ha dieci anni , non ha mai scavalcato un cancello e non ne è capace; quando scende le scale fa i gradini uno ad uno : ha paura.
Indovinate chi l'ha sempre scoraggiato..........
Mamme che potete, fate scatenare i vostri figli.

Inviato: mar gen 25, 2005 10:24 pm
da manuela
Mi fate sempre riflettere....e capisco tante cose...Mia figlia è picccola, ha solo 22 mesi e per ora sembra molto prudente. E' molto curiosa per ciò che riguarda l'udito, il gusto e l'odorato. Esplora con questi sensi. E' molto sicura sulle sue gambette, ma non è che cerchi di arrampicarsi di qui e di là (per ora!!!!!). Però forse ho capito la fonte delle mie paure! Ho un nipote, che ha ormai 16 anni e che io adoro, che definire "spericolato" sarebbe veramente un eufemismo! Vi elenco le sue "disavventure": rottura della clavicola, taglio sotto il mento: cucito, taglio sopra l'occhio:cucito, taglio passante sotto il naso: cucito, ferita profonda con un coltellino in una gambina, frattura delle due braccia in contemporanea, rottura della mano, zampata di cane in faccia con relativo conseguente terrore per i cani ed aggiungetevi poi l'ordinaria amministrazione. Molto spesso l'ho accompagnato io al prontosoccorso. Come avevo fatto a non pensarci? Credo che la cosa mi abbia segnata un po'! Ma mia figlia è talmente diversa da lui che non mi viene mai spontaneo il paragone.
Antonella, l'offerta di sostegno al "battesimo" la prendo come un vostro impegno!
A tutte grazie
manuela

Inviato: mer gen 26, 2005 3:02 pm
da sabry
mia figlia 23 mesi è un po' patata! inciampa nell'aria, sbatte contro i muri, ma al tempo stesso si arrampica ovunque e corre da una parte all'altra di un tavolo da giardino lungo tre metri fermandosi sui bordi e facendomi venire dei mal di pancia...ha fatto tanti di quei voli che a volte mi chiedo come faccia ad avere la testa ancora tutta formata!
Io la lascio fare, anche per compensare il fatto che sta spesso con i nonni molto apprensivi. A volte, quando vedo che sta facendo qualcosa di un po pericoloso, stando a distanza di sicurezza, mi limito a dirle "fai attenzione!", ma forse non dovrei dirle nemmeno quello....perchè cosi facendo alimento in lei dell'insicurezza...
sabrina