Bimbi e movimento
Inviato: lun gen 24, 2005 3:23 am
Trasferisco in questo topic questo argomento che mi interessa particolarmente.
Anche io fornivo sostegno temporaneo, e solo a mezza altezza, tra l'altro, se il bimbo tendeva a farci troppo affidamento squilibrandosi, dolcemente o in modo mirato , facevo cadere per terra(ma era solo il risultato dei loro movimenti che sarebbe stato ben peggiore se non ci fossi stata io).
Ecco questa ho sempre avuto timore venisse giudicata come una crudeltà da parte mia....e una cosa inutile.
Anche quando han cominciato ad arrampicarsi, avevo lo stesso atteggiamento, per ovviare alle mie ansie il mio unico intervento era tenere la maglietta del bimbo da dietro alla schiena, nei passaggi difficili ,ovviamente come se io non ci fossi, perchè spesso i bimbi diventano delle molle, nel momento in cui si sentono trattenuti, si spingono in direzione opposta fino all'inverosimile, e quando riescono a sganciarsi, partono in avanti, ovviamente distruggendosi qualcosa :) .
Certo tenere la maglietta non mi dava la sicurezza che non si sarebbero fatti male, ma era un compromesso tra la mia "apprensione" e il loro bisogno di fare, se cadevano riuscivo almeno a direzionare la caduta in modo che fosse meno traumatica.
In questo modo ho comunque dovuto tenere la maglietta per poco, perchè nel momento in cui vedevo la loro sicurezza nei movimenti, e la loro capacità di fermarsi da soli, quando il movimento era troppo pericoloso, smettevo anche di farmi troppe ansie.
Preferivo che imparassero bene a fare le cose, piuttosto che fare la guardiana per evitare che le facessero; poi magari giravo la testa, e in quel momento, approfittavano, facevano le cose in fretta, con la paura di essere scoperti, così non si concentravano, le facevano male, e alla fine succedeva sempre qualcosa, quando si sentivano liberi di fare invece, si concentravano molto sui loro movimenti, non sbagliandone neanche uno.
Ad esempio è stato necessario subito insegnare a salire per la scala del letto a castello alto, al piccoletto, poichè a volte toglievo la scala, ma quando ero presente, l'altra bimba la scala la voleva.
Al parco, mi sono sentita una mamma degenere, perchè i miei bimbi andavano dove le altre mamme non facevano andare i loro , e io ero sempre vicino, se l'ostacolo era nuovo o particolarmente azzardato, altrimenti un po' più distante.
Forse ho rischiato a volte.
Ricordo solo qualche episodio, in cui si sono fatti male, e probabilmente è successo perchè si sono distratti a guardarmi...come uno recente, in cui mi sono sentita pessima.
Ci sono dei quadrati in cemento al parco, distanti tra loro forse mezzo metro ma forse anche di più, mia figlia contentissima, mi faceva vedere che aveva imparato a saltare dall'uno all'altro.
Perciò il giorno dopo, non ho avuto grossi problemi a farla andare ancora (a parte il groppo al cuore ogni volta che saltava), c'erano varie mamme, io guardavo mia figlia, che però durante il salto si deve essere messa a quardare me, risultato, scivolamento, e sbattimento della faccia sul lastrone, un po' le mani avanti le ha messe, quindi labbro gonfio filetto rotto, ma dentini salvi .
Mi sono precipitata a consolarla e tamponare il sangue, però mi facevano rabbia i commenti delle mamme attorno, che si sono prodigate di aiutarmi, e sono state gentilissime, ma che si rivolgevano ai propri figli dicendo: "ecco hai visto cosa succede a saltare?", mi sono sentita una cacca, per averla lasciata fare, ma mi dispiaceva che le altre persone avessero la conferma che rischiare portava sempre a queste conseguenze, poichè lei si era fatta male perchè si era distratta.
Ma poi...farsi male è così tragico?
Intendo..farsi poco male.
La volta che mio figlio si è fatto molto male, è stato per colpa mia, cadendo dalla mia bicicletta, ed ero anche ferma, e mi sento ancora uno schifo quando ci penso, credo proprio che doterò i miei bimbi di caschetti per la prossima primavera.
Questa si che era una caduta inutile, che non ha insegnato niente a lui...forse a me si però :(
Ma voi come vi regolate coi pericoli?
Coi movimenti dei vostri figli?
Mi fa molto piacere dialogare e ritrovare anche in altre persone gli stessi atteggiamenti che ho avuto anche io, perchè da un certo punto di vista mi sono sentita un po' stupida, a fare attenzione a queste cose, in fondo "tutti prima o poi imparano" .Antonella Sagone ha scritto:Cara Emy, sono d'accordo con te, e hai introdotto un argomento molto interessante. Questo concetto tra l'altro fa anche parte del "filone" del concetto del Continuum, la filosofia del libro omonimo di J. Liedloff di cui si è parlato altre volte qui. Si tratta di rispettare l'autoregolazione del bambino e favorirla, con una presenza e un sostegno costante, ma discreto. Mai sostituirsi al bambino.Emy ha scritto:Io riesco poco a concepire il fatto di tenere per manina, a parte nei punti critici o temporaneamente...mi da l'impressione che non "sentano " il loro equilibrio...beh ovviamente c'è modo e modo di tenere per manina....al parco vedo bimbi letteralmente appesi alle mani...spesso delle nonne che non vedono l'ora di esibire un piccolo prodigio ..."Guarda come cammina!!!" see vabbè. Certo prima o poi tutti imparano a camminare, ma mi da l'impressione che se uno ha maggiore percezione dei suoi equilibri, rischia, nelle cadute di farsi meno male. E se si allenano a cadere, cadere bene, quando i movimenti sono lenti, io ho visto che poi quando cominciano a correre e sono più alti, i rischi di cadute disastrose sono minori.
Per quanto riguarda il camminare, ricordo che io adottavo la strategia del dito: ovvero, normalmente non offrivo nemmeno quello, ma se il bambino era insicuro, offrivo un dito... e lo tenevo sempre piuttosto basso, insomma in modo che non fosse possibile al bambino "appendercisi", anzi lasciabvo il braccio piuttosto morbido cercando di non tirare né trattenere i movimenti dei miei figli. Così era più che altro un elemento di rassicurazione, ma il lavoro di trovare un modo di procedere e mantenere l'equilibrio lo faceva tutto il bambino.
Anche ai giochi, o quando si arrampicavano, lasciavo che se la cavassero da soli, e in particolare ricordo che quando mio figlio o mia figlia si arrampicava e mi chiedeva di aiutarla, le dicevo che preferivo che facesse da sola perché in quel modo arrivava solo dove si sentiva sicura. Io stavo vicino, le insegnavo a mantenere l'appiglio con 3 arti su 4, le suggerivo magari dei punti dove poggiare il piede, oppure le sfioravo i fianchi con le mani, ma non la sostenevo o spingevo.
In questo modo sono stata sempre relativamente tranquilla che i miei figli non si spingessero a fare qualcosa di pericoloso, andando oltre le loro capacità, e così è stato (anche se, vi giuro, a volte li vedevo inerpicarsi in modi che mi facevano sudare freddo).
Penso per contro al figlio di mio cognato, cresciuto coi genitori sempre addosso, portato per mano da subito, con la mamma che lo seguiva a 1 passo ovunque andava. Ebbene, quasto bambino quando cadeva non riusciva nemmeno a toccare terra, perché c'erano subito due braccia pronte a afferrarlo a mezz'aria... Il risultato? mentre i miei figli sapevano scendere e salire le scale ancora prima di camminare, lui a 2-3 anni ancora si buttava letteralmente giù, e dovevano reggerlo a peso, lui slanciava avanti la gamba e poi si lasciava cadere... non aveva nemmeno il senso dei confini del suo corpo.
devo dire che per me è una continua sofferenza vedere questi bambini che da un lato vengono forzati, guidati fisicamente a camminare, nuotare, saltare ecc..., e dall'altro appena si muovono in un ambiente è un continuo di: "Attento!! cadi! non correre! non salire! non scendere! ti fai male!" Mio Dio, ma sono bambini! Se non possono correre, arrampicarsi, saltare e anche cadere, che bambini sono?
Antonella
Anche io fornivo sostegno temporaneo, e solo a mezza altezza, tra l'altro, se il bimbo tendeva a farci troppo affidamento squilibrandosi, dolcemente o in modo mirato , facevo cadere per terra(ma era solo il risultato dei loro movimenti che sarebbe stato ben peggiore se non ci fossi stata io).
Ecco questa ho sempre avuto timore venisse giudicata come una crudeltà da parte mia....e una cosa inutile.
Anche quando han cominciato ad arrampicarsi, avevo lo stesso atteggiamento, per ovviare alle mie ansie il mio unico intervento era tenere la maglietta del bimbo da dietro alla schiena, nei passaggi difficili ,ovviamente come se io non ci fossi, perchè spesso i bimbi diventano delle molle, nel momento in cui si sentono trattenuti, si spingono in direzione opposta fino all'inverosimile, e quando riescono a sganciarsi, partono in avanti, ovviamente distruggendosi qualcosa :) .
Certo tenere la maglietta non mi dava la sicurezza che non si sarebbero fatti male, ma era un compromesso tra la mia "apprensione" e il loro bisogno di fare, se cadevano riuscivo almeno a direzionare la caduta in modo che fosse meno traumatica.
In questo modo ho comunque dovuto tenere la maglietta per poco, perchè nel momento in cui vedevo la loro sicurezza nei movimenti, e la loro capacità di fermarsi da soli, quando il movimento era troppo pericoloso, smettevo anche di farmi troppe ansie.
Preferivo che imparassero bene a fare le cose, piuttosto che fare la guardiana per evitare che le facessero; poi magari giravo la testa, e in quel momento, approfittavano, facevano le cose in fretta, con la paura di essere scoperti, così non si concentravano, le facevano male, e alla fine succedeva sempre qualcosa, quando si sentivano liberi di fare invece, si concentravano molto sui loro movimenti, non sbagliandone neanche uno.
Ad esempio è stato necessario subito insegnare a salire per la scala del letto a castello alto, al piccoletto, poichè a volte toglievo la scala, ma quando ero presente, l'altra bimba la scala la voleva.
Al parco, mi sono sentita una mamma degenere, perchè i miei bimbi andavano dove le altre mamme non facevano andare i loro , e io ero sempre vicino, se l'ostacolo era nuovo o particolarmente azzardato, altrimenti un po' più distante.
Forse ho rischiato a volte.
Ricordo solo qualche episodio, in cui si sono fatti male, e probabilmente è successo perchè si sono distratti a guardarmi...come uno recente, in cui mi sono sentita pessima.
Ci sono dei quadrati in cemento al parco, distanti tra loro forse mezzo metro ma forse anche di più, mia figlia contentissima, mi faceva vedere che aveva imparato a saltare dall'uno all'altro.
Perciò il giorno dopo, non ho avuto grossi problemi a farla andare ancora (a parte il groppo al cuore ogni volta che saltava), c'erano varie mamme, io guardavo mia figlia, che però durante il salto si deve essere messa a quardare me, risultato, scivolamento, e sbattimento della faccia sul lastrone, un po' le mani avanti le ha messe, quindi labbro gonfio filetto rotto, ma dentini salvi .
Mi sono precipitata a consolarla e tamponare il sangue, però mi facevano rabbia i commenti delle mamme attorno, che si sono prodigate di aiutarmi, e sono state gentilissime, ma che si rivolgevano ai propri figli dicendo: "ecco hai visto cosa succede a saltare?", mi sono sentita una cacca, per averla lasciata fare, ma mi dispiaceva che le altre persone avessero la conferma che rischiare portava sempre a queste conseguenze, poichè lei si era fatta male perchè si era distratta.
Ma poi...farsi male è così tragico?
Intendo..farsi poco male.
La volta che mio figlio si è fatto molto male, è stato per colpa mia, cadendo dalla mia bicicletta, ed ero anche ferma, e mi sento ancora uno schifo quando ci penso, credo proprio che doterò i miei bimbi di caschetti per la prossima primavera.
Questa si che era una caduta inutile, che non ha insegnato niente a lui...forse a me si però :(
Ma voi come vi regolate coi pericoli?
Coi movimenti dei vostri figli?

