storia di una nota...
Inviato: dom gen 23, 2005 9:50 pm
Sofia era una nota musicale, ma una nota triste purtroppo…Sofia era muta, non poteva partecipare alla realizzazione di melodie e la legge locale in questi casi prevedeva l’esilio; quindi i suoi genitori decisero di affidarla allo zio Silenzio, che viveva fuori delle mura del regno di Pentagramma.
Sofia era molto bella, intelligente, simpatica e sensibile…ma anche tanto dispiaciuta per essere stata esclusa dal mondo che sognava…lo zio Silenzio le voleva molto bene, e le insegnò che ogni essere ha proprie caratteristiche, e se lei non poteva parlare, avrebbe avuto altri mezzi per comunicare…così Sofia imparò il linguaggio del cuore…attraverso la sua anima, le emozioni che lei provava passavano agli altri per mezzo dello sguardo, dell’espressione, dei gesti…Sofia era molto dolce, comprensiva e sempre disponibile, e tutti l’amavano, e questo amore che la circondava nascondeva a tutti quella sua piccola “mancanza”…
La nostra amica però pensava sempre al suo paese, quel paese che stava poco lontano da lei, al di là di quelle mura che la “imprigionavano fuori”, passava le giornate seduta nei prati, davanti al regno ad immaginare come fosse la vita là dentro…ascoltava le melodie che si levavano fino al cielo, incantata, e sognava di esserne partecipe…finché un giorno successe una cosa inaspettata: alcune piccole semicrome stavano giocando dentro le mura e la loro palla, lanciata con troppa forza arrivò fino ai piedi di Sofia, che rimase immobile per la sorpresa, senza sapere cosa fare…”ehi tu!…potresti lanciarci la palla, per favore?”…Sofia ebbe un’idea: prese la palla in mano, corse fino al portone e bussò…la piccola nota venne ad aprire e le disse: “grazie, sei molto gentile, perché non ti fermi a giocare con noi?”…gli occhi di Sofia, umidi per l’emozione urlarono il suo entusiasmo più forte di mille voci…la nostra nota ammirava con sguardo incredulo il regno che fino ad allora aveva solo immaginato…era davvero fantastico: ovunque note di ogni valore e di ogni posizione danzavano sui righi; strumenti che si accordavano con i colleghi; frasi musicali si scambiavano battute alle taverne; ovunque melodie di ogni genere…
Sofia tornò spesso a giocare con le sue amiche, e così crebbero insieme…la piccola nota divenne una bellissima giovane nota, resa ancora più bella dall’alone di amore che emanava ad ogni gesto…tanto bella che un giorno il principe ereditario, Violino, cavalcando nel parco dove lei passeggiava con le sue amiche, ne rimase affascinato…affascinato a tal punto da tornarvi ogni pomeriggio per vederla ancora…e anche lei non restò insensibile a lui…a quel nobile che prima di essere un principe di rara bellezza esteriore era un essere di grande bellezza interiore…
Un giorno il principe si presentò a Sofia con un cofanetto in mano e glielo porse, lei lo prese ringraziando con un sorriso e lo aprì…conteneva il bene più prezioso del regno, quello che lui avrebbe dovuto offrire in dono alla sua futura regina, una chiave…”la chiave di Violino!!!” esclamarono le sue amiche…capendo subito che quella era una proposta di matrimonio…Sofia era stordita, felice, ma convinta che non fosse possibile accettare, per lei che era stata esclusa da quel regno…
Le sue amiche cominciarono a pensare ad un modo per risolvere questo problema, Violino pensava con loro…tutti i sudditi del regno cominciarono a pensare…la musica che fino ad allora era sempre stata ininterrotta, cominciò ad avere di momenti di silenzio…e tutti si accorsero che la cosa non guastava la melodia, anzi, la rendeva migliore, le dava respiro…ecco il modo!!!…ecco come Sofia poteva partecipare alla vita di corte!!!…Lei che non poteva essere musica, sarebbe stata il respiro della musica, e come lei tutte le note mute che fino ad allora erano state allontanate dal regno…il re e la regina furono ben felici di accogliere una simile nota come nuora, una nota che sapeva usare il cuore per comunicare…fu così che il re autorizzò le note silenziose a rientrare dentro le mura e a partecipare alla musica…quel giorno nacquero le pause musicali…
sorrisi a tutti...
Sofia era molto bella, intelligente, simpatica e sensibile…ma anche tanto dispiaciuta per essere stata esclusa dal mondo che sognava…lo zio Silenzio le voleva molto bene, e le insegnò che ogni essere ha proprie caratteristiche, e se lei non poteva parlare, avrebbe avuto altri mezzi per comunicare…così Sofia imparò il linguaggio del cuore…attraverso la sua anima, le emozioni che lei provava passavano agli altri per mezzo dello sguardo, dell’espressione, dei gesti…Sofia era molto dolce, comprensiva e sempre disponibile, e tutti l’amavano, e questo amore che la circondava nascondeva a tutti quella sua piccola “mancanza”…
La nostra amica però pensava sempre al suo paese, quel paese che stava poco lontano da lei, al di là di quelle mura che la “imprigionavano fuori”, passava le giornate seduta nei prati, davanti al regno ad immaginare come fosse la vita là dentro…ascoltava le melodie che si levavano fino al cielo, incantata, e sognava di esserne partecipe…finché un giorno successe una cosa inaspettata: alcune piccole semicrome stavano giocando dentro le mura e la loro palla, lanciata con troppa forza arrivò fino ai piedi di Sofia, che rimase immobile per la sorpresa, senza sapere cosa fare…”ehi tu!…potresti lanciarci la palla, per favore?”…Sofia ebbe un’idea: prese la palla in mano, corse fino al portone e bussò…la piccola nota venne ad aprire e le disse: “grazie, sei molto gentile, perché non ti fermi a giocare con noi?”…gli occhi di Sofia, umidi per l’emozione urlarono il suo entusiasmo più forte di mille voci…la nostra nota ammirava con sguardo incredulo il regno che fino ad allora aveva solo immaginato…era davvero fantastico: ovunque note di ogni valore e di ogni posizione danzavano sui righi; strumenti che si accordavano con i colleghi; frasi musicali si scambiavano battute alle taverne; ovunque melodie di ogni genere…
Sofia tornò spesso a giocare con le sue amiche, e così crebbero insieme…la piccola nota divenne una bellissima giovane nota, resa ancora più bella dall’alone di amore che emanava ad ogni gesto…tanto bella che un giorno il principe ereditario, Violino, cavalcando nel parco dove lei passeggiava con le sue amiche, ne rimase affascinato…affascinato a tal punto da tornarvi ogni pomeriggio per vederla ancora…e anche lei non restò insensibile a lui…a quel nobile che prima di essere un principe di rara bellezza esteriore era un essere di grande bellezza interiore…
Un giorno il principe si presentò a Sofia con un cofanetto in mano e glielo porse, lei lo prese ringraziando con un sorriso e lo aprì…conteneva il bene più prezioso del regno, quello che lui avrebbe dovuto offrire in dono alla sua futura regina, una chiave…”la chiave di Violino!!!” esclamarono le sue amiche…capendo subito che quella era una proposta di matrimonio…Sofia era stordita, felice, ma convinta che non fosse possibile accettare, per lei che era stata esclusa da quel regno…
Le sue amiche cominciarono a pensare ad un modo per risolvere questo problema, Violino pensava con loro…tutti i sudditi del regno cominciarono a pensare…la musica che fino ad allora era sempre stata ininterrotta, cominciò ad avere di momenti di silenzio…e tutti si accorsero che la cosa non guastava la melodia, anzi, la rendeva migliore, le dava respiro…ecco il modo!!!…ecco come Sofia poteva partecipare alla vita di corte!!!…Lei che non poteva essere musica, sarebbe stata il respiro della musica, e come lei tutte le note mute che fino ad allora erano state allontanate dal regno…il re e la regina furono ben felici di accogliere una simile nota come nuora, una nota che sapeva usare il cuore per comunicare…fu così che il re autorizzò le note silenziose a rientrare dentro le mura e a partecipare alla musica…quel giorno nacquero le pause musicali…
sorrisi a tutti...