I No Tav si ritrovano al presidio dell’autoporto a Susa e decidono di fare una passeggiata sino alla trivella. A Torino intanto una cinquantina di No Tav si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. La stazione è blindata.
Il corteo partito dall’autoporto arriva alla trivella. Qualche palla di neve e la polizia carica più volte.
Cariche feroci. Chi cade viene massacrato. Un ragazzo, Simone, viene più volte colpito, cade. I poliziotti infieriscono su di lui mentre è a terra. Vomita sangue, non riesce più a muovere le gambe. Ad una donna spaccano la faccia infierendo ripetutamente sul volto, una ragazza riporta numerose ferite al capo. Molti altri guadagnano lividi ed escoriazioni.
Un No Tav grida ai poliziotti di aver puntato in modo esplicito a Simone e loro gli dicono “sì, quello lo conosciamo”. Già è normale: Simone è anarchico e gli anarchici facilmente si guadagnano le attenzioni delle forze del disordine statale.
I tre feriti vengono portati all’ospedale di Susa. La donna viene operata subito, la ragazza ricucita, ma purtroppo la situazione del ragazzo ferito alla testa è più grave. Ha un’emorragia cerebrale, non sente le gambe, vomita. Viene deciso il trasferimento alle Molinette a Torino.
http://www.notav.eu
Conferenza stampa al presidio di Susa
per la diretta: http://radioblackout.org/streaming/
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Comunicato del Partito Democratico in solidarietà con i carnefici:
“Esprimiamo la piena solidarietà alle forze dell’ordine che in Valle di Susa stanno svolgendo un lavoro delicato per garantire la legalità e ai lavoratori delle imprese impegnate nei carotaggi, che hanno subito il lancio di palloncini pieni di urina, di pietre e altri oggetti. In particolare, la nostra solidarietà va al funzionario della Digos aggredito a Chianocco, al direttore de ‘La Stampa’ Mario Calabresi e al corrispondente Massimo Numa fatti bersaglio di scritte vergognose e inaccettabili, nonché a tutti i giornalisti e lavoratori de ‘La Stampa’ che questa notte hanno subito un ‘picchettaggio’ da parte di un gruppo di anarco-insurrezionalisti travestiti da No Tav intenzionati a impedire l’uscita dei camion di distribuzione.
Al ragazzo ferito e ora ricoverato alle Molinette va il nostro augurio di pronta guarigione e la nostra comprensione umana.
Detto ciò, vogliamo ricordare come tra i cento manifestanti protagonisti dei disordini in Valle erano presenti i capi di Askatasuna ed altri esponenti dell’anarchismo. La persona ferita risulta essere un pluri-denunciato per azioni violente, tra le quali gli scontri in corso Vercelli con tanto di cassonetti dati alle fiamme. Siamo, dunque, in presenza di un professionista del disordine pubblico che nulla ha a che fare con quella parte maggioritaria del movimento No Tav che desidera continuare ad esprimere pacificamente il proprio dissenso.
Al portavoce della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, che ha denunciato un ‘vergognoso pestaggio’ subito dai manifestanti, consigliamo di informarsi meglio sui fatti e sui loro protagonisti, anziché ricorrere a un frasario datato e pericoloso. Quando si arriva minacciare i giornalisti, i lavoratori, gli imprenditori e i rappresentanti delle forze dell’ordine allora vuol dire che la democrazia è in pericolo.
E’ ora che le istituzioni tutte facciano fronte comune e si adoperino per porre fine a questa quotidiana aggressione nei confronti di chi in Valle sta lavorando alla realizzazione di un’opera voluta dalla maggioranza degli italiani e dei piemontesi”.
On. Stefano ESPOSITO
On. Mimmo PORTAS
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Testimonianza diretta
Codimosso/Chianocco: 18/02/2010
Con palle si possono intendere più cose. Palle intese come palle di neve e palle intese come bugie.
Ma partiamo con ordine: nel pomeriggio di ieri parte dal presidio un corteo di 300 persone che si dirige al cantiere dove è installata la trivella.
Sul sito, ad attendere il corteo, centinai di uomini antisommossa. E qui partono le prime palle: quelle di neve. Quelle a cui giocano i bambini di tutto il mondo. Palle lanciate a uomini coperti da caschi, scudi, giubbotti imbottiti , possibilità anche solo di fare un graffio, uguale a zero. Fastidio sì, ma questo è il minimo che si possono aspettare. La loro risposta alle palle di neve è una carica violenta.
A terra rimane un ferito gravissimo, Simone, che sta lottando allospedale e a cui va tutto il nostro incoraggiamento; e due gravi, tra cui una signora non più giovane a cui hanno rotto setto nasale, braccia e ferito la testa . Oltre a decine di persone con lividi ed ematomi vari. I giornali riportano che tutto è nato da lanci di pietre ed urina da sopra un cavalcavia, senza sapere che il cavalcavia, dal momento che è stata installata la trivella, è stato occupato dai militari e i loro mezzi. Pertanto, o erano loro a tirare pietre ed escrementi sui loro colleghi sotto, oppure raccontano palle.
Ma la verità è che comunque, sia nel pomeriggio sia la sera, non erano presenti giornalisti, se non quelli locali, pertanto, i primi a raccontare palle sono le forze dellordine che passano le veline ai giornali. Comunque la risposta di una popolazione indignata e scioccata arriva in serata. Mentre la trivella installata ieri a mezzanotte (doveva lavorare una settimana e mezza) viene smontata e portata via, la gente inizia ad invadere le strade. A S.Antonino dalle 21.00 viene bloccata la linea ferroviaria Torino-Modane per circa 2 ore. A Chianocco vengono bloccate le due statali e l'autostrada. Lintenzione è impedire il passaggio dei mezzi militari per la Valle. Verso le 22.00 la colonna che ha riportato la trivella nel ricovero entra in autostrada fino ad arrivare davanti ai manifestanti. Ma capiscono che da lì non si passa è sono costretti a fare dietrofront. Poco dopo tocca alla statale. Ma anche da lì sono obbligati a tornare indietro tra le urla e le palle di neve di una popolazione ormai esasperata: esasperata dalla militarizzazione continua, dalle trivelle notturne, dalla violenza delle forze dellordine e dalle palle che giornali e tv raccontano.
Ma le prime palle e le più pericolose, perché ci hanno portato a questa situazione, sono quelle di Virano: silente ormai da giorni, vorremo chiedergli di questa Valle di Susa pacificata e di sondaggi che vanno avanti senza problemi.
Chissà se avrà il coraggio di dire che si è sbagliato e di fermare questa inutile farsa.
Noi aspettiamo. E naturalmente non indietreggiamo di un millimetro.
Comitato no tav Spinta dal bass spazio sociale libertario Takuma
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Cosa c'entrano la mafia, la Val di Susa, gli affari dell'Alta velocità, l'invenzione del terrorismo anarchico, gli squatter, gli omicidi di stato in un libro scaricabile in forma no-copyright. Corsi e ricorsi storici degli ultimi 30 anni, la non storia che gli italiani non devono sapere.
Le scarpe dei suicidi - di Tobia Imperato

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