Carta senza carta - speciale No TAV
Inviato: gio gen 28, 2010 11:56 am
http://www.carta.org
Carta - Newsletter speciale 27-1-2010
Quella che vedete nel sito di Carta è una copertina del settimanale che non potrete toccare, a meno di non stamparla a casa vostra. Volevamo fare il massimo per mettere sotto gli occhi di tutti i nostri lettori gli eventi in Val di Susa, le grandi manifestazioni, i fiaschi dei sostenitori della Tav e gli incendi notturni dei presidi No Tav, e invece la tipografia con la quale lavoriamo da sempre ha di colpo deciso di chiudere, senza avvertirci prima come conviene in ogni rapporto commerciale. Per cui stiamo facendo i nostri passi sia per ottenere un risarcimento che per riuscire a stampare, in un’altra tipografia, il numero del 5 febbraio, ma intanto il settimanale che avevamo quasi finito di lavorare , e che avrebbe dovuto uscire il 29 gennaio, va perso. Almeno in parte, perché la copertina e le pagine riguardanti la Val di Susa le potete scaricare dal sito, gratis, a parziale risarcimento per noi che le abbiamo scritte, composte e impaginate, e principalmente per i lettori e gli abbonati cartacei e on line [agli abbonati in ogni caso manderemo 46 numeri del settimanale, com’è scritto nel «contratto» tra di noi].
La vicenda della tipografia Spada meriterà un approfondimento, e non solo perché ci ha danneggiato. Stabilimento storico, in cui stampavano da decenni molte testate di sinistra [ad esempio il settimanale della Cgil, Rassegna sindacale, e la rivista dello Spi Cgil, Liberetà], è caduto preda di gente che ha un unico scopo: speculare sull’area in cui la tipografia si trova, proprio in mezzo all’abitato di Campino, alle porte di Roma: sbaraccare la fabbrica renderebbe infinitamente di più, se il comune [di centrosinistra] decidesse di concedere una qualche variante o cambio di destinazione d’uso. La nostra dedizione decennale ai temi del territorio e dell’urbanistica non è solo una fissazione: la finanza [in questo caso immobiliare] mangia l’economia reale [la produzione industriale], gettando sul lastrico i lavoratori e anche noi, che produciamo un giornale.
Proviamo una grande amarezza, nel non poter stampare, materializzare il nostro lavoro, anche se il sito di Carta va benissimo e ad esempio la campagna per finanziare la ricostruzione del presidio di Borgone sembra cominciare bene. L’episodio vale come ammonimento: siamo tanto bravi – o almeno facciamo conto di esserlo – ma i nostri mezzi sono infinitamente fragili. Un giornale come il nostro è una stranezza, nel panorama. Farlo non è scontato. Se avessimo più lettori ed abbonati, ci sentiremmo più saldi.
http://www.carta.org/attachments/cartan ... anotav.pdf
Carta - Newsletter speciale 27-1-2010
Quella che vedete nel sito di Carta è una copertina del settimanale che non potrete toccare, a meno di non stamparla a casa vostra. Volevamo fare il massimo per mettere sotto gli occhi di tutti i nostri lettori gli eventi in Val di Susa, le grandi manifestazioni, i fiaschi dei sostenitori della Tav e gli incendi notturni dei presidi No Tav, e invece la tipografia con la quale lavoriamo da sempre ha di colpo deciso di chiudere, senza avvertirci prima come conviene in ogni rapporto commerciale. Per cui stiamo facendo i nostri passi sia per ottenere un risarcimento che per riuscire a stampare, in un’altra tipografia, il numero del 5 febbraio, ma intanto il settimanale che avevamo quasi finito di lavorare , e che avrebbe dovuto uscire il 29 gennaio, va perso. Almeno in parte, perché la copertina e le pagine riguardanti la Val di Susa le potete scaricare dal sito, gratis, a parziale risarcimento per noi che le abbiamo scritte, composte e impaginate, e principalmente per i lettori e gli abbonati cartacei e on line [agli abbonati in ogni caso manderemo 46 numeri del settimanale, com’è scritto nel «contratto» tra di noi].
La vicenda della tipografia Spada meriterà un approfondimento, e non solo perché ci ha danneggiato. Stabilimento storico, in cui stampavano da decenni molte testate di sinistra [ad esempio il settimanale della Cgil, Rassegna sindacale, e la rivista dello Spi Cgil, Liberetà], è caduto preda di gente che ha un unico scopo: speculare sull’area in cui la tipografia si trova, proprio in mezzo all’abitato di Campino, alle porte di Roma: sbaraccare la fabbrica renderebbe infinitamente di più, se il comune [di centrosinistra] decidesse di concedere una qualche variante o cambio di destinazione d’uso. La nostra dedizione decennale ai temi del territorio e dell’urbanistica non è solo una fissazione: la finanza [in questo caso immobiliare] mangia l’economia reale [la produzione industriale], gettando sul lastrico i lavoratori e anche noi, che produciamo un giornale.
Proviamo una grande amarezza, nel non poter stampare, materializzare il nostro lavoro, anche se il sito di Carta va benissimo e ad esempio la campagna per finanziare la ricostruzione del presidio di Borgone sembra cominciare bene. L’episodio vale come ammonimento: siamo tanto bravi – o almeno facciamo conto di esserlo – ma i nostri mezzi sono infinitamente fragili. Un giornale come il nostro è una stranezza, nel panorama. Farlo non è scontato. Se avessimo più lettori ed abbonati, ci sentiremmo più saldi.
http://www.carta.org/attachments/cartan ... anotav.pdf