Class action per i CIP6
Inviato: gio set 24, 2009 4:59 pm
Lanciata la vertenza collettiva per farci recuperare il prelievo Cip6 dalle nostre bollette.
http://www.ecologistispa.it
Si tratta di una componente del 7% della bolletta della luce che, dal 1992, è - era - sarebbe dovuta essere - destinata alle fonti “rinnovabili”.
Nel 1992 al decreto di finanziamento delle fonti rinnovabili è stata aggiunta una parolina, "e alle assimilate". Con un artificio tutto italiano (e più volte rimproveratoci dall’Europa), per “fonti rinnovabili e assimilate” da noi s’è inteso comprendere anche i rifiuti urbani e residui di raffineria.
Da quel momento, così, i distributori di rifiuti solidi urbani, che ci impacchettavano dentro anche un po' di residui di raffineria o di cementerie, hanno potuto beneficiare del 7% di ogni nostra bolletta della luce, distolto dalle vere fonti rinnovabili. Quanti soldi sono stati così dragati?
All'incirca 4 miliardi di euro all’anno.
Soldi che ogni anno, dal 1992, sono stati sottratti allo sviluppo di impianti a energia solare, eolica e geotermica, verso raffinerie e inceneritori e introitati dalle aziende petrolifere e dalle cementerie.
Per questo l'Italia, il paese del sole, colmo di colline ventose e litorali marini, è in ritardo sul solare e sull'eolico rispetto a tutta Europa.
Per questo l'Europa ci ha comminato una sanzione.
Per questo si sono ammassati rifiuti in Campania - anche le "eco-balle", contenenti ogni sorta di rifiuto urbano, potevano essere incenerite "assimilandole" alle fonti rinnovabili ricevendo così i contributi CIP6.
La norma è stata eliminata solo dalla Finanziaria 2008, ma a ogni livello, dagli uffici tecnici del ministero dello Sviluppo al Parlamento, si registrano continue pressioni per reintrodurre misure simili.
Chiediamo indietro i nostri soldi.
Con la causa collettiva, ogni firmatario può inoltrare richiesta formale di rimborso al Gestore dei Servizi Elettrici:
http://www.dirittoalfuturo.it
http://www.lifegate.it
http://www.ecologistispa.it
Si tratta di una componente del 7% della bolletta della luce che, dal 1992, è - era - sarebbe dovuta essere - destinata alle fonti “rinnovabili”.
Nel 1992 al decreto di finanziamento delle fonti rinnovabili è stata aggiunta una parolina, "e alle assimilate". Con un artificio tutto italiano (e più volte rimproveratoci dall’Europa), per “fonti rinnovabili e assimilate” da noi s’è inteso comprendere anche i rifiuti urbani e residui di raffineria.
Da quel momento, così, i distributori di rifiuti solidi urbani, che ci impacchettavano dentro anche un po' di residui di raffineria o di cementerie, hanno potuto beneficiare del 7% di ogni nostra bolletta della luce, distolto dalle vere fonti rinnovabili. Quanti soldi sono stati così dragati?
All'incirca 4 miliardi di euro all’anno.
Soldi che ogni anno, dal 1992, sono stati sottratti allo sviluppo di impianti a energia solare, eolica e geotermica, verso raffinerie e inceneritori e introitati dalle aziende petrolifere e dalle cementerie.
Per questo l'Italia, il paese del sole, colmo di colline ventose e litorali marini, è in ritardo sul solare e sull'eolico rispetto a tutta Europa.
Per questo l'Europa ci ha comminato una sanzione.
Per questo si sono ammassati rifiuti in Campania - anche le "eco-balle", contenenti ogni sorta di rifiuto urbano, potevano essere incenerite "assimilandole" alle fonti rinnovabili ricevendo così i contributi CIP6.
La norma è stata eliminata solo dalla Finanziaria 2008, ma a ogni livello, dagli uffici tecnici del ministero dello Sviluppo al Parlamento, si registrano continue pressioni per reintrodurre misure simili.
Chiediamo indietro i nostri soldi.
Con la causa collettiva, ogni firmatario può inoltrare richiesta formale di rimborso al Gestore dei Servizi Elettrici:
http://www.dirittoalfuturo.it
http://www.lifegate.it