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ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: lun giu 08, 2009 10:15 pm
da peggy lee
...e vorrei che vi soffermaste sulle virgolette dello "staccarsi", che non vi dessero un'idea di "privazione", perchè io in questi nuovi, pochi giorni (quasi) interamente crudisti ("quasi", ossia: prendo un caffè al mattino e mi preparo un panino da 60 g che riempio di insalata da portarmi a pranzo, quando lavoro) sento di non rinunciare proprio a nulla, anzi! è il mio corpo, ma anche, semplicemente, il mio palato a chiedermi pranzi di melone e albicocche con due-tre kiwi maturi per chiudere in bellezza! ;) cene di insalatone miste coronate da ciclopiche macedonie ananas-melone-banana! colazioni di pesche noci! insomma sento che non mi manca nulla.
Ma...c'è un ma! e qui vengo al tema del mio intervento: ho scoperto che esistono per me cibi-feticcio, ai quali mi è veramente difficile rinunciare: uno su tutti è il gelato, ragazzi non passa giorno che il banale, banalissimo gelato non mi venga in mente almeno una decina di volte!!ma...è normale tutto ciò??sapete darmi lumi??voi avete dei cibi-bestia nera ai quali rinunciate con gran fatica? (qui sì, rinunciare, in un senso di rinuncia con dispiacere!!)
C'è qualcosa a cui dite fermamente "NO!" molto a malincuore? che tipo di ragionamento devo fare per staccarmene del tutto, farlo uscire dalla mia mente? già ho notato che se non do "corda", non mangio il benedetto gelato di cui mi viene voglia ogni 3 per 2, il desiderio tende lievemente a scemare...che sia sulla strada giusta?
Un saluto a tutti voi!
Peggy

Re: ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: mar giu 09, 2009 7:53 am
da francisco
E’ perfettamente normale che ognuno abbia la sua bestia nera, la sua particolare preferenza per qualche cibo più o meno sofisticato. Molti di questi cibi non rispondono a un reale bisogno nutritivo ma hanno piuttosto lo scopo di soddisfare un piacere artificiale, il cui risultato è la perversione del gusto, che riduce il soggetto in schiavitù in forza di un vincolo di dipendenza e di assuefazione prodotto da questi cibi, che infatti producono un effetto stupefacente, al pari di una droga. Ognuno poi, secondo la sua inclinazione, ha la sua particolare preferenza: c’è chi impazzisce per il gelato, chi per la pizza, chi per la birra, chi per il caffè, chi per i cibi salati e piccanti; e c’è chi, vittima degli stessi meccanismi di approccio e di assuefazione, cade nel vizio dell’alcol o del fumo o delle droghe vere e proprie (farmaci compresi). E’ evidente che in queste condizioni diventa veramente molto difficile resistere alla tentazione dei cibi convenzionali; ma via via che ci si purifica con i cibi crudi e che il gusto si rieduca, anche l’effetto stupefacente si allenta fino a svanire del tutto, a beneficio del godimento esclusivo del piacere autentico e naturale derivante dal consumo di cibi crudi, e del progressivo e spontaneo distacco dai cibi innaturali. Il rimedio contro la bestia nera è uno solo: insistere nella transizione verso una dieta di cibi crudi, aumentando progressivamente la loro quota sul totale. Solo così infatti si arriva a una riconversione del gusto, che è la sola garanzia contro la dipendenza dal cibo sofisticato.

Re: ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: mar giu 09, 2009 2:47 pm
da Befana
se ti piaciono i gelati potresti preparare quelli dei crudisti :wink:

Re: ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: mar giu 09, 2009 6:07 pm
da francisco
E' chiaro che il gelato crudista non è una soluzione per chi è drogato di gelato convenzionale. Se bastasse sostituire la "bestia nera" con l'equivalente crudista domesticata, ogni problema di dipendenza sarebbe risolto, perchè ogni cibo convenzionale trova il suo corrispondente in ambito crudista. Ma è proprio verso quel particolare cibo sofisticato convenzionale che che c'è dipendenza. E questo vincolo si può sciogliere solo con la riconversione (rieducazione) del gusto, cosa che non può avvenire dall'oggi al domani, ma attraverso un processo di adattamento sia psicologico che fisiologico che può avvenire solo con un percorso di transizione verso la dieta crudista.

Re: ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: mer giu 10, 2009 6:11 am
da MissVanilla
per me è stato il pane, la mia bestia nera.
Concordo con Francisco.
I miei tentativi di sostituire inizialmente il pane con i crackers crudisti me lo facevano desiderare ancora di più, facendomi sentire doppiamente frustrata. Quando ho capito che ne ero dipendente in modo insano ho capito anche i surrogati erano solo scuse. L'ho eliminato ed ora non mi manca più, ma è stata un po' una sofferenza (psicologica).

Re: ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: ven giu 12, 2009 12:52 am
da sardinianguy88
Vediamo un pò...
questo purtroppo è un argomento che mi sta caro... per il semplice motivo che sono drogato di pane.. e alle volte di formaggio... adesso ovviamente penserete male.. dopo tutto quello che ho scritto sul blog , sull'effetto degli amidi collosi sull'intestino ecc . Ma purtroppo la pasta, ma più che altro il pane.... sono una droga che non sono mai riuscito ad eliminare... posso togliere tutto.. ma non il pane.. purtroppo ne mangio anche tanto.. il solo pane ha l'effetto di non farmi desiderare null'altro.. potrei mangiare solo pane e grassi (come il formaggio) tutto il giorno.. Quest'effetto mi fa dimenticare della frutta, della verdura, di tutti i cibi su cui fondo a mia alimentazione... è una droga... ma... c'è un ma... potrei eliminarlo quando voglio... ma lo vedo come un'uscita.. come uno sfogo.. non per bisogno, assolutamente.. ma come sfogo... lo sfogarmi da tutto... quella sensazione di pienezza che ti dà il pane.. poi, complice il fatto che qua in sardegna abbiamo dei pani buonissimi... la tentazione è alta.. sempre.
Proprio in questo momento sto vedendo la mia situazione... ed il pane è la mia rovina... Il bello sta nel fatto che questo alimento mi da problemi.. ogni volta che lo mangio mi gonfio come un palloncino.. come se il corpo stia preparandosi ad accumulare grasso.. una sensazione sgradevole che mi fa pentire di averlo mangiato.. ma che dopo un pò, svanito l'effetto, mi rifiondo di nuovo a mangiarlo... è una brutta gatta da pelare.. :|

Re: ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: ven giu 12, 2009 5:58 am
da MissVanilla
ti capisco sai. Prima della scelta vegan mi erano rimasti in pratica due alimenti dai quali non riuscivo a staccarmi, proprio pane e formaggio.
Quello che scrivi tu ero io, mi sembra di rivedermi. Mi sarei nutrita solo di quello, altro che pietanze sopraffine, un panino col formaggio ed ero a posto.
Posso comparare questo bisogno ad una vera dipendenza, non ho mai fumato ma probabilmente era una dipendenza simile.
Ho poi letto che caseina e glutine possono agire come oppiacei, quindi questo avvalora la mia tesi.
Sta di fatto che diminuire le dosi non funzionava, io ricercavo quella sensazione di soddisfazione e pienezza allo stomaco che mi davano, quindi come una drogata li ho eliminati di punto in bianco, e ho tenuto duro finchè non è passata. Ci vuole un po', ma passa, te lo garantisco :-)

Re: ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: ven giu 12, 2009 6:35 am
da francisco
Sono pienamente d'accordo con Miss. Vorrei solo aggiungere una cosa, sicuramente per te scontata, Sardiniaguy. Non mi dirai che mangi il pane anche con la frutta. Se così non è, il tuo pasto di sola frutta, che immagino tu faccia già adesso, ti assicura il 50% di cibi crudi, che già non mi pare poco. Se poi il pane lo accompagni ad una bella insalatona abbondante (anziché al formaggio), la quota di crudo sale ulteriormente. Chissà che nel tempo questa proporzione non possa salire ulteriormente, a beneficio di una graduale riconversione del gusto e di un progressivo distacco dalla dipendenza dal pane.

Re: ciò da cui è più difficile "staccarsi"

Inviato: ven giu 12, 2009 1:22 pm
da sardinianguy88
Grazie Miss :)

Francisco: io mangio prevalentemente frutta e verdura crude , sgarro solo con pane e formaggio e a volte quando esco con dei gelati. Null'altro. Il problema è che di pane ne mangio tanto purtroppo... ed abbinato al formaggio è una bomba calorica non indifferente.