Ciao Pulcina

e ciao a tutte le sognatrici!
Prendo spunto da quello che ha scritto Agnese
Gato ha scritto:lo so, io cerco l'impossibile, voglio poter arrivare in centro in bici o con i mezzi , ma voglio anche l'orto da coltivare, x mostrare i miei figli che le zucchine crescono su una pianta e non nel supermercato.
Credo che sia difficile trovare un qualcosa che ci soddisfi appieno. Ad esempio io ho trovato la casa che da un lato sarebbe proprio la casa dei miei sogni, "la casetta nel bosco delle fiabe"... Ma d'altro canto mi manca il fatto di potermi muovere in bici, di poter raggiunger il mare senza bisogno di usare la macchina.
Il fatto è che vivo in mezzo ai boschi e che dovrei esser felice dei boschi e godermeli tutti i giorni, invece di desiderare il mare che sta a 10 km....ma così è....abitassi al mare, desidererei la montagna.
Io per prima mi rimprovero di questo, sembra che uno così non sia mai soddisfatto....
elicriso ha scritto:... io abito in campagna, vicino pisa, vicino ai miei... ma non mi sento ancora a casa... forse voi potete capire cosa voglio dire... non è questa l'idea di casa che ho dentro: nel mio futuro vedo un'aia con tanti bimbi che si rincorrono, persone con la voglia di stare insieme condividendo una visione/dimensione del mondo "diversa" da quella che attualmente stiamo vivendo...
Ecco, io sostanzialmente sono felice della casa che ho, nel senso che mi piace proprio la casa (nonostante tutti i lavori di cui ha ancora bisogno), ma non mi piace ancora il mio modo di viverla...cioè, mi rendo conto che non ho ancora trovato la mia dimensione. Questo mio spesso correre giù al mare (che sia per il mare, o per poter vedere gente o andare al cinema o fare una passeggiata in piano senza dover arrampicarmi per sentieri, per essere a contatto col mondo civilizzato, ecc...) è un'espressione del fatto che al momento non ho ancora creato nulla attorno al luogo in cui vivo. Mi fa da tana, da rifugio, mi serve per andare a dormirci, ma non sempre ci vivo. E quando ci vivo è soprattutto per attendere a fatiche: lavare i panni, pulire la casa, riordinare, ecc. Al contrario di me, le mie bambine e il mio compagno godono di questo posto e lo vivono molto più intensamente. Ne apprezzano la natura (non che io non l'apprezzi), ma loro la vivono proprio. Io sto col desiderio costante di uscire, nel senso di andar da un'altra parte.
Io credo di essere in una fase di transizione: mi rendo conto che non è così che voglio vivere, ma d'altra parte ho ancora paura a fare il salto. Gli eco-villaggi mi affascinano molto, ma non mi sento ancora pronta.
Michele, il mio compagno, invece è più pronto di me, forse perché ha già fatto piccole esperienze di vita comunitaria, forse perché la sua personalità si sente meno "minacciata" dagli altri. Lui ama stare in mezzo alla gente, amerebbe che casa nostra diventasse un via vai di gente (per un breve periodo è stato anche così, ma poi io mi sono rotta della situazione: credo comunque che un conto sia vivere insieme, un altro sia avere continuamente ospiti che vanno e vengono, no?).
Insomma, non so come spiegare, io sono molto combattuta, ma ancora non so esattamente cosa voglio. Il mio carattere è apparentemente aperto e estroverso, mi paice conoscere gente nuova e faccio amicizia facilmente, ma sono anche un po' orso, ho bisogno di momenti in cui esser lasciata in pace...insomma, non so se tutto questo possa conciliarsi con un co-housing. E' come se avessi paura che la mia individualità possa essere cancellata nel gruppo...
Ho bisogno di sentire le vostre opinioni
Vi abbraccio forte
Sole
P.S. Pulcina, lo sai del raduno della rete per la scuola familiare vicino Prato dal 5 al 18 giugno? Noi andiamo dal 5 al 12. Se ti interessa,, ti mando i riferimenti.
baci