Mah ha scritto:
E' quello che dicevo. E' più facile esporsi per le piccole associazioni, perchè le grandi per conservare il potere (che serve sempre alla causa animalista) spesso non possono contrastare dei poteri così forti come quelli dell'industria carnea e della ricerca.
secondo me un'associazione seria dovrebbe rinunciare a parte del potere acquisito per portare avanti una battaglia a più ampio spettro. Cosa diremmo di un'associazione umanitaria che durante le persecuzioni dei neri nell'America dello scorso secolo si opponga all'abuso sessuale delle donne bianche e non a quello delle donne nere solo per conservare il proprio potere e per timore di scontrarsi con poteri più forti?
Quindi credo nella politica dei piccoli passi, senza perdere d'occhio però l'obiettivo finale, credo insomma nel percorrimento di entrambe le strade, parallelamente
i piccoli passi però possono facilmente trasformarsi in un passo infinito. Convincere la gente che sia meglio uccidere un animale che soffre di meno che non uno che soffre di più, ci allontana molto dall'obiettivo finale (smettere di uccidere animali per cibarsene), potrebbe anche allontanarci all'infinito e convincere davvero la popolazione che tutto sommato, non c'è niente di male nel massacrare milioni di animali se comunque soffrono poco. A lungo andare questa politica dei piccoli passi si porterà dietro un numero enorme di vittime, anche se soffriranno di meno. Inoltre, essere vegan non significa solo non contribuire a questo massacro, ma anche costruire un mondo migliore, per gli animali e per gli esseri umani. Un'associazione che vuol convincere la gente che sia meglio uccidere un animale che soffre di meno di un altro, personalmente, mi lascia molto perplesso sui suoi principi etici e le sue prospettive future...
Non è così, non è questa la dinamica, è l'inverso: se l'uomo chiede carne biologica, si realizzeranno sempre più alimenti biologici e quando non sarà più possibile, ci si porrà il problema, ma se la richiesta di carne da allevamento intensivo non c'è, anche senza trovar terreno, non ripiegheranno sull'allevamento intensivo, perchè fallirebbe comunque.
beh, come strategia per arrivare a sviluppare una scelta vegetariana, mi pare, ad essere sincero, un poco contorta e anche molto dubbiosa. Perchè mai l'essere umano dovrebbe rinunciare alla sua bistecca (questo succulento piatto, non un essere senziente degno di vivere, nella sua visione) se l'unico modo per ottenerla rimarrebbe l'allevamento intensivo? D'altronde, questo è già successo in passato, siamo passati dall'allevamento biologico del contadino all'allevamento intensivo di oggi, e non vedo perchè ciò non possa ripetersi. La storia insegna che l'essere umano cambia rapidamente idea d'altronde...
Chi vuole consumare "carne biologica" invece, dovrebbe come prima cosa ridurne il proprio consumo, perchè solo riducendo questo consumo (e quindi il numero di animali allevati) si può sperare in un aumento delle fattorie biologiche. Ma questo la Lav non lo dice.
mammafelice ha scritto:Non credo che le le due tipologie debbano fronteggiarsi o fare sempre a gara a chi è più bravo, chi è più coerente, ecc. Che pizza!
ciao Mammafelice,
sono d'accordo con te, il problema è che però la politica della Lav fa danni ad una associazione concentrata sulla scelta vegan, perchè se la Lav continua a rassicurare i consumatori di carne che è ok uccidere un animale che soffre poco, ci sono anche meno probabilità che quella persona venga convinta sulla giustezza della scelta vegan, e questo crea molti problemi ad un'associazione meno "potente" come AgireOra, che, al contrario, non dà alcun fastidio alla Lav se convince qualcuno a diventare vegan... E' anche una questione di rispettare il lavoro degli altri senza mettere i bastoni tra le ruote, se vogliamo vederla in termini di convivenza umana...
Poi, è vero che denunciare le condizioni di trasporto, per esempio, non salva la vita degli animali; ma è anche vero che, visto che, stando coi piedi per terra, è impossibile che nei prossimi anni si diventi tutti veg, è importante almeno limitare il più possibile le sofferenze degli animali da carne.
ma tu cosa diresti di un'associazione che nella Germania nazista chieda un trattamento più "umanitario" agli ebrei prima di finire nelle camere a gas, e che tutto sommato non si oppone più di tanto al loro sterminio? Secondo me, a volte, senza volerlo, anche tra di "noi" non riusciamo a mettere sullo stesso piano gli animali e gli umani, e lo dico perchè io sono il primo a farlo...
Non si può vivere di fantasia pensando che entro 5 anni non ci saranno più allevamenti e non si trasporteranno più animali da carne.
certo, sono ben consapevole di questo, ma secondo me agendo direttamente sulla scelta vegan si può arrivare molto prima all'obiettivo finale, risparmiando un numero altissimo di vittime. Tutto sommato, credo che oggi, in Italia, molte persone sono veggie grazie al lavoro di AgireOra, e non per il trattamento "umanitario" degli animali massacrati che la Lav propone...
Poi, se la lav non dicesse nulla sul mangiar carne, sarei d'accordo con Alan, ma siccome ricevo la rivista (per una adozione a distanza), posso garantire che in ogni numero si invita espressamente a mangiare VEGAN, le ricette sono vegan, i consigli sono sull'alimentazione vegan.
sì, ma la scelta vegan non è tra i suoi obiettivi principali, questo per me è grave, proprio per il numero di vittime coinvolte...
ciao sono un po' rompiballe a volte, perdonatemi
