Pagina 1 di 2

ancora un aneddoto sul mainstream

Inviato: mer gen 12, 2005 4:00 pm
da Francesca G.
Bello l'articolo di Antonella sulla percezione dell'allattamento nella società in relazione al trattamento professionale di pediatri e operatori!

A questo proposito voglio riportare l'ennesimo aneddoto sull'allattamento, perché è capitato alla mia migliore amica recentemete.

La mia amica, una ragazza di montagna, molto semplice (non rientra diciamo nel gruppo che pare, secondo le statistiche, oggi più propenso all'allattamento al seno, delle donne di ceto alto e alto livello culturale), ma intelligentissima e determinata nelle sue convinzioni. Ecco, la mia amica ha avuto un bambino bellissimo che ha fermamente voluto allattare (nonostante nell'ospedale dove l'ha partorito le infermiere la guardassero con disgusto e riprovazione perché rifiutava la soluzione glucosata!). Dopo due mesi di felice allattamento è capitato che il bambino durante una poppata (forse per un riflesso di emissione molto forte) inalasse una grossa quantità di latte rimanendo in apnea per diversi secondi e continuando a rantolare a lungo. Essendo sola ed essendosi molto spaventata della cosa (abita in una casa isolata) la mia amica ha chiamato l'ambulanza. All'ospedale il bimbo è stato visitato. Natualmente non aveva nulla: si era trattato di un semplice episodio senza alcuna conseguenza. La pediatra di turno naturalmente ha posto alcune domande alla mia amica; una delle più classiche è stata: "quante volte allatta il bambino?". La mia amica, come ogni altra mamma che allatta a richiesta è rimasta spiazzata, ha cominciato a balbettare cercanto di fare calcoli cabalistici nella sua mente e poi ha risposto: "bè, non so, non ho mai pensato di contare, ogni volta che il bambino chiede io offro, direi, a occhio e croce, forse 10, 11, 12 volte al giorno, a seconda dei giorni". Al che la pediatra è andata fuori di testa, cominciando a sbraitare che stava sbagliando tutto, che il bambino mangiava troppo, rischiava di rovinarsi l'apparato digerente perché non gli si dava il tempo di digerire, che un bambino così grande (GRANDE UN BAMBINO DI 2 MESI!!! [n.d.r.]) non doveva fare più di 4-5 poppate al giorno e una pausa di almeno tre ore fra un poppata e l'altra. L'arringa della dolce dottoressa era così accalorata e insistente che la mia amica (non corazzata di conoscenze ma solo di puro e vigoroso istinto materno) ha cominciato a preoccuparsi. Tornata a casa ha cominciato a macerarsi nei dubbi: starò sbagliando, sto facendo male al mio bimbo, ecc. ecc. E così ha cominciato a mettere in atto i consigli della dottoressa. Risultato: un bambino che per due mesi non aveva quasi mai emesso un vagito tanto era buono e tranquillo, poppava e dormiva solamente, ha cominciato a diventare agitato, a piangere disperatamente, a non dormire più. Alla mia amica sono venuti degli ingorghi. Purtroppo io in quel periodo non ero raggiungibile. Quando finalmente dopo 5 giorni mi ha contattata era disperata. L'ho tranquillizata e le ho detto di riprendere ad allattare come prima a richiesta, e che il bimbo piangeva e non riusciva a dormire semplicemente perché aveva fame. E infatti tutto è tornato alla normalità.

Una storia semplice (nulla di molto grave), che però dimostra quanto male possono fare nel rapporto madre-figlio certi consigli perentori e intimidatori dei pediatri sull'allattamento e quanta presa tali consigli possano avere (proprio perché vengono da una persona che ha autorità in materia) anche sulla mente di una mamma molto convinta di ciò che sta facendo (e che ne vive quotidianamente i benefici). Figuriamoci l'effetto sulle mamme che non hanno una simile convinzione e che magari stanno anche fronteggianto notevoli difficoltà nell'avviare l'allattamento al seno.

Ciao,
F.

Inviato: mer gen 12, 2005 5:10 pm
da Chiara
So che è difficile, ma bisognerebbe avere la forza e la determinazione per tornare a quell'ospedale a cercare quella dottoressa e dirle che è lei l'ignorante.
Anzi bisognerebbe andare in più di una e magari farsi accompagnare anche da qualche consulente della leche league!

Forse sarebbe il caso anche di scrivere una lettera di protesta al direttore dell'ospedale firmato da altre mamme, e anche da qualche consulente sull'allattamento.

Chiara

Inviato: gio gen 13, 2005 12:54 am
da Antonella Sagone
credo che sia importante, in storie come questa (quante ne ho sentite negli anni!!) che la mamma scriva una lettera all'ospedale raccontando per filo e per segno la vicenda. La lettera va indirizzata alla direzione sanitaria, e per conoscenza al primario del reparto di competenza. Si può aiutare la mamma a scrivere, se è in difficoltà, e fornirgli riferimenti, ma ritengo che non sia produttivo che la mamma "venga accompagnata dai genitori", che sia la leche league o l'IBCLC o altro esperto di turno. La verità non ha bisogno di sponsor, più o meno illustri; si dà l'effetto opposto, che la donna non sia del tutto convinta e venga spinta da qualcun altro.
Non serve nemmeno citare troppi riferimenti "scientifici" per avallare quello che si sostiene: anzi è più efficace fare la persona "ingenua" che dice: eccop, mi è successo questo, non sono un medico o un'esperta però i fatti sono questi, sono stata sgridata per un allattamento che funzionava benissimo e che ho poi scoperto che anche l'OMS raccomanda di fare così, e sono stata spinta a attuare un approccio che ha avuto una interferenza pesante sull'allattamento, sull'accrescimento del mio bambino che prima andava tanto bene, e sulla serenità di entrambi. Al di là di tutto, non mi sembra che la tal dottoressa (o il tal dottore) abbia tenuto un comportamento professionale apostrofandomi come ha fatto. Spero che questo venga fatto notare a chi di dovere, in modo che non avvenga più che altre donne e bambini rimangano vittime di questa cattiva assistenza, ecc. ecc.
Insomma questo è il succo, poi sarebbe bello che prima o poi qualche mamma davvero scrivesse!

Antonella

Inviato: gio gen 13, 2005 2:15 pm
da manuela
Solo così le cose possono cambiare. E' difficile. C'è chi non è tagliato per queste cose...ma è un dovere nei confronti soprattutto di noi stessi. I servizi, che noi paghiamo direttamente od indirettamente, dobbiamo esigerli al massimo, perchè è un nostro diritto. E quando una cosa non funziona così palesemente, bisogna segnalarla, se no ne faranno le spese anche altre persone. E' più facile a dirsi che a farsi e ci vuole del coraggio, perchè significa saltare fuori dal "mainstream".
manuela

Inviato: gio gen 13, 2005 2:59 pm
da Francesca G.
Che ne direste se la risposta a rimostranze simili a quelle da voi descritte fosse che i bambini che vengono allattati in quel modo (sbagliato) crescono viziati e abbisognano di un po' di tempo per abituarsi al ritmo giusto e dunque piangono perché maliziosamente pretendono di attaccarsi alla tetta per il loro sporco piacere (traduco in parole più smaccatamente palesi quelle usate nella realtà) molto più spesso di quanto avrebbero in realtà bisogno e che, morale della favola, vanno lasciati piangere per un po' finché non si abituano al nuovo ritmo (non preteso da loro, che hanno solo due mesi e non sanno cosa gli serve per crescere, ma imposto dallo scienziato che tutto sa e tutto prevede)?

Saluti,
F.

Inviato: gio gen 13, 2005 4:13 pm
da Antonella Sagone
Francesca G. ha scritto:Che ne direste se la risposta a rimostranze simili a quelle da voi descritte fosse che i bambini che vengono allattati in quel modo (sbagliato) crescono viziati e abbisognano di un po' di tempo per abituarsi al ritmo giusto e dunque piangono perché maliziosamente pretendono di attaccarsi alla tetta per il loro sporco piacere (traduco in parole più smaccatamente palesi quelle usate nella realtà) molto più spesso di quanto avrebbero in realtà bisogno e che, morale della favola, vanno lasciati piangere per un po' finché non si abituano al nuovo ritmo (non preteso da loro, che hanno solo due mesi e non sanno cosa gli serve per crescere, ma imposto dallo scienziato che tutto sa e tutto prevede)?
Credo che si potrebbe, con franchezza e onestà, rispondere spiegando come fanno sentire un genitore quando si esprimono come si esprimono.
tanto per cominciare.
Antonella

Inviato: gio gen 13, 2005 6:55 pm
da Chiara
Tanto per citare un po' di perle di saggezza chemi hanno elargito quando ero in ospedale ed il mio bambino era tenuto sottochiave nell'incubatrice con un gigantesco ciuccio in bocca per farlo stare zitto

"il bambino non è mica uno sturaseni!"

Era piccolo e nato sottopeso, e non volevano farlo poppare perchè dicevano"Si stanca" è meglio dargli illatte col biberon
e mentre io sacramentavo col tiralatte manuale dell'età della pietra
lui piangeva sconsolato nella nursery con le poppate ad orario.

Essendo piccolo e magro non poteva permettersi di aspettare, e si stancava facilmente a piangere, e dell'ora della poppata a lui non interessava un fico secco, voleva la tetta! Ma c'era l'orario da rispettare e l'infermiera come una specie di caronte controllava l'orario in cui mi presentavo per farlo mangiare, se non potevo farlo poppare dal seno almeno volevo assistere al pasto col biberon...

Di fesserie davvero me ne hanno dette tante, ma la cosa che mi ha più ferito è stata quella battuta sullo sturaseni, come se io madre snaturata avessi delle pretese assurde nel volerlo attaccare al seno e non volessi capire che potevo nuovcergli!

Chiara

Inviato: gio gen 13, 2005 9:30 pm
da Rita
Chiara ha scritto:Tanto per citare un po' di perle di saggezza chemi hanno elargito quando ero in ospedale ed il mio bambino era tenuto sottochiave nell'incubatrice con un gigantesco ciuccio in bocca per farlo stare zitto
Chiara,che tristezza l'immagine di te che guardi il tuo bimbo dietro un vetro!Sai che mi ha fatto stare male?E poi io mi lamento!!!!
Sei una mamma fantastica,complimenti x questo tuo allattamento che procede splendidamente,nonostante gli sgambetti!Che vergogna!
un bacio da Rita

Inviato: ven gen 14, 2005 10:51 am
da Iregaia
E' davvero triste l'immagine di una mamma dietro un vetro che vede il suo bimbo strepitare e non può fa nulla a causa di un Caronte.
Posso ritenermi fortunata di aver partorito a Carpi (MO). A parte gli inconvenienti delle puericultrici di cui ognuna aveva la sua opinione di come allattare al seno e un po' di disorganizzazione dovuta all'afflusso inconsueto di mamme partorienti, la cosa più bella è stata quando al mattino me l'hanno piazzata lì dicendomi "da questo momento Gaia rimane qui e dovrà imparare a gestirla". E' stato così che ho incominciato la mia avventura con l'allattamento. E nonostante il latte non arrivasse (è arrivato dopo una settimana) tutti mi incoraggiavano a continuare ad attaccarla ogni volta che sentivo ne avesse bisogno.
Fossero tutti così gli ospedali!

Inviato: ven gen 14, 2005 2:53 pm
da manuela
Sarò, come dice Antonella, una mamma tigre, è vero, ma se avessi fra le mani quella che ha detto a Chiara la str....sui bimbi che non sono sturaseni....le sturerei io il cervello! Chiara sei stata grande a mantenere la calma! Tutta la mia ammirazione! Scusate: ho scritto di getto!
manuela

Inviato: ven gen 14, 2005 7:11 pm
da bibi
Salve, io posso vantare piú di un aneddoto su questa questione (purtroppo...). Ho partorito in un'ospedale stile tradizionale (dove danno il latte artificiale se ancora non ti é venuta la montata lattea, dove il bimbo é rinchiuso nel nido e il papá lo puó vedere solo dieci min. la sera su appuntamento, ecc...). Tutto questo io lo sapevo in anticipo, ma ho dovuto scegliere questo ospedale per ragioni logistiche (si trova vicino a casa dei miei e il mio compagno, spagnolo, non spiccica una parola di italiano...).Naturalmente quello che ti dicono quando te ne vai é di dargli le poppate a orari e di comprarti (NON SI SA MAI!!!) un bel barattolo di latte formulato...metti caso a te ti scompaia all'improvviso il latte tra una poppata e un'altra...Qui in Spagna dove vivo peró, me ne é capitata un'altra: il distretto sanitario a cui appartengo distribuisce dei bellissimi opuscoli sull'allattamento al seno (che deve essere a richiesta, esclusivo per i primi sei mesi, ecc..)stampati dalla Regione. Non tutto il personale sanitario peró, a quanto pare, é stato aggiornato sull'argomento! Al quarto mese, trovandomi alla visita di controllo, l'infermiera, in assenza della pediatra, mi dice che devo iniziare a dare a Nicolás la farina di cereali solubile due volte al giorno (tre cucchiai da minestra la sera e tre la mattina!!! una quantitá esorbitante, tra l'altro!!!) e di scioglierglieli, naturalmente, nel latte di proseguimento!!!! Per fortuna ho deciso poi di non ascoltarla (ero sbigottita, tutte le mie informazioni dicevano il contrario). La giustificazione di questa infermiera é stata peró la cosa piú interessante: cercare di far dormire il bambino tutta la notte. Ossia: riempilo come un uovo cosí smette di scassare alle tre di notte. Ora il piccolo sta per compiere sei mesi e continua a crescere, solo con la tetta, in modo supendo; stamattina, mentre lo stavo allattando alle sei, mezza addormentata, mi accarezzava il viso... Un saluto a tutte e grazie per la vostra presenza su questo forum...mi sembra di essere un po' a casa! Ciao

aneddoto su mainsteem

Inviato: lun gen 17, 2005 10:13 am
da tiziana
Anch'io vorrei riportare la mia esperienza,per fortuna positiva.Premetto che sono al terzo figlio e ho partorito sempre nello stesso ospedale perchè è il più vicino a casa.Nell'arco di 9 anni ho visto un graduale miglioramento:da quando ti portavano la bimba ad orari stabiliti(ogni 4 ore)e immancabilmente non poppava perchè le avevano già dato aggiunte,a quando potevi scegliere se tenere il bimbo in camera ma sempre ad orari stabiliti,fino ad arrivare al cosiddetto nido aperto dove il bimbo lo puoi tenere in camera con te dalle 6 alle 24 riportandolo alla nursery quando vengono fatte le pulizie in camera,quando c'è la visita pediatrica e la visita parenti.IL papà e i fratellini potevano rimanere con noi(me e la bimba) dalle 10 alle 21.30 ufficialmente. Erano favorevoli all'allattamento a richiesta,contrari a dare aggiunte di ogni tipo infatti se la bimba piangeva e non riuscivano a calmarla me la portavano in camera durante la notte o mi chiamavano ad allattarla in una saletta apposita di fianco al nido se c'era la visita dei parenti.Sono stati anche contrari a dare il ciuccio per non compromettere la suzione al seno e quando sono andata a casa e ho chiesto"ogni quante ore la devo allattare?"mi nanno risposto:"quando vuole"e io ho aggiunto:"anche ogni mezz'ora?"e loro:"certamente!".Per dovere di cronaca devo dire che da pochi anni a dirigere la pediatria c'è un nuovo primario,ci sono tanti nuovi pediatri nuovi e giovani che forse non sono attaccati a vecchie consuetudini come i pediatri di "vecchia generazione".

Ancora un anedotto

Inviato: lun gen 17, 2005 12:08 pm
da Anna Maria
Ciao a tutte,

io ho già raccontato quanto mi è successo (sono quella a cui hanno detto che con l'allatamento al seno il bimbo rischia di non mangiare abbastanza, di disidratarsi e avere danni irreparabili al cervello, ecc.) Non voglio ripetere ciò che scrissi anche sul vecchio forum... ma aggiungere una cosa riguardo agli orari. Io sono stata sgridata da un'infermiera del nido perché durante l'orario delle visite volevo cambiare il pannolino al pupo. Erano le 14.00, lui urlava disperato perché pieno di cacca ma no... bisognava aspettare le 16.00, a quell'ora lì si cambiano i bambini !!! Vi pare possibile ?!? Partoriamo esseri umani o robot, che mangiano, dormono e evaquano a orari stabiliti ?

Anna Maria

Inviato: mar gen 18, 2005 11:03 am
da mammaclaudia
Maronnnnnnna!!! Mi avete sconvolto. A me la cosà + "brutta" che è capitata è stata un'infermiera che voleva dare al piccolo un po' di glucosio per calmarlo e riuscire a farmi dormire un po' (seconda notte, post-cesareo, io piena di male che camminavo per l'ospedale portandomi dietro flebo, catetere e il figlio nel carretto:):):) ... ero uno spettacolo), ma la mia vicina di letto, già mamma, l'ha cacciata via (col mio permesso), "ma cosa la vol farghe perder el latte"??? (traduzione dal bisiacco/triestino: ma cosa vuole farle perdere il latte???
Per il resto a Monfalcone sono bravissimi nel creare subito un bel legame mamma e figlio, io ho fatto il cesareo con la spinale, mio marito era accanto a me, e i medici mi dicevano quello che facevano; come hanno tolto Gabri dalla pancia me l'hanno subito fatto vedere, tutto sporco ed incazzato :):):) DIO COM'ERA BELLO!!!!!! Dopo una veloce doccetta l'hanno consegnato al papi, e dopo avermi ricucita me l'hanno messo accanto...tutti e due nudi, a coccolarci a vicenda (mi vien da piangere se ci penso) E nessuno + ci ha separati. Il secondo giorno mi hanno mostrato come cambiarlo , il terzo come lavarlo...e fin da subito hanno insistito sull'allattamento al seno (c'erano infermiere e pediatri che venivano un paio di volte al gg in stanza a vedere se attaccavamo bene il pupo al seno).Insomma, scusate la pubblicità, ma credo che valga la pena!

Inviato: mar gen 18, 2005 2:39 pm
da Chiara
Cavolo MammaClaudia!
Mi vien voglia di trasferirmi da te per il prossimo bambino!
Anche io ho fatto il cesareo con l a spinale...
Ma hanno deciso tutto all'improvviso, mio marito era appena andato via , perchè gli avevano detto che con me ci sarebbe voluto mooooolto mooolto tempo, non mi hanno fatto vedere il bambino e me lo hanno subito portato via. Sono riuscita a vederlo solo il mattino dopo, quando mi sono potuta alzare dal letto e con il catetere e la flebo attaccate ad una piantana sono strisicata fino in nursery per guardarmelo chiuso dentro alla culla termica!
Se qualcuno mi avesse detto che poteva succedermi una cosa del genere qualche giorno prima non gli avrei mai creduto!

Chiara