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unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: lun mar 16, 2009 7:15 pm
da pulcinafiamminga
Ho pensato di aprire un nuovo topic invece di continuare su quello già ricchissimo di scuola familiare, perché ci sono somiglianze ma anche belle differenze tra un/homeschooling o mandare il tuo bimbo ad una scuola democratica tipo quelle famose di Summerhill o Sudbury (al Summerhill vengono iscritti allievi da tutto il globo)


Per chi non ne sa nulla, come io poche settimane fa (ma ho avuto in regalo il vecchio libro di Neill su Summerhill, dai miei che stanno pulendo gli armadi siccome si trasferiscono, e da lì è partita curiosità e ricerca su internet 8) ), provo a fare una piccola introduzione :wink: :) per quel che ne ho capito per ora.

Varie cose importanti caratterizzano queste 'scuole':
- la democrazia diretta messa in pratica senza compromessi (tutti hanno un voto di uguale peso, dal bimbo più piccolo e nuovo al direttore della scuola; si discute e si vota di tutto nei meeting settimanali (almeno); esistono una marea di 'leggi' però tutti votati dalla comunità intera e che sono sempre soggetto a ev. cambiamenti
- l'aspetto unschooling: nessun allievo è costretto ad andare a lezione; ogni bimbo/giovane decide per se stesso se e quali corsi seguire; ovviamente inesistenti voti e esami; preparazione agli esami di stato per chi lo desidera (e il non obbligo di seguire lezioni è l'unica legge della scuola che non si può cambiare!)
- le attività sono da e per gli allievi. se li inventano loro; ne segue per es. una forte indole per attività all'aperto
- lo staff di adulti è sempre presente e può insegnare se richiesto, è disponibile ma senza imporre mai nulla
- in questo modo i bimbi/giovani (tra 5-17 anni) imparano in modo naturale la libertà (nei limiti del rispetto per gli altri e della comunità intera) E la responsabilità (in quanto le conseguenze del loro fare saranno chiaramente e solo per loro stessi)
- ce ne sono dove di norma i bimbi dormono a scuola, altri dove tornano a casa a dormire. Quest'aspetto fa riflettere.


A quanto pare, sono/diventano bimbi e giovani pieni di autostima che si sentono in possesso della loro propria vita, e non creature selvagge come saremmo portati a credere. La maggior parte prosegue con studi superiori e/o fa una carriera soddisfacente, a quanto pare.

Da approfondire!!!!

In ogni caso, io già fiuto (è italiano corretto? :wink: ) la bellezza dell'atmosfera e mi sento colpita leggendo una donna che ci ha passato tanti anni come membro dello staff quando dice:
It's so wonderful to be in a place where children treat you like a person instead of like somebody that they're afraid of, somebody they're supposed to be nice to. It's so liberating for an adult to be treated that way that it's a fabulous place to be every day.

Dice anche:

Although there are children sitting reading in corners, they also have interactions with other children as well. So there is much more here going on than what appears on the surface, and that is something that we talk about a lot when people say,
"Well, why wouldn't I just homeschool my children? Why would I send them to your school?" We feel that what goes on in a place where there are a lot of other kids – a lot of equals, a lot of peers – is very different from what can go on at home. It's not that what goes on at home is not going to give you an education, but the full holistic value of the education in a place like this is very high we think.


mmmm.... fa riflettere, che dite?

Alla fine dice:

I think this is a wonderful idea as a way to educate children. I think that this produces kids who feel very good about life and about themselves. If people are interested in making that possible for children, we will help them in a lot of ways and we offer a lot of materials that can help them start a school. So maybe it's something they should think about doing in their own area.

Ho saputo che in Belgio ci sono due piccolissime scuole di questo tipo. Non so in Italia????

Parliamone? vi interessa?


pulcinafiamminga

ps l'articolo da cui cito sta qui: http://www.sudval.org/01_abou_09.html

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: lun mar 16, 2009 9:38 pm
da giu*giu
io non leggo inglese mi sintetizzeresti le frasi che dice quella donna??
non credo ci sia qesto modello di scuola in italia!

ho letto il libro di neill che trovo meraviglioso e ricco di spunti.
mi ha fatto molto riflettere la sua esperienza con i ragazzi che entravano nella sua scuola con alle spalle esperienze negative di altre scuole..
lui scrive che ci volevano circa "3 mesi" xrchè qesti studenti "scaricassero" la frustrazione, la rabbia verso la scuola..
li lasciava liberi di scegliere se frequentare lezioni..e loro prima di riacquistare la loro maturità decisionale saltavano tutte le lezioni, si comportavano infantilmente all'eccesso, facevano ogni cosa fosse stata loro precedentemente negata! ..ecc...finch'è non iniziavano spontaneamente a seguire le lezioni con interesse e maturità.
un po' quello che avviene in tutte le nostre scuole quando sgli insegnanti si "passano il testimone"..e si trovano a gestire ragazzi che di fronte a un insegnante meno severo iniziano "a scaricare la frustrazione repressa".
un circolo vizioso...

x occuparsi dei bambini ci vogliono insegnanti capaci di avere pazienza, amore x l'arte di insegnare e molta comprensione dei bisogni degli studenti...che arrivano da situazioni precedenti diverse...e da situazioni famigliari diverse..

xrò devo confessarti che in questo libro non fa una solo accenno sul'importanza di saper trasmettere la voglia di apprendere..come portare la lezione in classe..Neill parla molto di libertà ma poco di insegnamento..(qualcosa che forse manca nelle sue scuole libere)
io lo considero indispensabile come punto, mi è piaciuto il libro "diario di scuola" di Pennac che "porta la lezione in classe"..e fa suonare bene la "sua orchestra"..

una volta lessi in una conferenza di steiner che lui sosteneva che verso gli 8-9 anni lo studente passava dalla fase "pendo meravigliato alla immensa conoscenza del mio insegnante" alla fase"ibnizio a rendermi conto se posso fidarmi e a seguire quindi i suoi insegnamenti"..
dette in parole mie! il bambino verso gli 8 anni acquista maggior consapevolezza e inzia a guardare con occhi diversi il proprio insegnante, ..che dovrebbe essere all'altezza e abbastanza equilibrato nel "rapporto con il bambino"..oltre che con il modo di proporre la conoscenza..
io credo molto nella figura dell'insegnante..
non si può seguire un metodo d'insegnamentro..si può solo "essere" insegnanti...
e penso che la curiosità, la creatività e la passione che favorisce voglia di conoscenza è il vero stimolo che si trasmette all'allievo.
we in unambiente più stimolante si creano individui più intelligenti e recettivi..secondo me non è solo questione di libertà e democrazia.

nasciamo tutti con predisposizioni differenti, xrò con la necesità di aiutarci a vicenda.
siamo tutti molto ignoranti da soli...
piuttosto che scegliere e suddividere le lezioni in materie troppo separate
io credo che si possa iniziare a pensare a un'insegnamento "olistico".
sarebbe interessante !! :D

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: lun mar 16, 2009 11:15 pm
da pulcinafiamminga
xrò devo confessarti che in questo libro non fa una solo accenno sul'importanza di saper trasmettere la voglia di apprendere..
non vorrei sbagliare ma credo che lui ti risponderebbe che la voglia di apprendere è già ampiamente presente nei bimbi, non ha bisogno di venire trasmesso a loro -- a meno che sia stato distrutto da esperienze negative... (e ancora, appunto in quei casi secondo lui è la libertà a curare !!)

per il mio sentire (da neomamma ignorantona) farei un confronto forse osato ma mi butto: è un pò come con l'EC. Il neonato ha la coscienza di scaricarsi (fare pipì e cacca cioè), e se questo suo bisogno viene corrisposto, non lo perderà (invece usando il pannolino e cambiando solo quando ci fa comodo a noi, in pratica neghiamo i suoi bisogni e così lui perderà la coscienza di scaricarsi). Il bambino generalmente parlando HA voglia, e pure TANTA!!! di appendere. Se quella sua naturale tendenza viene lasciata integra non la perderà! Se invece ci si mettono gli adulti è facile che perderà interesse.

Sono cosciente che chi segue questo pensiero è invitato a lasciar perdere tante ma taaante usanze idee abitudini mooolto radicate nel nostro modo di insegnare ma anche semplicemente di vivere. Propio per questo mi sembra una strada straordinaria e eccitante non solo per il bimbo ma anche per l'adulto! Non so ancora se avrò la forza di seguirla veramente questa strada, devo riflettere e vedere se riesco a liberarmi --- io ho insegnato il pianoforte per tanti anni, e mi reputavo brava, ma ora dico brava sì ma il sistema è pur sempre quello dell' input, non quello di lasciar fiorire spontaneamente. anche se con alcuni allievi specifici ho seguito una strada improvvisata, che forse mi è servito come preparazione per poter forse capire quest'altro modo di guardare a cosa sia imparare e insegnare.

Ti traduco l'inglese:
"E' così bello trovarsi in un posto dove i bambini ti trattano come una perona invece che come qualcuno di cui hann paura, qualcuno vers cui sono supposti di essere gentili. E' così liberatorio per un adulto di venir trattato così ce (la Sudbury) è un posto meraviglioso da starci ogni giorno."

Il secondo citato invece fa il confronto con la homeschooling e dice che secondo lei "quello che succede in un posto dove ci sono molti altri bimbi - molti "uguali" - è molto diverso di quello che può succedere a casa. Non che quello che succede a casa non ti darà un'educazione, ma il pieno valore olistico dell'educazione in un posto come questo è molto alto, noi crediamo"

e terzo citato:
"Io credo che questa è un'idea meravigliosa come modo di educare bambini. Credo che produca bimbi che si sentono bene nella vita e in sè stessi. Se ci sono persone interessate a far diventare questo possibile per bambini, noi li aiuteremo in tanti modi e offriamo molti materiali che possono aiutarle a cominciare una scuola. Allora forse è una cosa alla quale potrebbero pensare, di crearla nella loro zona."

scusate la traduzione al volo poco elegante...

pulcinafiamminga

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: mar mar 17, 2009 12:56 pm
da Curry
Sapete cosa mi lascia perplessa? Temo che questa scuola funzioni con chi "non ne ha bisogno". La frase è del film "La scuola" dove il professore (Silvio Orlando) valuta proprio questa situazione.

Mi spiego meglio: una scuola di questo genere per me sarebbe stata perfetta. Per mia figlia Angelica (5 anni) anche; lei si organizza il suo tempo all'asilo e la esalta tutto ciò che fa e che impara. Sa valutare quando è troppo stanza o non sta bene (sarà successo 3 volte in due anni) se no la mattina scatta e guai a fare tardi.
Ma ci sono bambini, soprattutto ragazzini, che hanno un atteggiamento ben diverso. Un po' è carattere, soprattutto l'ambiente in cui vivono.
Non ho dubbi che chi l'abbia frequentata sia stato spinto a studiare senza obbligo, ma già nella scuola normale esiste questa selezione: è una scelta fare il liceo e l'università, è una scelta farli in fretta e bene, nessuno ti può obbligare a 'imparare', solo a leggere. So che l'obiettivo di questa scuola è proprio tirar fuori l'amore per il sapere che uno ha dentro, ma secondo me funziona solo per chi ha a casa la stessa situazione.

L'obbligo di andare a scuola non è stato introdotto per convincere i bambini, ma i genitori, che non pensavano servisse. Oggi è un altro mondo, ma non poi così lontano. Esistono associazioni che stanno vicino ai ragazzi per assicurarsi che vadano a scuola, perchè le famiglie non ce la fanno. Dubito che andrebbero in qualsiasi tipo di scuola.

Insomma, io temo che alla fine questa rischi di diventare una scuola "d'elite", dove ci va chi ha una situazione familiare tale per cui qualsiasi scuola andrebbe bene e il bambino arriverebbe comunque a certi risultati.
Ma il bello della scuola è proprio che ci porti tutti, in modo che tutti abbiano più possibilità (come Padre Padrone di Gavino Ledda, il papà lo mandava a lavorare a 6 anni, e la svolta per lui è stato il militare dove ha cominciato a studiare)

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: mer mar 18, 2009 10:14 am
da sole75
Curry ha scritto:Sapete cosa mi lascia perplessa? Temo che questa scuola funzioni con chi "non ne ha bisogno". La frase è del film "La scuola" dove il professore (Silvio Orlando) valuta proprio questa situazione.
Silvio Orlando ne "La Scuola" si riferiva però proprio all'attuale sistema scolastico, alla scuola così com'è concpita oggi, non a homeschooling o unschooling.
il pensiero è proprio che la scuola di oggi funziona solo con chi non ne ha bisgno, mentre non riesce a coinvolgere il ragazzino "sbandato", il figlio dello spacciatore, ma nemmeno il viziatissimo figlio dell'avvocato (oh, sto sparando a casaccio, ci sono avvocati super etici con tanto di figli modello...era giusto per fare quegli esempi da stereotipo). Funziona con chi ben riesce a inserirsi in questo modello e in questo sistema, in chi ha introiettato gli orari, i ritmi imposti, l'autorità, l'essere giudicato per quello che si riesce ad apprendere. Chi si discosta da questi modelli, o perché è un disadattato o perché è un genio, non viene proprio considerato in questo nostro sistema scolastico.
A mio discapito (visto che ero una "brava" studentessa) potrei dire che la scuola è fatta tutto sommato per i mediocri, per quelli che non hanno spiccate qualità o per lo meno non combattono perché queste siano riconosciute, non è fatta né per chi eccelle, né per chi non brilla (il che non significa che non abbia valore, semplicemente gli altri non sono bravi a riconoscerlo).
Curry ha scritto:L'obbligo di andare a scuola non è stato introdotto per convincere i bambini, ma i genitori
In realà l'obbligo di andare a scuola NON c'è. Esiste invece l'obbligo di istruzione: ogni genitore o chi ne fa le veci è tenuto a far sì che suo figlio venga istruito. Questo tante volte è stato confuso con obbligo scolastico, mentre si richiede solo che il figlio abbia un'istruzione: come, dove e per mezzo di chi non è messo in discussione. Ognuno è libero di scegliere la forma nella quale più crede.
La scuola, la scuola pubblica in particolare è nata come servizio - un principio di democrazia - offerto alle famiglie che non potevano permettersi il precettore privato e avevano comunque esigenza di mettere i figli da qualche parte, mentre andavano a lavorare. E' frutto e diretta conseguenza dell'industrializzazione: i genitori lavorano in fabbrica, i figli bisognerà pur piazzarli da qualche parte.
All'epoca la scuola pubblica è stata vista come un bene, un valore, e sicuramente per certi aspetti lo è stata: che il sapere venga liberalizzato e che il figlio di un operaio o di un contadino possa diventare professore universitario non è cosa da poco. Prima questa possibilità non si aveva e basta: il sapere era una questione d'élite.

Tuttavia, ora la società sta cambiando, e qualcuno di noi comincia a non sentirsi più tanto a proprio agio col sistema scolastico. Ora che il sapere è stato liberalizzato e che ognuno di noi può avere libero accesso a libri e a altro materiale informativo, la figura di un adulto che "impone" il sapere comincia a venir messa in discussione. Perché la maestra deve dirmi COME, QUANDO, PERCHé, A CHE ORA, ecc imparare a fare 2x2????? E se invece che alle 9 di mattina, io, piccola bambina irriverente, volessi impararlo alle 5 di pomeriggio???? E se invece di apprenderlo con le palline, lo apprendo per i fatti miei, nel momento in cui sia io che mia sorella (2) vogliamo 2 biscotti ciascuna e scopro che per soddisfare entrambe mi occorrono... guarda un po'? 4 biscotti!!!!! E se questa mia scoperta la faccio a 2 anni, anzicché a 6? Oppure a 8, anzicché a 5???? Perché non posso??? Se sono inserita nel sistema scolastico, non posso e basta, perché ci sono degli OBBIETTIVI da seguire, in base ai quali la maestra MI VALUTA.

Tornando alle Scuole democratiche Summerhill, non mi è chiara una cosa: gli adulti sono insegnanti, nel senso che si sono formati come insegnanti e sono riconosciuti tali anche dal nostro sistema? Oppure può fondare una simile scuola chiunque ne abbia voglia e entusiasmo?
Le "lezioni" che sono libere, nel senso che il ragazzo decide autonomamente se parteciparvi o meno, come sono strutturate? Restano comunque le classiche lezioni frontali, in cui comunque l'imput arriva dall'adulto, o sono piuttosto come dei workshop dove si arriva ad apprendere insieme, lavorando cooperativamente su un tema?

In che senso potremmo "istituire" tali scuole anche in Italia? Se sono scuole riconosciute a tutti gli effetti, ci sarà una normativa specifica da seguire, altrimenti si tratta praticamente di scuola familiare collettiva: adulti che si mettono insieme e fondano un progetto educativo. Insomma per la legge, tanto per intenderci, sono considerate scuole? scuole private immagino....

Ciao ciao
Sole

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: mer mar 18, 2009 11:54 am
da Gato
sole75 ha scritto:Tuttavia, ora la società sta cambiando, e qualcuno di noi comincia a non sentirsi più tanto a proprio agio col sistema scolastico. Ora che il sapere è stato liberalizzato e che ognuno di noi può avere libero accesso a libri e a altro materiale informativo, la figura di un adulto che "impone" il sapere comincia a venir messa in discussione. Perché la maestra deve dirmi COME, QUANDO, PERCHé, A CHE ORA, ecc imparare a fare 2x2????? E se invece che alle 9 di mattina, io, piccola bambina irriverente, volessi impararlo alle 5 di pomeriggio???? E se invece di apprenderlo con le palline, lo apprendo per i fatti miei, nel momento in cui sia io che mia sorella (2) vogliamo 2 biscotti ciascuna e scopro che per soddisfare entrambe mi occorrono... guarda un po'? 4 biscotti!!!!! E se questa mia scoperta la faccio a 2 anni, anzicché a 6? Oppure a 8, anzicché a 5???? Perché non posso??? Se sono inserita nel sistema scolastico, non posso e basta, perché ci sono degli OBBIETTIVI da seguire, in base ai quali la maestra MI VALUTA.
Faccio una deviazione un po' piu' "tecnica" al complesso discorso dell'istruzione.
Questa frase di Sole mi fa venire in mente i discorsi di mio padre, che si occupa di didattica (nell'area scientifica) a tutti i livelli di scolarizzazione, dalla scuola d'infanzia ai corsi post-universitari. Nelle scuole d'infanzia, attraverso sperimentazioni varie, giochi, disegni, ecc..., lui e i suoi colleghi vanno a individuare nei bambini la presenza innata di concetti matematici quali lo spazio, l'infinito, ecc... Concetti che successivamente diventano OBIETTIVI da conseguire nei programmi scolastici e che costituiscono per molti studenti "argomenti blocco", mai acquisiti con sufficienza. Questi ostacoli diventano responsabili dell'antipatia di molti studenti per le materie scientifiche e del conseguente allontanamento da esse. Fenomeno, come risaputo, in continuo peggioramento a livello nazionale.
Esercizi simili, proposti alle varie fascie di scolarita', vengono talvolta svolti MEGLIO dai bambini piu' piccoli, rispetto a quelli delle scuole secondarie!
Dunque, la scuola "rovina" gli studenti, questa sembra essere la triste conclusione. :(
Ovvero: e' dimostrato che i bambini possiedono la capacita' innata di percepire e comprendere tali concetti, ma i metodi e strumenti didattici comunemente applicati (o forse i termini temporali con cui i vari concetti vengono proposti) si rivelano inadeguati per molti studenti. E, a quanto pare, i "danni" vengono fatti proprio nelle fasi iniziali della scolarizzazione.
Questo discorso certamente tira l'acqua al mulino dell'unschooling :D
C'e' pero' da dire che le cose stanno cambiando, le nuove generazioni di insegnanti sono obbligate a seguire corsi formativi in cui apprendono strumenti didattici, si spera piu' appropriati. Certezza non c'e', si puo' solo avere speranza e fiducia nel lavoro di chi sta tentando di cambiare lo stato delle cose. D'altra parte, un genitore della nostra generazione che si propone come insegnante dei propri figli, e che magari a suo tempo ha ricevuto un'impostazione scientifica non appropriata, difficilmente potra' trasmettere concetti che lui stesso non e' mai riuscito ad acquisire.
Non voglio dire che l'obiettivo primario sia far diventare tutti i nostri figli degli scienziati, ci mancherebbe! Ma anche tarpare le ali alla mentalita' scientifica, come a quanto pare e' stato fatto a molti di noi, e' un vero peccato. E merita attenta riflessione...

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: mer mar 18, 2009 1:07 pm
da sole75
Gato ha scritto:Non voglio dire che l'obiettivo primario sia far diventare tutti i nostri figli degli scienziati, ci mancherebbe! Ma anche tarpare le ali alla mentalita' scientifica, come a quanto pare e' stato fatto a molti di noi, e' un vero peccato.
Questo è vero!
Gato ha scritto:un genitore della nostra generazione che si propone come insegnante dei propri figli, e che magari a suo tempo ha ricevuto un'impostazione scientifica non appropriata, difficilmente potra' trasmettere concetti che lui stesso non e' mai riuscito ad acquisire.
Credo che l'unschooling non si basi sul fatto che un genitore trasmette le proprie conoscenze ai figli, altrimenti sarebbe molto settoriale: i figli di laureati in inglese sapranno solo l'inglese, quelli dei laureati in fisica solo la fisica, ....e quelli dei non laureati saranno ignoranti!
Ovvio, la mia vuole essere una provocazione: il principio della non-scuola non si basa sul fatto che i genitori abbiano queste o quelle competenze (e dunque che siano essi stessi più o meno istruiti), ma che siano sensibili verso i segnali che lanciano i propri figli e aperti essi stessi all'apprendimento. Insieme si possono affrontare argomenti nuovi al genitore stesso. Io che non sono laureata in fisica, potrei comunque appassionarmici, seguendo l'inclinazione di mio figlio. O per lo meno, posso aiutarlo a trovare gli strumenti utili perché possa seguire la sua inclinazione.
Non è che ognuno di noi debba essere un tuttologo. Da un genitore che non ha mai suonato uno strumento, può uscir fuori un figlio musicista.
Non si vuole che sia il genitore a INSEGNARGLI questo o quello. Se è un-schooling è un-schooling, quindi NON c'è NESSUNO che insegna, ma tutti imparano!!!! :wink: :P

Scusate, siamo andate fuori tema, mi sa :oops: . Qui si voleva parlare di scuole democratiche :P

ciao ciao
Sole

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: mer mar 18, 2009 1:40 pm
da Gato
si' e' vero, siamo fuori tema, mea culpa :oops:
sole75 ha scritto:Se è un-schooling è un-schooling, quindi NON c'è NESSUNO che insegna, ma tutti imparano!!!! :wink: :P
Ma la mia paura e' che invece nessuno impari!!! :( :( :(
Non vorrei che un giorno mio figlio, che magari voleva fare il filosofo o l'ingegnere aerospaziale, si trovi bloccato da esami che proprio non riesce a superare, perche' in eta' precoce qualcuno (insegnante scolastico o genitore o chi altri) ha trascurato, per quanto in buona fede, di gettare delle basi o le ha gettate in modo inadeguato.
sole75 ha scritto:Da un genitore che non ha mai suonato uno strumento, può uscir fuori un figlio musicista.
E' vero, ne conosco tanti, ma questi avevano avuto stimoli musicali fuori dalla famiglia. Anch'io sono una completa autodidatta della chitarra, pero' ho avuto una buona educazione musicale di base dal maestro delle elementari...

Non fraintendetemi, non voglio remare contro i metodi di educazione "alternativi", anzi sono molto affascinata dalle discussioni affrontate su questo tema. Forse sono troppo angosciata dalla sensazione di NON ESSERE IN GRADO di poter, con i miei soli strumenti a disposizione, far sbocciare in un figlio tutte le competenze necessarie a renderlo, un giorno, libero di scegliere ed esprimersi. Anzi, in alcuni settori sono quasi CERTA di non riuscirci! :oops:
Non che la scuola tradizionale mi dia tutte queste garanzie, anzi, ho appunto illustrato qui sopra che in alcuni casi proprio non lo fa.

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: ven mar 20, 2009 10:16 am
da sole75
Gato ha scritto:Forse sono troppo angosciata dalla sensazione di NON ESSERE IN GRADO di poter, con i miei soli strumenti a disposizione, far sbocciare in un figlio tutte le competenze necessarie a renderlo, un giorno, libero di scegliere ed esprimersi.
Ciao Gato!
credo che questa tua paura di non riuscire a far sbocciare in tuo figlio tutte le competenze necessarie cozzi con quest'altra tua affermazione:
Gato ha scritto:vanno a individuare nei bambini la presenza innata di concetti matematici quali lo spazio, l'infinito, ecc...
Ora possiamo dire che è dimostrato anche scientificamente (grazie al lavoro di esperti come tuo padre) che i bambini hanno già dei concetti innati, come pure delle competenze e delle inclinazioni.
La difficoltà e l'arte di un genitore - come pure di un bravo insegnante - sta proprio NON nell'insegnare, ma nel NON UCCIDERE queste naturali innate conoscenze e predisposizioni. Ma nel riconoscerle, quando vengono fuori, senza farle venir fuori a forza, magari perché ci si è fissati che nostro figlio debba fare il cantante o il professore di storia: quindi grande rispetto verso il bambino e il ragazzo, e la difficilissima abilità di fornire solo il terreno fertile perché determinate competenze possano poi germogliare.
sostanzialmente meno si fa, secondo me, meglio è. Questo è il principio dell'apprendimento spontaneo. Un bambino lasciato libero, difficilmente diventerà uno scapestrato ignorante analfabeta, anzi...Forse ha persino piùchance di un altro, cui l'istriuzione, la cultura vengono imposte come obbiettivi obbligatori, come compiti.

Conosco figli di genitori quasi analfabeti, con storie difficili, che hanno scelto di vivere ai margini della società in vecchi ruderi ristrutturati da loro stessi in posti estremi, lontano da tutto, senza alcun collegamento col mondo "civile". I loro figli si sono formati nella natura fino all'età di 14 anni. Da genitori quasi illetterati, che certo non avevano la possibilità di INSEGNARE nel senso che diamo correntemente a questa parola. MA evidentemente hanno lasciato i loro figli LIBERI di esprimersi e forse hanno fornito loro gli strumenti necessari per soddisfare la loro sete di sapere. Questi figli a 14 anni sono andati alle superiori, scendendo all'alba dalle montagne sopra un mulo (non sto né scherzando, né esagerando, né parlo di storie di 50 anni fa, questi ragazzi oggi avranno 25 anni). Alle superiori, grazie probabilmente proprio all'autonomia e all'autostima che avevano raggiunto, si sono dimostrati più in gamba dei loro coetanei. Uno di questi è diventato campione nazionale di matematica!!!!! Insomma, non sono dei fessacchiotti qualsiasi! E di certo i loro genitori non erano geni in matematica e neppure gli hanno affiancato dei precettori privati che lo fossero.
Semplicemente nessuno è riuscito a distruggere in questi ragazzi quelle che erano le loro competenze INNATE.
Gato ha scritto:Ma la mia paura e' che invece nessuno impari!!!
Io credo, invece, che si impari tutti i giorni dalla vita, osservandola. Mia figlia di 3 anni si è ritrovata ad osservare per lunghe mezz'ore senza sosta, le api che volavano di fiore in fiore e tornavano all'alveare. E' rimasta lì assorta per tanto tempo a seguirle. Poi deve essere arrivata a una conclusione: è venuta da me e mi ha detto che le api bevevano i fiori e poi andavano nella loro casa e lasciavano qualcosa. Poi il papà le ha mostrato il polline e le ha insegnato questa nuova parola. Ma tutto è originato dalla sua osservazione. Lei è stata attratta dalle api, nessuno di noi le ha nemmeno detto: guarda le api!
E' la nostra stessa curiosità che ci porta a imparare. Un bambino sano è naturalmente curioso. Non si pone proprio, secondo, me il problema che possa non imparare.

Ciao ciao
Sole

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: ven mar 20, 2009 2:30 pm
da Gato
Sole, come dice il tuo stesso nome, sei davvero ILLUMINANTE! :D
Hai delle bellissime idee in testa e molto chiare, io invece sono nella totale confusione e incertezza.
Dubito infatti, per l'impostazione che IO ho ricevuto, di riuscire ad ASCOLTARE le tendenze INNATE e di riuscire a NON AMMAZZARLE. Cioe' credo di non riuscire a cambiare ME STESSA: se il bimbo mi chiede una cosa, io glie la posso spiegare per come l'ho imparata io, altri modi non so se riuscirei a inventarmeli. Perlomeno non su tutto!
Ma ammiro moltissimo te che riesci a pensare in modo cosi' libero da preconcetti e che sei cosi' serena sul riuscire a seguire le tendenze innate delle tue bambine... e che ci dai cosi' tanti esempi concreti e stimoli di riflessione.

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: lun mar 23, 2009 10:00 am
da sole75
Gato ha scritto:sei davvero ILLUMINANTE!
Gato ha scritto:sei cosi' serena
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

In realtà, io sono una tale confusionaria e sono strapiena di dubbi.....Mi fa piacere che dò l'immagine di essere sicura e serena. Sì, quando metto per iscritto le cose, ho tutto il tempo di metabolizzarle e di esporle con tale naturalezza....ma poi nella vita reale....faccio tanto casino :wink: :P ....Sarebbe bello se fossi sempre così come sono..."per iscritto", ha ha ha :lol: :lol: :mrgreen:

Comunque, il confronto è bellissimo. Mi sta aiutando a crescere. E' proprio attraverso il confronto, attraverso le idee degli altri, che sto maturando le mie.
Tutta questa idea dell'educazione spontanea, della scuola democratica e della scuola familiare si è sviluppata per me tutta su questo forum. E' da quando è stato proposto l'argomento qui che ho cominciato ad accoglierlo nella mia testa e nel mio cuore e a rifletterci sopra.
Grazie a tutte!
baci
Sole

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: mar mar 31, 2009 10:51 am
da pulcinafiamminga
scusatemi che sono sparita completamente, sono in tournee da due settimane e solo ora ho potuto guardare internet!! e' un impegno andare in tournee col piccolo! per fortuna ho un' amica che mi accompagna per stare con Varun quando ho prove concerti registrazione.

Dunque non ho potuto leggere tutti i messaggi e non potro' neanche ora :oops: per questo nessuna reazione su quanto scritto -- solo una notizia: sto leggendo il libro di Neill il fondatore della scuola Summerhill, e aldila' del linguaggio un po' anni 60, e' comunque mooolto interessante perche' mi apre un bel po' di argomenti che prima o poi incontrero' con Varun e sui quali tocca riflettere, meglio in anticipo cosi da non rimanere impreparati.

Mi viene da porre la domanda: cosa significa liberta' ?
lui parla tutto il tempo di bambini liberi, nel senso di bambini non condizionati non influenzati, cresciuti come viene spontaneo a loro, con meno interferenze possibili da parte degli adulti. Sostiene per esempio che il comportamento moralmente giusto non va loro imposto, che verra' spontaneamente con l' eta', quando il bambino sara' pronto. Dice che il bambino piccolo e' egoista di natura e che va bene cosi cioe' e' cosi e basta, passera' quando sara' cresciuto da poter cominciare a pensare dal punto di vista di un' altra persona -- ma che se viene costretto a farlo prima di allora si rischia di fissare il comportamento egoistico cioe' si ottiene il risultato opposto di quello voluto.

?? non ho esperienza, non so. Ma mi fa riflettere.

Poi sulla sessualita' dei piccoli e dei bambini. Anche qui, mi trova impreparata. Certo che io non sono di quelle che toglie la manina se Varun si tocca il pisellino (e visto l' EC capita spesso quando deve fare o ha fatto pipi :wink: ) -- ma da li a parlare di masturbazione nei piccoli mi suona molto Freud e mi pare esageratissimo -- ?? non so oggi su questo argomento cosa si sa in piu rispetto ad allora??

Insomma, per ora solo pensieri miei, cerchero'di leggere i vostri appena posso :wink:


pulcinafiamminga

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: mar mar 31, 2009 11:08 am
da pulcinafiamminga
So che l'obiettivo di questa scuola è proprio tirar fuori l'amore per il sapere che uno ha dentro, ma secondo me funziona solo per chi ha a casa la stessa situazione.
comincio da qua a leggere :|

No lo scopo non e' quello! lo scopo e' di lasciare loro crescere come esseri felici. Una frase illuminante di Neill il fondatore dice una cosa del genere: mi piacerebbe di piu che un ex-allievo della mia scuola faccia uno spazzino di strada felice che un laureato infelice.

Al di la' della giusta considerazione che tutti devono avere la possibilita' di fare gli studi superiori, io credo che dobbiamo anche osare guardare negli occhi la verita' che una societa' non puo' funzionare con soli laureati che non vogliono fare lavori 'umili'. E che non per forza bisogna aver ' studiato' per essere felici!!

(dico laureato intendo tutti gli studi ' superiori'ma forse anche l'insegnamento superiore fino ai 18 anni non sarebbe necessario per tutti per vivere una vita felice e soddisfacente!! Ma questo e' un po' tabu' oggi. Vogliamo tutti arrivare piu' in alto possibile, perche' ? non sempre significa felicita' ...

Comunque capisco quello che volevi dire, ovviamente.

Vero pure forse il contrario: se un bambino va ad una scuola del genere e a casa lo spirito e' molto diverso, non funzionera'!! nel suo libro, Neill racconta di aver rifiutato un allievo per questo: ha detto ai genitori che non lo prendeva perche' loro non capivano il concetto di liberta' e la bimba avrebbe avuto il dubbio per tutta la vita di chi aveva ragione, la scuola o i genitori!

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: gio apr 02, 2009 11:00 am
da Curry
mi piacerebbe di piu che un ex-allievo della mia scuola faccia uno spazzino di strada felice che un laureato infelice.
Il discorso è complesso.
Ovvio che è così per tutti, ma è difficile che poi questa cosa accada, di gente felice di fare lo spazzino ne conosco poca, di gente che ha scelto liberamente l'università è poi se ne è pentito ancora meno.
Che poi uno scarichi la pattumiera e la sera torni dalla sua famiglia, mentre l'avvocato lavora 15 ore al giorno... beh, io preferisco lo spazzino.

Io però mi riferivo proprio allo studio. Ma soprattutto, all'importanza che io vedo nella famiglia. Credo che davvero una scuola pessima non possa uccidere un bambino che è libero in casa (anche perchè si cambia scuola) come una buonissima scuola ha meno presa se la famiglia opprime.

E qui casca fagiolo una cosa che già volevo scrivere. Ieri sono andata alla riunione di classe dell'asilo di Angelica. Le maestre han raccontato il progetto che stanno facendo, la storia dei bimbi da quando sono nati a oggi (6-7 foglio in questi mesi) per aiutarli nella percezione di sè come persona ora che hanno 4-5 anni.
A questo si affianca l'ascolto, 20-30 minuti massimo di lettura o chiacchierata. Poi le attività, ma senza orari fissi e senza forzare il singolo: se non ha voglia oggi, si farà domani.
Ma i risultati sono altri. Poter affidare loro dei compiti (chi mette il pane, chi i bicchieri, chi fa il capofila), poterli mandare nella classe a fianco a portare un foglio o a prendere un libro in fondo al corridoio, in modo tale da mostrare loro fiducia e farli essere autonomi. Dare a ciascuno di loro una scatola personale dove riporre i loro disegni etc
Soprattutto, diceva la maestra, loro sono contente quando i bimbi entrano la mattina sereni.

Ora, a me sembrano cose sacrosante.

Un papà (con moglie a fianco) invece ha espresso molte perplessità sul fatto che fra poco più di un anno (settembre 2010, 18 mesi) dovranno andare a scuola e insomma che strumenti hanno, non sono pronti, mio figlio non conosce la classificazione temporale, ieri o settimana scorsa è uguale, non riconosce le stagioni... :shock:

La maestra l'avrebbe disintegrato (da quanto ho capito, non è la prima volta che fa questi discorsi) e io mi chidevo che ansia avesse a casa il bimbo. Pensate che a un certo punto il papà dice: "Ma io non mi preoccupo, finchè non lo bocciano" :shock: :shock:
E ride. Ma non fa ridere!

Ha anche detto: "Ma su che strumenti potranno contare?" E la maestra ha detto "Su loro stessi".
Io avrei aggiunto: sulla fiducia in se stessi che giorno dopo giorno noi dovremmo creare in loro, invece di caricarli d'ansia.

Alla fine di tutto ciò, la mia riflessione è che la situazione famigliare di quel bambino creerà più ansia di qualsiasi scuola.

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Inviato: gio apr 02, 2009 11:27 am
da sole75
Curry ha scritto:Un papà (con moglie a fianco) invece ha espresso molte perplessità sul fatto che fra poco più di un anno (settembre 2010, 18 mesi) dovranno andare a scuola e insomma che strumenti hanno, non sono pronti, mio figlio non conosce la classificazione temporale, ieri o settimana scorsa è uguale, non riconosce le stagioni...
Ci sono persone che hanno la "fregola" di vder il loro figlio riuscire in un solo campo, che è poi quello intellettivo. Non gliene frega niente che il bimbo magari ancora non sa camminare bene, che non articola bene le parole: non è la crescita psico-fisica dei figli che gli interessa, ma solo che apparentemente sembri che i figli siano geni.
Ho degli amici con bimbo di UN ANNO E MEZZO, a cui hanno insegnato tutte le lettere dell'alfabeto: loro le scrivono e lui le riconosce. Per me è inconcepibile e assurdo, anzi, io sono addirittura convinta che sia dannoso. Del resto non sembrano affatto curarsi del fatto che questo bimbo non parla, non si muove quasi, sta sempre in braccio a loro. L'importante è che a un anno e mezzo sappia l'alfabeto.
Purtroppo è difficilissimo confrontarsi con gli amici e io, dopo aver esposto il mio personalissimo desiderio che le mie figlie non imparino a leggere prima dei 7 anni, ho lasciato perdere, perché non ho voglia di andarmi a impelagare in discussioni difficili.
Loro ovviamente sono così fieri, del resto quando ho provato a dire che non sempre è salutare iperstimolare i bambini piccoli, mi hanno risposto che LORO NON LO STIMOLANO, FA TUTTO DA SOLO: HA COMINCIATO A INTERESSARSI ALLE LETTERE GUARDANDO LE TARGHE DELLE AUTO!!!!!! :shock: :shock: :shock: :shock:

Questo per dire che c'è ancora una tendenza diffusa ad ANTICIPARE. In genere è mentalità comune che se un bimbo a 7-8 anni non legge, vuol dire che è ritardato (ne abbiamo parlato anche nel topic "scuola familiare"). E allora perché farlo cominciare a 5 anni, se può cominciare anche a 3 o meglio a 2!!!!
E' che, come dicevo, si tende a privilegiare solo un aspetto: l'acquisizione di competenze teoriche, tralasciando tutte le altre estremamente utili per la completezza del bambino, per la sua autostima e autonomia. Non basta che un bimbo sappia leggere e scrivere e far di conto per essere autonomo!!! ANZI, spesso sanno fare quello, ma son ben lontani dall'AUTONOMIA.
Curry ha scritto:Ha anche detto: "Ma su che strumenti potranno contare?" E la maestra ha detto "Su loro stessi".
Io avrei aggiunto: sulla fiducia in se stessi che giorno dopo giorno noi dovremmo creare in loro, invece di caricarli d'ansia.
sono perfettamente d'accordo. Una volta che hanno fiducia in se stessi, possono raggiungere qualsiasi obbiettivo. Direi anche che la fiducia in se stessi ce l'hanno naturalmente fin dalla nascita, bisogna solo stare attenti a non mortificarla fino a farla sparire.

ciao
Sole