Il peccato e l'omosessualità

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alFaris
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Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da alFaris » mer gen 21, 2009 1:27 am

http://www.chiesavaldese.org/pages/arch ... php?id=437

Dialoghi con Paolo Ricca

Il peccato e l'omosessualità
Che cosa è oggi peccato?

Mi chiedo spesso che cosa sia oggi «peccato». I pastori del passato ci hanno insegnato chiaramente che cosa era un peccato. Oggi c'è un po' di confusione, e comunque nessuno teme il giudizio. Sembra quasi che quello che era considerato «peccato», oggi non lo sia più. Per esempio, leggo in Levitico 20, 13: «Se uno ha con un uomo relazioni sessuali (...) tutti e due hanno commesso una cosa abominevole». È così? Se è chiaro il «non rubare», anche questa valutazione è chiara. Oppure no? lo credo che i valori cambiano perché Satana si dà un gran daffare. Ma quello che Dio diceva al suo popolo tremila anni fa, vale anche oggi. Oppure la morale cambia a seconda del vento, e la religione si adegua per paura di perdere terreno? lo credo che le scelte etiche debbano essere limpide anche in campo sessuale, e, per il credente, ispirate all'insegnamento biblico. Adattare la Bibbia alle nostre esigenze vuol dire accantonare la parola di Dio. Sinceramente, Lei come la vede?
Anna Sconfietti - Genova

Anch'io, come Lei, lettrice Sconfietti, mi chiedo spesso che cosa sia oggi peccato. Stabilirlo sembra la cosa più semplice del mondo, invece è una delle più difficili. Sa perché? Per due ragioni principali. La prima è che molti comportamenti che, un tempo, secondo la morale corrente (condivisa però anche, a torto o a ragione, da tanti cristiani), erano considerati peccati (ad esempio: ballare), oggi non lo sono più, non solo perché i costumi e le mentalità sono cambiate, ma anche perché ci si è resi conto dell'insensatezza di tanti divieti del passato. La prima ragione è dunque questa: tanti peccati semplicemente non erano peccati. La seconda ragione è più sottile, ed è questa: una delle caratteristiche del peccato è la capacità di travestirsi, di camuffarsi nel suo contrario. Succede allora che un peccato, addirittura della peggior specie, assume le sembianze di una virtù, e quindi viene lodato anziché essere censurato; e inversamente un'azione esteriormente corretta e persino giusta (pensi al Fariseo della parabola!) si rivela, a uno sguardo non superficiale, un vero e grave peccato. Il peccato, insomma, ci inganna facilmente, per cui ci accade di chiamare peccato ciò che peccato non è, e di non chiamare peccato ciò che invece peccato è. Gesù ha più volte richiamato l'attenzione dei suoi interlocutori su questo fatto. Ad esempio in questi termini: «Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: la giustizia, e la misericordia, e la fede» (Matteo 23, 23). Oppure con quest'altra parola, rivolta a coloro che ritenevano peccato mangiare certi cibi: «Non è quello che entra nella bocca che contamina l'uomo; ma quel che esce dalla bocca, ecco quel che contamina l'uomo» (Matteo 15, 11).

Che cos'è peccato? Bella domanda e grosso problema, per niente facile da risolvere. Conosco delle chiese nelle quali è peccato (grave) per una donna mettersi il rossetto (perché nella Bibbia sta scritto che la donna non deve abbellirsi né avere altro ornamento che le buone opere: I Timoteo 2, 9-10);è peccato (grave) portare i pantaloni (perché sta scritto nella Bibbia: «La donna non si vestirà da uomo, né l'uomo si vestirà da donna; poiché chiunque fa tali cose è in abominio all'Eterno; il tuo Dio» -Deuteronomio 22, 5: andatelo a dire agli Scozzesi, con i loro gonnellini!); è peccato (grave) in quelle chiese, sempre per le donne, partecipare al culto senza velo (perché sta scritto nella Bibbia: la donna «si metta un velo» I Corinzi 11, 6). Secondo una certa visione della fede, della Bibbia e della chiesa, questi sono tutti peccati (gravi). Per me non lo sono affatto, e forse neppure per Lei, lettrice Sconfietti, anche se sono inequivocabilmente «fondati» sulla Bibbia. Credo sinceramente (Lei mi chiede di risponderLe «sinceramente») che il peccato sia qualcosa di più serio, di molto più serio, che queste futilità.

Ma allora: che cos'è il peccato? Vede quanto è difficile rispondere alla Sua domanda, pure così elementare, ma anche così importante per la nostra fede. La Sua lettera, comunque, ha il merito di sollevare un problema di prima grandezza: l'eclissi moderna della coscienza del peccato. È vero che oggi non si sa più che cosa sia peccato - una parola diventata per molti priva di senso perché priva di contenuto. Un tempo questa parola impressionava, spaventava e sovente angosciava le anime; oggi lascia la stragrande maggioranza dei nostri contemporanei, e forse anche noi, abbastanza tranquilli o indifferenti. Non ci inquieta più, non ci mette più in allarme o in crisi, dobbiamo anzi fare uno sforzo per prenderla sul serio, come merita. Difatti, come si può ancora sapere che cos'è salvezza, se non si sa più che cos'è peccato? L'eclisse della coscienza del peccato può essere la spia di un'altra eclisse, ancora più grave: quella della salvezza. Ora, il fatto che nel nostro tempo la parola «peccato» sia diventata inconsistente e si sia come svaporata è tanto più sorprendente in quanto proprio la nostra generazione è stata ed è testimone (e complice) di una misura, per così dire, fuori misura di orrori, quindi appunto di peccato, se è vero, come è vero, che il secolo che sta alle nostre spalle ha superato in crimini, efferatezze ed abomini tutti i secoli precedenti. Non possiamo certo dire che non sappiamo più che cosa sia peccato perché non lo vediamo in giro. AI contrario, lo vediamo dilagare, ma paradossalmente più cresce lo spettacolo del male nelle sue mille forme, più diminuisce la coscienza del peccato. Non basta esserne circondati e quasi assediati, per essere «convinti di peccato» come dice Gesù (Giovanni 8, 46). Per ricuperare la coscienza del peccato occorre ricuperare la coscienza e conoscenza di Dio, della sua Legge e della sua Parola e vedere nel male che dilaga una disubbidienza alla Parola di Dio e una trasgressione della sua Legge. Ma qual è questa Legge? Qual è questa Parola?

Lei, lettrice Sconfietti, per rispondere a questa domanda e quindi individuare con chiarezza assoluta che cosa sia peccato si è messa su una china scivolosa: quella di citare un versetto della Bibbia. Questo metodo, adoperato da molti cristiani, secondo me non ci aiuta, anzi ci caccia in un labirinto dal quale non si esce. Lei mi cita Levitico 20,13 e ne deduce, ovviamente, che l'omosessualità è un peccato abominevole. E io Le cito Levitico 24,16: «Chi bestemmia il nome dell'Eterno dovrà essere messo a morte; tutta la radunanza lo dovrà lapidare». Oppure Deuteronornio 21,18-21: «Quando un uomo ha un figlio ribelle che non ubbidisce alla voce né di suo padre né di sua madre (...) tutti gli uomini della sua città lo lapideranno sì che muoia». Che ne dice, lettrice Sconfietti? Come la mettiamo con questi peccati e le relative punizioni? Anche qui tutto è chiarissimo, ma Lei non è spaventata da questa chiarezza? Io sì. Ma allora è proprio vero che quello che Dio diceva al suo popolo tremila anni fa «vale anche oggi», come Lei scrive? Che cosa vale e che cosa non vale? Potrei, come Lei sa benissimo, citare molti altri versetti come quelli ora riportati, ma non lo faccio. Ne ho citati due solo per far vedere la via dei singoli versetti non è percorribile per stabilire che cosa sia veramente peccato. Anzi, è forse proprio percorrendo quella via che, paradossalmente, invece di prendere coscienza di che cosa sia veramente peccato, la si è persa.

Dicendo questo non mi voglio sottrarre alla sua domanda specifica: Lei mi chiede di dirLe «sinceramente» se l'omosessualità sia peccato, oppure no. Le dirò «sinceramente» che, secondo me non lo è, anche se so benissimo che la Bibbia lo considera tale. Ma perché la Bibbia considera l'omosessualità un peccato? Perché gli autori biblici ritenevano che l'omosessualità fosse una scelta. Noi oggi sappiamo quello che gli autori biblici non sapevano e neppure lontanamente supponevano, e cioè che l'omosessualità non è una scelta, ma una condizione. E questo cambia tutto il discorso.

Ma allora, che dobbiamo dire e, soprattutto, fare? Che cosa è peccato? Qual è la Legge divina trasgredendo la quale si commette peccato? Risponderò in due tempi.
l) In primo luogo la Legge divina sono i Dieci Comandamenti dati da Dio al popolo attraverso Mosè. Trasgredirli è peccato. Ma si tratta dei Dieci comandamenti, e non dei diecimila precetti che abbiamo aggiunto attraverso i secoli. Si tratta, lo ripeto, del Decalogo, cioè di sole «dieci parole» di Dio. Dio non è chiacchierone come noi.
2) In secondo luogo, sappiamo tutti che Gesù ha dato due soli comandamenti, che poi in realtà ne costituiscono uno solo: amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come noi stessi. Ed ha precisato: «Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti» (Matteo 22, 40). L'apostolo Paolo dice la stessa cosa: «Chi ama il prossimo ha adempiuto la legge» (Romani 13, 8 ). E qui giungiamo al nocciolo della questione. Alla domanda: che cos'è peccato? Kierkegaard rispondeva così: «Il contrario del peccato non è la virtù, ma la fede». Il peccato è l'idolatria. La nostra città, cioè la nostra civiltà, è come l'antica Atene, «piena di idoli» (Atti 17, 16). Ma il peccato non è solo adorare altre divinità anziché il Dio di Abramo, dì Isacco, di Giacobbe e di Gesù. È peccato anche la mancanza di amore. Chi non ama, pecca. Il peccato è non amare. Chi invece ama, dimora nell'amore, «e chi dimora nell'amore, dimora in Dio, e Dio dimora in lui» (I Giovanni 4, 16).

Tratto dalla rubrica "Dialoghi con Paolo Ricca" del settimanale Riforma del 26 gennaio 2007

elsatar
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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da elsatar » sab gen 24, 2009 12:31 pm

Anche per questo, penso che il mio 8 per mille dato ai Valdesi, sia in buone mani.

Elsatar

Ottavia
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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da Ottavia » lun mag 09, 2011 10:50 am

Dato che su questo sito ognuno può dire quello che gli pare, e, allora, per una corretta ed imparziale informazione, soprattutto per quanti leggono questo forum e magari non hanno molto spirito critico, vorrei evidenziare che quanto riportato della rubrica, nel primo post, è da ritenere del tutto un'opinione personale e non condivisa dalla chiesa protestante, e vi invito a visitare il sito ufficiale dei protestanti: www.protestantesimo.it e dalla home page cliccate su L'APOSTASIA DEI VALDESI-METODISTI. Salve.

elsatar
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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da elsatar » mer mag 11, 2011 12:14 pm

Ottavia il tuo link conferma pienamente quanto detto nel primo post circa la posizione dei Valdesi riguardo all'omosessualità, non è un'opinione personale, è la posizione della chiesa Valdese, il fatto che non piaccia agli altri protestanti e a te non la rende meno legittima, quindi non è stata fatta nessun errore di informazione, il tuo post invece crea una certa confusione.

Ciao Elsatar

Ottavia
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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da Ottavia » mer mag 11, 2011 11:16 pm

Non mi sono espressa bene. Nel primo post mi pare sia stato, estrapolato e riportato, credo da un'altro sito e da tutt'altro contesto, una risposta personale alla domanda di una signora. Nella risposta, il signor Ricca, mi pare esprima nella sua elaborata e lunga argomentazione, la propria opinione, il suo pensiero, come...diciamo... ''giustificazione'' prima di arrivare alla conclusione (dei Valdesi). Inoltre, dato che diverse persone confondono il pensiero dei Valdesi con il pensiero e la dottrina di tutto il mondo protestante, ho ritenuto opportuno e corretto indicare direttamente il link del sito ufficiale delle chiese protestanti (tra l'altro molto bello), dove, nell'ulteriore link: APOSTASIA DEI VALDESI-METODISTI, viene spiegato il perché della ferma critica e condanna verso determinate affermazione dei Valdesi. Mi sembra che questo sito voglia essere, libero ed imparziale, e che nel rispetto degli altri, ognuno possa esprimere quello che pensa, pacatamente, senza eccessiva emotività, magari contraddicendo anche l'opinione di qualcun altro, e magari non per partito preso o per semplice spirito di contraddizione ma per onestà intellettuale e ad onor del vero. Poi, non è che quello che dicono i valdesi non piace a me o non piaccia agli altri protestanti, ma si tratta di consentire il contraddittorio, di essere oggettivi, per capire e far capire eventualmente in quale direzione andare per cercare la verità e non farsi imbrogliare o sviare da belle parole, da discorsi ben impostati ma univoci e, magari, privi o scarsi di fondamento.

elsatar
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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da elsatar » dom mag 15, 2011 6:41 pm

Ottavia continui a fare falsa informazione, mi dispiace ma sei tu che dimostri di non volere nessuna ricerca della verità, non ti sei presa neanche la briga di informarti da dove veniva l'estratto riportato, bastava andare sul link che Alfaris ha posto all'inizio della pagina, guardare la nota scritta in calce o almeno non avendone voglia, non dire cose che non corrispondono assolutamente al vero
Ottavia ha scritto:[...]Nel primo post mi pare sia stato, estrapolato e riportato, credo da un'altro sito e da tutt'altro contesto, una risposta personale alla domanda di una signora. Nella risposta, il signor Ricca, mi pare esprima nella sua elaborata e lunga argomentazione, la propria opinione, il suo pensiero, come...diciamo... ''giustificazione'' prima di arrivare alla conclusione (dei Valdesi). [...]
se invece di dire "credo" e "mi pare" avessi verificato avresti scoperto che l'articolo è stampato sulla rivista
"Riforma", settimanale delle chiese evangeliche battiste, metodiste, valdesi, e ritenuto evidentemente così interessante da essere pubblicato sul sito della chiesa evangelica valdese unione delle chiese metodiste e valdesi. Tra parentesi “il signor Ricca” è Docente emerito di Storia della Chiesa della Facoltà Valdese di Teologia di Roma. Pastore valdese ed ha molti incarichi all’interno della chiesa, se la “pigrizia” (o la scarsa considerazione?) non ti avesse assalito avresti trovato molte informazioni in rete, non è l'opinione del primo passante intervistato per strada (come sembra voler suggerire il tuo commento).
Vedi Ottavia quando si invoca "l'oggettività, il capire e il far capire" tutte queste belle parole (per usare una tua espressione) bisognerebbe metterle in atto: che dimostrazione hai dato col tuo comportamento? Qual'é stata la tua ricerca della verità? Mi pare pressoché nullo, non è così che si può portare avanti in maniera onesta un contraddittorio.
Ottavia ha scritto:[...]Inoltre, dato che diverse persone confondono il pensiero dei Valdesi con il pensiero e la dottrina di tutto il mondo protestante, ho ritenuto opportuno e corretto indicare direttamente il link del sito ufficiale delle chiese protestanti (tra l'altro molto bello), dove, nell'ulteriore link: APOSTASIA DEI VALDESI-METODISTI, viene spiegato il perché della ferma critica e condanna verso determinate affermazione dei Valdesi. [...]
Il post riportava la posizione dei Valdesi, non capisco perché si sarebbe dovuto occupare di quelli che non la pensano come loro. E' come se riportando il catechismo cattolico uno dovesse sentirsi in dovere di riportare anche l'opinione che del catechismo cattolico hanno le varie chiese protestanti o la chiesa ortodossa, i buddisti o chiunque altro (sicuramente c’è una grande ignoranza in Italia riguardo le altre confessioni e religioni, non sarebbe neanche difficile risalire alle cause di questa ignoranza, ma forse le conclusioni non piacerebbero a tutti).
Ogni chiesa è diversa altrimenti non ne esisterebbero tante, mi pare lapalissiano. Credo che il tuo intervento in realtà mirasse a discreditare la posizione valdese, con la tesi "Vedete anche gli altri protestanti li condannano", ma a questa tesi si può dar credito solo se si parte da un'idea gerarchica delle confessioni (quale è ad esempio la visione cattolica); ma cosa dovrebbe far pensare che gli altri protestanti siano gerarchicamente superiori ai valdesi tanto che la loro condanna abbia valore fondante ed universale? Le comunità valdesi sono nate ben prima di quelle derivate dalla Riforma Luterana e successive, constatando delle affinità e delle visioni simili si sono riuniti assieme, se negli anni si evidenzieranno invece le differenze si divideranno, liberi erano e liberi saranno, con buona pace per gli amanti degli anatemi.
Detto ciò Ottavia, il sito da te riportato non è il " sito ufficiale delle chiese protestanti ", ma "IL SITO WEB DEL PROTESTANTESIMO LIBERALE ITALIANO", è scritto grande come una casa nella loro homepage, anche questa quindi è stata disinformazione mirante a dare carattere universale ad un'espressione particolare e ovviamente del tutto legittima del protestantesimo italiano,
Ottavia ha scritto:[...] non per partito preso o per semplice spirito di contraddizione ma per onestà intellettuale e ad onor del vero.[...]
sinceramente dove sia stata l'onestà intellettuale sinceramente non so.

Ottavia ha scritto:[...] non farsi imbrogliare o sviare da belle parole, da discorsi ben impostati ma univoci e, magari, privi o scarsi di fondamento.
Bene se questa è la tua idea di contraddittorio... non mi sembra necessario commentarla, resta comunque per me un enigma come tu la possa conciliare col rispetto degli altri che tanto dici di perseguire (o forse il rispetto è solo quello che pretendi e che non sei disposta a dare?).
Per la fondatezza dei discorsi ho visto quanto tu abbia dimostrato di averla a cuore.

Elsatar

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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da Ottavia » lun mag 16, 2011 12:59 pm

Non cercare il pelo nell'uovo ! Certo che è il sito web del protestantesimo liberale, ...e con questo? E un sito che dà una visione più d'insieme delle realtà protestante. Ha il pregio di essere, se non l'unico, certamente uno dei pochi siti web di evangelici che almeno fa un pò di chiarezza e distinzione sul variegato mondo del protestantesimo; racchiude in se.se non tutte, almeno le più rappresentative chiese, e poi, ci sono i link verso i siti web UFFICIALI di ognuna delle altre maggiori ''espressioni'' del protestantesimo italiano, cosa vogliamo di più? Poi, certamente mi aspettavo che mi dicessi che il signor Ricca è un Emerito Teologo della Università e della Facoltà... e.....blá blá blá.... Non mi impressionano i titoli. Anzi, a dir la verità avrei tanto voluto rispondere proprio al Signor Emerito Teologo per confutare le emerite riflessioni che ha elegantemente espresso nell'articolo stampato sulla rivista ''Riforma'', settimanale delle chiese evangeliche battiste,metodiste, valdesi; il 26 gennaio 2007.Dici che il post riportava la posizione dei valdesi e ti chiedi perché avrebbe dovuto occuparsi di quelli che non la pensano come loro? Non è che doveva o non doveva. Semplicemente è che Promiseland non è un sito dedicato solo ai valdesi; noi non siamo tutti valdesi; non tutti i valdesi la pensano come Ricca; non tutti i gay sono valdesi e un contraddittorio ci stava; non è vietato dal regolamento del Forum, e l'ho fatto pacatamente, io, riportando semplicemente quel link. Tutto quì.Lo sai che ci sono gay anche cattolici? Guarda un pò! Certo che il mio intento è quello di mettere in evidenza il totale disaccordo di altri evangelici, proprio perché si tratta di una vera e propria apostasia, cioé di una uscita dal fondamento essenziazle su cui si basa la dottrina. Non c'è bisogno poi di gerarchie, di superiori o di inferiori, per capire le castronerie dichiarate ufficialmente da qualche movimento, sia religioso o politico, filosofico, buddista, occidentale, orientale, di destra o di sinistra, bianco o nero.Tali movimenti, giunti a quel punto, meglio sarebbe si dichiarassero atei e si dedicassero ad altro.

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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da elsatar » lun mag 16, 2011 1:15 pm

Ottavia io ho criticato punto per punto il tuo intervento, mettendo in evidenza le omissioni, falsità e travisamenti. Questo non c'entra nulla con l'essere valdese o omosessuale, ha a che vedere con l'onestà intellettuale (e non solo) che il tuo intervento ha dimostrato non avere. Capisco che ti dia fastidio, e l'ennesimo insulto a chi non la pensa come te non fa che confermare la tua difficoltà ad avere un confronto serio, rispettoso e onesto.

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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da alFaris » sab giu 04, 2011 2:22 am

Essalamu Elikah!

allora cominciamo...
Ottavia ha scritto:Dato che su questo sito ognuno può dire quello che gli pare,
1 non è affatto vero che su questo sito ognuno può dire quello che gli pare... tanto per fare un esempio su questo sito sono vietati il turpiloquio e il razzismo...
Ottavia ha scritto:per una corretta ed imparziale informazione, soprattutto per quanti leggono questo forum e magari non hanno molto spirito critico,
2 ecco un'altra cosa che è vietata su questo sito... o citi espressamente chi si sia espresso senza "molto spirito critico" o devo considerare questa tua affermazione come un attacco personale - e bada bene che sono pronto da tempo a rispondere a simili attacchi...
Ottavia ha scritto:vorrei evidenziare che quanto riportato della rubrica, nel primo post, è da ritenere del tutto un'opinione personale e non condivisa dalla chiesa protestante,
3 quanto riportato nel primo messaggio è da ritenere del tutto un'opinione ufficiale della chiesa valdese - tant'è ch'è riportata nel sito ufficiale...
Ottavia ha scritto:e vi invito a visitare il sito ufficiale dei protestanti: http://www.protestantesimo.it e dalla home page cliccate su L'APOSTASIA DEI VALDESI-METODISTI.
4a il sito ufficiale dei protestanti ha tutta la libertà di scrivere quello che vuole... tuttavia questo è uno spazio di dialogo non di condanna (e l'apostasia mi risulta che sia in tal guisa considerata) e se qualcuno è contrario alla posizione della chiesa valdese be' si esprima liberamente ma in ogni caso rispetti la posizione della chiesa valdese...

4b a questo aggiungo che le chiese del panorama protestante sono _autoctone_ ovverosia libere di scegliere la propria strada (protestantesimo deriva dalla parola latina protestamus ovverosia "dichiariamo" e fu l'incipit delle dichiarazioni sulla libertà religiosa che i nobili germanici sottoscrissero per difendere l'allora nascente chiesa luterana) tant'è che ci sono talune chiese contrarie all'apertura verso gli omosessuali (così come alle donne) altre sono favorevoli...
Ottavia ha scritto:Salve.
5 ma anche addio... chi viene in questo spazio unicamente per sparare a zero su qualsiasi odore di sesso "pervertito" è tollerato con malcelata antipatia quindi o chi viene sviluppa un dialogo o in caso contrario quanto più piacevole è il silenzio...



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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da aurea » sab giu 04, 2011 3:08 pm

Che sapienza! Che grinta! Accipicchia Alfaris! ma sei sprecato qui in Italia! perché ne abbiamo già tanti di predicatori di tutti i tipi e di tutte le risme in questo sporco, cattivo, cattolico Occidente! Io ti manderei volentieri, a predicare così in qualche paese islamico, magari in Iran, e così, giusto per attrarre l'attenzione, indossa un bel grosso crocifisso, lì forse sarai maggiormente libero di parlare e nessuno si permetterà di contrastarti come qualcuno si permette di fare su questo forum.Troppo facile fare i dritti e gli aggressivi in Italia, col turbante sulla capoccia! Tu sei solo un provocatore di stampo fondamentalista islamico che strumentalizza anche i problemi dei gay per farsi breccia e raccogliere consensi. Ma non c'è niente da fare! Non siamo così fessi come speri!

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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da matemathikos » sab giu 04, 2011 10:54 pm

Alfaris un fondamentalista? :-O Perché?

Sono iscritto alla chiesa valdese, prima ero cattolico. Ho scoperto di essere protestante durante il mio percorso, frequentando la chiesa valdese di Messina. Mi ha affascinato la loro attitudine, le loro idee, il fatto che cristiano non equivalga a cattolico, ma soprattutto quelle persone. Pratico meditazione zen e leggo testi buddisti, taoisti, zen, yogici, ma mi piace essere protestante.
Non parlo a nome della chiesa valdese, credo che non abbia senso che "uno parli a nome di". Ognuno la pensa come vuole. Per i Valdesi, in genere, l'omosessualità non è peccato (inteso come qualcosa che allontana la persona dal suo lato divino, dal suo percorso verso la Via) l'omosessualità non è una cosa negativa. Due omosessuali possono sposarsi e nessun bacchettone ipocrita può negarlo. Ecco il loro (nostro/mio) pensiero. Vi sono dei cristiani che la pensano diversamente e fin quando non fanno male a nessuno possono credere ciò che vogliono.

Ottavia, a molte persone (purtroppo) non importa chi siano i valdesi o metodisti o klingoniani. Ricca, persona con cui ho personalmente parlato, è un'ottima persona, la pensa come la maggioranza dei valdesi. I protestanti però, come gli italiani, amano dividersi su molte ...fesserie, quindi nella storia si sono create un'infinità di confessioni religiose, i cui membri cristianamente mal sopporta la presenza degli altri "fratelli". Quando frequentavo i gruppi ecumenici per l'incontro dei cristiani vedevo solo cattolici e valdesi. Gli altri cristiani fraternamente disertavano. Ma sto dilungando.

Ho notato molta intolleranza in molte persone che si definiscono cristiane. So che in alcune confessioni cristiane le donne non possono entrare al tempio (chiesa per i cattolici) con i pantaloni, solo con le gonne e che non hanno voce in capitolo, prerogativa dei maschi. Non vedo il senso.

Apostasia? L'apostasia è allontanarsi dalla "religione ufficiale"...qual è il problema? Il rapporto col divino è unico, è normale quindi che ognuno abbia un proprio percorso.

Leggo RIcca perché è lo considero saggio, così come leggerei volentieri discorsi, articoli e altro di persone valdesi, cattoliche, musulmane, atee, venusiane, lunatiche...di cristiani saggi, purtroppo, non ce ne sono tanti.

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Re: Il peccato e l'omosessualità

Messaggio da alFaris » dom giu 05, 2011 1:20 pm

Egregio signora, o signor, Aurea:

questo è il secondo messaggio che Ella si pregia di scrivere in questo spazio. Nel primo, Ella si è fatta beffe del sottoscritto, scrivendo un testo del tutto fuori argomento (citando, cioè, il brano Caravan Petrol di Renato Carosone); nel secondo, Ella dimostra sia mancanza di argomenti, sia aggressività nei confronti della moderazione.
Ora, come ho già scritto altrove: che qualcuno possa essere favorevole o contrario a un'opinione, è suo legittimo diritto. Può anche esprimere opinioni contrastanti con la moderazione, come tanti altri hanno fatto; tuttavia, è obbligato a seguire quel minimo di educazione che si conviene nei rapporti interpersonali. Accostare quindi la moderazione all'atteggiamento inquisitorio e punitivo delle peggiori dittature, peraltro di stampo religioso, è denigratorio e offensivo.
Il prossimo messaggio del genere descritto sarà causa della cancellazione dell'acconto.

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