Ingredienti... dove, come e perché
Inviato: dom gen 04, 2009 8:42 pm
Ciao, sono nuovo della "scena" crudista. La mia alimentazione non è come la vostra, ma vorrei provare a sostituire alcune pietanze. Inizierei dal pranzo, ho già adocchiato un paio di ricette interessanti (pasticcio di lasagne, "spaghetti" con aglio e olio, etc... accetto suggerimenti).
Pur se spinto da una forte voglia di provare permangono alcune perplessità. La prima riguarda gli ingredienti. Leggendo le vostre ricette ho trovato tutta una serie di alimenti mai sentiti prima: tamari, anacardi, agar agar ed un'infinità di tanti altri che sono certo non troverò mai al supermercato. Quest'ultima parola mi ricorda poi la necessità di consumare cibi esclusivamente provenienti da agricoltura biologica. A parte la qualità certamente superiore mi domando se ci sia qualche altra motivazione, ad esempio se consumare ortaggi crudi di provenienza "industriale" possa fare danno alla salute. E' così? I cibi di agricoltura biologica possono essere consumati crudi invece? Perchè? Non c'è il rischio ad esempio che vengano innaffiati con sostanze salutari per la pianta, ma poco igieniche per l'uomo?
A parte questo come vi procurate il cibo? Erboristerie, GAS? Quanto aumenta la spesa a fine mese? Il doppio rispetto al normale (i pinoli al supermercato hanno un prezzo veramente assurdo!), oppure con qualche accorgimento la differenza non si nota poi molto?
I cibi sott'olio e sott'aceti (carciofi, cetrioli) che si comprano nei supermercati possono essere considerati crudisti? Ad esempio il carciofo ha una forte azione pulente del fegato, posso ottenere un risultato simile consumando dei carciofi sott'olio comperati nella bottega di qualche produttore locale? Mi sconsigliate il loro utilizzo? Perché, quali sono i rischi a parte il fattore etico legato al consumo di ingredienti non biologici?
Infine permettetemi un'ultima domanda. Molte ricette crudiste sembrano formule di stregoneria: tanti nomi mai sentiti messi in successione, molti dal nome esotico e misterioso. Come fate a capire a cosa servono? Alcuni di voi sono addirittura inventori di nuove pietanze, ma come ci riuscite? Per voi dietro quei nomi esiste un preciso significato funzionale. Come vi siete fatti questa cultura? Come fate a capire ad esempio che i semi di girasole ammollati fanno una cosa, e che quelli di zucca ne fanno un'altra?
Grazie per l'attenzione prestata alle mie tante domande.
Pur se spinto da una forte voglia di provare permangono alcune perplessità. La prima riguarda gli ingredienti. Leggendo le vostre ricette ho trovato tutta una serie di alimenti mai sentiti prima: tamari, anacardi, agar agar ed un'infinità di tanti altri che sono certo non troverò mai al supermercato. Quest'ultima parola mi ricorda poi la necessità di consumare cibi esclusivamente provenienti da agricoltura biologica. A parte la qualità certamente superiore mi domando se ci sia qualche altra motivazione, ad esempio se consumare ortaggi crudi di provenienza "industriale" possa fare danno alla salute. E' così? I cibi di agricoltura biologica possono essere consumati crudi invece? Perchè? Non c'è il rischio ad esempio che vengano innaffiati con sostanze salutari per la pianta, ma poco igieniche per l'uomo?
A parte questo come vi procurate il cibo? Erboristerie, GAS? Quanto aumenta la spesa a fine mese? Il doppio rispetto al normale (i pinoli al supermercato hanno un prezzo veramente assurdo!), oppure con qualche accorgimento la differenza non si nota poi molto?
I cibi sott'olio e sott'aceti (carciofi, cetrioli) che si comprano nei supermercati possono essere considerati crudisti? Ad esempio il carciofo ha una forte azione pulente del fegato, posso ottenere un risultato simile consumando dei carciofi sott'olio comperati nella bottega di qualche produttore locale? Mi sconsigliate il loro utilizzo? Perché, quali sono i rischi a parte il fattore etico legato al consumo di ingredienti non biologici?
Infine permettetemi un'ultima domanda. Molte ricette crudiste sembrano formule di stregoneria: tanti nomi mai sentiti messi in successione, molti dal nome esotico e misterioso. Come fate a capire a cosa servono? Alcuni di voi sono addirittura inventori di nuove pietanze, ma come ci riuscite? Per voi dietro quei nomi esiste un preciso significato funzionale. Come vi siete fatti questa cultura? Come fate a capire ad esempio che i semi di girasole ammollati fanno una cosa, e che quelli di zucca ne fanno un'altra?
Grazie per l'attenzione prestata alle mie tante domande.