Il Vaticano: chi è gay non può fare il prete
Inviato: sab dic 27, 2008 3:03 pm
http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... _SPAL.html
Il Vaticano: chi è gay non può fare il prete
il Piccolo — 25 dicembre 2008 pagina 06 sezione: NAZIONALE
CITTÀ DEL VATICANO Nessuna possibilità di diventare prete per chi ha forti tendenze gay, anche se si comporta in modo casto. Lo sancisce un nuovo documento vaticano, che suggerisce anche ai vescovi e ai rettori dei seminari di chiedere la collaborazione di psicologi per valutare eventuali patologie e «ferite» psichiche gravi dei candidati al sacerdozio. Sull'omosessualità, dopo gli scandali della pedofilia che hanno travolto la chiesa in numerosi paesi del mondo, la Santa Sede sembra decisa a seguire una linea dura: se nel passato, i documenti vaticani soppesavano la differenza tra «le tendenze» omosessuali e il «peccato» di una pratica gay, la nota di oggi chiude le porte dei seminari a chi non è eterosessuale. A sgombrare il campo dai possibili distinguo di altri tempi ci ha pensato il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l'Educazione cattolica, il dicastero vaticano che ha redatto il nuovo documento «Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al Sacerdozio». Nella conferenza stampa di presentazione del libretto (approvato dal Papa lo scorso 29 giugno), il porporato ha spiegato che l'omosessualità «è una deviazione, un' irregolarità, una ferita per poter esercitare il sacerdozio, che consiste anche nell’essere un padre spirituale e nel sapersi relazionare con gli altri». Nel caso in cui le tendenze omosessuali «non possano essere curate» , ha aggiunto, gli aspiranti sacerdoti devono essere «dimessi» dai seminari. «Il cammino formativo - si legge del resto nel testo - dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità di affrontare realisticamente, se pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate)».
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Il Vaticano: chi è gay non può fare il prete
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CITTÀ DEL VATICANO Nessuna possibilità di diventare prete per chi ha forti tendenze gay, anche se si comporta in modo casto. Lo sancisce un nuovo documento vaticano, che suggerisce anche ai vescovi e ai rettori dei seminari di chiedere la collaborazione di psicologi per valutare eventuali patologie e «ferite» psichiche gravi dei candidati al sacerdozio. Sull'omosessualità, dopo gli scandali della pedofilia che hanno travolto la chiesa in numerosi paesi del mondo, la Santa Sede sembra decisa a seguire una linea dura: se nel passato, i documenti vaticani soppesavano la differenza tra «le tendenze» omosessuali e il «peccato» di una pratica gay, la nota di oggi chiude le porte dei seminari a chi non è eterosessuale. A sgombrare il campo dai possibili distinguo di altri tempi ci ha pensato il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l'Educazione cattolica, il dicastero vaticano che ha redatto il nuovo documento «Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al Sacerdozio». Nella conferenza stampa di presentazione del libretto (approvato dal Papa lo scorso 29 giugno), il porporato ha spiegato che l'omosessualità «è una deviazione, un' irregolarità, una ferita per poter esercitare il sacerdozio, che consiste anche nell’essere un padre spirituale e nel sapersi relazionare con gli altri». Nel caso in cui le tendenze omosessuali «non possano essere curate» , ha aggiunto, gli aspiranti sacerdoti devono essere «dimessi» dai seminari. «Il cammino formativo - si legge del resto nel testo - dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità di affrontare realisticamente, se pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate)».
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