Una giornata originale
Inviato: gio dic 25, 2008 8:56 pm
Questo è il decimo Natale che trascorro senza mio papà, il terzo senza mia mamma ed il secondo senza la morosa che mi è stata al fianco per 14 anni.
Ho sempre avuto dei Natali meravigliosi, luminosi (ma non consapevoli) che i miei genitori hanno supportato e scaldato coi loro cuori e con i loro - soprattutto da piccolo - pochi soldi.
Io ho però sempre amato, infantilissimanente, le luci sull'albero ed i canti, il freddo fuori dalla finestra e lo svegliare mia sorella, la mattina del venticinque - per non dire la notte - per sussurrarle all'orecchio che era arrivato Gesù bambino: l'ho fatto fino ai miei 35 anni, quando quello che noi, umani, vorremmo vedere statico e permanente ha deciso che era ora di iniziare a muoversi, in avanti.
Oggi ho deciso di trascorrere il mio Natale, per l'intera giornata, insieme ai 40 amici a cui tento di fare spalancare la bocca per sorridere, che provo a sostenere se non si reggono in piedi oppure quando fanno fatica a portare il cucchiaio alla bocca.
E devo dire che, nonostante l'impatto piuttosto duro - tra tanti parenti che sono arrivati con me, lì vicino, orso tra gli orsi che adora il silenzio - è stata veramente una bella giornata.
Ho schivato, con la mente e gli occhi, le donne che hanno deciso di festeggiare una festa religiosa addobbate da morti sanguinanti, ho schivato i panettoni che mi hanno tentato di regalare e di far assaggiare, credo di essere una delle poche persone che non hanno fatto nè ricevuto nè pensato di fare e/o ricevere alcun dono (senza per questo sentirmi "accantonato" o triste), ho fatto lo slalom tra "antipasti della festa" che non erano altro che "pretesti per brindare alla presunta superiorità umana", ho evitato la messa - che per me non ha oramai alcun senso - ed ho pranzato solo davanti a maccheroni al sugo e patate al forno.
Però ho trascorso un giovedì che è riuscito a regalarmi emozioni anche in un giorno che, una volta, era per me tabù, nel quale non esisteva altro che "la festa fuori".
Oggi, sotto la pioggia -prima- ed un timido sole -poi-, ho voluto costruirmi una giornata originale (che, in ogni caso, non cancella la mia malinconia per i Natali passati all'ombra della mia ex-famiglia e della mia ex-casa): forse mi sono un pò troppo rincoglionito stando al fianco di quelle persone "malate", forse mi ha dato alla testa il vino che non ho bevuto, però sono quasi certo che quel signore alto con la barba e la tunica bianca, oggi mi abbia veramente preso sottobraccio e - nonostante tutti lo pretendessero più vicino - abbia fatto uno strappo alla regola ed abbia pranzato con me.
Ho sempre avuto dei Natali meravigliosi, luminosi (ma non consapevoli) che i miei genitori hanno supportato e scaldato coi loro cuori e con i loro - soprattutto da piccolo - pochi soldi.
Io ho però sempre amato, infantilissimanente, le luci sull'albero ed i canti, il freddo fuori dalla finestra e lo svegliare mia sorella, la mattina del venticinque - per non dire la notte - per sussurrarle all'orecchio che era arrivato Gesù bambino: l'ho fatto fino ai miei 35 anni, quando quello che noi, umani, vorremmo vedere statico e permanente ha deciso che era ora di iniziare a muoversi, in avanti.
Oggi ho deciso di trascorrere il mio Natale, per l'intera giornata, insieme ai 40 amici a cui tento di fare spalancare la bocca per sorridere, che provo a sostenere se non si reggono in piedi oppure quando fanno fatica a portare il cucchiaio alla bocca.
E devo dire che, nonostante l'impatto piuttosto duro - tra tanti parenti che sono arrivati con me, lì vicino, orso tra gli orsi che adora il silenzio - è stata veramente una bella giornata.
Ho schivato, con la mente e gli occhi, le donne che hanno deciso di festeggiare una festa religiosa addobbate da morti sanguinanti, ho schivato i panettoni che mi hanno tentato di regalare e di far assaggiare, credo di essere una delle poche persone che non hanno fatto nè ricevuto nè pensato di fare e/o ricevere alcun dono (senza per questo sentirmi "accantonato" o triste), ho fatto lo slalom tra "antipasti della festa" che non erano altro che "pretesti per brindare alla presunta superiorità umana", ho evitato la messa - che per me non ha oramai alcun senso - ed ho pranzato solo davanti a maccheroni al sugo e patate al forno.
Però ho trascorso un giovedì che è riuscito a regalarmi emozioni anche in un giorno che, una volta, era per me tabù, nel quale non esisteva altro che "la festa fuori".
Oggi, sotto la pioggia -prima- ed un timido sole -poi-, ho voluto costruirmi una giornata originale (che, in ogni caso, non cancella la mia malinconia per i Natali passati all'ombra della mia ex-famiglia e della mia ex-casa): forse mi sono un pò troppo rincoglionito stando al fianco di quelle persone "malate", forse mi ha dato alla testa il vino che non ho bevuto, però sono quasi certo che quel signore alto con la barba e la tunica bianca, oggi mi abbia veramente preso sottobraccio e - nonostante tutti lo pretendessero più vicino - abbia fatto uno strappo alla regola ed abbia pranzato con me.