Un sentimento inaspettato
Inviato: dom dic 21, 2008 2:53 am
Ieri (sabato) a metà giornata, sono andato a trovare i miei genitori, al cimitero.
Era una giornata bella e sorridente, come sempre più spesso voglio e faccio di tutto per avere.
Mi sono fermato da uno dei fioristi ed ho comprato 3 rose di colore diverso. Poi, dopo aver pagato, ho visto dei rami verdi su un altro banco ed ho chiesto di prenderne un pò, perchè facessero "contorno".
Preso il mio mazzo mi sono incamminato. Tenevo il tutto a testa in giù, per sforzare meno e affinchè i fiori non si rovinassero, ed il ramo di pino mi guardava, con occhi infuocati di dolore, dalla sua base recisa dalla pianta.
In quel momento ho cominciato a vedere quel "contorno", quei rami verdi nella loro completezza, come esseri viventi che io avevo svogliatamente preso da un tavolaccio sporco come fossero oggetti.
Con questa sensazione, sentendo che quell'apparentemente banale gesto si stava, mi stava trasformando in qualcos'altro - e quasi senza pensare alla mia mamma ed al mio papà - camminavo piangendo verso di loro. Pensavo tanto al male che stavo facendo e che avevo appena fatto, ma anche che, in quel momento, mi sentissi esattamente come ero una volta, con un animale morto tra i denti insanguinati e ciechi, e che forse mai come in quel momento avevo sentito tanto lontana una parola come consapevolezza.
Sì, esatto, proprio io che, solamente mercoledì scorso, avevo fatto ben pesare ad una mia amica il fatto di aver strappato un pò di rami di pungitopo dalla loro pianta perchè facessero "scena" sul tavolo del mercatino di Natale.
Non voglio far male alla vita, a quella di niente e nessuno, e la lezione che quel ramo di pino mi ha fatto metabolizzare con pochi sguardi vale anche per le tre rose, per l'albero di Natale di piazzadelduomo e per tutti gli esseri viventi che mi circondano.
So bene che quello che sto sentendo può portare molto lontano (visto che una pianta d'insalata fa parte del regno vegetale allo stesso modo di un grosso fusto), e so anche bene - ma non me ne faccio assolutamente una scusa - che quel ramo di pino mi ha ferito come ua entrecote su un piatto, ma non quanto le 3 rose od un pezzo di formaggio.......
In ogni caso, adesso, spero che quel verdissimo ramo di pino tenga compagnia alla rosa gialla ed alle vibrazioni che aleggiano lì intorno.
Da parte mia, oggi sono tornato al primo giorno di scuola in prima elementare, col mio bel fioccone azzurro e le mie lacrime innocenti e rivelatrici, a insegnarmi che non è mai troppo tardi per rinascere e per vedere il mondo da un nuovo e più pulito punto di vista.
E, dalla prossima volta, credo proprio che l'unica cosa che farò a cuor leggero (e, forse, l'unica che farò e basta) sarà andare a salutare chi mi ha insegnato a vivere senza, per questo, farmi distrarre da "usanze" e "tradizioni", diventando carnefice a mia volta e sputando sulla luce che mi tiene in vita.
Era una giornata bella e sorridente, come sempre più spesso voglio e faccio di tutto per avere.
Mi sono fermato da uno dei fioristi ed ho comprato 3 rose di colore diverso. Poi, dopo aver pagato, ho visto dei rami verdi su un altro banco ed ho chiesto di prenderne un pò, perchè facessero "contorno".
Preso il mio mazzo mi sono incamminato. Tenevo il tutto a testa in giù, per sforzare meno e affinchè i fiori non si rovinassero, ed il ramo di pino mi guardava, con occhi infuocati di dolore, dalla sua base recisa dalla pianta.
In quel momento ho cominciato a vedere quel "contorno", quei rami verdi nella loro completezza, come esseri viventi che io avevo svogliatamente preso da un tavolaccio sporco come fossero oggetti.
Con questa sensazione, sentendo che quell'apparentemente banale gesto si stava, mi stava trasformando in qualcos'altro - e quasi senza pensare alla mia mamma ed al mio papà - camminavo piangendo verso di loro. Pensavo tanto al male che stavo facendo e che avevo appena fatto, ma anche che, in quel momento, mi sentissi esattamente come ero una volta, con un animale morto tra i denti insanguinati e ciechi, e che forse mai come in quel momento avevo sentito tanto lontana una parola come consapevolezza.
Sì, esatto, proprio io che, solamente mercoledì scorso, avevo fatto ben pesare ad una mia amica il fatto di aver strappato un pò di rami di pungitopo dalla loro pianta perchè facessero "scena" sul tavolo del mercatino di Natale.
Non voglio far male alla vita, a quella di niente e nessuno, e la lezione che quel ramo di pino mi ha fatto metabolizzare con pochi sguardi vale anche per le tre rose, per l'albero di Natale di piazzadelduomo e per tutti gli esseri viventi che mi circondano.
So bene che quello che sto sentendo può portare molto lontano (visto che una pianta d'insalata fa parte del regno vegetale allo stesso modo di un grosso fusto), e so anche bene - ma non me ne faccio assolutamente una scusa - che quel ramo di pino mi ha ferito come ua entrecote su un piatto, ma non quanto le 3 rose od un pezzo di formaggio.......
In ogni caso, adesso, spero che quel verdissimo ramo di pino tenga compagnia alla rosa gialla ed alle vibrazioni che aleggiano lì intorno.
Da parte mia, oggi sono tornato al primo giorno di scuola in prima elementare, col mio bel fioccone azzurro e le mie lacrime innocenti e rivelatrici, a insegnarmi che non è mai troppo tardi per rinascere e per vedere il mondo da un nuovo e più pulito punto di vista.
E, dalla prossima volta, credo proprio che l'unica cosa che farò a cuor leggero (e, forse, l'unica che farò e basta) sarà andare a salutare chi mi ha insegnato a vivere senza, per questo, farmi distrarre da "usanze" e "tradizioni", diventando carnefice a mia volta e sputando sulla luce che mi tiene in vita.