Mancanza... (ansia/panico)
Inviato: mar dic 02, 2008 7:48 pm
Ciao a tutti.
Essendo un nuovo membro del forum trovo opportuno presentarmi e condividere con voi la mia esperienza nella speranza che possa essere d'aiuto o per lo meno di conforto.
Sono "Jimmy", ho ventisei anni e da circa nove di questi ultimi soffro di ansia generalizzata e strutturata in comportamenti di evitamento. Evitamento!!! Un meccanismo di gestione del problema che immagino vi sia noto. L'ansia, il panico e la paura sono emozioni comuni a tutti. Ciò che ne determina una patologia e di conseguenza un problema è l'erronea risposta con cui le affrontiamo. Insomma la gestione più o meno corretta di queste emozioni. Per fare un esempio, il coniglio che sta mangiando una carota quando avverte la presenza di un predatore viene allarmato e salvato (si spera x lui
) dalla paura (ansia o panico a seconda del caso e del soggetto) che gli fa avvertire il bisogno di mettersi in salvo da un imminente minaccia per la sua vita. Nello stesso tempo quell'emozione prepara il soggetto alla fuga con degli input ben precisi: accellerazione del battito cardiaco, aumento della sudorazione ed una maggior frequenza della respirazione (etc) anche se il coniglio non ha ancora cominciato a correre. E questo è un bene. Il problema nascerebbe se lo stesso coniglio dopo quell'esperienza vivesse con le stesse identiche sensazioni il gesto e la circostanza di avvicinarsi nuovamente ad una carota anche senza nessun predatore nelle vicinanze. Peggio ancora se quel coniglio pensasse che ciò che è avvenuto con la carota possa riproporsi con il filo d'erba e poi con "questo", con "quello" e con quell'"altro". Instaurerebbe un comportamento di evitamento che non gli consentirebbe più di sopravvivere. Insomma, escludendo il coniglio, il predatore e la carota è più o meno quello che è successo a me. Ho cominciato ad evitare una per una le situazione che mi procuravano ansia e, senza quasi rendermene conto, mi sono trovato a vivere in un contesto alienato da tutte quelle circostanze e frequentazioni che mi erano familiari. Ad oggi posso dire di aver provato a risolvere il problema in più modi e con svariati tipi di supporto ma, ahime, non posso proprio affermare di averlo risolto. Sono passato attraverso l'ausilio di psicologi, psicoterapeuti e psichiatri. Per diversi anni ho preso e cambiato motli tipi di farmaci pur essendone da sempre stato e rimasto contrario. Ho provato alcuni tipi di medicina alternativa ed ultimamente, proprio leggendo uno dei post di questo forum, ho deciso di tentare con la CRM terapia.
Tornado al titolo che ho dato a questa discussione (sempre che se ne apra una
), ho riscontro in questo mio iter alcune mancanze...
Mancanza di supporti e sostegni. Come fa una persona che soffre di attacchi di ansia (o di panico) ad affrontare e sostenere le spese degli onorari degli specialisti se come me ha difficoltà anche solo nell'uscire di casa la mattina per andare a lavoro? Perchè non esistono (o quasi) strutture di sostegno alle quali affidarsi nei momenti di maggiore difficoltà?
Mancanza di chiarezza e di professionalità. Purtroppo scegliere il terapeuta e di conseguenza la terapia più adatti non è una cosa facile per diversi motivi. Primo bisognerebbe aver ben chiaro qual'è il proprio problema e non essendo nati con una laurea di psicologia in tasca ci si trova quasi tutti ad affrontare un iniziale periodo di confusione e smarrimento. Secondo, non ho mai trovato in nessuna delle ricerche che ho fatto un elenco di tutti i modi e di tutte le terapie che esistono per affrontare il problema. Si finisce per entrare in un circolo vizioso del quale non si individua ne l'inizio ne la fine. Senti parlare di terapia dinamica breve, di terapie cognitivo/comportamentale, di terapia farmacologica, di psicanalisi e chi più ne ha più ne metta. La durata di queste terapie varia da 3/4 mesi a 6/8 mesi per arrivare con l'apice della psicanalisi di tempi indeterminati, ossia soggettivi da paziente a paziente, anche se normalemte si parla di anni. Tutti i professionisti coi quali ho parlato hanno sempre avuto inizialmente una insaldabile certezza nel garantirmi una sicura risoluzione del mio problema in tempi più o meno determinati. Nessuno di quegli stessi professionisti dopo aver riscontrato un insuccesso (almeno nel mio caso) si è mai preoccupatodi indicarmi soluzioni e terapisti alternativi.
Non voglio dire che queste terapie non funzionino o che i medici che le prescrivono e che le seguono siano degli incompetenti. Dico che non c'è chiarezza. Dico che quello che va bene per uno non è detto che vada bene per un altro e che se si sa questo non si dovrebbe garantire con così tanta certezza l'ipotetica risoluzione di un problema. Dico che non c'è dialogo tra i medici e professionisti del settore e che (non tutti logicamente) spesso si tende a portare acqua al proprio mulino perdendo così di vista l'obbiettivo: aiutare chi chiede aiuto e che tra l'altro paga per averlo.
Dopo questo dilungamento che mi rendo conto essere diventato più uno sfogo che un racconto vorrei concludere così:
terapia dinamica breve
terapia cognitivo comportamentale
psicoanalisi
terapia farmacologica
Rebirthing transpersonale http://www.rebirthing-italia.com/
Yoga
CRM terapia http://www.irf.it/
Queste sono le strade che ho percorso e che sto ancora almeno in parte percorrendo per liberarmi dall'ansia. So di persone che sono riuscite a risolvere i loro problemi di ansia o di panico con ciascuno di questi approcci che vi ho sopra elencato. Leggevo poco fa di un ragazzo che sconsigliava assolutamente l'assunzione di farmaci. Anche se lo capisco e in parte lo condivido non mi sento di associarmi al suo invito/appello perchè per alcune persone un periodo più o meno breve in cui hanno accettato di assumerli ha coinciso con la loro "guarigione". E' stato quell'aiuto in più di cui avevano bisogno per ritornare in carreggiata. Certo è che non sono risolutivi nel senso che effettivamente trattano solo un aspetto sintomatoligico del disturbo e che a lungo andare si crea una nociva dipendenza dalla quale ci si allontana con non poca difficoltà per poi tornare qualche volta in una situazione simile se non peggiore di quella iniziale. Sulla CRM terapia non posso proprio dare nessun consiglio visto che proprio domani ho la prima visita ma per quello che ho letto su questo forum e dalle notizie e informazioni che ho trovato altrove a riguardo ci sono molti riscontri positivi. Il Rebirthing transpersonale (da dissociare assolutamente dal Rebirthing tradizionale made in America) è una disciplina che vi consiglio spassionatamente. L'ho provata personalmente e vi posso garantire che mi ha fatto provare sensazioni sorprendenti e sbalorditive.
Vi ho linkato qual'ora vi interessasse informarvi a riguardo gli indirizzi internet sui quali potrete trovare sufficienti ed esaustive nozioni pur restando a disposizione per qualsiasi chiarmento in merito.
A presto...
Jimmy982
Essendo un nuovo membro del forum trovo opportuno presentarmi e condividere con voi la mia esperienza nella speranza che possa essere d'aiuto o per lo meno di conforto.
Sono "Jimmy", ho ventisei anni e da circa nove di questi ultimi soffro di ansia generalizzata e strutturata in comportamenti di evitamento. Evitamento!!! Un meccanismo di gestione del problema che immagino vi sia noto. L'ansia, il panico e la paura sono emozioni comuni a tutti. Ciò che ne determina una patologia e di conseguenza un problema è l'erronea risposta con cui le affrontiamo. Insomma la gestione più o meno corretta di queste emozioni. Per fare un esempio, il coniglio che sta mangiando una carota quando avverte la presenza di un predatore viene allarmato e salvato (si spera x lui
Tornado al titolo che ho dato a questa discussione (sempre che se ne apra una
Mancanza di supporti e sostegni. Come fa una persona che soffre di attacchi di ansia (o di panico) ad affrontare e sostenere le spese degli onorari degli specialisti se come me ha difficoltà anche solo nell'uscire di casa la mattina per andare a lavoro? Perchè non esistono (o quasi) strutture di sostegno alle quali affidarsi nei momenti di maggiore difficoltà?
Mancanza di chiarezza e di professionalità. Purtroppo scegliere il terapeuta e di conseguenza la terapia più adatti non è una cosa facile per diversi motivi. Primo bisognerebbe aver ben chiaro qual'è il proprio problema e non essendo nati con una laurea di psicologia in tasca ci si trova quasi tutti ad affrontare un iniziale periodo di confusione e smarrimento. Secondo, non ho mai trovato in nessuna delle ricerche che ho fatto un elenco di tutti i modi e di tutte le terapie che esistono per affrontare il problema. Si finisce per entrare in un circolo vizioso del quale non si individua ne l'inizio ne la fine. Senti parlare di terapia dinamica breve, di terapie cognitivo/comportamentale, di terapia farmacologica, di psicanalisi e chi più ne ha più ne metta. La durata di queste terapie varia da 3/4 mesi a 6/8 mesi per arrivare con l'apice della psicanalisi di tempi indeterminati, ossia soggettivi da paziente a paziente, anche se normalemte si parla di anni. Tutti i professionisti coi quali ho parlato hanno sempre avuto inizialmente una insaldabile certezza nel garantirmi una sicura risoluzione del mio problema in tempi più o meno determinati. Nessuno di quegli stessi professionisti dopo aver riscontrato un insuccesso (almeno nel mio caso) si è mai preoccupatodi indicarmi soluzioni e terapisti alternativi.
Non voglio dire che queste terapie non funzionino o che i medici che le prescrivono e che le seguono siano degli incompetenti. Dico che non c'è chiarezza. Dico che quello che va bene per uno non è detto che vada bene per un altro e che se si sa questo non si dovrebbe garantire con così tanta certezza l'ipotetica risoluzione di un problema. Dico che non c'è dialogo tra i medici e professionisti del settore e che (non tutti logicamente) spesso si tende a portare acqua al proprio mulino perdendo così di vista l'obbiettivo: aiutare chi chiede aiuto e che tra l'altro paga per averlo.
Dopo questo dilungamento che mi rendo conto essere diventato più uno sfogo che un racconto vorrei concludere così:
terapia dinamica breve
terapia cognitivo comportamentale
psicoanalisi
terapia farmacologica
Rebirthing transpersonale http://www.rebirthing-italia.com/
Yoga
CRM terapia http://www.irf.it/
Queste sono le strade che ho percorso e che sto ancora almeno in parte percorrendo per liberarmi dall'ansia. So di persone che sono riuscite a risolvere i loro problemi di ansia o di panico con ciascuno di questi approcci che vi ho sopra elencato. Leggevo poco fa di un ragazzo che sconsigliava assolutamente l'assunzione di farmaci. Anche se lo capisco e in parte lo condivido non mi sento di associarmi al suo invito/appello perchè per alcune persone un periodo più o meno breve in cui hanno accettato di assumerli ha coinciso con la loro "guarigione". E' stato quell'aiuto in più di cui avevano bisogno per ritornare in carreggiata. Certo è che non sono risolutivi nel senso che effettivamente trattano solo un aspetto sintomatoligico del disturbo e che a lungo andare si crea una nociva dipendenza dalla quale ci si allontana con non poca difficoltà per poi tornare qualche volta in una situazione simile se non peggiore di quella iniziale. Sulla CRM terapia non posso proprio dare nessun consiglio visto che proprio domani ho la prima visita ma per quello che ho letto su questo forum e dalle notizie e informazioni che ho trovato altrove a riguardo ci sono molti riscontri positivi. Il Rebirthing transpersonale (da dissociare assolutamente dal Rebirthing tradizionale made in America) è una disciplina che vi consiglio spassionatamente. L'ho provata personalmente e vi posso garantire che mi ha fatto provare sensazioni sorprendenti e sbalorditive.
Vi ho linkato qual'ora vi interessasse informarvi a riguardo gli indirizzi internet sui quali potrete trovare sufficienti ed esaustive nozioni pur restando a disposizione per qualsiasi chiarmento in merito.
A presto...
Jimmy982