mame ha scritto:Nemmeno io voglio farla piangere
quale mamma vorrebbe far piangere il proprio figlio?non credo sia questo il punto
ogni mamma cerca di fare ciò che crede sia bene per suo figlio e nessuno può essere giudicato(anche se non è facile trattenersi):questo perchè un'azione non è la stessa se inserita in un altro contesto.
perosanlemente io non faccio dormire abitualmente ale nel lettone. ma per esempio ale sia ddormenbta la sera e si sveglia al mattino in un'unica tirata.
insomma, se dovessi alzarmi, allattarlo, calmarlo, coccolarlo...crdo proprio che sarei la prima che sia per dispiacere per lui sia per pigrizia me lo infilerei sotto le coperte....
mame ha scritto:x officianadeicolori: potresti spiegarmi il tuo punto di vista da educatrice su questo argomento? grazie
da educatrice capisci che la situazione è per forza di cose diversa. in asilo non ci si può infilare in un unico grande lettone (...magari!!!)ne si possono dare le giuste attenzioni costantemente e contemporaneamente a tutti.
le mie colleghe al momento della nanna son sempre li a criticare"quella lo addormenta così, quell'altra fa cosà...."
non è facile. da entrambe le parti. credo che non si debbano criticare le mamme (il mio riferimento alla mamma del bambino di 5 anni, che cmq non condivido, è x' lei è la prima ad ammattere che è lei a trattenere il figlio nel letto. la sua camera, e lui, sono pronti da anni!!)
allo stesso tempo credo che una mamma che decide di iscrivere suo figlio al nido debba prepararlo per tempo ed adeguatamente, non solo per agevolare il alvoro dell'educatrice, ma soprattutto per il bambino.
non lo si può addormentare con la tetta quindi per intenderci. la tetta all'asilo non c'è (basta dargliela e poi addormentarlo, in un altro modo)
per quanto riguarda invece il discorso mamme, pianti....
non credo che un bambino debba essere lasciato in lacrime senza intervenire, ma se c'è un motivo. altrimenti il discorso cambia e questo non è solo per il discorso della nanna
i bambini passano una fase in cui hanno bisogno di capire quali sono i propri limiti, i propri confini. le limitazioni e i divieti (quando sono sensati, è ovvio)servono loro per crescere e soprattutto per sentirsi sicuri. e in questo gioco rientra anche il mettere alla prova i propri genitori.
se è no dev'essere no. senza retromarce.
questo nella normalità. chiaro è che se sta male, è triste, ha paura....il discorso è diverso. a quel punto sarebbe sì cattiveria lasciarlo da solo a piangere.
la risposta mia e di osmanto è seguita ad una richiesta specifica: insegnargli a dormire nel lettino
quindi per un motivo o un altro, che noi non conosciamo, per i genitori è giunto IL momento.
la decisione come ho scritto va ragionata insieme al bambino. capisce più di quanto a volte pensiamo.
bisogna quindi, dal mio punto di vista, parlargli. spiegarli il perchè.
sta diventando grande e diventare grande non comporta solo non poter più dormire nel lettone con memma e papà. si può quindi iniziare l'esperimento facdendogli afre anche quelcos'altro da grande, qualcosa che gli piace e che non ha mai fatto prima, a seconda dell'età. cose semplici, che sia aiutare ad apparecchiare, versare l'acqua nei bicchieri, rispondere al telefono,...
poi preparare insieme la camera nei minimi dettagli: lenzuola, stelline sul soffitto....
non obbligare il bambino ad addormentarsi da solo: un gioco, una storia...
e infine il tutto non deve avvernire secondo me da un giorno con l'altro: preparatelo. cerchiate di rosso il giorno del calendario, fate il conto alla rovescia. in questo modo potrete anche valutare come reagisce all'idea ed eventualmente dare ulteriori spiegazioni, sicurezze....
tutto qui. sono i "capricci"(scusate, non mi piace usare questo termine ma è per spiegare la differenza)che non devono essere accettati, non i pianti!. questo è quello che farei io, credo.
poi quando mi succederà....vi racconterò invece quello che ho fatto......