Un'altra ricerca è possibile
Inviato: sab ott 04, 2008 12:52 pm
"Un'altra ricerca è possibile"
Gualtiero Crovesio

"Un'altra ricerca è possibile. Stop all'uso di fondi pubblici per esperimenti su animali". E' questo lo slogan con cui la Lav convoca la manifestazione nazionale contro l'utilizzo di denaro pubblico per finanziare esperimenti che utilizzano la vivisezione degli animali. In alternativa si chiede al governo di vincolare i finanziamenti all'utilizzo dei metodi sostitutivi, "promuovendo una scienza etica e progressista".
L'iniziativa si terrà sabato 4 ottobre a Busto Arsizio, comune in provincia di Varese divenuto città-simbolo per aver approvato il 4 ottobre del 2003 la "Risoluzione di San Francesco", una delibera consiliare, in realtà mai applicata, promossa da Antonello Corrado del Prc, che prevedeva la dismissione di esperimenti su animali sul territorio comunale. La manifestazione, a cui aderiscono decine di associazioni e gruppi animalisti, oltre ad alcuni partiti tra cui Rifondazione Comunista, partirà alle 14.30 da Piazzale Plebiscito per poi giungere all'Università dell'Insubria, dove verrà deposto un mazzo di fiori "a memoria dei 1.032 animali vivisezionati e uccisi in soli cinque anni nell'ateneo bustese".
Stando ai dati forniti dalla Lav, in Italia sono quasi 1 milione gli animali uccisi ogni anno nei laboratori di ricerca ed il numero sale a 12 milioni nell'intera Europa. La maggior parte di questi esperimenti è finanziata dallo Stato e dagli Enti locali e viene praticata da Enti pubblici come ospedali e università.
Per un approfondimento abbiamo sentito il dottor Stefano Cagno, dirigente medico-ospedaliero all'ospedale di Vimercate presso Milano, autore di numerose pubblicazioni sul tema della vivisezione e membro del Comitato Equivita, che riunisce circa 200 tra scienziati e medici antivivisezionisti italiani.
E' possibile tracciare un quadro del finanziamento pubblico della vivisezione in Italia?
Non con precisione poiché, spesso, sono gli Enti pubblici finanziano istituti dove non si compiono solo ricerche con gli animali.
Quali sono gli Enti pubblici interessati al finanziamento di esperimenti su animali?
Principalmente le Università, dove sono condotti soprattutto gli esperimenti per ricerche di fisiologia, genetica e patologia.
Che ruolo hanno le sovvenzioni da parte di privati cittadini, specialmente tramite "maratone benefiche", di cui Telethon è il maggiore esempio?
Le sovvenzioni da parte dei cittadini sono un elemento fondamentale per la sopravvivenza delle associazioni private per la ricerca. Molte di queste investono gran parte dei soldi per studi con animali, anche se preferiscono non farlo sapere. La gente deve invece essere informata, così potrà liberamente decidere se continuare a finanziarle. Anche Telethon finanzia singole ricerche con animali o istituti nei quali poi si compiono esperimenti sugli animali.
Ma è realmente possibile sostituire ogni forma di sperimentazione sugli animali per la ricerca?
Nessuno studio ha dimostrato la validità scientifica della vivisezione, quindi anche in mancanza di alternative andrebbe abolita, poiché serve solo a dare all'opinione pubblica una falsa idea che si sta tutelando la salute, mentre in realtà questi studi servono solo a chi li compie. Esistono comunque già moltissimi modelli sperimentali in grado di sostituire i test sugli animali, manca la volontà di applicarli e di svilupparne di migliori.
E' possibile stimare quali siano le ripercussioni che subiscono le persone per l'arretratezza dei metodi della ricerca in Italia?
Ciò che succede in Italia vale per tutto il mondo. Le ripercussioni sono soprattutto il rallentamento nella ricerca sulle malattie e la commercializzazione di farmaci non sicuri (negli Usa il 52% dei farmaci ha presentato gravi reazioni avverse che non si erano verificate negli animali e per questo ogni anno muoiono circa 100mila persone).
Se le evidenze contrarie all'utilizzo degli animali come modelli validi in funzione umana sono chiare, perché dunque si continua a sperimentare?
A livello universitario la carriere si basano sul numero di pubblicazioni scientifiche. La vivisezione permette di pubblicare velocemente e quindi chi la compie può essere facilitato nella carriera. A livello industriale, poiché ogni specie fornisce dati differenti, cambiando la specie su cui si sperimenta si può ottenere il risultato desiderato.
Esistono proposte di legge in tema di vivisezione che le paiono percorribili in questo momento?
Esiste una proposta di legge che era stata presentata in passato dall'on. Schmidt, che rappresentava un difficile accordo tra soggetti pro e contro la vivisezione. Tale proposta, ancora in discussione in Parlamento, è un minimo risultato positivo per gli antivivisezionisti, e nemmeno per tutti, ma a condizione che sia approvata senza modifiche.
Qual è la situazione in Europa e nel resto del mondo relativamente all'utilizzo dei metodi sostitutivi della vivisezione?
C'è un grande interesse da parte degli ambienti scientifici più progressisti, ma a causa dell'opposizione dei settori conservatori, i metodi sostitutivi sono ancora poco finanziati.
Gualtiero Crovesio
(Liberazione Animale)
Gualtiero Crovesio
"Un'altra ricerca è possibile. Stop all'uso di fondi pubblici per esperimenti su animali". E' questo lo slogan con cui la Lav convoca la manifestazione nazionale contro l'utilizzo di denaro pubblico per finanziare esperimenti che utilizzano la vivisezione degli animali. In alternativa si chiede al governo di vincolare i finanziamenti all'utilizzo dei metodi sostitutivi, "promuovendo una scienza etica e progressista".
L'iniziativa si terrà sabato 4 ottobre a Busto Arsizio, comune in provincia di Varese divenuto città-simbolo per aver approvato il 4 ottobre del 2003 la "Risoluzione di San Francesco", una delibera consiliare, in realtà mai applicata, promossa da Antonello Corrado del Prc, che prevedeva la dismissione di esperimenti su animali sul territorio comunale. La manifestazione, a cui aderiscono decine di associazioni e gruppi animalisti, oltre ad alcuni partiti tra cui Rifondazione Comunista, partirà alle 14.30 da Piazzale Plebiscito per poi giungere all'Università dell'Insubria, dove verrà deposto un mazzo di fiori "a memoria dei 1.032 animali vivisezionati e uccisi in soli cinque anni nell'ateneo bustese".
Stando ai dati forniti dalla Lav, in Italia sono quasi 1 milione gli animali uccisi ogni anno nei laboratori di ricerca ed il numero sale a 12 milioni nell'intera Europa. La maggior parte di questi esperimenti è finanziata dallo Stato e dagli Enti locali e viene praticata da Enti pubblici come ospedali e università.
Per un approfondimento abbiamo sentito il dottor Stefano Cagno, dirigente medico-ospedaliero all'ospedale di Vimercate presso Milano, autore di numerose pubblicazioni sul tema della vivisezione e membro del Comitato Equivita, che riunisce circa 200 tra scienziati e medici antivivisezionisti italiani.
E' possibile tracciare un quadro del finanziamento pubblico della vivisezione in Italia?
Non con precisione poiché, spesso, sono gli Enti pubblici finanziano istituti dove non si compiono solo ricerche con gli animali.
Quali sono gli Enti pubblici interessati al finanziamento di esperimenti su animali?
Principalmente le Università, dove sono condotti soprattutto gli esperimenti per ricerche di fisiologia, genetica e patologia.
Che ruolo hanno le sovvenzioni da parte di privati cittadini, specialmente tramite "maratone benefiche", di cui Telethon è il maggiore esempio?
Le sovvenzioni da parte dei cittadini sono un elemento fondamentale per la sopravvivenza delle associazioni private per la ricerca. Molte di queste investono gran parte dei soldi per studi con animali, anche se preferiscono non farlo sapere. La gente deve invece essere informata, così potrà liberamente decidere se continuare a finanziarle. Anche Telethon finanzia singole ricerche con animali o istituti nei quali poi si compiono esperimenti sugli animali.
Ma è realmente possibile sostituire ogni forma di sperimentazione sugli animali per la ricerca?
Nessuno studio ha dimostrato la validità scientifica della vivisezione, quindi anche in mancanza di alternative andrebbe abolita, poiché serve solo a dare all'opinione pubblica una falsa idea che si sta tutelando la salute, mentre in realtà questi studi servono solo a chi li compie. Esistono comunque già moltissimi modelli sperimentali in grado di sostituire i test sugli animali, manca la volontà di applicarli e di svilupparne di migliori.
E' possibile stimare quali siano le ripercussioni che subiscono le persone per l'arretratezza dei metodi della ricerca in Italia?
Ciò che succede in Italia vale per tutto il mondo. Le ripercussioni sono soprattutto il rallentamento nella ricerca sulle malattie e la commercializzazione di farmaci non sicuri (negli Usa il 52% dei farmaci ha presentato gravi reazioni avverse che non si erano verificate negli animali e per questo ogni anno muoiono circa 100mila persone).
Se le evidenze contrarie all'utilizzo degli animali come modelli validi in funzione umana sono chiare, perché dunque si continua a sperimentare?
A livello universitario la carriere si basano sul numero di pubblicazioni scientifiche. La vivisezione permette di pubblicare velocemente e quindi chi la compie può essere facilitato nella carriera. A livello industriale, poiché ogni specie fornisce dati differenti, cambiando la specie su cui si sperimenta si può ottenere il risultato desiderato.
Esistono proposte di legge in tema di vivisezione che le paiono percorribili in questo momento?
Esiste una proposta di legge che era stata presentata in passato dall'on. Schmidt, che rappresentava un difficile accordo tra soggetti pro e contro la vivisezione. Tale proposta, ancora in discussione in Parlamento, è un minimo risultato positivo per gli antivivisezionisti, e nemmeno per tutti, ma a condizione che sia approvata senza modifiche.
Qual è la situazione in Europa e nel resto del mondo relativamente all'utilizzo dei metodi sostitutivi della vivisezione?
C'è un grande interesse da parte degli ambienti scientifici più progressisti, ma a causa dell'opposizione dei settori conservatori, i metodi sostitutivi sono ancora poco finanziati.
Gualtiero Crovesio
(Liberazione Animale)