Essalamu Elikah!
blueyesvegan ha scritto:mi piacerebbe sapere cosa ne pensa in merito Alfaris, che non mi conosce, ma che io conosco attraverso le cose, sempre interessantissime, che scrive nei sui messaggi in questo e altri forum.
Se sei una buona cristiana, se sei una buona credente in genere; se hai ideali di perfezione, di spiritualità, di "bontà divina"; chiudi tutto - e dimenticami.
blueyesvegan ha scritto:Questo mi getta nello sconforto più totale!
Il tuo amico ha perfettamente ragione; ma io, al tuo contrario, quando mi accorgo che sono un essere umano dotato (anche) d'istinti animaleschi, vado oltre tutti questi sensi di colpa. Pensa; anche l'ideale profondo che muove un essere umano a far sesso non è né la riproduzione (ché abbiamo imparato della sua esistenza solo da qualche migliaio d'anni; persino Rea Silvia fu fecondata dal dio Apollo), né l'idea di lasciare qualcosa di noi in questo mondo (ideale del primo popolo ebraico, solo in un secondo momento nascerà la speranza di un paradiso): è il piacere. Questa semplice osservazione spiega sia la masturbazione, sia la frenesia di certi soggetti sempre a "caccia".
È vero: siamo animali. Perciò? che cosa dovremmo fare: renderci eunuchi, dacché gl'istinti si muovono in base agli ormoni? cancellare tutto ciò che sta scritto nell'emisfero destro, ché è la sede dei comportamenti istintivi? Attenzione: cancelleremmo l'odio e l'ira, ma cancelleremo anche l'amore e l'emozione; un tramonto rosso ci apparirà come un asettico tramonto rosso, e una rosa rossa ci apparirà come un'asettica rosa rossa. Addio poesia, addio romanticismo, addio cuore che batte per amore. Smetteremmo di fare il tifo per la squadra della nostra città, ma smetteremmo anche di voler bene al nostro amore; smetteremmo di piangere, e ridere, e gioire e soffrire per causa dei sentimenti. È questo che vorreste?
Semmai fosse così - e le religioni monoteiste per tanta parte si sono prodigate verso una castrazione generalizzata della popolazione; usando di tutto, dalla parola di Saulo di Tarso alle carcerazioni nelle Magdalene, passando per l'imposizione dello chador e del burqa; giustificando questi obbrobrî in nome di una millantata "purezza", di dubbia origine e interpretazione -, ebbene parlate per voi stessi. Io di mio continuerò a tenermi care le mie emozioni, come ho già scritto a gioire e soffrire per causa loro. Continuerò ad amare, a sbagliare, a cercare di correggere ma pur sempre inseguendo l'araba fenice che sono i miei sentimenti.
L'unica cosa che veramente mi sento di condannare è la violenza: seppure fossi attratto da una donna, niente e nessuno mi potrebbe perdonare un gesto violento nei suoi confronti; seppure detestassi qualcuno, mai e poi mai giungerei al punto di ucciderlo. Dietro questa limitazione, però, sono e sarò sempre aperto alle emozioni; e guarderò (con discrezione...) le perfette fattezze di una donna - anche se poi continuerò a preferire un sentimento a una rotondità; e mi godrò la soddisfazione di sentirmi dire "ti voglio bene" da una ragazza ormai venticinquenne, che mi ha conosciuto dieci anni prima e si ricorda di me, del mio modo di giocare, di sorridere, di essere amico per il minimo che posso.
Sì: lo faccio per me, lo faccio per il mio egoismo. Voglio che i miei studenti si ricordino di me. Voglio ch'essi facciano proprie le mie idee di partecipazione, di fratellanza, di conoscenza delle cose del mondo - buone e cattive che siano. Sento una morsa al cuore quando quella ragazza mi ripete le mie battute, che io ho distribuite quasi senza accorgermi, mentr'ella le ha scolpite nella roccia. Un urlo, di rabbia e di felicità, mi sale dal profondo del cuore, e mi fa scendere le lacrime dagli occhî; rabbia contro la vita, che mi ha negato financo un amore, un'affetto vicino, financo il buon diritto di avere un figlio che portasse i miei occhî, il mio taglio di capelli, la mia voce; felicità per me stesso, perché anche dinanzi agl'insulti, alle offese, alle negazioni della vita, sono riuscito a ottenere un risultato che farebbe invidia perfino al miglior genitore: aver riprodotta la mia anima, i miei pensieri, i miei sentimenti in decine e decine di giovani.
Sì, è egoismo: lo ammetto chiaramente, senza vergogna. Io ho ottenuto questo risultato, io ho sconfitta la ventura della mia vita che mi avrebbe voluto morto. Anche in questa conferenza: c'è chi è uscito da un abisso di dolore grazie a me, alle mie parole, alla mia intercessione. Anche in questa conferenza: a forza di ripetere il mio motto (sempre avanti - dove però nel mio caso l'iniziale della seconda parola è iscritta in un cerchio) c'è qualcuno che lo usa per incoraggiare gli altri, come qui
viewtopic.php?p=71731#p71731 e qui
viewtopic.php?57395#p57395 e qui
viewtopic.php?51156#p51156 .
Invece che l'egoismo, guarda l'indifferenza dell'uomo: quella che porta un promotore finanziario a suggerire delle cedole bancarie del tutto prive di valore come se fossero assegni contanti, quella che porta un industriale a licenziare tanti padri di famiglia, tanti giovani pieni d'entusiasmo, tanti prodotti innovativi che renderebbero la vita più agevole, l'aria più pulita, i costi ridotti, quella che porta un uomo politico a tagliare i fondi a un ospedale, a una scuola, a un asilo. Quell'indifferenza, quella mancanza di sentimenti sono il vero veleno del mondo; un pizzico d'egoismo è soltanto come il sale, dona sapidità a una vita che altrimenti sarebbe grigia e senza sapore.
Ua Elikah Essalam! by alFaris