Il page-rank del cuore
Inviato: ven set 26, 2008 9:22 pm
Con l'arrivo di internet nella nostra casa, la quantità di informazioni disponibili e consultabili ha raggiunto livelli stratosferici.
Io e Manù siamo sempre stati dei lettori accaniti, e le stanze della nostra casa rigurgitano di libri, riviste e stampati ma a questo volume non eravamo preparati.
Entrambi navighiamo da pochi anni in settori limitati e mirati, sarebbe impossibile e inutile fare altrimenti, io ho ristretto le mie attività e navigazioni a quella che definisco l'area della "semplicità volontaria", del “bioregionalismo” e dell’“ecologia profonda”, con incursioni umorali anche alla "memoria" dei movimenti alternativi/antagonisti e alle pratiche attuali.
Sebbene sia un campo abbastanza ristretto dovrei passare le mie serate a scrutare lo schermo e non riuscirei comunque a navigare nel tutto.
La sovrabbondanza di siti, portali,blog, forum e liste in questo campo personale di interessi comincia ad essere sterminata, spesso vittima del famigerato Copia-Incolla, del vizio delle appartenenze ideologiche (tutto italiano), dell'ego delle persone che gestiscono il proprio spazio virtuale, in cui ciascuno è editore di se stesso.
Il peggio arriva immancabilmente dalle liste e dai forum, che sono ormai palestra di sofismi egocentrici, scannatoio delle opinioni altrui e altare celebrativo delle proprie.
Le nostre navigazioni e quindi i nostri rapporti virtuali (che a volte diventano reali) sono dominati dal page-rank dei motori di ricerca, che implacabilmente ci danno la "classifica" dei più visitati a seconda delle "parole chiave" che cerchiamo... indirizzandoci quindi verso gli spazi più visitati.
Troviamo allora siti, portali, wiki, blog, forum ecc. dedicati a determinati argomenti con un volume di informazioni infinito. Questa massa di info però non ci cambia la vita: nel senso che è ben difficile che i ragionamenti, le informazioni, le dichiarazioni di intenti riescano, almeno in minima parte, a farci cambiare opinione o meglio a darci la possibilità di avere un differente immaginario per prendere decisioni che cambino il corso della nostra vita.
Io la mia l'ho cambiata alcune volte, ma mai sulla spinta della conoscenza intellettuale o del dibattito dialettico ma sempre sulle emozioni in grado di scardinare l'immaginario del presente e alimentarne uno differente, altro, possibile e a volte impossibile.
Avviato alla promettente carriera di enologo (visto che ero figlio di viticultori in oltrepò pavese) le coordinate della mia vita sono state rivoluzionate non dalla lettura de testi sacri del periodo 68'-77'(Quaderni Rossi, Lotta Continua, Potere Operaio, Autonomia Operaia, il Marx giovanile e profetico, il Toni Negri debordante ma immaginifico ...) ma dall'ascolto di un LP (chiamavasi disco a 33 giri): "The times they are a-changin" di Bob Dylan e dalla contemporanea lettura dell'Urlo di Allen Ginsberg, potrebbe corrispondere agli anni 68-69....
Non capivo una mazza di inglese e quella forma poetica mi sembrava ostica ma improvvisamente si aprì una specie di portale dimensionale e tutte le mie emozioni, l'immaginario, la pelle ... quasi si rivoltarono e cambiò la mia vita.
E' accaduto molte altre volte, sempre grazie a input emotivi innescati dalle parole emozionanti e dalla musica( mai dalle immagini, dalle teorie, dalle rappresentazioni...).
In quelle volte sono mutate le coordinate, o forse si sono aggiustate, fatte più precise e sempre grazie o con la complicità attiva di musica e parole: i Byrds di "Mr. Tamburine man", Crosby Stills Nash & Young di "Déjà vu"con i "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcìa Maruez, la quadrilogia di Manuel Scorza "Rulli di tamburo per Rancas, Storia di Garabombo l'invisibile, Il cavalliere insonne, Cantare per Agapito Robbles" con il Claudio Lolli di "Ho visto anche degli zingari felici" poi i Clahs di "London Calling" e "Sandinista" con i "Comici spaventati guerrieri" di Stefano Benni, il Robert Wyatt di “Te recuerdo Amanda” con “Fuga senza fine” di Joseph Roth, “L’orda d’oro” di Nanni Balestrino e Primo Moroni con “ Barricada rumble beat” dei Gang ... quante altre canzoni e quante storie lette,assorbite e in parte co/vissute!
Forse i tempi della mia memoria discordano o si affastellano nel riassunto breve ... potrei fare un blog all’incontrario e probabilmente sarebbe un viaggio doloroso, di parte, sostanzialmente obsoleto ma di sicuro prima o poi farò una mappa della memoria emozionale, anche se la mappa non è il territorio.
Il buco nero delle pulsioni che hanno attraversato la “Meglio gioventù” a cui appartengo e a cui sono legato da filamenti icomparabili stà comunque alla base dei comportamenti e delle scelte esistenziali di “Semplicità volontaria” o di involontario antagonismo che molti dei nostri improbabili lettori hanno fatto o si accingono a fare
Altre volte è stato l'incontro con persone incredibili che ha scompigliato la bussola e scompaginato le mappe: Primo Moroni libraio della Calusca e coscienza critica dei movimenti antagonisti degli anni 70' e 90', Mario Cecchi voce narrante del Popolo Elfico, Giuseppe Moretti ispiratore della Rete Bioregionale Italiana, Etain Addey per cui non trovo parole sufficienti...e ...
E' raro trovare spazi virtuali in grado di emozionarci, di scombinare e rivoluzionare il nostro immaginario; seppure ricchi di notizie, informazioni, saperi, questi luoghi a cui attingiamo sono avari di emozioni e ben difficilmente traspare da essi la vita, la storia di chi li gestisce, rimangono anonimi, prigionieri di una freddezza comunicativa che rasenta il nozionismo spicciolo.
Questo nozionismo, il copia-incolla infinito, il non rapporto con il quotidiano immaginario e con le tensioni che lo abitano rendono i "saperi" proposti e condivisi del tutto virtuali, inconsistenti.
Adesso voglio cominciare a formulare un mio personalissimo Page-Rank del cuore in cui proporre come link non i simpatici, gli arguti, i sapienti, gli informati, non lo scambio eguale: io linko te e tu linki me, non la ricchezza di info, la varietà di punti di vista, la ricchezza di documentazione ... ma quelli comuni/canti in grado di incantare e a volte di farci impercettibilmente cambiare la bussola dei giorni.
Forse perderemo lettori, forse ci toglieranno dai link amici e forse precipiteremo nella Page-rank di Google ma da sempre sono convinto che seppure incatenato nella società globalizzata e informatizzata ogni singolo individuo ha un'incredibile strumento di comunicazione che neanche le TV di stato o del berlusca possono cooptare, neanche i giornali, le riviste alternative o meno possono descrivere: il luogo dove viviamo, le nostre vite e le nostre storie ... se non raccontiamo noi tutto questo ... lo raccontano loro.
In questo ultimo anno abbiamo ricevuto almeno una quarantina di lettere da persone che, stimolate dalle nostre storie(e da quelle della nostra tribù) cercavano indicazioni, suggerimenti, informazioni ...ecc. per modificare e ribaltare il presente e l'immaginario.
Se la legge del caos o effetto farfalla vale,se la nostra vita contagia altre vite come fosse una catena che le trasforma in “massa critica”... allora possiamo tenere acceso il computer altrimenti ... altrimenti vale la pena di discorrere con i tassi o le poiane!
Come diceva "indiano" durate l'incontro C.I.R. a Gran Burrone: "l'esperienza non si insegna, si impara" e neppure i sogni ... si insegnano ... si condividono.
Forse è un tempo che ci richiede di trasformare il "virtuale" in "reale" e ridare senso e vita ai nostri nik-name, avatar, alias... posizionarli in nomi cognomi, luoghi, indirizzi, scambi, baratti, regali, tempo ... manufatti, abilità e semi e frutti e conserve e memorie ...forse è il tempo di tavole apparecchiate e candele alla finestra per chi potrebbe arrivare, di sorrisi, saperi, sapori, debolezze, canzoni e carezze.
Forse è un tempo, un tempo buono per fare a partire dalla Rete una Tribù solidale, fatta di corpi e materia.
Sono molti anni che non lancio più grida accorate e rabbiose per una qual si voglia guerra santa contro il capitale (o globalizzazione, stato, potere ...) ...come in "Q" di Luhuter Blisset anche per me ..."Gli anni sono passati, alzarsi dal letto non è facile come un tempo: qualche volta il freddo colpisce gli arti, reumi che tagliano i movimenti all'ìmprovviso ti segnalano che la corda è rimasta tesa per troppo tempo. Muscoli e acciacchi si stringono insieme e ti dicono che il quinto decennio della tua vita dovrai spenderlo con parsimonia se non vuoi stare piegato in un letto prima che la ragione ti abbia abbandonato.
E allora restare. Resistere qui, troppo vecchio per imparare un mestiere e troppo stanco per riprendere a lottare.
Forse il bulino o il tornio, ma la spada no, quella la lascio alla ruggine del canale in cui l'ho gettata."
Ieri ho compiuto 57 anni, 40 di questi, nonostante gli errori, le stanchezze, le incoerenze ... penso di averli vissuti degnamente ... degli altri ne serbo l'innocenza, per quelli ancora a venire ho orecchie e occhi talmente disincantati che solo il passo leggero del selvatico accarezza lo spartito del cuore.
“Wifala, Wifala”, gridò.
Il fumo della danza lo avvolse. Non lo si vedeva più. Il suo poncho era un un turbine di colori vorticanti. Senza cessare di vorticare scese lungo il pendio.
Come una torcia passò bruciando gli eucalipti. Io lo vidi... Allora vedemmo! Tutta la gola stava ardendo! Un serpeggiare di colori avanzava incendiando il mondo.”
Manuel Scorza: “Cantare per Agapito Robles” ed Feltrinelli
Mi scusino gli improbabili lettori, che nel frattempo possono anche aprire il libro: ...”Percorse la piazza, il mercato, le stradine di Yanahuanca senza imbattersi in nessuno...”
Ed ascoltare: “Piazza bella piazza, ci passò una lepre pazza...”
Claudio Lolli: “Ho visto anche degli zingari felici”
Nulla di questo sapere condiviso ha una qualche ragione di essere, se non è in grado di spostare le coordinate del nostro vivere.
Con leggerezza raccontarsi, dispiegare l’immaginario, condividere ...
Io e Manù siamo sempre stati dei lettori accaniti, e le stanze della nostra casa rigurgitano di libri, riviste e stampati ma a questo volume non eravamo preparati.
Entrambi navighiamo da pochi anni in settori limitati e mirati, sarebbe impossibile e inutile fare altrimenti, io ho ristretto le mie attività e navigazioni a quella che definisco l'area della "semplicità volontaria", del “bioregionalismo” e dell’“ecologia profonda”, con incursioni umorali anche alla "memoria" dei movimenti alternativi/antagonisti e alle pratiche attuali.
Sebbene sia un campo abbastanza ristretto dovrei passare le mie serate a scrutare lo schermo e non riuscirei comunque a navigare nel tutto.
La sovrabbondanza di siti, portali,blog, forum e liste in questo campo personale di interessi comincia ad essere sterminata, spesso vittima del famigerato Copia-Incolla, del vizio delle appartenenze ideologiche (tutto italiano), dell'ego delle persone che gestiscono il proprio spazio virtuale, in cui ciascuno è editore di se stesso.
Il peggio arriva immancabilmente dalle liste e dai forum, che sono ormai palestra di sofismi egocentrici, scannatoio delle opinioni altrui e altare celebrativo delle proprie.
Le nostre navigazioni e quindi i nostri rapporti virtuali (che a volte diventano reali) sono dominati dal page-rank dei motori di ricerca, che implacabilmente ci danno la "classifica" dei più visitati a seconda delle "parole chiave" che cerchiamo... indirizzandoci quindi verso gli spazi più visitati.
Troviamo allora siti, portali, wiki, blog, forum ecc. dedicati a determinati argomenti con un volume di informazioni infinito. Questa massa di info però non ci cambia la vita: nel senso che è ben difficile che i ragionamenti, le informazioni, le dichiarazioni di intenti riescano, almeno in minima parte, a farci cambiare opinione o meglio a darci la possibilità di avere un differente immaginario per prendere decisioni che cambino il corso della nostra vita.
Io la mia l'ho cambiata alcune volte, ma mai sulla spinta della conoscenza intellettuale o del dibattito dialettico ma sempre sulle emozioni in grado di scardinare l'immaginario del presente e alimentarne uno differente, altro, possibile e a volte impossibile.
Avviato alla promettente carriera di enologo (visto che ero figlio di viticultori in oltrepò pavese) le coordinate della mia vita sono state rivoluzionate non dalla lettura de testi sacri del periodo 68'-77'(Quaderni Rossi, Lotta Continua, Potere Operaio, Autonomia Operaia, il Marx giovanile e profetico, il Toni Negri debordante ma immaginifico ...) ma dall'ascolto di un LP (chiamavasi disco a 33 giri): "The times they are a-changin" di Bob Dylan e dalla contemporanea lettura dell'Urlo di Allen Ginsberg, potrebbe corrispondere agli anni 68-69....
Non capivo una mazza di inglese e quella forma poetica mi sembrava ostica ma improvvisamente si aprì una specie di portale dimensionale e tutte le mie emozioni, l'immaginario, la pelle ... quasi si rivoltarono e cambiò la mia vita.
E' accaduto molte altre volte, sempre grazie a input emotivi innescati dalle parole emozionanti e dalla musica( mai dalle immagini, dalle teorie, dalle rappresentazioni...).
In quelle volte sono mutate le coordinate, o forse si sono aggiustate, fatte più precise e sempre grazie o con la complicità attiva di musica e parole: i Byrds di "Mr. Tamburine man", Crosby Stills Nash & Young di "Déjà vu"con i "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcìa Maruez, la quadrilogia di Manuel Scorza "Rulli di tamburo per Rancas, Storia di Garabombo l'invisibile, Il cavalliere insonne, Cantare per Agapito Robbles" con il Claudio Lolli di "Ho visto anche degli zingari felici" poi i Clahs di "London Calling" e "Sandinista" con i "Comici spaventati guerrieri" di Stefano Benni, il Robert Wyatt di “Te recuerdo Amanda” con “Fuga senza fine” di Joseph Roth, “L’orda d’oro” di Nanni Balestrino e Primo Moroni con “ Barricada rumble beat” dei Gang ... quante altre canzoni e quante storie lette,assorbite e in parte co/vissute!
Forse i tempi della mia memoria discordano o si affastellano nel riassunto breve ... potrei fare un blog all’incontrario e probabilmente sarebbe un viaggio doloroso, di parte, sostanzialmente obsoleto ma di sicuro prima o poi farò una mappa della memoria emozionale, anche se la mappa non è il territorio.
Il buco nero delle pulsioni che hanno attraversato la “Meglio gioventù” a cui appartengo e a cui sono legato da filamenti icomparabili stà comunque alla base dei comportamenti e delle scelte esistenziali di “Semplicità volontaria” o di involontario antagonismo che molti dei nostri improbabili lettori hanno fatto o si accingono a fare
Altre volte è stato l'incontro con persone incredibili che ha scompigliato la bussola e scompaginato le mappe: Primo Moroni libraio della Calusca e coscienza critica dei movimenti antagonisti degli anni 70' e 90', Mario Cecchi voce narrante del Popolo Elfico, Giuseppe Moretti ispiratore della Rete Bioregionale Italiana, Etain Addey per cui non trovo parole sufficienti...e ...
E' raro trovare spazi virtuali in grado di emozionarci, di scombinare e rivoluzionare il nostro immaginario; seppure ricchi di notizie, informazioni, saperi, questi luoghi a cui attingiamo sono avari di emozioni e ben difficilmente traspare da essi la vita, la storia di chi li gestisce, rimangono anonimi, prigionieri di una freddezza comunicativa che rasenta il nozionismo spicciolo.
Questo nozionismo, il copia-incolla infinito, il non rapporto con il quotidiano immaginario e con le tensioni che lo abitano rendono i "saperi" proposti e condivisi del tutto virtuali, inconsistenti.
Adesso voglio cominciare a formulare un mio personalissimo Page-Rank del cuore in cui proporre come link non i simpatici, gli arguti, i sapienti, gli informati, non lo scambio eguale: io linko te e tu linki me, non la ricchezza di info, la varietà di punti di vista, la ricchezza di documentazione ... ma quelli comuni/canti in grado di incantare e a volte di farci impercettibilmente cambiare la bussola dei giorni.
Forse perderemo lettori, forse ci toglieranno dai link amici e forse precipiteremo nella Page-rank di Google ma da sempre sono convinto che seppure incatenato nella società globalizzata e informatizzata ogni singolo individuo ha un'incredibile strumento di comunicazione che neanche le TV di stato o del berlusca possono cooptare, neanche i giornali, le riviste alternative o meno possono descrivere: il luogo dove viviamo, le nostre vite e le nostre storie ... se non raccontiamo noi tutto questo ... lo raccontano loro.
In questo ultimo anno abbiamo ricevuto almeno una quarantina di lettere da persone che, stimolate dalle nostre storie(e da quelle della nostra tribù) cercavano indicazioni, suggerimenti, informazioni ...ecc. per modificare e ribaltare il presente e l'immaginario.
Se la legge del caos o effetto farfalla vale,se la nostra vita contagia altre vite come fosse una catena che le trasforma in “massa critica”... allora possiamo tenere acceso il computer altrimenti ... altrimenti vale la pena di discorrere con i tassi o le poiane!
Come diceva "indiano" durate l'incontro C.I.R. a Gran Burrone: "l'esperienza non si insegna, si impara" e neppure i sogni ... si insegnano ... si condividono.
Forse è un tempo che ci richiede di trasformare il "virtuale" in "reale" e ridare senso e vita ai nostri nik-name, avatar, alias... posizionarli in nomi cognomi, luoghi, indirizzi, scambi, baratti, regali, tempo ... manufatti, abilità e semi e frutti e conserve e memorie ...forse è il tempo di tavole apparecchiate e candele alla finestra per chi potrebbe arrivare, di sorrisi, saperi, sapori, debolezze, canzoni e carezze.
Forse è un tempo, un tempo buono per fare a partire dalla Rete una Tribù solidale, fatta di corpi e materia.
Sono molti anni che non lancio più grida accorate e rabbiose per una qual si voglia guerra santa contro il capitale (o globalizzazione, stato, potere ...) ...come in "Q" di Luhuter Blisset anche per me ..."Gli anni sono passati, alzarsi dal letto non è facile come un tempo: qualche volta il freddo colpisce gli arti, reumi che tagliano i movimenti all'ìmprovviso ti segnalano che la corda è rimasta tesa per troppo tempo. Muscoli e acciacchi si stringono insieme e ti dicono che il quinto decennio della tua vita dovrai spenderlo con parsimonia se non vuoi stare piegato in un letto prima che la ragione ti abbia abbandonato.
E allora restare. Resistere qui, troppo vecchio per imparare un mestiere e troppo stanco per riprendere a lottare.
Forse il bulino o il tornio, ma la spada no, quella la lascio alla ruggine del canale in cui l'ho gettata."
Ieri ho compiuto 57 anni, 40 di questi, nonostante gli errori, le stanchezze, le incoerenze ... penso di averli vissuti degnamente ... degli altri ne serbo l'innocenza, per quelli ancora a venire ho orecchie e occhi talmente disincantati che solo il passo leggero del selvatico accarezza lo spartito del cuore.
“Wifala, Wifala”, gridò.
Il fumo della danza lo avvolse. Non lo si vedeva più. Il suo poncho era un un turbine di colori vorticanti. Senza cessare di vorticare scese lungo il pendio.
Come una torcia passò bruciando gli eucalipti. Io lo vidi... Allora vedemmo! Tutta la gola stava ardendo! Un serpeggiare di colori avanzava incendiando il mondo.”
Manuel Scorza: “Cantare per Agapito Robles” ed Feltrinelli
Mi scusino gli improbabili lettori, che nel frattempo possono anche aprire il libro: ...”Percorse la piazza, il mercato, le stradine di Yanahuanca senza imbattersi in nessuno...”
Ed ascoltare: “Piazza bella piazza, ci passò una lepre pazza...”
Claudio Lolli: “Ho visto anche degli zingari felici”
Nulla di questo sapere condiviso ha una qualche ragione di essere, se non è in grado di spostare le coordinate del nostro vivere.
Con leggerezza raccontarsi, dispiegare l’immaginario, condividere ...