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Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mar lug 22, 2008 11:50 am
da Clayco
Qui c'è la critica a "Una mucca salverà il mondo"

http://alternativenergetiche.forumcommu ... t=17704330

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mar lug 22, 2008 12:08 pm
da Daria
Perdonami ma certe baggianate (critiche), preferisco risparmiarmele.. :wink:

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mer lug 23, 2008 11:24 am
da Clayco
Daria ha scritto:Perdonami ma certe baggianate (critiche), preferisco risparmiarmele.. :wink:
Ciao Daria

non ti perdono! ne va del nostro lavoro, nel mio caso il sacrificio di tre generazioni, sono un veterinario allevatore, lo so che il sito è di cultura vegan, ma essere accusati di essere la causa dei cambiamenti climatici senza alcun fondamento scientifico, è uan cosa a cui bisogna ribellarsi.

ti ricordo che nel vostro sito dopo l'articolo, anzi dopo le accuse di Rifkin, chiede a chiunque di lasciare un commento.

Mi interessa sapere perchè pensi che le critiche siano baggiante! non basta dirle certe cose serve qualcosa che le dimostri, ad es un link ad una ricerca peer review o a dati ufficiali.

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mer lug 23, 2008 11:39 am
da Daria
Clayco ha scritto:Ciao Daria

non ti perdono! ne va del nostro lavoro, nel mio caso il sacrificio di tre generazioni, sono un veterinario allevatore, lo so che il sito è di cultura vegan, ma essere accusati di essere la causa dei cambiamenti climatici senza alcun fondamento scientifico, è uan cosa a cui bisogna ribellarsi.

ti ricordo che nel vostro sito dopo l'articolo, anzi dopo le accuse di Rifkin, chiede a chiunque di lasciare un commento.

Mi interessa sapere perchè pensi che le critiche siano baggiante! non basta dirle certe cose serve qualcosa che le dimostri, ad es un link ad una ricerca peer review o a dati ufficiali.
Ciao Clayco,
per (baggianate critiche) intendevo queste: (non sono andata oltre perchè in questo forum abbiamo altro da fare che leggere certe affermazioni)

"NO! Perché sostituire la carne con altre proteine animali (latte uova derivati) non cambia il rapporto delle terre coltivate, e l’alimentazione senza proteine animali si chiama malnutrizione."

"Nella rivista “L’Espresso” accanto alla foto di un allevatore con un toro c’è quella di una contadina con un mazzo di aglio verde (sembra la mamma di un serial killer) mi sfugge il significato dell’abbinamento, forse stasera al posto di un bel piatto di carpaccio con un filo di olio, ci dovremmo mangiare una padellata di aglio verde? Ovviamente tre kili per soddisfare il fabbisogno in proteine!"


Eccoti il link che mi chiedevi:
http://www.nutritionecology.org/it/news/news.php

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mer lug 23, 2008 10:34 pm
da Clayco
Ti ringrazio della discussione, vorrei precisare che so bene qual'è la differnza tra dieta vegan e vegetariana.
il link è molto interessante perchè negli articoli a cui ho dato un occhiata ci sono effettivamente riferimenti a pubblicazioni scientifiche, l'instituto cioè

http://www.nutritionecology.org/it/overview/board.html

non può essere considerata una fonte obiettiva, imparziale e autorevole, il direttore scrive libri su come diventare vegan, è un animalista e scrive articoli contro gli allevatori ecc

Biography

Dr. Massimo Tettamanti wanted to study for a degree in Biology but in Italy in the late 1980’s it was impossible to became a biologist without using animals in practical courses. So he changed Faculty and took a Degree in Chemistry, and now is an Assistant Professor in “Methods and Technics against Pollution” at the University of Milan. Like most scientists, he thinks that the use of animals for scientific purposes is a wrong methodology, cruel to animals and useless for the study of human health. He is a member of the International League ‘Doctors for the Abolition of Vivisection’, the Italian ‘Scientific Committee against Vivisection’, the U.S. ‘Medical Research Modernization Committee’ and the U.K. Committee ‘Doctors and Lawyers for Responsible Medicine’. He is also the author of two books about Alternative Methodologies. Since the passing of the Italian law 413 “Conscientious Objection to Animal Use”, he is now a student of Biology.

Comunque grazie li leggerò con calma. Il confronto se nel rispetto è sempre utile!

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: gio lug 24, 2008 5:27 pm
da AlanAdler
Clayco ha scritto:l'instituto cioè

http://www.nutritionecology.org/it/overview/board.html

non può essere considerata una fonte obiettiva, imparziale e autorevole, il direttore scrive libri su come diventare vegan, è un animalista e scrive articoli contro gli allevatori ecc
ciao

prova a dare un'occhiata qui, forse la FAO ti sembrerà un istituto più imparziale:
http://meteo.lcd.lu/globalwarming/FAO/l ... shadow.pdf

ciao

Riccardo

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: dom lug 27, 2008 3:25 pm
da Clayco
AlanAdler ha scritto:
Clayco ha scritto:l'instituto cioè

http://www.nutritionecology.org/it/overview/board.html

non può essere considerata una fonte obiettiva, imparziale e autorevole, il direttore scrive libri su come diventare vegan, è un animalista e scrive articoli contro gli allevatori ecc
ciao

prova a dare un'occhiata qui, forse la FAO ti sembrerà un istituto più imparziale:
http://meteo.lcd.lu/globalwarming/FAO/l ... shadow.pdf

ciao

Riccardo
direi molto meglio anche se la maggior parte dei rapporti degli organismi ONU non sono considerati peer reviewed dalla comunità scientifica.

La FAO è un organismo dell'ONU che si occupa di nutrizione l l'IPCC è sempre un organismo dell'ONU che si occupa dei cambiamenti climatici, e pubblica i famosi rapporti AR4 2007 è l'ultimo.

Ebbene queste sono le critiche all'IPCC

GLI SCOPI POLITICI DELL’IPCC


Come nasce l’IPCC? Ce lo spiega il Professor F.Battaglia:

“Negli anni Settanta, dopo 3 decenni di raffreddamento globale, si cominciò a temere per una imminente era glaciale, fino al punto che qualcuno avanzò la stravagante idea che essa si sarebbe potuta evitare con l’immissione volontaria di CO2 in atmosfera, anche se non ebbe il tempo di essere ascoltato perchè, nel frattempo, le temperature cominciavano ad aumentare di nuovo. Tuttavia, furono quelli, anche, anni di recessione economica, col prezzo del petrolio alle stelle e grandi sommosse tra i lavoratori del carbone. In Inghilterra, Margaret Tatcher, preoccupata per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico del proprio Paese e, evidentemente, poco fiduciosa sia verso i petrolieri del Medioriente che verso i sindacati dei lavoratori delle miniere di carbone, pensò fosse proprio dovere sostenere la causa del nucleare. La preoccupazione che la combustione di combustibili fossili potesse elevare la temperatura del pianeta sino a metterne in pericolo il clima cadeva proprio a fagiolo, e così, molto tempo prima che l’effetto serra diventasse una preoccupazione globale, la Tatcher trovò in quella preoccupazione la possibilità di un’ottimo sostegno alla causa pro-nucleare che aveva deciso di sposare. Decise così di allocare consistenti fondi in ricerche che in qualche modo provassero i rischi dell’immissione di gas-serra in atmosfera, una decisione che suggellò il legame tra la politica e l’effetto serra antropogenico, un legame che, inevitabilmente, promosse enormi flussi di denaro nel settore della climatologia, purché, però, fosse inequivocabile l’enfasi sulla relazione tra CO2 e clima. Fu così possibile la nascita dell’Ipcc, il cui Primo Rapporto, del 1990, ignorando completamente le conoscenze più accreditate della climatologia, inclusi gli effetti del vapore acqueo, delle nuvole e del sole sul clima della Terra, “prediceva” ciò che i politici volevano predicesse: il disastro climatico come conseguenza dell’immissione in atmosfera della CO2.
Agli inizi degli anni Novanta l’effetto serra antropogenico, non era più un’eccentrica idea di un gruppo ristretto ma una vasta e fiorente propaganda politica. Fatto che incrementò l’attenzione dei media, che, a sua volta, incrementò il flusso di risorse: in pochi anni, il solo budget annuale americano sulle ricerche dei cambiamenti climatici salì da 200 milioni a 2 miliardi di dollari (oggi è di quasi 4 miliardi). Si crearono nuovi “posti di lavoro”, occupati da persone prive di alcuna competenza specifica nel campo della climatologia, ma che traevano di che vivere da un poderoso budget che a sua volta ingigantì viepiù la propaganda politica, in un vortice senza fine. Il mondo della ricerca non era escluso da questo vortice: condizione necessaria per vedere finanziati progetti di ricerca nei più disparati rami dello scibile era rivendicarne l’importanza nel contesto dell’effetto serra antropogenico…...

Allo stesso modo sono nati i movimenti ambientalisti: i loro esponenti sono quasi sempre digiuni degli elementi di base della scienza, della fisica, della chimica, e gli scienziati, i fisici, i chimici, i biologi, sono i loro nemici, a meno che non accondiscendano, compiacenti, alla congettura dell’effetto serra antropogenico.
Una gran parte delle risorse di ricerca allocate sul l’effetto serra antropogenico ha foraggiato la stesura di corposi modelli di calcolo per prevedere il clima del futuro. Per chi scienziato non è, i modelli al computer sembrano scienza rigorosa, inducono stupore e incutono rispetto. La verità è che, per compiacere i finanziatori, gli autori di questi modelli ignorano l’influenza del sole, del vapore acqueo e delle nuvole, e assumono tutti, direttamente o indirettamente, che le emissioni antropiche siano il principale responsabile dei cambiamenti climatici. Gonfiando a dismisura le emissioni antropiche di CO2, quei modelli hanno prodotto scenari climatici senza alcuna connessione con la realtà delle cose, scenari che ci dicono, ad esempio, che da qui a 100 anni la temperatura globale si eleverà da un minimo di 1.4 ad un massimo di 6.8 gradi e il livello dei mari si eleverà da un minimo di 9 a un massimo di 90 cm. Ma è importante notare gli scenari non sono previsioni e che i modelli dipendono da parametri, variando i quali si può ottenere tutto e il contrario di tutto. Ad esempio, se seguendo con un modello gli effetti dello scioglimento di un ghiacciaio i risultati dicessero che nulla accadrebbe di interessante, allora quei risultati non sarebbero neanche degni di pubblicazione. Se invece, variando opportunamente i parametri del modello, lo scioglimento del ghiacciaio “predicesse” un qualche disastro climatico, allora quella “previsione” diventerebbe interessante per la pubblicazione, non solo in un normale quotidiano, per sua natura interessato alle notizie sensazionali, ma anche nelle riviste scientifiche, le quali contengono così solo quei risultati “interessanti” che, a loro volta, tanto più sono drammatici tanto più facilmente attirano l’attenzione dei media. L’effetto serra antropogenico ha insomma fatto nascere un nuovo tipo di giornalista, il giornalista ambientale, il quale attira tanta più attenzione quanto più catastrofista è la notizia che riporta.” (70)

Molti scienziati tra cui R.Lindzen affermano che i dati dell’IPCC sono raccolti in modo errato, sono elaborati dai computer con modelli climatici non attendibili, e che il solo scopo dell’IPCC è politico: ed è quello di trovare una buona scusa, per cercare e realizzare, fonti energetiche diverse da quelle derivate dai combustibili fossili, e che una menzogna se viene ripetuta dai media all’infinito, diventa una verità per l’opinione pubblica. (convegno “il mercato del catastrofismo” 2007)

Una buona scusa fu inventata dagli Angloamericani per attaccare l’Iraq, ed era quella delle armi di distruzione di massa, quindi le buone scuse effettivamente si inventano.
Altri scienziati hanno parlato di scopi politici dell’IPCC e sono il professor C. Landsea, e il professor J. Christy. Entrambi erano scienziati dell’IPCC e si sono dimessi.
Il primo perché il suo rapporto sui cicloni che escludeva la CO2 tra le cause scatenanti fu ignorato, e usci invece un rapporto falsato, il secondo perché dichiara apertamente che i modelli e le conclusioni dell’IPCC sono manipolate.
Il professor C. Landsea ha dichiarato:

<…sono stato molto deluso quando, dopo aver dimostrato la manipolazione delle scienze climatiche e invocato l'intervento autorevole dell'IPCC, la direzione della stessa IPCC ha sminuito le mie preoccupazioni… Personalmente non posso in buona fede continuare a contribuire a questo procedimento che ormai ritengo motivato da agende pre-concette e scientificamente infondate>

parte di questa lettera è stata inserita nel capitolo Articoli, con la lettera di dimissioni del professor J.Christy.

Un'altra defezione clamorosa ce la racconta il professor F: Battaglia:

“Un altro motivo di terrore legato all’effetto serra antropogenico, è la possibile diffusione verso elevate latitudini di malattie tropicali, come la malaria. Ma la malaria non è una malattia tropicale: quando il Prof. Reiter, membro dell’Ipcc, fece notare che le zanzare sono abbondanti anche ai poli e che una delle più devastanti epidemie di malaria occorse in Siberia negli anni Venti del secolo scorso, con milioni di casi l’anno per diversi anni e con un totale di 600.000 morti, le sue osservazioni non furono recepite nella stesura dei rapporti dell’Ipcc, rapporti ove si inventò di sana pianta l’idea che la malaria avrebbe devastato zone della Terra sempre più a nord e ove si può leggere che «le zanzare che trasmettono la malaria non sopravvivono a temperature invernali inferiori ai 16-18 gradi». Per non vedere il proprio nome infangato con informazioni errate, il prof. Reiter chiese che il proprio nome fosse cancellato dalla lista degli autori di quei rapporti, ma fu accontentato solo dopo aver intrapreso una formale azione legale. Il caso di Reiter non fu un caso isolato” (70)

Anche i professori G.Visconti, C.Alegre, Z. Jaworowsky, e R.Lindzen erano dell’IPPC e ne sono usciti quasi subito, quando hanno intravisto le manipolazioni politiche dell’ONU. Altri scienziati pentiti che nel tempo si sono dimessi dall’IPCC sono: B. Wiskel, N.Shaviv, D.Evans, T. Murty, D.Bellamy, C. de Freitas, R Bryson, H Labohm, T. Patterson, D. Clark, G. Veizer, oltre ai già citati V.Gray, Seitz, Reiter; Landsea, e J. Christy. (77)


“Lo scetticismo deve essere la più alta vocazione per un vero scienziato”

T. Huxley


L’IPCC nel redigere i rapporti raccoglie le pubblicazioni scientifiche che confermano il catastrofismo, quindi omette tutte le altre, e già questo è un metodo sbagliato, infatti molti scienziati come abbiamo visto si sono dimessi per questo. Poi le revisioni finali sono a carico dei governi, cioè sono politiche, e spesso travisano e manipolano le conclusioni scientifiche. I rapporti finali quindi non sono revisionati da scienziati ma da revisori politici. In ultima analisi le pubblicazioni scientifiche che dimostrano l’influenza antropogenica sul clima, sono solo qualche decina, sulle migliaia inserite nei rapporti dell’IPCC. Questo sistema è stato smascherato da John Mc Lean. (73)
Quindi i politici finanziano gli scienziati, e li correggono, spesso travisandoli, il prof. Guido Visconti, (74) e Carlo Stagnaro (28) denunciano chiaramente che questo non può essere considerato un sistema attendibile e scientifico perché manca completamente l’indipendenza degli scienziati.
In particolare il decano del CNR G. Visconti afferma che l’IPCC svolge preferenzialmente: « .. un’attività di rassegna di quella porzione della letteratura scientifica sul clima che è già allineata su tesi prevalentemente enunciate proprio dall’IPCC. Un caso classico di autoreferenzialità e di fabbrica di consenso: come ha infatti dimostrato un’analisi apparsa su «Science» nel 2004, nel periodo compreso tra il 1993 e il 2000 è stato molto difficile pubblicare articoli che sollevassero dubbi sulle tesi dell’IPCC.» (119)

L’IPCC è un organo dell’ONU dove la grande maggioranza dei paesi rappresentati appartiene al terzo mondo. Il protocollo di Kyoto redatto dopo i rapporti catastrofisti dell’IPCC, di fatto avvantaggia enormemente i paesi in via di sviluppo, perché non hanno limitazioni nelle emissioni, e possono scegliere fonti energetiche poco costose ma inquinanti. Questa politica sta già creando enormi spostamenti di capitali dall’occidente ai paesi in via di sviluppo, dove l’energia costa e costerà sempre meno, e dove non ci sono limiti alle emissioni. La stessa linea politica, sinergica a questa, è quella del WTO che vuol spacciare all’opinione pubblica dell’occidente, il fatto che la globalizzazione sia: libero mercato in libera concorrenza. Come può l’Italia competere con paesi dove gli imprenditori possono sfruttare gli operai come animali, senza nessuna tutela della vita, della sicurezza e della dignità? Come può l’Italia competere con paesi che hanno costi energetici decisamente più bassi, ottenuti con il carbone sporco, cioè con fumi non filtrati, senza nessun rispetto per l’ambiente, e senza nessuna limitazione nelle emissioni, né di CO2 né di smog? E senza limitazione alla deforestazione? Non è libera concorrenza, ma concorrenza estremamente sleale, e ci si deve vergognare di permetterlo!

“Il controllo delle emissioni è una leva politica
per ottenere un riequilibrio tra i paesi del mondo.”

Il presidente dell’IPCC, l’indiano Rajendra Pachauri, ha ritirato, assieme ad Al Gore, il premio Nobel per la pace, e sostiene le tesi, dell’IPCC cioè: la CO2 è la causa del riscaldamento e questo porterà catastrofi e inondazioni. Rajendra Pachauri, però non è un ambientalista, si è sempre occupato di petrolio! (71)
E’ un economista, e un ingegnere gestionale è stato amministratore delegato dell’Indian Oil Corporation, e ministro del petrolio indiano. L’India lo ha imposto alla guida dell’IPCC, in sostituzione dell’ecologista americano Robert Watson. (12) (Gerelli)
In termini politici, l’azione di Rajendra Pachauri si potrebbe interpretare, maliziosamente, come un appello agli imprenditori occidentali, del tipo:
<se restate in occidente andrete incontro a costi di miliardi di dollari o di euro per ridurre le emissioni, se invece venite a produrre nei paesi emergenti, ad esempio in India, non avrete nessuna limitazione né per le emissioni, né per gli inquinanti, con costi energetici molto bassi.>!.
E’ chiara e palese anche la posizione della Cina e dell’India i ministri di queste potenze emergenti hanno dichiarato, che non accetteranno nessuna limitazione nelle emissioni di CO2 per i prossimi 50 anni. Perché? Proprio perché la riduzione delle emissioni in questo momento storico, frena lo sviluppo. Con il protocollo di Kyoto lo sviluppo sarebbe frenato in occidente, In modo particolare in Italia, e favorito nei paesi emergenti. Questo è l’obbiettivo dell’ONU ma anche del WTO.
Il vicepresidente dell’IPCC invece è il russo Yuri Izrael, imposto all’IPCC direttamente dal presidente W.Putin, e sostiene che il protocollo di Kyoto non ha fondamenti scientifici e che i modelli climatici dell’IPCC si sono rivelati errati. (Erice congresso “Le emergenze planetarie” 2007)
In termini politici si potrebbe interpretare, maliziosamente, così:

< la Russia ha un economia che si basa sulla vendita di gas e petrolio all’Unione Europea, che invece per colpa del protocollo di Kyoto sta effettuando scelte energetiche dannose alla Russia, come: risparmio energetico, carbone pulito e nucleare, l’eolico e il biogas. Questo per i più furbi, per gli altri, il solare e la bioenergia . Di fatto il protocollo di Kyoto danneggia la Russia, quindi non ha fondamenti scientifici>!

L’Italia in questo gioco mi sembra un birillino travolto dalle palle del biliardo, o meglio dalle ecopalle, giocate dagli altri, e stanno vincendo la Cina e l’India.


“L’urgenza di salvare l’umanità
è quasi sempre il dito dietro cui si nasconde
l’urgenza di dominare l’umanità”

H. Mencken


Gli scopi politici dell’IPCC erano evidenti fin dai primi documenti, infatti nel 1992 fu stipulato un accordo dall’UNFCCC (convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici) votato soprattutto dai paesi in via di sviluppo che detengono la maggioranza di voti nel COP (conferenza delle parti)
In questo accordo , un preludio al protocollo di Kyoto, nell’art. 4 si richiede che:
i 24 paesi sviluppati dovranno pagare ai paesi in via di sviluppo i costi associati ai cambiamenti climatici. Questi pagamenti includono i costi di attenuazione, adeguamento, e rimborso danni per gli eventuali effetti negativi del mutamento climatico.

"La scienza dell’IPCC può essere una buona tattica per i paesi sottosviluppati
che cercano di estorcere miliardi di dollari ai paesi sviluppati,
ma di certo non è una buona scienza".

Dr Tim Patterson Professore di scienze della terra
Carleton University Ottawa, Canada. (105)


“L’idea dei cambiamenti climatici di origine antropica, sono parte di un progetto globale di filosofia, centrato in seno alle Nazioni Unite, che prevede il trasferimento di ricchezza dai paesi ricchi ai paesi poveri.”

J.P. Michael R.C. Balling ( 63 )

Greenpeace, una multinazionale che ha un bilancio da milioni di dollari, ha finanziato in larga misura la candidatura di Al Gore, il film documentario “una scomoda verità”, e i concerti live earth. La sfida politica tra Al Gore e Bush, fu in realtà tra ambientalisti e petrolieri. Una disputa per il potere, e la CO2 fu uno strumento di lotta.

Il ministro dell’ambiente A. Pecoraro Scanio ignorando completamente il parere di migliaia di scienziati che affermano che il protocollo di Kyoto non avrà nessuna efficacia, e rappresentando solo una piccola parte degli italiani, ha dichiarato che gli imprenditori italiani devono abbassare le emissioni di CO2 secondo, i dettami del protocollo di Kyoto, “senza se e senza ma”.
Gli imprenditori e gli allevatori dovrebbero intentare una causa collettiva, chiedendo il rimborso al ministero dell’ambiente, di tutti i soldi spesi inutilmente per abbassare le emissioni… “senza se e senza ma”!


(70) http://aconservativemind.blogspot.com/2 ... ttenzione- del-min.html
Franco Battaglia : “Alla cortese attenzione del min. Pecoraro Scanio (e dei suoi addetti stampa)” giovedì, settembre 13, 2007 Libero - Free

(71) http://www.climatescience.gov/Library/bios/pachauri.htm
Rajendra Pachauri: Biografia

(73) http://folk.uio.no/tomvs/esef/McLean_ipcc_review.pdf
John McLean: Peer review? What peer review? Failures of scrutiny in the UN's Fourth Assessment Report. Science and public policy press September 2007

(74)

http://www.formiche.net/documenti/EDITO ... nti_19.pdf

Guido Visconti:” Il clima la scienza e la bufala.” Formiche.net

(119) Visconti Guido, “Ripensare i modelli del clima”, Le Scienze, Dicembre 2007


DISCUSSIONE:


Vi giro una discussione su quanto assorbono le foreste e quanto l'agrocoltura
"Sulla captazione della foresta, c'è qualcosa nei commenti.

http://www.climatemonitor.it/?p=76 "

te lo cito

Carlo
15 Mag 2008 at 1:33 pm

L’importanza della CO2 nella termoregolazione del pianeta è praticamente di secondaria importanza. Voglio solo far presente un paio di aspetti. Il primo è riferito al mondo vegetale quale, erroneamente, definito polmone del Pianeta. O meglio in parte erroneamente definito se non altro nella sua espressione mediatica. Pochi sanno che una foresta matura non ha nessun effetto sulla sottrazione di anidride carbonica infatti il bilancio di emissione e sottrazione è praticamente a zero. Foreste giovani hanno invece la caratteristica di essere in crescita e quindi di essere nella condizione di avere una maggiore necessità di fissare carbonio ed infatti si rileva una migliore capacità di sottrazione. Ma se le piante fossero determinanti nel bilancio dell’anidride carbonica dovremmo aver rilevato, in un periodo glaciale, un aumento della CO2 e non una diminuzione come di fatto si evidenzia. Mi spiego meglio. Una glaciazione comporta una perdita netta dell’estensione boschiva non solo causa la maggiore estensione glaciale ma anche dovuta alla tipologia di clima freddo nelle aree limitrofe. La deforestazione operata dall’uomo è praticamente niente rispetto ad una deforestazione operata da un raffreddamento glaciale. Inoltre le foreste soggette a taglio sono definite “vecchie” e per la ragione sopra descritta non hanno un grande impatto sotto il profilo climatico. Il vero impatto, e anche pesante, è legato alla geologia del terreno che per le aree intertropicali è soggetto a desertificazione. Non voglio addentrarmi ora nelle problematiche dell’ecosistema tropicale ma basta sapere che una foresta in tali aree mantiene in equilibrio il rapporto tra sostanze nutritive rilasciate nel terreno e precipitazioni, indispensabili per la stessa sopravvivenza della foresta. Tale situazione rimane in equilibrio fino a modificazioni esterne. Il secondo aspetto è di tipo chimico. La CO2 assorbe maggiormente la radiazione infrarossa tra i 4,3 e 15,3 mm. La concentrazione di CO2 naturalmente presente è già quasi sufficiente a saturare le lunghezze d’onda di assorbimento e questo è il principale motivo per il quale un aumento del gas non comporta un altrettanto aumento lineare della temperatura. Anzi arrivati ad un certo livello anche se questo gas dovesse aumentare ulteriormente non si avrebbe alcun effetto sulla temperatura. Inoltre si continua a discutere sulla CO2 trascurando il principale gas preposto al naturale “effetto serra”, ovvero il vapore acqueo. Detto ciò è più che evidente la funzione regolatrice primaria operata dagli oceani sulla concentrazione della CO2 in atmosfera. In sostanza è come definire che il buon funzionamento del motore non sta nelle sue componenti dirette ma nell’accanimento su uno dei bulloni della ruota posteriore destra.
Guido Guidi
16 Mag 2008 at 10:34 am
@16
Grazie Carlo, non credo ci sia molto da aggiungere.
gg

e poi ho aggiunto:

Ricordo che l'acqua in zootecnia e in agricoltura non è sprecata come per il prelievo urbano, perchè

-nel primo caso l'acqua non è potabile e torna sempre alla terra e alla falda, dall'irrigazione, dai liquami o dalle precipitazioni dopo l'evaporazione,

-nel secondo l'acqua è potabile e convoglia velocemente al mare impoverendo la falda.(Anche in questo caso gli ambientalisti sbagliano a fare i confronti)

- il resto dell'acqua finisce nei cibi sia vegetali sia animali, non si può considerare uno spreco perchè fa parte della nutrizione.


Il biologico costa di più e le rese sono molto più basse all'ettaro, soprattutto per i cereali!
Poi gli ogm in realtà sono una tecnica biologica, l'obiettivo è costruire prodotti sempre più resistenti, a cui la chimica serva sempre meno.

per la mia esperienza diretta, 1 Ha di pioppio matura in 10 anni e il fabbisogno di azoto è di 1000 kg/Ha in totale, 1 Ha a mays in 10 anni ne vuole 3000, o 3600 se si fa il silomays.
Quindi assorbe il triplo come azoto, quanta CO2 assorbe non lo so ma sicuramente molto di più!
L' esposizione fogliare del mays è massima, quella del pioppo è bassa nei primi 3-4 anni e poi cresce, ma come il mays cioè massima. Se un bosco di pioppi non lo si taglia non cresce più, diventa maturo, assorbe meno nutrienti e presumo meno CO2.


Diverso è il caso delle foreste pluviali sempre verdi, mi sono dichiarato contrario al disboscamento!

Aggiungo alle possibili soluzioni indicate dagli esperti, cioè meccanizzazione, canalizzazione per l'irrigazione, ogm ecc il doppio raccolto, qualcuno a Lodi lo stà già facendo, non è semplice (serve attrezzatura specifica) ma si può fare.
nei paesi dove entra la meccanizzazione le produzioni aumentano di 2 o 3 volte anche di più, sugli stessi terreni, vuol dire che aumenta di molto la captazione della CO2 e dell'azoto.

Il concetto é : in un terreno arato, erpicato, concimato e irrigato la fotosintesi è molto più spinta rispetto a quello che avrebbe il terreno a vegetazione naturale.In modo particolare se si fa il doppio raccolto!

La soya ha una resa produttiva di tre quattro volte meno rispetto al mays quindi ci vorrebbero il triplo dei campi, e poi meno della metà della soya diventa tofu, quindi siamo già a sei volte i campi a mays, inoltre la soya ha una proteina di scarso valore biologico e ce ne vuole circa il 20% in più rispetto alla carne, e siamo a sette volte. Quindi il rapporto dei campi tra la dieta vegetariana e quella con carne è più o meno lo stesso, diverso è il caso di un adieta vegan ...ma non di molto.

L'icremento demografico è il vero problema (ed è correlato alla crescita zootecnica sia nelle diete vegetariane che in quelle a base di carne) L'Egitto è passato da 15 milioni a 75 milioni in 40 anni, mentre le terre coltive in Egitto sono le stesse.
Sono contrario alla deforestazione, e anche ai biocombustibili comprese le pioppelle da biomassa, perchè competono con l'alimentazione umana, per me la soluzione sta nella modernizzazione dell'agricoltura mondiale, meccanizzazione, canalizzazione, ogm, filiera corta, insilati per la zootecnica ( si risparmia energia e tempo sull'essicazione) di tutti i terreni agricoli del mondo, e siamo molto lontani da questo.

Ripeto, la soluzione non sta nel tassare gli allevatori, i mangimi, nel vietare gli ogm, o usare tecniche biologiche.
Condivido la lotta agli eccessi alimentari, anche quelli di carne, ma riguardano la dieta degli americani non la nostra.

Storiella:

Al vittoriale D'annunzio fece mettere a capotavola,il carapace e le zampe e la testa in oro della sua tartaruga gigante "Carolina", morta per un'indigestione, come monito per tutti quelli che si sedevano.
Ciò che mi nutre mi uccide.

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: dom lug 27, 2008 5:46 pm
da Clayco
Ho letto il chapter 3 del rapporto fAO : VERGOGNOSO!

Calcolano le emissioni zoogeniche totali come se fossero aggiuntive(come nel caso della combustione dei fossili) e non inserite in un ciclo naturale, nessun cenno al fatto che, per questo, non esiste nessuna correlazione tra le concentrazioni ad es di metano e l'incremento zootecnico. Le affermazioni si basano su una bibliografia di un certo Galloway 2004, l'ho cercata ed è un libro, che non è un peer review, che ha poco valore come fonte scientifica, poi citano l'ipcc anche qui come fonte, ma non è accettabile, i rapporti ipcc non sono peer reviewed.
L'unico segnale dal telencefalo è di S.Porter: in un grafico inserito nel rapporto FAO, indica le emissioni di protossido di azoto dai liquami, come facenti parte di un ciclo naturale, di emissione e assorbimento. Vado a cercare la fonte ed è un libro!

Skinner, B., S. Porter, and D.B. Botkin, 1999, The Blue Planet, John Wiley & Sons, N.Y.

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: lun lug 28, 2008 12:52 pm
da Clayco
http://www.oar.noaa.gov/research/papers ... house1.gif
[img]http://www.oar.noaa.gov/research/papers ... g=][/imgg][/img]


L’accusa è talmente falsa che analizzando i grafici delle forzanti radiative l’azione riscaldante del metano è in evidente decrescita. Il calcolo dei forzanti riguarda l'incremento delle concentrazioni, cioè la perturbazione aggiuntiva dei gas e non la concentrazione, la risposta radiativa è di tipo non lineare, a causa della saturazione progressiva delle bande di assorbimento, sia la forzante del metano sia quella del protossido di azoto sono in calo. (14)

In realtà come più volte dimostrato il CH4 è in equilibrio con la temperatura, più sale più aumentano le emissioni di CH4, come dimostra il picco del 1998 uno degli anni più caldi del secolo, con il 1934.
Non c'è nessuna correlazione tra l’andamento della concentrazione del metano in atmosfera e l'incremento demografico zootecnico.

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mar lug 29, 2008 2:08 pm
da Clayco
Volevo aggiungere che anche la produzione di ortaggi e di frutta all'ettaro è molto più bassa rispetto al mays o al silomays.
Quindi le differenze di costi energetici e di superficie coltiva procapite tra la dieta vegetariana e quella con carne (nel caso sia una dieta bilanciata) è nulla. Diverso è il caso della dieta vegan, ma anche in questo caso la resa del tofu è meno del 50% ci vogliono 100 kg di soya per fare meno di 50 kg di tofu ( in ss) e nel caso del seitan addirittura la resa è inferiore al 15% ci vogliono 100 kg di grano per fare 15 kg di seitan ( sempre in ss) . E' innegabile che le differenze nel caso di dieta vegan ci siano ma non sono così marcate come qualcuno vuol far credere.

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mar lug 29, 2008 5:00 pm
da pasionario
Aiuto, ma che sta succedendo??

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mar lug 29, 2008 5:22 pm
da AlanAdler
:mrgreen:

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mar lug 29, 2008 5:38 pm
da Stella10
:roll: :mrgreen:

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mar lug 29, 2008 7:46 pm
da Daria
pasionario ha scritto:Aiuto, ma che sta succedendo??
Boh, credo che tutto questo gli serva per continuare a mangiare animali senza avere sensi di colpa... :D

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Inviato: mar lug 29, 2008 9:08 pm
da pasionario
Daria ha scritto:Boh, credo che tutto questo gli serva per continuare a mangiare animali senza avere sensi di colpa... :D
Sì, anche io lo penso...ma cominciano ad essere in troppi a pensarla così, mannaggia! :evil: