siamo troppi!

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paolodegregorio
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siamo troppi!

Messaggio da paolodegregorio » mar giu 17, 2008 5:56 pm

- siamo troppi! -
a cura di Paolo De Gregorio, 16 giugno 2008

Sartori oggi ricorda, in un editoriale sul “Corriere della Sera”, la lungimiranza di Peccei e del Club di Roma, che già nel 1972, con il rapporto “i limiti dello sviluppo”, segnalava la impossibilità di una crescita illimitata degli abitanti della terra, quando la popolazione mondiale era di 3 miliardi e 850 milioni, contro i 6 miliardi di oggi.
In effetti, sono mosche bianche coloro che parlano del problema dei problemi, che è quello della sovrappopolazione, e non vi è un dibattito serio tra coloro che usano il metodo scientifico e l’onere della prova, e coloro che con grande leggerezza parlano ancora di espandere l’economia e i consumi e che la terra può sostenere benissimo questa enorme pressione.
Da una parte vi sono anni di imponenti studi, di verificata esplosione geometrica degli abitanti della terra, del ridursi della disponibilità di petrolio, di cibo e di acqua, e dall’altra si ritrovano i soliti compari, capitalisti e religione, che invece guardano al futuro con ottimismo e fiducia nella divina provvidenza, senza dover dimostrare la validità della attuale economia e, nel caso dei preti che si oppongono in ogni modo alla contraccezione e al controllo delle nascite, senza alcuna responsabilità per gli affamati che saranno ulteriormente creati.
Anche in questo caso verifichiamo che esistono solo due culture fondamentali, destinate a non incontrarsi mai in quanto totalmente antagoniste, e il prevalere dell’una significa la morte dell’altra e viceversa.
Chi vorrebbe affrontare i problemi usando scienza, razionalità, lungimiranza, per la sostenibilità dell’ecosistema, si trova davanti tutta l’economia, che è in mano private, dalle multinazionali alla informazione, che va dove vuole, non tiene conto della politica e tanto meno della democrazia, si muove solo nella logica del profitto a breve, ed è in grado di dare lavoro solo se la si lascia libera di fare come vuole, anche di portare la terra al collasso.
Abbiamo la cultura dell’autodistruzione, della irresponsabilità, del fatalismo religioso al POTERE, ed è un potere assoluto perché le scelte le fanno solo loro.
L’unica possibile via d’uscita, teorica e pratica, è quella di far inaridire la globalizzazione, che è espressione delle grandi compagnie multinazionali, dei grandi interessi commerciali e finanziari, ossia il grande modo di produrre, a favore del piccolo modo di produrre, legato al proprio territorio nazionale e regionale, in cui le merci vengono prodotte per il consumo interno, senza dover più conquistare né mercati, né territori altrui, con l’autosufficienza energetica che solo il sole ci può dare per far finire la dittatura dei proprietari del petrolio e dell’uranio.
Purtroppo queste scelte non saranno fatte per via razionale, ma saranno obbligate dal dispiegarsi di due crisi: quella petrolifera e quella ambientale, che renderanno antieconomici buona parte dei commerci globalizzati, e renderanno necessaria una riconversione delle varie agricolture non più per le esportazioni, ma per i bisogni interni di ogni nazione.
La diffusione orizzontale sul territorio della produzione energetica con le rinnovabili e una agricoltura a km zero, ossia legata al territorio, trasformeranno il modo di produrre e di pensare. Finalmente i contadini e gli scienziati diventeranno le classi più importanti, e credo che le grandi città saranno abbandonate.
Sono sicuro che questo processo avverrà attraverso una grande crisi, e credo che chi avrà la lungimiranza di diminuire anche di numero e di consumi inutili alla fine si troverà avvantaggiato.
Faccio il tifo per il petrolio a 200 dollari che faccia scattare la rivoluzione energetica e la rivoluzione culturale per cui si capisca che l’economia va governata e che le risorse non sono infinite, e quindi anche il numero di bocche da sfamare deve diminuire, e anche questa scelta va governata.
Paolo De Gregorio

wildlife
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Iscritto il: dom gen 13, 2008 2:42 pm

Re: siamo troppi!

Messaggio da wildlife » lun set 22, 2008 9:15 pm

Il numero massimo di umani che la Terra può sostenere dipende dal tipo di alimentazione medio e dalla quantità di consumi.
Gli studi relativi a dare un’ordine di grandezza a questo numero, in funzione delle grandezze sopraddette, sono molto scarsi, cosa assai sorprendente, data l’importanza del problema. Comunque:
- uno studio dell’Università Cornell, di circa trent’anni fa, poneva un limite superiore dell’ordine di due miliardi di individui;
- dei dodici scenari studiati nel famoso rapporto del Club di Roma I limiti dello sviluppo, gli unici due che portavano ad una situazione vitale senza l’impazzimento dei diagrammi e quindi senza un collasso del sistema richiedevano come condizione necessaria e non sufficiente la stabilizzazione della popolazione mondiale entro il 1975, il che significa un limite massimo di popolazione di tre-quattro miliardi di umani, con un livello di consumi inferiore a quello medio attuale;
- nel libro Assalto al pianeta di Pignatti-Trezza è indicato un valore massimo di circa un miliardo e mezzo di umani;
- la popolazione umana quando è cominciato l’impiego dei combustibili fossili, cioè al momento in cui si è iniziata la rottura della condizione stazionaria del Pianeta, almeno sul piano energetico, era di circa un miliardo di persone.

Questi pochi dati non differiscono poi troppo fra loro.
A questo punto sorge spontanea una domanda: come facciamo a vivere oggi su questa Terra in quasi-sette miliardi? La risposta è immediata: in questo periodo non siamo affatto in situazione stazionaria, siamo in un transitorio in cui l’umanità vive “divorando” la Terra, cioè a spese dell’Organismo di cui fa parte. Questo transitorio non può durare a lungo.

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