Scandalo farmaci e vivisezione...!
Inviato: lun giu 02, 2008 4:32 pm
Scandalo farmaci, una talpa in Procura
Repubblica — 22 maggio 2008
Una donna. Probabilmente un pubblico ufficiale in servizio alla procura, a Torino. Una signora che «chiede "qualcosa" e in cambio fornisce informazioni un po' alla volta». Le carte dell' inchiesta sulla corruzione all' Aifa, l' Agenzia italiana per il farmaco, rivelano l' esistenza di una «gola profonda» in grado di passare notizie riservate e indicazioni top secret sulle indagini da quasi due anni portate avanti sottotraccia dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Una talpa. E forse anche più di una. Il cavallo di Troia a Palazzo di giustizia, la cui esistenza sembra dimostrata dalla telefonata numero 639 del 3 aprile 2007, non ha ancora un nome e un volto. Si sa, invece, chi era l' interlocutore che con la «fonte» dialogava. Roberto Ceresa, indagato numero 4 nella lista di 27, non sottoposto ad alcuna misura restrittiva. Parlamentare leghista all' inizio degli anni '90, nativo di Torino e residente in provincia, entra nell' inchiesta come addetto all' Health policy della casa farmaceutica Bayer. Viaggia. Si muove. Tesse relazioni. Rinverdisce vecchie amicizie. Promette. Millanta, anche. E in quella e altre chiamate, ignaro di essere anche lui intercettato, si lascia andare. «Dall' analisi delle conversazioni emerge che Ceresa risulta in continuo contatto con uno o più informatori a conoscenza dello sviluppo delle indagini». Le ottiene dalla donna senza volto. Riguarderebbero - con il condizionale che resta d' obbligo, perché i contenuti allo stato «non risultano individuati con sufficiente certezza» - «i tempi dell' inchiesta, alcune modalità (le richieste di informazioni a Farmindustria) e gli indagati (con particolare riferimento a Nello Martini, direttore generale dell' Aifa). L' ex parlamentare non le tiene per sé, stando al teorema accusatorio. Le passerebbe, ipotizza la Procura, allo stesso Martini e a Umberto Filippi, Health policy regulatory affaire head della Bayern. è «concorso in corruzione in atti giudiziari e in corruzione per atti contrari a doveri d' ufficio», conclude l' aggiunto Guariniello. La sola prima telefonata - osserva e precisa il gip Recchione sul punto - «non è sufficiente a configurare il quadro indiziario nei termini della gravità necessaria per emettere una misura cautelare». Ceresa, però, è uno che non si risparmia. «In Torino - è scritto ancora nelle carte - ha una moltitudine di contatti che non si esauriscono nel rapporto con la "signora"». Il 6 febbraio di quest' anno incontra altri "contatti" buoni. E poi relaziona a un conoscente: «Per quanto riguarda il discorso qui di Torino - riferisce - è confermata. Questa sera andiamo a mangiare un boccone a luce e gas e mi portano le carte da vedere, perché... come san Tommaso, cioè se non le vedo...». Non solo. Per saperne ancora di più, il 18 febbraio «si spinge a cercare un colloquio con personale appartenente al Nas, allo scopo di avere ulteriori informazioni», visto che la «fonte abituale» pare tagliata fuori. Un comune amico incontra al bar un ufficiale del Nucleo - allo stato non indagato - e gli propone di vedere Ceresa al ristorante, dipingendolo come «il futuro amministratore delegato della Bayer», oltre che «già deputato». La messa in circolo dei «segreti» sortisce effetti, almeno in una occasione: il 21 luglio 2007 viene trovata una delle microspie piazzate dai carabinieri del Nas all' Agenzia italiana del farmaco. - LORENZA PLEUTERI
Tratto da http://www.federconsumatori.it
Comunicato Stampa
23/05/2008
FARMACI: GRAVE COMPORTAMENTO DA PARTE DI AIFA E DI ALCUNE AZIENDE FARMACEUTICHE. FEDERCONSUMATORI PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE NELL’INCHIESTA SUI FARMACI. SI RENDANO PUBBLICI I NOMI DEI MEDICINALI.
La Federconsumatori è pronta a costituirsi parte civile per l’inchiesta che la Procura di Torino ha aperto nei confronti dell’Aifa e di alcune aziende farmaceutiche.
La gravità del comportamento assunto da alcuni dirigenti dell’Aifa e da alcune aziende nell’accelerare o rallentare l’iter di verifica dei farmaci prima dell’immissione in commercio, per tutelare gli interessi commerciali delle società produttrici, mette in serio pericolo la salute dei cittadini. Si rendano pubblici i nomi dei farmaci coinvolti nello scandalo, i cittadini hanno il diritto di conoscere quali sono tali medicinali perché, un uso inconsapevole, può provocare rischi alla salute dei consumatori.
E’ in gioco la salute di milioni di cittadini perché, ancora una volta, gli interessi commerciali delle aziende prevalgono sulla tutela della salute pubblica.
Federconsumatori, pertanto, seguirà attentamente lo sviluppo delle indagini e dei provvedimenti che saranno avviati e invita la Magistratura a fare al più presto chiarezza su questo gravissimo caso.
Da http://www.corriere.it
TORINO, TRA GLI INDAGATI ANCHE IL SINDACO-RICERCATORE DI IVREA
«Mazzette per evitare i controlli sull'Aulin»
Farmaci e tangenti, filmata la consegna di soldi al vice capo dell'Aifa
MILANO — Tra i 30 indagati del nuovo scandalo farmaci c'è anche un neosindaco. Carlo Della Pepa, 46 anni, medico e ricercatore della farmacologia di Torino, eletto a Ivrea per una coalizione di centrosinistra. Il suo capo è il farmacologo di Torino Mario Eandi. Poi manager di primo piano della Bayer, Umberto Filippi e Roberto Ceresa (ex Lega Nord).
Incontri con il «numero uno» dell'Aifa (l'Agenzia italiana per l'approvazione e la sorveglianza sui farmaci) Nello Martini sono agli atti dell'inchiesta torinese guidata da Raffaele Guariniello. E che oltre alla corruzione ipotizza un sistema che potrebbe avare arrecato danni alla salute dei cittadini. Un esempio: il caso Aulin. Nimesulide è la molecola, Aulin è il farmaco più noto tra i molti in commercio che contengono questo principio attivo. Un anti-infiammatorio (Fans) che può anche avere gravi effetti collaterali sul fegato. Mai approvato negli Stati Uniti e in Giappone. Ritirato nel 2002 in Spagna e Finlandia. E nel maggio 2007 in Irlanda dopo che sei pazienti subirono un trapianto di fegato per sopravvivere alle lesioni causate dall'abuso del farmaco.
L'Italia nicchia, a chi ne chiede il ritiro viene risposto che i benefici in un certo sono superiori ai rischi. Basta rispettare l'obbligo di prescrizione da parte del medico. Di verifiche e studi per appurarne la reale pericolosità non se ne parla. Solo monitoraggio. Perché? La risposta in un filmato di due minuti. Un mediatore passa una mazzetta a Pasqualino Rossi per «lasciare tranquillo» l'Aulin. Un regista con le stellette ha immortalato immagini e suoni del pagamento in contanti, la gioia del numero due dell'Aifa (rappresentante anche nell'Emea, l'agenzia europea per i farmaci), la sua corsa in banca per coprire il conto in rosso. Un corto da YouTube agli atti della richiesta di 20 ordinanze cautelari, su 30 indagati (ma forse saranno di più dopo gli interrogatori di oggi in carcere a Roma), da parte della procura di Torino dopo due anni di inchiesta sull'Aifa partita (gennaio 2006) da alcuni dossier per l'approvazione di alcuni farmaci bioequivalenti o generici. I provvedimenti, firmati dal gip torinese, riguardano Pasqualino Rossi (carcere) e Antonella Bove (arresti domiciliari), dirigenti Aifa. Altre ordinanze (tre in carcere, tre in casa) riguardano procuratori delle aziende: Matteo Mantovani, Sante Di Renzo, Mario Umbri, Piera Campanella e Francesca Fiorenza. Un sesto manager è ancora ricercato: sarebbe all'estero.
Tutto registrato, immagini e suoni. Prove contenute nelle 700 pagine della richiesta di 20 arresti, che poi il Gip ha «sintetizzato » in soli otto arresti e 400 pagine di ordinanza. Anche Nello Martini, che smentisce di essere indagato, è protagonista di intercettazioni chiave: le cimici degli investigatori (i carabinieri dei Nas di Torino, Roma, Padova e Alessandria), per esempio, ne avrebbero registrato parola per parola un incontro con i vertici della Glaxo in un albergo di Verona. Che cosa si sono detti è agli atti. Come agli atti è la storia della figlia di un funzionario Aifa assunta da una delle aziende di cui il padre doveva essere tra l'altro «controllore». Da ieri tutto è in mano anche della procura di Roma, che su buona parte dell'inchiesta è competente. Dei 30 capi d'accusa dell'inchiesta, solo sette resteranno al vaglio dei magistrati torinesi. Inevitabile il contraccolpo nel dicastero del Welfare e della Salute. Il ministro Maurizio Sacconi ha deciso l'avvio di una commissione d'indagine composta da tre «autorevoli esperti»: dovrà fornire le prime valutazioni tra sette giorni, poi un più completo rapporto entro il 31 luglio 2008. All'esame un sistema molto raffinatosi dopo lo scandalo che 15 anni fa ha coinvolto Duilio Poggiolini e la Cuf, l'equivalente dell'Aifa di allora. Il filone sul sangue infetto (Hiv ed epatiti B e C) è ancora aperto. A Napoli dovranno decidere su Poggiolini, estraneo a tutto il ministro della Sanità dell'epoca Giovanni De Lorenzo. L'Aifa fu istituita ex novo anche per cancellare lo scandalo Poggiolini. Evidentemente però qualcosa non ha funzionato.
Mario Pappagallo
23 maggio 2008
Farmaci illegali: traffico via Svizzera
Dal Corriere del Ticino, 24 maggio 2008
La Svizzera si è fregiata del primo posto nella contraffazione di farmaci. Un 38enne ticinese nel mirino della giustizia torinese
Farmaci illegali. E’ di pochi giorni la notizia che la Svizzera si situa al primo posto al mondo per contraffazione di farmaci. Addirittura prima dell’India. L’Unione europea si dice “scioccata”. “I prodotti sequestrati – si leggeva in una notizia dell’ATS - possono essere farmaci perfettamente copiati, miscugli con alcuni ingredienti attivi o semplici placebo". I danni sulla salute potrebbero essere gravi, anzi molto gravi se il farmaco in questione fosse preso da un persona ammalata gravemente e risultasse essere un placebo o contenente miscugli di diversi principi attivi
Cinque partite di medicinali - in tutto 1,6 milioni di pillole di un analgesico a base di morfina fabbricato in Svizzera - sono state intercettate tra marzo e maggio 2007 dalle dogane tedesche. "Il nome della Svizzera dà una certa garanzia di qualità ai consumatori. È dunque più pericoloso quando prodotti contraffatti vengono dalla Svizzera piuttosto che dalla Cina", ha detto Laszlo Kovacs, il commissario europeo per la fiscalità l'unione doganale.
E’ di oggi invece la notizia di un 38enne ticinese – le iniziali sono B.R. – cercato dalla procura di Torino per commercio illegale di farmaci. Ne dà notizia la Regione. Ma l’uomo è “irreperibile”. Nei confronti dell’uomo è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare. Fra gli arrestati spiccano personalità nel campo della farmaceutica italiana, come Pasqualino Rossi, numero due dell’Aifa (agenzia pubblica italiana che autorizza la messa in commercio di farmaci) e rappresentante dell’Emea (agenzia del farmaco con sede a Londra
B.R. sarebbe coinvolto in sperimentazioni falsificate, in informazioni mai date o date in molto ritardo sugli effetti secondari dei farmaci. Complici alcuni funzionari pubblici corrotti Nell’inchiesta è coinvolta pure una comasca di 34 anni che lavora in una ditta farmaceutica ticinese.
Ancora ricercato il ticinese coinvolto nel commercio illegale di farmaci
La Regione Ticino, 24 maggio 2008
È ancora uccel di bosco il 37enne ticinese (B.R. le iniziali) col¬pito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip di Torino Sandra Recchione, nell’ambito di una inchiesta del¬la Procura del capoluogo piemontese sulla corruzione all’Aifa (Agenzia italiana del farmaco).
Una storia di mazzette e gadget in cambio di procedure veloci e agevolate per l’immissione in commercio di medicinali, fra cui l’Aulin.
Per quanto è dato sapere il ticinese sarebbe un “agente pagato¬re’’ per conto di una casa farmaceutica svizzera. Oltre agli arre¬stati (sette le ordinanze eseguite) ci sono anche una trentina di indagati, fra cui una 34enne comasca, residente ad Inverigo, con¬sulente di una ditta farmaceutica con sede a Lugano. Alla donna viene addebitato un solo episodio.
Nella vicenda sarebbe coinvolta anche una seconda lariana, una 59enne ex assessore provinciale a Lecco nonché strettissima collaboratrice di Rosy Bindi al tempo in cui era Ministro della Sa¬nità. Sulla vicenda è intervenuto anche il neo ministro del Welfa¬re Maurizio Sacconi, che dopo un vertice con i due sottosegretari legati alla Sanità, ha deciso la costituzione di una commissione tecnico-amministrativa. Intanto, ieri sono incominciati gli inter¬rogatori di garanzia delle persone arrestate.
Il gip di Torino che ha firmato l’ordinanza di custodia cautela¬re a Roma, dove è detenuto, ha interrogato Pasqualino Rossi, nu¬mero due dell’Aifa nonché rappresentante per l’Italia all’Euro¬pean medicines agency e principale indagato nell’inchiesta tori¬nese. Rossi ha ammesso di aver ricevuto “benefit” sotto forma di viaggi, di esecuzione gratuita di lavori di ristrutturazione della sua abitazione e di mobili ( per un valore complessivo di circa ventimila euro), ma di averli considerati come “omaggi” per le informazioni che gli venivano richieste senza agevolare in alcun modo le pratiche. A Roma, sempre ieri, sono stati interrogati al¬tri cinque arrestati, mentre stamane a Torino sarà sentita la set¬tima persona fermata.[/font]
Nel frattempo la parte maggiore dell’inchiesta è già stata invia¬ta per competenza territoriale alla procura di Roma. M.M.
FARMACI: AIFA, ORA SI INDAGA SU DISASTRO COLPOSO
Da http://www.ansa.it 24 maggio 2008
(di Mauro Barletta)
TORINO - Disastro colposo per la messa in commercio di decine di medicinali non perfetti: è questo il secondo filone dell'inchiesta della procura di Torino sull'attività dell'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) che nei giorni scorsi ha portato a otto ordini di custodia cautelare per corruzione. Tra le figure al vaglio dei magistrati spicca il direttore generale dell'Agenzia, Nello Martini, il cui nome compare nel registro degli indagati. I prodotti - alcuni in circolazione, altri ancora in attesa di essere autorizzati - nel mirino dei pm Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace sarebbero almeno una trentina: psicofarmaci, antibiotici, diuretici, antipertensivi, antiasmatici a base di principi attivi che, scaduti i canonici dieci anni del brevetto, dovevano essere nuovamente sperimentati con tutti i crismi, ma che sono stati proposti con modalità poco convincenti.
Una serie di test, svolti di concerto con una speciale commissione istituita dal sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio, sono stati disposti per capire se ci sono rischi per i consumatori e se, in questo caso, bisogna procedere ai sequestri. Oggi, a Roma, alcuni funzionari dell' Aifa sono stati interrogati in qualità di testimoni. Il procedimento è nato nel 2006 dopo la scoperta della falsità di uno studio, risalente a cinque anni prima, di bioequivalenza su tre generici: un singolo episodio per il quale, a Torino, sono finiti sotto accusa il professor Mario Eandi, direttore della cattedra di farmacologia dell'Università subalpina, il ricercatore Carlo Della Pepa (attuale sindaco della città di Ivrea) e Giuseppe Irianni, committente dello studio per conto di una casa farmaceutica. Ma quello che sembrava un circoscritto caso di malcostume ha portato alla luce, dopo una serie di indagini dei carabinieri del Nas, prima numerose vicende di corruzione di tecnici dell'Aifa da parte dei lobbisti delle industrie e poi i problemi legati all'iter per l'autorizzazione dei medicinali e, in particolare, dei generici.
Si parla di società che fanno svolgere le analisi preparatorie all'estero (in Ucraina) con modalità poco sicure, di pratiche sbrigate dall'Aifa troppo celermente, di dossier piuttosto compiacenti. La notizia dell'indagine - e della grave ipotesi di reato - ha destato più di una preoccupazione. Il farmacologo Silvio Garattini ha invitato gli inquirenti a divulgare i nomi dei prodotti, precisando comunque che "la definizione 'farmaco non perfetto' in realtà non vuol dire molto" perché "l'imperfezione potrebbe indicare una semplice anomalia nella confezione così come un aspetto ben più grave, quale un dosaggio irregolare nel principio attivo". Giacomo Milillo, segretario nazionale dei medici di famiglia (Fimmg), ha annunciato che chiederà al ministero del Welfare "chiare indicazioni" su come i dottori devono comportarsi al momento di prescrivere le medicine. Intanto è tornata in libertà la milanese Piera Campanella, una delle consulenti delle case farmaceutiche finita agli arresti domiciliari per corruzione, che questa mattina è stata interrogata senza respingere in toto le accuse.
MINISTERO: NESSUN PERICOLO PER LA SALUTE DEI CITTADINI
La commissione d'indagine ministeriale già istituita "fino a oggi e allo stato delle informazioni ricevute dalla procura di Torino, non ha riscontrato, nelle verifiche effettuate, pericoli per la salute dei cittadini". Lo afferma il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio in relazione all'inchiesta giudiziaria in corso sull'Aifa. "La commissione d'indagine sulla stessa Aifa, nominata tempestivamente dal ministro giovedì scorso - sottolinea una nota del ministero del Welfare - ha preso contatto fin dalle ore successive alla divulgazione delle prime notizie con la procura di Torino. L'obiettivo più immediato della commissione è stato quello di verificare, allo stato delle informazioni ricevute dalla procura, la congruità dei farmaci oggetto di indagine per garantire la massima tutela della salute dei cittadini". Il professor Fazio, si precisa nella nota, "fa sapere che la commissione d'indagine ministeriale, fino a oggi e allo stato delle informazioni ricevute dalla procura di Torino, non ha riscontrato, nelle verifiche effettuate, pericoli per la salute dei cittadini". Fatti salvi, pertanto, gli "ulteriori accertamenti che potranno essere disposti dalla commissione a seguito di ufficiali informazioni che eventualmente perverranno dall'Autorità giudiziaria - afferma il ministero - non sussistono, allo stato attuale, elementi che richiedano l'adozione di specifici interventi amministrativi a tutela della salute pubblica".
In particolare, si precisa nella nota del ministero del Welfare, "la commissione di indagine, nella giornata di ieri, ha effettuato le prime verifiche nella sede dell'Aifa. Nel corso delle stesse il dottor Nello Martini, direttore generale dell'Aifa, ha esibito copia dei provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica di Torino e dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino. Questi due atti fanno riferimento, in via esemplificativa, al mancato aggiornamento delle condizioni di autorizzazione al commercio di 22 medicinali, che risultano tutti commercializzati in ambito europeo, a volte anche da molti anni". Nel corso del sopralluogo, sottolinea la nota, "é stato verificato che le procedure di aggiornamento delle condizioni di autorizzazione di tali prodotti sono già state comunque completate dall'Aifa, tranne che per un medicinale, per il quale è in corso l'adozione del provvedimento di aggiornamento degli stampati". "Nessuno di questi casi - conclude il ministero - attiene a modifiche rientranti nelle ipotesi contemplate dall'articolo 36 del decreto legislativo 219/2006 (di recepimento della normativa comunitaria sui medicinali per uso umano), che riguarda le misure restrittive urgenti che il titolare della registrazione é tenuto a prendere in caso di rischio per la salute pubblica".
Repubblica — 22 maggio 2008
Una donna. Probabilmente un pubblico ufficiale in servizio alla procura, a Torino. Una signora che «chiede "qualcosa" e in cambio fornisce informazioni un po' alla volta». Le carte dell' inchiesta sulla corruzione all' Aifa, l' Agenzia italiana per il farmaco, rivelano l' esistenza di una «gola profonda» in grado di passare notizie riservate e indicazioni top secret sulle indagini da quasi due anni portate avanti sottotraccia dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Una talpa. E forse anche più di una. Il cavallo di Troia a Palazzo di giustizia, la cui esistenza sembra dimostrata dalla telefonata numero 639 del 3 aprile 2007, non ha ancora un nome e un volto. Si sa, invece, chi era l' interlocutore che con la «fonte» dialogava. Roberto Ceresa, indagato numero 4 nella lista di 27, non sottoposto ad alcuna misura restrittiva. Parlamentare leghista all' inizio degli anni '90, nativo di Torino e residente in provincia, entra nell' inchiesta come addetto all' Health policy della casa farmaceutica Bayer. Viaggia. Si muove. Tesse relazioni. Rinverdisce vecchie amicizie. Promette. Millanta, anche. E in quella e altre chiamate, ignaro di essere anche lui intercettato, si lascia andare. «Dall' analisi delle conversazioni emerge che Ceresa risulta in continuo contatto con uno o più informatori a conoscenza dello sviluppo delle indagini». Le ottiene dalla donna senza volto. Riguarderebbero - con il condizionale che resta d' obbligo, perché i contenuti allo stato «non risultano individuati con sufficiente certezza» - «i tempi dell' inchiesta, alcune modalità (le richieste di informazioni a Farmindustria) e gli indagati (con particolare riferimento a Nello Martini, direttore generale dell' Aifa). L' ex parlamentare non le tiene per sé, stando al teorema accusatorio. Le passerebbe, ipotizza la Procura, allo stesso Martini e a Umberto Filippi, Health policy regulatory affaire head della Bayern. è «concorso in corruzione in atti giudiziari e in corruzione per atti contrari a doveri d' ufficio», conclude l' aggiunto Guariniello. La sola prima telefonata - osserva e precisa il gip Recchione sul punto - «non è sufficiente a configurare il quadro indiziario nei termini della gravità necessaria per emettere una misura cautelare». Ceresa, però, è uno che non si risparmia. «In Torino - è scritto ancora nelle carte - ha una moltitudine di contatti che non si esauriscono nel rapporto con la "signora"». Il 6 febbraio di quest' anno incontra altri "contatti" buoni. E poi relaziona a un conoscente: «Per quanto riguarda il discorso qui di Torino - riferisce - è confermata. Questa sera andiamo a mangiare un boccone a luce e gas e mi portano le carte da vedere, perché... come san Tommaso, cioè se non le vedo...». Non solo. Per saperne ancora di più, il 18 febbraio «si spinge a cercare un colloquio con personale appartenente al Nas, allo scopo di avere ulteriori informazioni», visto che la «fonte abituale» pare tagliata fuori. Un comune amico incontra al bar un ufficiale del Nucleo - allo stato non indagato - e gli propone di vedere Ceresa al ristorante, dipingendolo come «il futuro amministratore delegato della Bayer», oltre che «già deputato». La messa in circolo dei «segreti» sortisce effetti, almeno in una occasione: il 21 luglio 2007 viene trovata una delle microspie piazzate dai carabinieri del Nas all' Agenzia italiana del farmaco. - LORENZA PLEUTERI
Tratto da http://www.federconsumatori.it
Comunicato Stampa
23/05/2008
FARMACI: GRAVE COMPORTAMENTO DA PARTE DI AIFA E DI ALCUNE AZIENDE FARMACEUTICHE. FEDERCONSUMATORI PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE NELL’INCHIESTA SUI FARMACI. SI RENDANO PUBBLICI I NOMI DEI MEDICINALI.
La Federconsumatori è pronta a costituirsi parte civile per l’inchiesta che la Procura di Torino ha aperto nei confronti dell’Aifa e di alcune aziende farmaceutiche.
La gravità del comportamento assunto da alcuni dirigenti dell’Aifa e da alcune aziende nell’accelerare o rallentare l’iter di verifica dei farmaci prima dell’immissione in commercio, per tutelare gli interessi commerciali delle società produttrici, mette in serio pericolo la salute dei cittadini. Si rendano pubblici i nomi dei farmaci coinvolti nello scandalo, i cittadini hanno il diritto di conoscere quali sono tali medicinali perché, un uso inconsapevole, può provocare rischi alla salute dei consumatori.
E’ in gioco la salute di milioni di cittadini perché, ancora una volta, gli interessi commerciali delle aziende prevalgono sulla tutela della salute pubblica.
Federconsumatori, pertanto, seguirà attentamente lo sviluppo delle indagini e dei provvedimenti che saranno avviati e invita la Magistratura a fare al più presto chiarezza su questo gravissimo caso.
Da http://www.corriere.it
TORINO, TRA GLI INDAGATI ANCHE IL SINDACO-RICERCATORE DI IVREA
«Mazzette per evitare i controlli sull'Aulin»
Farmaci e tangenti, filmata la consegna di soldi al vice capo dell'Aifa
MILANO — Tra i 30 indagati del nuovo scandalo farmaci c'è anche un neosindaco. Carlo Della Pepa, 46 anni, medico e ricercatore della farmacologia di Torino, eletto a Ivrea per una coalizione di centrosinistra. Il suo capo è il farmacologo di Torino Mario Eandi. Poi manager di primo piano della Bayer, Umberto Filippi e Roberto Ceresa (ex Lega Nord).
Incontri con il «numero uno» dell'Aifa (l'Agenzia italiana per l'approvazione e la sorveglianza sui farmaci) Nello Martini sono agli atti dell'inchiesta torinese guidata da Raffaele Guariniello. E che oltre alla corruzione ipotizza un sistema che potrebbe avare arrecato danni alla salute dei cittadini. Un esempio: il caso Aulin. Nimesulide è la molecola, Aulin è il farmaco più noto tra i molti in commercio che contengono questo principio attivo. Un anti-infiammatorio (Fans) che può anche avere gravi effetti collaterali sul fegato. Mai approvato negli Stati Uniti e in Giappone. Ritirato nel 2002 in Spagna e Finlandia. E nel maggio 2007 in Irlanda dopo che sei pazienti subirono un trapianto di fegato per sopravvivere alle lesioni causate dall'abuso del farmaco.
L'Italia nicchia, a chi ne chiede il ritiro viene risposto che i benefici in un certo sono superiori ai rischi. Basta rispettare l'obbligo di prescrizione da parte del medico. Di verifiche e studi per appurarne la reale pericolosità non se ne parla. Solo monitoraggio. Perché? La risposta in un filmato di due minuti. Un mediatore passa una mazzetta a Pasqualino Rossi per «lasciare tranquillo» l'Aulin. Un regista con le stellette ha immortalato immagini e suoni del pagamento in contanti, la gioia del numero due dell'Aifa (rappresentante anche nell'Emea, l'agenzia europea per i farmaci), la sua corsa in banca per coprire il conto in rosso. Un corto da YouTube agli atti della richiesta di 20 ordinanze cautelari, su 30 indagati (ma forse saranno di più dopo gli interrogatori di oggi in carcere a Roma), da parte della procura di Torino dopo due anni di inchiesta sull'Aifa partita (gennaio 2006) da alcuni dossier per l'approvazione di alcuni farmaci bioequivalenti o generici. I provvedimenti, firmati dal gip torinese, riguardano Pasqualino Rossi (carcere) e Antonella Bove (arresti domiciliari), dirigenti Aifa. Altre ordinanze (tre in carcere, tre in casa) riguardano procuratori delle aziende: Matteo Mantovani, Sante Di Renzo, Mario Umbri, Piera Campanella e Francesca Fiorenza. Un sesto manager è ancora ricercato: sarebbe all'estero.
Tutto registrato, immagini e suoni. Prove contenute nelle 700 pagine della richiesta di 20 arresti, che poi il Gip ha «sintetizzato » in soli otto arresti e 400 pagine di ordinanza. Anche Nello Martini, che smentisce di essere indagato, è protagonista di intercettazioni chiave: le cimici degli investigatori (i carabinieri dei Nas di Torino, Roma, Padova e Alessandria), per esempio, ne avrebbero registrato parola per parola un incontro con i vertici della Glaxo in un albergo di Verona. Che cosa si sono detti è agli atti. Come agli atti è la storia della figlia di un funzionario Aifa assunta da una delle aziende di cui il padre doveva essere tra l'altro «controllore». Da ieri tutto è in mano anche della procura di Roma, che su buona parte dell'inchiesta è competente. Dei 30 capi d'accusa dell'inchiesta, solo sette resteranno al vaglio dei magistrati torinesi. Inevitabile il contraccolpo nel dicastero del Welfare e della Salute. Il ministro Maurizio Sacconi ha deciso l'avvio di una commissione d'indagine composta da tre «autorevoli esperti»: dovrà fornire le prime valutazioni tra sette giorni, poi un più completo rapporto entro il 31 luglio 2008. All'esame un sistema molto raffinatosi dopo lo scandalo che 15 anni fa ha coinvolto Duilio Poggiolini e la Cuf, l'equivalente dell'Aifa di allora. Il filone sul sangue infetto (Hiv ed epatiti B e C) è ancora aperto. A Napoli dovranno decidere su Poggiolini, estraneo a tutto il ministro della Sanità dell'epoca Giovanni De Lorenzo. L'Aifa fu istituita ex novo anche per cancellare lo scandalo Poggiolini. Evidentemente però qualcosa non ha funzionato.
Mario Pappagallo
23 maggio 2008
Farmaci illegali: traffico via Svizzera
Dal Corriere del Ticino, 24 maggio 2008
La Svizzera si è fregiata del primo posto nella contraffazione di farmaci. Un 38enne ticinese nel mirino della giustizia torinese
Farmaci illegali. E’ di pochi giorni la notizia che la Svizzera si situa al primo posto al mondo per contraffazione di farmaci. Addirittura prima dell’India. L’Unione europea si dice “scioccata”. “I prodotti sequestrati – si leggeva in una notizia dell’ATS - possono essere farmaci perfettamente copiati, miscugli con alcuni ingredienti attivi o semplici placebo". I danni sulla salute potrebbero essere gravi, anzi molto gravi se il farmaco in questione fosse preso da un persona ammalata gravemente e risultasse essere un placebo o contenente miscugli di diversi principi attivi
Cinque partite di medicinali - in tutto 1,6 milioni di pillole di un analgesico a base di morfina fabbricato in Svizzera - sono state intercettate tra marzo e maggio 2007 dalle dogane tedesche. "Il nome della Svizzera dà una certa garanzia di qualità ai consumatori. È dunque più pericoloso quando prodotti contraffatti vengono dalla Svizzera piuttosto che dalla Cina", ha detto Laszlo Kovacs, il commissario europeo per la fiscalità l'unione doganale.
E’ di oggi invece la notizia di un 38enne ticinese – le iniziali sono B.R. – cercato dalla procura di Torino per commercio illegale di farmaci. Ne dà notizia la Regione. Ma l’uomo è “irreperibile”. Nei confronti dell’uomo è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare. Fra gli arrestati spiccano personalità nel campo della farmaceutica italiana, come Pasqualino Rossi, numero due dell’Aifa (agenzia pubblica italiana che autorizza la messa in commercio di farmaci) e rappresentante dell’Emea (agenzia del farmaco con sede a Londra
B.R. sarebbe coinvolto in sperimentazioni falsificate, in informazioni mai date o date in molto ritardo sugli effetti secondari dei farmaci. Complici alcuni funzionari pubblici corrotti Nell’inchiesta è coinvolta pure una comasca di 34 anni che lavora in una ditta farmaceutica ticinese.
Ancora ricercato il ticinese coinvolto nel commercio illegale di farmaci
La Regione Ticino, 24 maggio 2008
È ancora uccel di bosco il 37enne ticinese (B.R. le iniziali) col¬pito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip di Torino Sandra Recchione, nell’ambito di una inchiesta del¬la Procura del capoluogo piemontese sulla corruzione all’Aifa (Agenzia italiana del farmaco).
Una storia di mazzette e gadget in cambio di procedure veloci e agevolate per l’immissione in commercio di medicinali, fra cui l’Aulin.
Per quanto è dato sapere il ticinese sarebbe un “agente pagato¬re’’ per conto di una casa farmaceutica svizzera. Oltre agli arre¬stati (sette le ordinanze eseguite) ci sono anche una trentina di indagati, fra cui una 34enne comasca, residente ad Inverigo, con¬sulente di una ditta farmaceutica con sede a Lugano. Alla donna viene addebitato un solo episodio.
Nella vicenda sarebbe coinvolta anche una seconda lariana, una 59enne ex assessore provinciale a Lecco nonché strettissima collaboratrice di Rosy Bindi al tempo in cui era Ministro della Sa¬nità. Sulla vicenda è intervenuto anche il neo ministro del Welfa¬re Maurizio Sacconi, che dopo un vertice con i due sottosegretari legati alla Sanità, ha deciso la costituzione di una commissione tecnico-amministrativa. Intanto, ieri sono incominciati gli inter¬rogatori di garanzia delle persone arrestate.
Il gip di Torino che ha firmato l’ordinanza di custodia cautela¬re a Roma, dove è detenuto, ha interrogato Pasqualino Rossi, nu¬mero due dell’Aifa nonché rappresentante per l’Italia all’Euro¬pean medicines agency e principale indagato nell’inchiesta tori¬nese. Rossi ha ammesso di aver ricevuto “benefit” sotto forma di viaggi, di esecuzione gratuita di lavori di ristrutturazione della sua abitazione e di mobili ( per un valore complessivo di circa ventimila euro), ma di averli considerati come “omaggi” per le informazioni che gli venivano richieste senza agevolare in alcun modo le pratiche. A Roma, sempre ieri, sono stati interrogati al¬tri cinque arrestati, mentre stamane a Torino sarà sentita la set¬tima persona fermata.[/font]
Nel frattempo la parte maggiore dell’inchiesta è già stata invia¬ta per competenza territoriale alla procura di Roma. M.M.
FARMACI: AIFA, ORA SI INDAGA SU DISASTRO COLPOSO
Da http://www.ansa.it 24 maggio 2008
(di Mauro Barletta)
TORINO - Disastro colposo per la messa in commercio di decine di medicinali non perfetti: è questo il secondo filone dell'inchiesta della procura di Torino sull'attività dell'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) che nei giorni scorsi ha portato a otto ordini di custodia cautelare per corruzione. Tra le figure al vaglio dei magistrati spicca il direttore generale dell'Agenzia, Nello Martini, il cui nome compare nel registro degli indagati. I prodotti - alcuni in circolazione, altri ancora in attesa di essere autorizzati - nel mirino dei pm Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace sarebbero almeno una trentina: psicofarmaci, antibiotici, diuretici, antipertensivi, antiasmatici a base di principi attivi che, scaduti i canonici dieci anni del brevetto, dovevano essere nuovamente sperimentati con tutti i crismi, ma che sono stati proposti con modalità poco convincenti.
Una serie di test, svolti di concerto con una speciale commissione istituita dal sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio, sono stati disposti per capire se ci sono rischi per i consumatori e se, in questo caso, bisogna procedere ai sequestri. Oggi, a Roma, alcuni funzionari dell' Aifa sono stati interrogati in qualità di testimoni. Il procedimento è nato nel 2006 dopo la scoperta della falsità di uno studio, risalente a cinque anni prima, di bioequivalenza su tre generici: un singolo episodio per il quale, a Torino, sono finiti sotto accusa il professor Mario Eandi, direttore della cattedra di farmacologia dell'Università subalpina, il ricercatore Carlo Della Pepa (attuale sindaco della città di Ivrea) e Giuseppe Irianni, committente dello studio per conto di una casa farmaceutica. Ma quello che sembrava un circoscritto caso di malcostume ha portato alla luce, dopo una serie di indagini dei carabinieri del Nas, prima numerose vicende di corruzione di tecnici dell'Aifa da parte dei lobbisti delle industrie e poi i problemi legati all'iter per l'autorizzazione dei medicinali e, in particolare, dei generici.
Si parla di società che fanno svolgere le analisi preparatorie all'estero (in Ucraina) con modalità poco sicure, di pratiche sbrigate dall'Aifa troppo celermente, di dossier piuttosto compiacenti. La notizia dell'indagine - e della grave ipotesi di reato - ha destato più di una preoccupazione. Il farmacologo Silvio Garattini ha invitato gli inquirenti a divulgare i nomi dei prodotti, precisando comunque che "la definizione 'farmaco non perfetto' in realtà non vuol dire molto" perché "l'imperfezione potrebbe indicare una semplice anomalia nella confezione così come un aspetto ben più grave, quale un dosaggio irregolare nel principio attivo". Giacomo Milillo, segretario nazionale dei medici di famiglia (Fimmg), ha annunciato che chiederà al ministero del Welfare "chiare indicazioni" su come i dottori devono comportarsi al momento di prescrivere le medicine. Intanto è tornata in libertà la milanese Piera Campanella, una delle consulenti delle case farmaceutiche finita agli arresti domiciliari per corruzione, che questa mattina è stata interrogata senza respingere in toto le accuse.
MINISTERO: NESSUN PERICOLO PER LA SALUTE DEI CITTADINI
La commissione d'indagine ministeriale già istituita "fino a oggi e allo stato delle informazioni ricevute dalla procura di Torino, non ha riscontrato, nelle verifiche effettuate, pericoli per la salute dei cittadini". Lo afferma il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio in relazione all'inchiesta giudiziaria in corso sull'Aifa. "La commissione d'indagine sulla stessa Aifa, nominata tempestivamente dal ministro giovedì scorso - sottolinea una nota del ministero del Welfare - ha preso contatto fin dalle ore successive alla divulgazione delle prime notizie con la procura di Torino. L'obiettivo più immediato della commissione è stato quello di verificare, allo stato delle informazioni ricevute dalla procura, la congruità dei farmaci oggetto di indagine per garantire la massima tutela della salute dei cittadini". Il professor Fazio, si precisa nella nota, "fa sapere che la commissione d'indagine ministeriale, fino a oggi e allo stato delle informazioni ricevute dalla procura di Torino, non ha riscontrato, nelle verifiche effettuate, pericoli per la salute dei cittadini". Fatti salvi, pertanto, gli "ulteriori accertamenti che potranno essere disposti dalla commissione a seguito di ufficiali informazioni che eventualmente perverranno dall'Autorità giudiziaria - afferma il ministero - non sussistono, allo stato attuale, elementi che richiedano l'adozione di specifici interventi amministrativi a tutela della salute pubblica".
In particolare, si precisa nella nota del ministero del Welfare, "la commissione di indagine, nella giornata di ieri, ha effettuato le prime verifiche nella sede dell'Aifa. Nel corso delle stesse il dottor Nello Martini, direttore generale dell'Aifa, ha esibito copia dei provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica di Torino e dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino. Questi due atti fanno riferimento, in via esemplificativa, al mancato aggiornamento delle condizioni di autorizzazione al commercio di 22 medicinali, che risultano tutti commercializzati in ambito europeo, a volte anche da molti anni". Nel corso del sopralluogo, sottolinea la nota, "é stato verificato che le procedure di aggiornamento delle condizioni di autorizzazione di tali prodotti sono già state comunque completate dall'Aifa, tranne che per un medicinale, per il quale è in corso l'adozione del provvedimento di aggiornamento degli stampati". "Nessuno di questi casi - conclude il ministero - attiene a modifiche rientranti nelle ipotesi contemplate dall'articolo 36 del decreto legislativo 219/2006 (di recepimento della normativa comunitaria sui medicinali per uso umano), che riguarda le misure restrittive urgenti che il titolare della registrazione é tenuto a prendere in caso di rischio per la salute pubblica".