Trieste città della scienza...VERGOGNA!!!
Inviato: gio apr 03, 2008 12:57 pm
Da un paio di giorni sta girando questo comunicato di Greenaction Transnational, che lancia un appello contro la strada di "sviluppo della stabulazione" sul territorio cittadino che continuano a battere l'università e l'area di ricerca e la scuola internazionale superiore di studi avanzati, realtà che fanno, anzi, farebbero di Trieste una città della scienza se non si ostinassero a non voler aprire gli occhi sulla "cattiva scienza" vivisettoria.
Giustamente l'accento viene posto sui contributi pubblici: è inammissibile che i soldi dei contribuenti continuino a finanziare ricerche "su animali", che ben che vada danno risultati confermati dalla sperimentazione sull'uomo a dosi diverse di farmaci e con effetti collaterali che "sugli animali non erano stati evidenziati".. false speranze e lanci di scoperte sensazionali di cui non si può che dire "funzionavano sui topi", conigli, cani, gatti, scimmie, ecc.. l'opossum mi è nuovo...
Nello stesso tempo Trieste è una delle città più colpite dal mesotelioma pleurico, tumore tipico correlato all'esposizione alle polveri di amianto di cui non ci si era "accorti" che era cancerogeno: avevamo e in certa misura abbiamo ancora in zona fior di cantieri e relativo indotto e siccome l'incubazione della malattia (mortale quando si manifesta) può essere lunghissima, dicono che avremo il picco tra una decina d'anni.. E la Prevenzione???? Perchè l'incubazione potrà pure essere lunga ma erano anni che si parlava della cancerogenità dell'amianto (ricerche epidemiologiche.. e se avessero fatto test di cancerogenità su cellule umane avrebbero sì salvato vite umane), ben prima che si decidessero a smettere di usarlo e ancora di più a smaltirlo.. spesso poi gli effetti si vedono molto presto, a meno che non arrivi qualcuno a dire che siccome non si è riusciti a riprodurre i tumori sugli animali allora va tutto bene, come è successo con le sigarette, quando hanno reso tabagisti migliaia e migliaia di cani per poter dire che non fanno poi così male!!
Spero che la città, non solo gli animalisti, colgano l'occasione per riflettere: un altro record di Trieste sono i malati di Alzheimer e i ricercatori hanno appena "scoperto" una qualcosa che pare funzionare sui ratti.. ma intanto abbiamo una ferriera iperinquinante e un traffico da metropoli... che c'entri qualcosa con l'aumento dei malati? Vabbè, si vive più a lungo, però ci si ammala in una percentuale sempre crescente, di alzheimer, di cancro...
Era ora che qualcuno cominciasse a far parlare di quale scienza si fa a Trieste, a livello di medicina, biotecnologie, e in generale di "scienze della vita": parlare è il primo passo per cambiare strada, e spero di cuore che Trieste possa essere all'avanguardia della ricerca senza animali, e non per lo sviluppo della stabulazione.
*************
Greenaction Transnational protesta e denuncia:
ANCHE A TRIESTE GLI ESPERIMENTI-TORTURA SUGLI ANIMALI
Trieste, 27 marzo 2008. – Nell’ambito dell’Universita’ degli Studi di Trieste vi è anche uno Stabulario, cioé un allevamento di animali da laboratorio destinati alle sperimentazioni in vivo, che opera su autorizzazione del Comune e del Ministero della Salute anche come stabilimento utilizzatore degli animali per esperimenti autorizzati dal Ministero o su semplice autocerti?cazione.
Lo stabulario di Trieste, che é dotato anche di sale di sperimentazione e sala operatoria, alleva ed usa oltre ad anfibi, polli (pulcini), topi, ratti, cavie e conigli, anche opossum (animali d’intelligenza pari a quella del cane).
Dal 2004 l'Università di Trieste è inoltre membro fondatore di un Centro Interuniversitario per la Sperimentazione Animale che comprende anche Padova e Verona, dove ha sede un centro ricerche della multinazionale farmaceutica Glaxo che risulta autorizzato all'utilizzo di cani, gatti e scimmie.
Gli animali che non muoiono negli esperimenti vengono uccisi per fine studio, espianto di organi, malattia, o per semplice soprannumero, tramite asfissia con anidride carbonica, torsione del collo, decapitazione, eutanasia chimica.
La sperimentazione animale nell’ambito delle Università italiane deve avvenire secondo il D.Lgs. 116/92 e sue successive modi?che e
integrazioni, che recepisce la normativa europea in materia. Ma l’autocertificazione degli esperimenti non ne offre garanzia preventiva, e l’accesso alla struttura di Trieste è consentito al solo personale autorizzato.
La fatiscenza dello Stabulario dell'Università è comunque tale che nel 2000 e 2006 vi si sono dovute realizzare opere urgenti di messa
in sicurezza, e gli animali già reclusi e destinati a sorte atroce vi sono tenuti in condizioni di sovraffollamento dichiarate “ai limiti della chiusura”, con problemi di igiene tali che nel 2007 sono costati ben 50.000 euro.
L'Università prevede ora infatti la demolizione, la ricostruzione e l’ampliamento dello Stabulario per una spesa totale di 950.000 euro (circa 1.900 milioni di vecchie lire) di fondi regionali e ministeriali, in due lotti di lavori: il primo, di circa 460.000 euro, risulta finanziato, mentre al secondo la Regione Friuli Venezia Giulia ha già destinato 386.000 euro, ed altri 72.000 dovrebbero venire dal Ministero.
L’elenco degli enti che utilizzano lo Stabulario dell’Università di Trieste include anche strutture merceologiche, cioé commerciali, oltre a quelle scientifiche, fra le quali spiccano l'Area Science Park e la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), che ha stipulato un’apposita convenzione con ‘rimborso spese’ di 150.000 euro l’anno per l’Universita; Sissa ed Area vorrebbero ora dotarsi di propri stabulari per sperimentazioni sugli animali, mentre l’Università si prepara ad accorpare quattro dipartimenti in uno nuovo di “Scienze della Vita” che dovrebbe anche assumere la gestione diretta dello Stabulario. E si prevede addirittura un “tavolo politico tra enti per le strategie di sviluppo della stabulazione sul territorio”, come se si trattasse di una risorsa normale ed ammissibile.
Si tratta invece di una scelta istituzionale netta, e significativamente non pubblicizzata, a favore di pratiche di abuso e tortura “scientifici” degli animali che vengono ancora utilizzate su larga scala per far vivere e finanziare circuiti di ricerca per lo più antiquati e secondari, quando non commerciali, o che potrebbero comunque sostituire la sperimentazione animale con gli appositi sistemi di calcolo e simulazione avanzati.
Greenaction Transnational ritiene dunque non morale né sensato che Regione, Ministeri ed altri enti continuino ad alimentare queste
pratiche abiette ed assurde col denaro pubblico che andrebbe invece destinato ai progressi scientifici che le rendono già superate.
OGNI ANNO IN ITALIA OLTRE 900.000 PICCOLI ANIMALI (QUASI 2500 AL GIORNO) VENGONO MASSACRATI PER ESPERIMENTI IN REALTÀ INUTILI, RIPETITIVI E SENZA NECESSITÀ NÉ VALORE PER L’UMANITÀ, SOTTOPONENDOLI CON VILTÀ SPIETATA A RECLUSIONE, TORTURE E SOFFERENZE FISICHE E PSICHICHE ATROCI SOLTANTO PERCHÉ NON HANNO VOCE, NÉ DIRITTI, NÉ DIFESA.
BASTA! DENUNCIAMO E FACCIAMO CESSARE QUESTA VERGOGNA A TRIESTE E DOVUNQUE SI PERPETUA!
GREENACTION TRANSNATIONAL
Via Palestrina 3 - 34133 Trieste (Italy)
tel/fax +39 040-2410497
[email protected]
Giustamente l'accento viene posto sui contributi pubblici: è inammissibile che i soldi dei contribuenti continuino a finanziare ricerche "su animali", che ben che vada danno risultati confermati dalla sperimentazione sull'uomo a dosi diverse di farmaci e con effetti collaterali che "sugli animali non erano stati evidenziati".. false speranze e lanci di scoperte sensazionali di cui non si può che dire "funzionavano sui topi", conigli, cani, gatti, scimmie, ecc.. l'opossum mi è nuovo...
Nello stesso tempo Trieste è una delle città più colpite dal mesotelioma pleurico, tumore tipico correlato all'esposizione alle polveri di amianto di cui non ci si era "accorti" che era cancerogeno: avevamo e in certa misura abbiamo ancora in zona fior di cantieri e relativo indotto e siccome l'incubazione della malattia (mortale quando si manifesta) può essere lunghissima, dicono che avremo il picco tra una decina d'anni.. E la Prevenzione???? Perchè l'incubazione potrà pure essere lunga ma erano anni che si parlava della cancerogenità dell'amianto (ricerche epidemiologiche.. e se avessero fatto test di cancerogenità su cellule umane avrebbero sì salvato vite umane), ben prima che si decidessero a smettere di usarlo e ancora di più a smaltirlo.. spesso poi gli effetti si vedono molto presto, a meno che non arrivi qualcuno a dire che siccome non si è riusciti a riprodurre i tumori sugli animali allora va tutto bene, come è successo con le sigarette, quando hanno reso tabagisti migliaia e migliaia di cani per poter dire che non fanno poi così male!!
Spero che la città, non solo gli animalisti, colgano l'occasione per riflettere: un altro record di Trieste sono i malati di Alzheimer e i ricercatori hanno appena "scoperto" una qualcosa che pare funzionare sui ratti.. ma intanto abbiamo una ferriera iperinquinante e un traffico da metropoli... che c'entri qualcosa con l'aumento dei malati? Vabbè, si vive più a lungo, però ci si ammala in una percentuale sempre crescente, di alzheimer, di cancro...
Era ora che qualcuno cominciasse a far parlare di quale scienza si fa a Trieste, a livello di medicina, biotecnologie, e in generale di "scienze della vita": parlare è il primo passo per cambiare strada, e spero di cuore che Trieste possa essere all'avanguardia della ricerca senza animali, e non per lo sviluppo della stabulazione.
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Greenaction Transnational protesta e denuncia:
ANCHE A TRIESTE GLI ESPERIMENTI-TORTURA SUGLI ANIMALI
Trieste, 27 marzo 2008. – Nell’ambito dell’Universita’ degli Studi di Trieste vi è anche uno Stabulario, cioé un allevamento di animali da laboratorio destinati alle sperimentazioni in vivo, che opera su autorizzazione del Comune e del Ministero della Salute anche come stabilimento utilizzatore degli animali per esperimenti autorizzati dal Ministero o su semplice autocerti?cazione.
Lo stabulario di Trieste, che é dotato anche di sale di sperimentazione e sala operatoria, alleva ed usa oltre ad anfibi, polli (pulcini), topi, ratti, cavie e conigli, anche opossum (animali d’intelligenza pari a quella del cane).
Dal 2004 l'Università di Trieste è inoltre membro fondatore di un Centro Interuniversitario per la Sperimentazione Animale che comprende anche Padova e Verona, dove ha sede un centro ricerche della multinazionale farmaceutica Glaxo che risulta autorizzato all'utilizzo di cani, gatti e scimmie.
Gli animali che non muoiono negli esperimenti vengono uccisi per fine studio, espianto di organi, malattia, o per semplice soprannumero, tramite asfissia con anidride carbonica, torsione del collo, decapitazione, eutanasia chimica.
La sperimentazione animale nell’ambito delle Università italiane deve avvenire secondo il D.Lgs. 116/92 e sue successive modi?che e
integrazioni, che recepisce la normativa europea in materia. Ma l’autocertificazione degli esperimenti non ne offre garanzia preventiva, e l’accesso alla struttura di Trieste è consentito al solo personale autorizzato.
La fatiscenza dello Stabulario dell'Università è comunque tale che nel 2000 e 2006 vi si sono dovute realizzare opere urgenti di messa
in sicurezza, e gli animali già reclusi e destinati a sorte atroce vi sono tenuti in condizioni di sovraffollamento dichiarate “ai limiti della chiusura”, con problemi di igiene tali che nel 2007 sono costati ben 50.000 euro.
L'Università prevede ora infatti la demolizione, la ricostruzione e l’ampliamento dello Stabulario per una spesa totale di 950.000 euro (circa 1.900 milioni di vecchie lire) di fondi regionali e ministeriali, in due lotti di lavori: il primo, di circa 460.000 euro, risulta finanziato, mentre al secondo la Regione Friuli Venezia Giulia ha già destinato 386.000 euro, ed altri 72.000 dovrebbero venire dal Ministero.
L’elenco degli enti che utilizzano lo Stabulario dell’Università di Trieste include anche strutture merceologiche, cioé commerciali, oltre a quelle scientifiche, fra le quali spiccano l'Area Science Park e la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), che ha stipulato un’apposita convenzione con ‘rimborso spese’ di 150.000 euro l’anno per l’Universita; Sissa ed Area vorrebbero ora dotarsi di propri stabulari per sperimentazioni sugli animali, mentre l’Università si prepara ad accorpare quattro dipartimenti in uno nuovo di “Scienze della Vita” che dovrebbe anche assumere la gestione diretta dello Stabulario. E si prevede addirittura un “tavolo politico tra enti per le strategie di sviluppo della stabulazione sul territorio”, come se si trattasse di una risorsa normale ed ammissibile.
Si tratta invece di una scelta istituzionale netta, e significativamente non pubblicizzata, a favore di pratiche di abuso e tortura “scientifici” degli animali che vengono ancora utilizzate su larga scala per far vivere e finanziare circuiti di ricerca per lo più antiquati e secondari, quando non commerciali, o che potrebbero comunque sostituire la sperimentazione animale con gli appositi sistemi di calcolo e simulazione avanzati.
Greenaction Transnational ritiene dunque non morale né sensato che Regione, Ministeri ed altri enti continuino ad alimentare queste
pratiche abiette ed assurde col denaro pubblico che andrebbe invece destinato ai progressi scientifici che le rendono già superate.
OGNI ANNO IN ITALIA OLTRE 900.000 PICCOLI ANIMALI (QUASI 2500 AL GIORNO) VENGONO MASSACRATI PER ESPERIMENTI IN REALTÀ INUTILI, RIPETITIVI E SENZA NECESSITÀ NÉ VALORE PER L’UMANITÀ, SOTTOPONENDOLI CON VILTÀ SPIETATA A RECLUSIONE, TORTURE E SOFFERENZE FISICHE E PSICHICHE ATROCI SOLTANTO PERCHÉ NON HANNO VOCE, NÉ DIRITTI, NÉ DIFESA.
BASTA! DENUNCIAMO E FACCIAMO CESSARE QUESTA VERGOGNA A TRIESTE E DOVUNQUE SI PERPETUA!
GREENACTION TRANSNATIONAL
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