io e manuel
Inviato: mer apr 02, 2008 12:39 pm
è molto difficile per me parlare di questo argomento.
infatti ho scelto il forum più discreto e tranquillo fra i pochi che frequento, dove spero di essere giudicata con clemenza, consigliata, confortata.
ci ho pensato a lungo prima di aprire questo topic.
so che qui troverò aiuto, perchè qui molte di voi la pensano come me, seguono uno stile di vita che non so neanche come definire, ma non ha importanza, fra di noi ci possiamo capire senza tanti giri di parole.
l'imput me l'ha dato il topic sul continuum.
forse scriverò un papiello, questo significa che solo le più volenterose andranno avanti fino alla fine e potranno dare un proprio apporto.
ho avuto modo di testare un alto grado di solidarietà e apertura qui, per questo mi sono convinta a parlarvi di me e manuel, di modo che possiate esprimere un parere.
io ho 26 anni, sono sposata da quasi 4 anni ed ho due bambini, manuel e lara.
manuel a giugno compirà due anni, lara ha compiuto ieri due mesi.
una madre ha bisogno di specificare quanto ama le sue creature?
una madre come me sì. perchè non dimostro come dovrei il mio amore.
con lara non ho problemi, l'adoro più di qualunque altra cosa, forse perchè rappresenta la mia rinascita. ma è meglio che faccia un passo indietro e racconti tutto dall'inizio.
in realtà un inizio vero e proprio non c'è. il mio medico disse che "depressione" non era il termine giusto, che io presentavo i sintomi di una depressione, ma che non l'avevo.cosa cambiasse, non lo so! so solo che sono sempre stata triste, sofferente, che qualunque cosa poteva buttarmi giù.
ho sempre avuto poca voglia di fare le cose, con nessuno sforzo a scuola me la son cavata, arrivando a prendere il massimo voto all'esame di stato, ma non ho mai studiato.
non ho mai praticato sport.
non ho mai avuto hobby o passioni durate nel tempo. tutte cose passeggere, che duravano forse un paio di giorni.
non ho mai neanche puilito la casa con continuità.
ero come una bambina che faceva solo quel che le andava e se non otteneva le cose batteva i piedi e faceva i capricci.
e forse, ho vissuto anche la maternità allo stesso modo.
per concepire manuel abbiamo impiegato quasi un anno, a causa del mio ovaio microcistico. dopo una cura di clomid è arrivato lui.
il giorno del test lo ricordo come il più bello della mia vita. ho pianto di gioia, ero emozionatissima, finalmente ce l'avevo fatta!!!avrei avuto il mio bimbo, il bimbo che desideravo da tanto, che mi avrebbe amata incondizionatamente solo per il semplice fatto che ero sua madre, che avrei amato incondizionatamente innanzitutto perchè era mio figlio, che mi avrebbe smosso dalla mia apatia, avrebbe dato un senso alla mia vita, mi avrebbe costretta a cambiare.
è stato un crimine quello di desiderare un figlio per migliorare sè stesse?
non lo so, e cmq non è stato quello l'unico motivo. l'ho voluto perchè sentivo il bisogno di amare...
la gravidanza è stata meravigliosa, serena, ero piena di gioia, in estatsi.
nove mesi di felicità mai provata prima, qualcosa di nuovo, di irreale. un senso per la mia vita.
ho scelto di partorire con dolcezza, ho percorso mille km per seguire l'istinto che mi diceva che meritavamo un parto delicato, nel pieno rispetto del rapporto magico fra mamma e bebè, ed ho avuto quel che volevo.
o meglio, il personale è stato perfetto, ha fatto tutto quel che doveva e come doveva.
ma il mio corpo non ha agito allo stesso modo.
il giorno del parto, il 7 giugno, è stato il più terribile per me.
18 ore di dolori lancinanti, senza sosta, 18 ore di tortura, uno strazio inimmaginabile, mi sentivo impazzire, avrei voluto fuggire via dal mio corpo, dal bambino, dall'ospedale...avrei voluto che qualcun'altro lo facesse al mio posto, ma ovviamente non è stato possibile.
malgrado il calore e la carezza dell'acqua, malgrado i profumi, la musica new age, le parole dolci e confortanti di mio marito, i medicinali omeopatici...ho sofferto come una bestia, urlando e dimenandomi come se fossi stata sotto tortura.
e, quando manuel è uscito, e me l'hanno appoggiato sul petto ci siamo guardati negli occhi...
e non l'ho riconosciuto.
dietro di me mio marito piangeva, mi diceva quanto ero stata brava, e quell'esserino continuava a fissarmi con gli occhi penetranti come solo quelli dei neonati possono essere.
ankio lo guardavo, gli parlavo e gli sorridevo...ma nel profondo, sotto tutte le cerimonie e le frasi di circostanza, una vocina sussurrava: allora eccoti. sei stato tu a farmi soffire così, a rovinare un momento che doveva essere perfetto.
spero che non travisiate queste parole.
le sensazioni che sto descrivendo sono venute a galla molto tempo dopo e non sono state formulate in piena coscienza.
è ovvio che non colpevolizzo mio figlio, ma purtroopo l'inconscio non segue le regole che la ragione fornisce.
sento ancora una volta il bisogno di ribadire che amo mio figlio.
perchè, tutto sommato, continuo a sentirmi colpevole.
dopo il parto ero stanca, volevo solo dormire, vedevo mio marito tutto euforico, non lo mollava un attimo, lo teneva sempre in braccio, parlandogli e cullandolo.
io non avevo voglia di tenerlo, volevo solo dormire, dormire, dormire...ma non me lo permettevano, perchè il bimbo doveva essere nutrito e cambiato, anche se le ostetriche mi hanno aiutata moltissimo.
l'allattamento, un'altra croce.
tre giorni di dolori fino alla montata e poi...
e il dolore non è mai passato, neanche adesso che allatto lara.
dolore ai capezzoli, quasi sempre, più uno strano senso di mancanza di energie. e dire che mangio e bevo a sazietà...
questo ha contribuito a farmi detestare l'allattamento, oltre alla disillusione, dato che tutte ne hanno sempre parlato come di una cosa meravigliosa. per me è stato un sacrifico, fatto per amore dei miei bimbi.
sono andata avanti, ho allattato manuel finchè l'ha voluto, ossia nove mesi.
la notte ci faceva impazzire, non voleva saperne di dormire, io insistevo a cercare di farlo stare nella carrozzina...poi ho ceduto e l'ho messo nel letto, ma cmq era tutt'altro che dormiglione.
voleva stare in braccio ed essere portato in giro, dato che era, ed è, estremamente curioso, attivo, dinamico, socievole.
appena è stato in grado di muoversi da solo, vale a dire verso i sei mesi, è iniziato il cammino di mio figlio, il cammino lontano da me.
col senno di poi mi rendo conto che forse è stata colpa mia, si è distaccato perchè ha capito che io non potevo dargli ciò che voleva. ho sempre avuto poca pazienza sono una persona che alza spesso la voce, istintiva e spesso rabbiosa. il genere di madre che nessuno vorrebbe!
a dieci mesi l'ho portato in ludoteca...entrato è andato in braccio alla signorina e non se n'è più fregato di noi, quando tornavamo a prenderlo piangeva perchè non se ne voleva venire. all'inizio eravamo contenti del fatto che non frignasse, ma che, anzi, addirittura amasse stare con gli altri bimbi e non sentisse la nostra mancanza...è sempre stato molto indipendente. spesso sta con mia suocera o con gli zii...
forse abbiamo sbagliato ad assecondare la sua indipendenza, non so.
la scorsa estate non ricordo neanche dov'ero, cosa ho fatto. spesso mi domando: dov'ero la scorsa estate?forse perchè vorrei cancellarla.
ricordo solo il soffitto bianco sopra il letto e una finestra dal cui davanzale guardavo gli alberi e i gattini che aspettavano gli avanzi.
ricordo la tistezza, l'apatia...e lo schiaffo che diedi a manuel per un motivo banale.
in quel momento capii che avevo toccato il fondo.
così mi ricoverai in una clinica e ci stetti un mese. ero già incinta di lara di 5 mesi, ma la gravidanza non andava bene come la prima. avevo episodi depressivi e pensieri suicidi con molta frequenza.
la clinica mi ha aiutata molto.
uscita da lì, mi sentivo meglio, ma con manuel non c'era più nulla da fare.
e così è tuttora.
la nascita di lara mi ha fatto rinascere, in quanto, pur sempre doloroso, il parto è stato più veloce e non mi ha lasciato spossata come il primo.mi è sembrato di rivivere l'esperienza finalmente così come avrebbe dovuto essere, di riprendermi la mia dignità non urando e non facendo la pazza.
adesso ho per lei tutte le attenzioni che non ho avuto per lui, la reale voglia di prendermi cura di lei e le parole d'amore che le sussurro vengono direttamente dal cuore.
ma con manuel...
il problema è che, malgrado i miei tentativi di riavvicinamento, ha deciso di non darmi una seconda possibilità, anche perchè, con tutto il mio impegno, non posso fare miracoli, resto una persona con un carattere difficile.
manuel preferisce il padre, non mi cerca mai, se piange la notte vuole il padre, se si fa male vuole il padre...non sempre, ma il linea di massima è così.
può stare giorni interi senza di me, non lo tocca minimamente.
la verità è che gli ho dedicato troppa poca pazienza e poco tempo, pensando che tanto mio figlio mi avrebbe amata lo stesso, mi avrebbe cercata lo stesso.
ero troppo occupata a pensare a me, ai miei problemi, alla mia sofferenza per star dietro alla crescita del mio bambino, tutto torna.
lo so che la colpa è esclusivamente mia.
avrei voluto anche con lui sperimentare l'ec, che è un meraviglioso modo di comunicare col proprio bambino, invece di abituarlo ai pannolini dai quali adesso non si riesce a distaccare, avrei voluto scoprire prima la fascia, per tenermelo sul cuore come faccio con la sorellina, avrei voluto preparargli con le mie mani le cose, invece di riempirlo di omogenizzati, avrei voluto tenermelo sempre nel lettone, invece di insistere a lasciarlo solo la notte, al buio...avrei voluto amarlo meglio di come l'ho amato.
ultimamente mi sento di nuovo parecchio giù, sento lo spettro del mio malessere riavvicinarsi minaccioso e non so cosa fare.
il dolore più grande è rappresentato da mio figlio. ho cercato addirittura di distaccare i miei sentimenti, in modo da soffrire meno, ma mi è impossibile. quando guardo quel visino morbido, quegli occhi rotobdi, quel sorriso...capisco che non posso distaccarmene, è una parte di me.
perchè amaimo le persone ma non siamo capaci di dimostrarlo?
grazie a chi avrà avuto la pazienza di leggere tutto fino in fondo, a chi vorrà dare anche solo un piccolo commento, a chi vorrà aiutarmi condividendo con me questo sacco di mattoni che mi porto sulla schiena da tanto ormai.
serena
ps:volevo farvelo vedere...non trovate che sia meraviglioso?
infatti ho scelto il forum più discreto e tranquillo fra i pochi che frequento, dove spero di essere giudicata con clemenza, consigliata, confortata.
ci ho pensato a lungo prima di aprire questo topic.
so che qui troverò aiuto, perchè qui molte di voi la pensano come me, seguono uno stile di vita che non so neanche come definire, ma non ha importanza, fra di noi ci possiamo capire senza tanti giri di parole.
l'imput me l'ha dato il topic sul continuum.
forse scriverò un papiello, questo significa che solo le più volenterose andranno avanti fino alla fine e potranno dare un proprio apporto.
ho avuto modo di testare un alto grado di solidarietà e apertura qui, per questo mi sono convinta a parlarvi di me e manuel, di modo che possiate esprimere un parere.
io ho 26 anni, sono sposata da quasi 4 anni ed ho due bambini, manuel e lara.
manuel a giugno compirà due anni, lara ha compiuto ieri due mesi.
una madre ha bisogno di specificare quanto ama le sue creature?
una madre come me sì. perchè non dimostro come dovrei il mio amore.
con lara non ho problemi, l'adoro più di qualunque altra cosa, forse perchè rappresenta la mia rinascita. ma è meglio che faccia un passo indietro e racconti tutto dall'inizio.
in realtà un inizio vero e proprio non c'è. il mio medico disse che "depressione" non era il termine giusto, che io presentavo i sintomi di una depressione, ma che non l'avevo.cosa cambiasse, non lo so! so solo che sono sempre stata triste, sofferente, che qualunque cosa poteva buttarmi giù.
ho sempre avuto poca voglia di fare le cose, con nessuno sforzo a scuola me la son cavata, arrivando a prendere il massimo voto all'esame di stato, ma non ho mai studiato.
non ho mai praticato sport.
non ho mai avuto hobby o passioni durate nel tempo. tutte cose passeggere, che duravano forse un paio di giorni.
non ho mai neanche puilito la casa con continuità.
ero come una bambina che faceva solo quel che le andava e se non otteneva le cose batteva i piedi e faceva i capricci.
e forse, ho vissuto anche la maternità allo stesso modo.
per concepire manuel abbiamo impiegato quasi un anno, a causa del mio ovaio microcistico. dopo una cura di clomid è arrivato lui.
il giorno del test lo ricordo come il più bello della mia vita. ho pianto di gioia, ero emozionatissima, finalmente ce l'avevo fatta!!!avrei avuto il mio bimbo, il bimbo che desideravo da tanto, che mi avrebbe amata incondizionatamente solo per il semplice fatto che ero sua madre, che avrei amato incondizionatamente innanzitutto perchè era mio figlio, che mi avrebbe smosso dalla mia apatia, avrebbe dato un senso alla mia vita, mi avrebbe costretta a cambiare.
è stato un crimine quello di desiderare un figlio per migliorare sè stesse?
non lo so, e cmq non è stato quello l'unico motivo. l'ho voluto perchè sentivo il bisogno di amare...
la gravidanza è stata meravigliosa, serena, ero piena di gioia, in estatsi.
nove mesi di felicità mai provata prima, qualcosa di nuovo, di irreale. un senso per la mia vita.
ho scelto di partorire con dolcezza, ho percorso mille km per seguire l'istinto che mi diceva che meritavamo un parto delicato, nel pieno rispetto del rapporto magico fra mamma e bebè, ed ho avuto quel che volevo.
o meglio, il personale è stato perfetto, ha fatto tutto quel che doveva e come doveva.
ma il mio corpo non ha agito allo stesso modo.
il giorno del parto, il 7 giugno, è stato il più terribile per me.
18 ore di dolori lancinanti, senza sosta, 18 ore di tortura, uno strazio inimmaginabile, mi sentivo impazzire, avrei voluto fuggire via dal mio corpo, dal bambino, dall'ospedale...avrei voluto che qualcun'altro lo facesse al mio posto, ma ovviamente non è stato possibile.
malgrado il calore e la carezza dell'acqua, malgrado i profumi, la musica new age, le parole dolci e confortanti di mio marito, i medicinali omeopatici...ho sofferto come una bestia, urlando e dimenandomi come se fossi stata sotto tortura.
e, quando manuel è uscito, e me l'hanno appoggiato sul petto ci siamo guardati negli occhi...
e non l'ho riconosciuto.
dietro di me mio marito piangeva, mi diceva quanto ero stata brava, e quell'esserino continuava a fissarmi con gli occhi penetranti come solo quelli dei neonati possono essere.
ankio lo guardavo, gli parlavo e gli sorridevo...ma nel profondo, sotto tutte le cerimonie e le frasi di circostanza, una vocina sussurrava: allora eccoti. sei stato tu a farmi soffire così, a rovinare un momento che doveva essere perfetto.
spero che non travisiate queste parole.
le sensazioni che sto descrivendo sono venute a galla molto tempo dopo e non sono state formulate in piena coscienza.
è ovvio che non colpevolizzo mio figlio, ma purtroopo l'inconscio non segue le regole che la ragione fornisce.
sento ancora una volta il bisogno di ribadire che amo mio figlio.
perchè, tutto sommato, continuo a sentirmi colpevole.
dopo il parto ero stanca, volevo solo dormire, vedevo mio marito tutto euforico, non lo mollava un attimo, lo teneva sempre in braccio, parlandogli e cullandolo.
io non avevo voglia di tenerlo, volevo solo dormire, dormire, dormire...ma non me lo permettevano, perchè il bimbo doveva essere nutrito e cambiato, anche se le ostetriche mi hanno aiutata moltissimo.
l'allattamento, un'altra croce.
tre giorni di dolori fino alla montata e poi...
e il dolore non è mai passato, neanche adesso che allatto lara.
dolore ai capezzoli, quasi sempre, più uno strano senso di mancanza di energie. e dire che mangio e bevo a sazietà...
questo ha contribuito a farmi detestare l'allattamento, oltre alla disillusione, dato che tutte ne hanno sempre parlato come di una cosa meravigliosa. per me è stato un sacrifico, fatto per amore dei miei bimbi.
sono andata avanti, ho allattato manuel finchè l'ha voluto, ossia nove mesi.
la notte ci faceva impazzire, non voleva saperne di dormire, io insistevo a cercare di farlo stare nella carrozzina...poi ho ceduto e l'ho messo nel letto, ma cmq era tutt'altro che dormiglione.
voleva stare in braccio ed essere portato in giro, dato che era, ed è, estremamente curioso, attivo, dinamico, socievole.
appena è stato in grado di muoversi da solo, vale a dire verso i sei mesi, è iniziato il cammino di mio figlio, il cammino lontano da me.
col senno di poi mi rendo conto che forse è stata colpa mia, si è distaccato perchè ha capito che io non potevo dargli ciò che voleva. ho sempre avuto poca pazienza sono una persona che alza spesso la voce, istintiva e spesso rabbiosa. il genere di madre che nessuno vorrebbe!
a dieci mesi l'ho portato in ludoteca...entrato è andato in braccio alla signorina e non se n'è più fregato di noi, quando tornavamo a prenderlo piangeva perchè non se ne voleva venire. all'inizio eravamo contenti del fatto che non frignasse, ma che, anzi, addirittura amasse stare con gli altri bimbi e non sentisse la nostra mancanza...è sempre stato molto indipendente. spesso sta con mia suocera o con gli zii...
forse abbiamo sbagliato ad assecondare la sua indipendenza, non so.
la scorsa estate non ricordo neanche dov'ero, cosa ho fatto. spesso mi domando: dov'ero la scorsa estate?forse perchè vorrei cancellarla.
ricordo solo il soffitto bianco sopra il letto e una finestra dal cui davanzale guardavo gli alberi e i gattini che aspettavano gli avanzi.
ricordo la tistezza, l'apatia...e lo schiaffo che diedi a manuel per un motivo banale.
in quel momento capii che avevo toccato il fondo.
così mi ricoverai in una clinica e ci stetti un mese. ero già incinta di lara di 5 mesi, ma la gravidanza non andava bene come la prima. avevo episodi depressivi e pensieri suicidi con molta frequenza.
la clinica mi ha aiutata molto.
uscita da lì, mi sentivo meglio, ma con manuel non c'era più nulla da fare.
e così è tuttora.
la nascita di lara mi ha fatto rinascere, in quanto, pur sempre doloroso, il parto è stato più veloce e non mi ha lasciato spossata come il primo.mi è sembrato di rivivere l'esperienza finalmente così come avrebbe dovuto essere, di riprendermi la mia dignità non urando e non facendo la pazza.
adesso ho per lei tutte le attenzioni che non ho avuto per lui, la reale voglia di prendermi cura di lei e le parole d'amore che le sussurro vengono direttamente dal cuore.
ma con manuel...
il problema è che, malgrado i miei tentativi di riavvicinamento, ha deciso di non darmi una seconda possibilità, anche perchè, con tutto il mio impegno, non posso fare miracoli, resto una persona con un carattere difficile.
manuel preferisce il padre, non mi cerca mai, se piange la notte vuole il padre, se si fa male vuole il padre...non sempre, ma il linea di massima è così.
può stare giorni interi senza di me, non lo tocca minimamente.
la verità è che gli ho dedicato troppa poca pazienza e poco tempo, pensando che tanto mio figlio mi avrebbe amata lo stesso, mi avrebbe cercata lo stesso.
ero troppo occupata a pensare a me, ai miei problemi, alla mia sofferenza per star dietro alla crescita del mio bambino, tutto torna.
lo so che la colpa è esclusivamente mia.
avrei voluto anche con lui sperimentare l'ec, che è un meraviglioso modo di comunicare col proprio bambino, invece di abituarlo ai pannolini dai quali adesso non si riesce a distaccare, avrei voluto scoprire prima la fascia, per tenermelo sul cuore come faccio con la sorellina, avrei voluto preparargli con le mie mani le cose, invece di riempirlo di omogenizzati, avrei voluto tenermelo sempre nel lettone, invece di insistere a lasciarlo solo la notte, al buio...avrei voluto amarlo meglio di come l'ho amato.
ultimamente mi sento di nuovo parecchio giù, sento lo spettro del mio malessere riavvicinarsi minaccioso e non so cosa fare.
il dolore più grande è rappresentato da mio figlio. ho cercato addirittura di distaccare i miei sentimenti, in modo da soffrire meno, ma mi è impossibile. quando guardo quel visino morbido, quegli occhi rotobdi, quel sorriso...capisco che non posso distaccarmene, è una parte di me.
perchè amaimo le persone ma non siamo capaci di dimostrarlo?
grazie a chi avrà avuto la pazienza di leggere tutto fino in fondo, a chi vorrà dare anche solo un piccolo commento, a chi vorrà aiutarmi condividendo con me questo sacco di mattoni che mi porto sulla schiena da tanto ormai.
serena
ps:volevo farvelo vedere...non trovate che sia meraviglioso?