io e manuel

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miria81
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io e manuel

Messaggio da miria81 » mer apr 02, 2008 12:39 pm

è molto difficile per me parlare di questo argomento.
infatti ho scelto il forum più discreto e tranquillo fra i pochi che frequento, dove spero di essere giudicata con clemenza, consigliata, confortata.
ci ho pensato a lungo prima di aprire questo topic.
so che qui troverò aiuto, perchè qui molte di voi la pensano come me, seguono uno stile di vita che non so neanche come definire, ma non ha importanza, fra di noi ci possiamo capire senza tanti giri di parole.
l'imput me l'ha dato il topic sul continuum.
forse scriverò un papiello, questo significa che solo le più volenterose andranno avanti fino alla fine e potranno dare un proprio apporto.
ho avuto modo di testare un alto grado di solidarietà e apertura qui, per questo mi sono convinta a parlarvi di me e manuel, di modo che possiate esprimere un parere.
io ho 26 anni, sono sposata da quasi 4 anni ed ho due bambini, manuel e lara.
manuel a giugno compirà due anni, lara ha compiuto ieri due mesi.
una madre ha bisogno di specificare quanto ama le sue creature?
una madre come me sì. perchè non dimostro come dovrei il mio amore.
con lara non ho problemi, l'adoro più di qualunque altra cosa, forse perchè rappresenta la mia rinascita. ma è meglio che faccia un passo indietro e racconti tutto dall'inizio.
in realtà un inizio vero e proprio non c'è. il mio medico disse che "depressione" non era il termine giusto, che io presentavo i sintomi di una depressione, ma che non l'avevo.cosa cambiasse, non lo so! so solo che sono sempre stata triste, sofferente, che qualunque cosa poteva buttarmi giù.
ho sempre avuto poca voglia di fare le cose, con nessuno sforzo a scuola me la son cavata, arrivando a prendere il massimo voto all'esame di stato, ma non ho mai studiato.
non ho mai praticato sport.
non ho mai avuto hobby o passioni durate nel tempo. tutte cose passeggere, che duravano forse un paio di giorni.
non ho mai neanche puilito la casa con continuità.
ero come una bambina che faceva solo quel che le andava e se non otteneva le cose batteva i piedi e faceva i capricci.
e forse, ho vissuto anche la maternità allo stesso modo.
per concepire manuel abbiamo impiegato quasi un anno, a causa del mio ovaio microcistico. dopo una cura di clomid è arrivato lui.
il giorno del test lo ricordo come il più bello della mia vita. ho pianto di gioia, ero emozionatissima, finalmente ce l'avevo fatta!!!avrei avuto il mio bimbo, il bimbo che desideravo da tanto, che mi avrebbe amata incondizionatamente solo per il semplice fatto che ero sua madre, che avrei amato incondizionatamente innanzitutto perchè era mio figlio, che mi avrebbe smosso dalla mia apatia, avrebbe dato un senso alla mia vita, mi avrebbe costretta a cambiare.
è stato un crimine quello di desiderare un figlio per migliorare sè stesse?
non lo so, e cmq non è stato quello l'unico motivo. l'ho voluto perchè sentivo il bisogno di amare...
la gravidanza è stata meravigliosa, serena, ero piena di gioia, in estatsi.
nove mesi di felicità mai provata prima, qualcosa di nuovo, di irreale. un senso per la mia vita.
ho scelto di partorire con dolcezza, ho percorso mille km per seguire l'istinto che mi diceva che meritavamo un parto delicato, nel pieno rispetto del rapporto magico fra mamma e bebè, ed ho avuto quel che volevo.
o meglio, il personale è stato perfetto, ha fatto tutto quel che doveva e come doveva.
ma il mio corpo non ha agito allo stesso modo.
il giorno del parto, il 7 giugno, è stato il più terribile per me.
18 ore di dolori lancinanti, senza sosta, 18 ore di tortura, uno strazio inimmaginabile, mi sentivo impazzire, avrei voluto fuggire via dal mio corpo, dal bambino, dall'ospedale...avrei voluto che qualcun'altro lo facesse al mio posto, ma ovviamente non è stato possibile.
malgrado il calore e la carezza dell'acqua, malgrado i profumi, la musica new age, le parole dolci e confortanti di mio marito, i medicinali omeopatici...ho sofferto come una bestia, urlando e dimenandomi come se fossi stata sotto tortura.
e, quando manuel è uscito, e me l'hanno appoggiato sul petto ci siamo guardati negli occhi...
e non l'ho riconosciuto.
dietro di me mio marito piangeva, mi diceva quanto ero stata brava, e quell'esserino continuava a fissarmi con gli occhi penetranti come solo quelli dei neonati possono essere.
ankio lo guardavo, gli parlavo e gli sorridevo...ma nel profondo, sotto tutte le cerimonie e le frasi di circostanza, una vocina sussurrava: allora eccoti. sei stato tu a farmi soffire così, a rovinare un momento che doveva essere perfetto.
spero che non travisiate queste parole.
le sensazioni che sto descrivendo sono venute a galla molto tempo dopo e non sono state formulate in piena coscienza.
è ovvio che non colpevolizzo mio figlio, ma purtroopo l'inconscio non segue le regole che la ragione fornisce.
sento ancora una volta il bisogno di ribadire che amo mio figlio.
perchè, tutto sommato, continuo a sentirmi colpevole.
dopo il parto ero stanca, volevo solo dormire, vedevo mio marito tutto euforico, non lo mollava un attimo, lo teneva sempre in braccio, parlandogli e cullandolo.
io non avevo voglia di tenerlo, volevo solo dormire, dormire, dormire...ma non me lo permettevano, perchè il bimbo doveva essere nutrito e cambiato, anche se le ostetriche mi hanno aiutata moltissimo.
l'allattamento, un'altra croce.
tre giorni di dolori fino alla montata e poi...
e il dolore non è mai passato, neanche adesso che allatto lara.
dolore ai capezzoli, quasi sempre, più uno strano senso di mancanza di energie. e dire che mangio e bevo a sazietà...
questo ha contribuito a farmi detestare l'allattamento, oltre alla disillusione, dato che tutte ne hanno sempre parlato come di una cosa meravigliosa. per me è stato un sacrifico, fatto per amore dei miei bimbi.
sono andata avanti, ho allattato manuel finchè l'ha voluto, ossia nove mesi.
la notte ci faceva impazzire, non voleva saperne di dormire, io insistevo a cercare di farlo stare nella carrozzina...poi ho ceduto e l'ho messo nel letto, ma cmq era tutt'altro che dormiglione.
voleva stare in braccio ed essere portato in giro, dato che era, ed è, estremamente curioso, attivo, dinamico, socievole.
appena è stato in grado di muoversi da solo, vale a dire verso i sei mesi, è iniziato il cammino di mio figlio, il cammino lontano da me.
col senno di poi mi rendo conto che forse è stata colpa mia, si è distaccato perchè ha capito che io non potevo dargli ciò che voleva. ho sempre avuto poca pazienza sono una persona che alza spesso la voce, istintiva e spesso rabbiosa. il genere di madre che nessuno vorrebbe!
a dieci mesi l'ho portato in ludoteca...entrato è andato in braccio alla signorina e non se n'è più fregato di noi, quando tornavamo a prenderlo piangeva perchè non se ne voleva venire. all'inizio eravamo contenti del fatto che non frignasse, ma che, anzi, addirittura amasse stare con gli altri bimbi e non sentisse la nostra mancanza...è sempre stato molto indipendente. spesso sta con mia suocera o con gli zii...
forse abbiamo sbagliato ad assecondare la sua indipendenza, non so.

la scorsa estate non ricordo neanche dov'ero, cosa ho fatto. spesso mi domando: dov'ero la scorsa estate?forse perchè vorrei cancellarla.
ricordo solo il soffitto bianco sopra il letto e una finestra dal cui davanzale guardavo gli alberi e i gattini che aspettavano gli avanzi.
ricordo la tistezza, l'apatia...e lo schiaffo che diedi a manuel per un motivo banale.
in quel momento capii che avevo toccato il fondo.
così mi ricoverai in una clinica e ci stetti un mese. ero già incinta di lara di 5 mesi, ma la gravidanza non andava bene come la prima. avevo episodi depressivi e pensieri suicidi con molta frequenza.
la clinica mi ha aiutata molto.
uscita da lì, mi sentivo meglio, ma con manuel non c'era più nulla da fare.
e così è tuttora.
la nascita di lara mi ha fatto rinascere, in quanto, pur sempre doloroso, il parto è stato più veloce e non mi ha lasciato spossata come il primo.mi è sembrato di rivivere l'esperienza finalmente così come avrebbe dovuto essere, di riprendermi la mia dignità non urando e non facendo la pazza.
adesso ho per lei tutte le attenzioni che non ho avuto per lui, la reale voglia di prendermi cura di lei e le parole d'amore che le sussurro vengono direttamente dal cuore.
ma con manuel...
il problema è che, malgrado i miei tentativi di riavvicinamento, ha deciso di non darmi una seconda possibilità, anche perchè, con tutto il mio impegno, non posso fare miracoli, resto una persona con un carattere difficile.
manuel preferisce il padre, non mi cerca mai, se piange la notte vuole il padre, se si fa male vuole il padre...non sempre, ma il linea di massima è così.
può stare giorni interi senza di me, non lo tocca minimamente.
la verità è che gli ho dedicato troppa poca pazienza e poco tempo, pensando che tanto mio figlio mi avrebbe amata lo stesso, mi avrebbe cercata lo stesso.
ero troppo occupata a pensare a me, ai miei problemi, alla mia sofferenza per star dietro alla crescita del mio bambino, tutto torna.
lo so che la colpa è esclusivamente mia.
avrei voluto anche con lui sperimentare l'ec, che è un meraviglioso modo di comunicare col proprio bambino, invece di abituarlo ai pannolini dai quali adesso non si riesce a distaccare, avrei voluto scoprire prima la fascia, per tenermelo sul cuore come faccio con la sorellina, avrei voluto preparargli con le mie mani le cose, invece di riempirlo di omogenizzati, avrei voluto tenermelo sempre nel lettone, invece di insistere a lasciarlo solo la notte, al buio...avrei voluto amarlo meglio di come l'ho amato.
ultimamente mi sento di nuovo parecchio giù, sento lo spettro del mio malessere riavvicinarsi minaccioso e non so cosa fare.
il dolore più grande è rappresentato da mio figlio. ho cercato addirittura di distaccare i miei sentimenti, in modo da soffrire meno, ma mi è impossibile. quando guardo quel visino morbido, quegli occhi rotobdi, quel sorriso...capisco che non posso distaccarmene, è una parte di me.
perchè amaimo le persone ma non siamo capaci di dimostrarlo?
grazie a chi avrà avuto la pazienza di leggere tutto fino in fondo, a chi vorrà dare anche solo un piccolo commento, a chi vorrà aiutarmi condividendo con me questo sacco di mattoni che mi porto sulla schiena da tanto ormai.
serena

ps:volevo farvelo vedere...non trovate che sia meraviglioso?
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Elle
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Re: io e manuel

Messaggio da Elle » mer apr 02, 2008 2:18 pm

quanto è bello questo bimbo..
ho letto tutto fino in fondo, con attenzione, silenzio e in punta di piedi

non so cosa dirti - come dico spesso ultimamente sono oberata da morire e riesco a fermarmi solo per cose tecniche-
ti dico solo che ti sono vicina, che non mi pari affatto una madre snaturata come ti descrivi ma al contrario una madre che come tante ce ne sono ha avuto e ha difficoltà, e come tutte noi si fa una colpa di ogni cosa che va male

Io sono andata a partorire alessandro una notte che mia madre stava morendo, il giorno dopo non sapevo nemmeno se era viva o morta- poi non è morta allora ma è stata tra la vita e la morte più volte e questi ultimi 8 mesi sono stati un'inferno, ancora oggi è in agonia.
Non so come sono riuscita - a fatica- a non cadere nel baratro.
Ogni tanto mi dico che una prossima gravidanza se non ci saranno altri problemi sarà uno scherzo al confronto, ma ogni tanto mi dico il contrario: è stato talmente grosso quello che ho vissuto e talmente grande il pericolo di perdermi nel buio che da quella grandezza è arrivata la forza di tirarmi fuori. Forse - non me lo auguro ma lo penso possibile- è possibile che da una prossima gravidanza senza problemi possa invece arrivare, prorpio quando non me lo aspetto e non "dovrebbe" esserci, una depressione che raccoglie in se tutte le cose irrisolte - anche queste appena passate- e per assurdo penso possibile che in momenti di "normalità" mi capiti di cadere più di quanto non mi è successo nella "tragedia".

Non crederti fuori dal mondo, non crederti strana, e non crederti nemmeno così disperatamente responsabile di ogni cosa succede: ricorda anche che manuel oramai è grande, si rivolge verso gli altri, verso il padre, verso le relazioni, verso cose che non avrebbe cercato a pochi mesi e che non cerca ora la tua lara. Ci sono momenti diversi per cose diverse. E ciò è Buono.
Come tutte le madri avrai dato gioie e dolori a entrambi i tuoiu bimbi.

D'altro certamente mi sento di dirti che se ti senti scivolare piano piano verso un tunnel che già conosci, anche conosci la strada per tornare, perchè l'hai già fatto, e allora guarda anche le tu capacità e competenze, e fatti aiutare in ogni maniera a te possibile...
ti abbraccio, elena

Elisa B.
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Re: io e manuel

Messaggio da Elisa B. » mer apr 02, 2008 3:03 pm

Non ci sono parole per dire quanto è meraviglioso!
Ma parole per dirti che le cose non sono disperate come le vedi adesso, quelle sì sento di doverle trovare.
Tante delle cose che dici le sento molto vicine a me, a sentimenti che mi hanno attraversato nel corso della mia vita, tanto più da quando come un fulmine c'è arrivato Carlo.
Per spiegare che cosa il suo ingresso nella mia problematica esistenza, e poi la sua nascita sono stati per me non ho trovato ancora niente di meglio di un aneddoto raccontato da Valerio Magrelli che ho letto due anni fa. Era stato da un suo amico, poeta come lui, che aveva avuto un bambino (lui ancora non ne aveva) e gli aveva chiesto: "Allora, com'è avere un figlio?" Il suo amico non aveva detto niente, aveva appoggiato il braccio disteso davanti a sè sulla scrivania davanti alla quale era seduto e con un movimento lento ma deciso aveva spinto a terra tutto quello che c'era sopra, carte, penne, vaso di fiori... Poi l'aveva guardato e gli aveva detto: "Così!".
Ecco per me è stato così. Carlo ha buttato all'aria e anche in frantumi tutto quanto avevo costruito e organizzato in questi anni per tirare avanti. E io mi sono ritrovata a dover cominciare da capo a darmi un ordine, e un ordine più ragionevole e responsabile proprio perché dovevo farlo per lui e non semplicemente per tirare avanti.
E, come sai benissimo, è veramente dura.
Certe volte è talmente faticoso che senti il tuo bambino come un nemico, perché se lui non ci fosse non dovresti fare tanta fatica, potresti usare i metodi consueti. Metodi che però, se sei onesta con te stessa, vedi che non hanno funzionato, non hanno mai veramente risolto i tuoi problemi. Tanto che a un certo punto hai chiesto aiuto a qualcun'altro. Hai chiesto aiuto a lui. Almeno io so che ho fatto così. Mi ripetevo che non volevo avere bambini, che non ne dovevo avere. E motivi pratici, oltre che ideologici, se segui questo ragionamento, ne trovi parecchi. Ma poi me lo sono ritrovato nella pancia, come se a 35 anni non avessi saputo come si fa a farli e non farli, i bambini. In realtà io, che mi sono fatta sensi di colpa su sensi di colpa perché Carlo non l'avevo voluto, programmato, vagheggiato nel tempo, io l'ho desiderato con tutta me stessa, l'ho agognato perché mi costringesse a diventare una persona migliore. Anzi, perché costringesse me e mio marito a diventare persone migliori e una coppia migliore. E alla fin fine non riesco a trovare motivo più bello di questo per voler fare figli.
Da quel che dici di te capisco che da sempre hai sofferto. Che hai imparato a soffrire fin da piccola. E questo ti ha lasciato ferite difficili a rimarginarsi, che forse non si rimargineranno mai. Hai sentito che il tuo piccolino era un po' il tuo salvatore, colui che avrebbe dato un senso alla tua vita perché finalmente ti avrebbe amato come da sempre avevi bisogno, senza limiti e condizioni, senza pregiudizi. E invece lui, nel momento in cui entrava formalmente nella tua vita, perché usciva da te e diventava una persona distinta da te, ha smentito la fiducia che gli avevi dato, ti ha fatto soffrire, ti ha fatto sentire non all'altezza. Ovviamente non è andata così, ma così l'hai vissuta.
Anch'io sai il primo momento che ho visto Carlo non ho provato l'emozione calda dell'amore, ma quasi un senso di paura. Ho guardato i suoi occhi severi e ho tremato. Lui, che anche senza volerlo sapeva tutto di me perché era stato parte di me, era lì di fronte a me e mi guardava con l'aria di dirmi: "Ah, allora sei tu quella". Lui che mi era stato dentro dove conservo ciò che nascondo a tutti, che non vorrei mostrare a nessuno, da lì dentro usciva a giudicarmi. Credo che una grande fortuna sia stata aver avuto un travaglio dolorosissimo ma molto breve, e un parto facile. Ho cercato di lasciar fare a lui e di non oppormi, di non aver paura del momento del nostro incontro. Non so se è questo che mi ha aiutato.
Il tuo parto invece purtroppo non è stato facile e tu l'hai interpretato male. Proprio perché probabilmente ti sei abituata a non fidarti troppo di nessuno per non esserne ferita, l'hai interpretato come una smentita della fiducia che avevi riposto in lui. E non eri nelle condizioni, anche fisiche, per far fronte a questa prova. Così ogni difficoltà si è aggiunta ad allontanarvi, a impedirti di cedere e lasciarti andare al tuo bambino. Almeno credo che sia andata così. Ora che hai anche la tua piccola forse capisci meglio come ci si può arrendere alle necessità di un figlio e rinunciare a parte di sè per realizzarla meglio in lui.
Io in Manuel vedo riflessa te e i tuoi bisogni. Non credo che lui ti resista e ti eviti perché non ti ama. Lo fa proprio perché ti ama disperatamente e ha bisogno di te e nessuno può ferirlo come puoi tu. Allora lui si difende. Si irrigidisce, ti evita, così non puoi fargli del male e lui non deve assumersi la responsabilità dei tuoi errori. Che cosa faresti tu al suo posto?
I primi 6 mesi ha fatto il contrario: le ha provate tutte perché tu gli concedessi tutto di te. Chiedeva tempo, attenzioni, contatto. Sentiva che facevi resistenza, e chiedeva di più. In questo i piccolini hanno un sesto senso, non è possibile imbrogliarli. Poi ha cambiato strategia. Sembra che si sia allontanato, ma in realtà ogni suo comportamento è un tentativo, magari goffo, di ritornare a te, ne sono sicura. Anche questa sua ostentata indipendenza sembra fatta apposta per essere notata.
E spietato, lo so. E non ti lascia scelta: devi amarlo e continuare a provare ad essere una persona migliore per lui. Devi capire tante cose di te e riflettere su come sei diventata come sei. Sulle responsabilità dei tuoi genitori in tutto questo; genitori che vanno giudicati ed eventualmente condannati senza riguardi per non dover pagare il prezzo dei loro errori, e magari anche per riuscire ad avere con loro un rapporto migliore (a me è successo così). Prova a pensare se Manuel assomiglia a come eri tu da piccola. Magari la sua sorellina meno e anche per questo ti è più facile starle vicina.
Devi avere pazienza, cara. Ma guarda che non c'è nulla di irrimediabilmente perso, perché l'amore di tuo figlio è lì che ti aspetta. Devi solo avere costanza per far girare la serratura che lui ha messo per proteggersi. Devi fare molti e accorti tentativi, e prenderti molto tempo. Io non ho dubbi che riuscirai, proprio perché non ho bisogno che tu mi ripeta che lo ami: lo so. Però non stancarti di dirlo a lui. E spiegagli che a volte sbagli, ma che non dipende da lui.
Ti abbraccio cara Serena, e scusami se ho mal interpretato e scritto qualcosa che non ti descrive. L'ho fatto perché mi sono immedesimata in molte cose che ci hai scritto, e in questi casi il rischio è di parlare più che altro di sé. In questo caso non volermene e, se ti va, prova a spiegarmi ancora come sei. Per me sarà un piacere conoscerti meglio.
Ciao, Elisa

mame
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Re: io e manuel

Messaggio da mame » mer apr 02, 2008 3:24 pm

Carissima,
non ci conosciamo ma mi permetto di chiamarti così perché più o meno è ciò che sto vivendo anche io.
Io in depressione post-partum ci sono entrata in pieno a pochi giorni da un parto meraviglioso, mi son chiusa in me stessa e non ho detto a nessuno cosa covavo fino a quando sono esplosa in un pianto disperato ed anche in reazioni poco civili nei confronti del mio compagno.
Il problema, quello grosso, è che nessuno ha saputo cosa fare.
Mia madre, mia suocera e purtroppo anche mio marito.
Mi son rimboccata le maniche ed ho cercato aiuto altrove, da uno psicologo, ma per poco.
Tu hai allattato, io nemmeno quello xchè, ostacolata da pediatra, sbalzi di umore, marito e parenti che spingevano x il bibe che è più comodo (maledettissimi!) non sono “nemmeno riuscita a nutrire mia figlia”.
Ero in estasi come te durante la gravidanza,. Persino durante il parto….. ma il rientro a casa ha fatto cadere la wonderwoman che era in me.
E il mio compagno non mi riconosceva più, faceva affidamento su di me e io non c’ero.
Peccato che io facessi affidamento su di lui che però non capiva che avevo bisogno di questo enorme sostegno per andare avanti.
E il sostegno non l’ho avuto.
Allora mi sentivo fin troppo madre nel senso che quel ruolo me lo sentivo stretto, soffocante. Una responsabilità troppo grande (e come te la bimba l’avevo cercata) che non riuscivo a condividere con mio marito.
Poi, il mio tesoro è cresciuto ed io da qualche mese mi guardo indietro e mi pongo i tuoi stessi interrogativi:
ma perché non l’ho tenuta nel lettone?
Ma perché non sono riuscita a nutrirla?
Ma perché tutto mi sembrava un peso?
Ed ora, col senno di poi, farei tante cose che non ho fatto allora e cancellerei delle altre.
Così mi son detta che, bhè, magari col secondo….. ma io so che il secondo figlio difficilmente arriverà per tutta una serie di problemi di coppia sorti durante la mia depressione.
E anche io mi chiedevo le stesse cose che ti chiedi tu ora.
Sono arrivata a questa conclusione:
tutti sbagliamo, noi madri e anche i ns. figli sbaglieranno
noi ci saremo sempre per loro e forse loro per noi
io voglio bene a lei e lei a me
io ho fatto per lei ciò di cui ero capace SEMPRE (perché in quei momenti non pensi di fare qlcs di sbagliato….)
tutti siamo il prodotto di sbagli o decisioni dei ns. genitori ed ingerenze dall’esterno
Io sono contenta e consapevole di essere madre
Nessuno può riportare indietro l’orologio del tempo, solo cercare di sanare ciò che non si è fatto nel passato
Per quanto possibile, io già lo sto facendo, quindi nessuno ti impedisce di “sanare” il rapporto con tuo figlio: è piccolo, ti vuol certamente bene, sarai sempre la sua mamma e cercherai di fare sempre il meglio per lui. E allora fallo, da ora!
Sai già cosa vuol dire sperimentare la depressione, sai già cosa vogliono dire le conseguenze che essa comporta e quanto siano dolorose le ferite che si portano anche nel tempo.
Fai ciò che non hai fatto allora.
Rivolgiti ad un terapeuta che ti aiuti ora e che ti dia le basi necessarie per modificare il tuo rapporto con Manuel. Una terapia può essere utile anche per migliorare il tuo brutto carattere come lo chiami tu, per aiutarti a porti con gli altri nel modo più giusto, per comunicare agli altri ciò che senti realmente non distorcendo le parole perché dettate dal tuo istinto.
E non sentirti una madre meno madre.
Tuo figlio sicuramente ti ama ed è così fortunato ad avere te perché tu in primis ti metti in discussione nei suoi confronti e ti rendi conto che qualcosa deve essere cambiato.
Non è troppo tardi per dimostrargli quanto lo ami.
E dimostra anche quanto tu ami te stessa uscendo da quel principio di tunnel che oscura il tuo sguardo.

Scusami se mi sono dilungata, ma è un argomento complesso e che mi sta molto a cuore.
Un abbraccio,
Manu

bibililium
Messaggi: 144
Iscritto il: ven gen 25, 2008 8:09 am

Re: io e manuel

Messaggio da bibililium » mer apr 02, 2008 3:30 pm

Cara Serena,
mi permetto di rivolgermi a te in questo modo perchè, anche se per altri motivi, conosco fin troppo bene il peso del buio della disperazione e le tue parole hanno toccato profonde note nel mio cuore.
Vorrei dirti tante cose perciò cercherò di essere il più breve possibile, per quanto riuscirò.
Sebbene tu ti senta colpevole non credo affatto che tu sia una "mamma degenere", come tu ti appelli, non fosse altro se non per un semplice banalissimo motivo: il fatto stesso che tu ti renda conto che hai bisogno di aiuto e sei consapevole di "non essere in forma", diciamo così, ti dovrebbe far capire quanto l'amore che provi per i tuoi figli, per tuo figlio, sia forte e resistente, oltre il dolore che ti porti dentro..
Ti racconto brevemente la mia storia, per "sentirci" più vicine e magari poterti essere di aiuto.. Ho quasi trentasei anni, ho sofferto di depressione per moltissimi anni, quasi tutta la mia vita, dalla adolescenza fino a pochi, pochissimi anni fa. La mia depressione è stata il risultato di una famiglia problematica, di un padre che mi ha umiliato e maltrattato al punto che al solo vederlo, ancora a 18 anni, piangevo senza motivo, e la conseguente scelta, da quattordicenne, di "fidanzarmi" con un ragazzo che si è poi rivelato un pazzo, che mi ha costretto a violenze di ogni genere, inimmaginabili, fino a quando, a 19 anni, sono riuscita a "liberarmi". Da allora è stato un calvario, di dolori e di scelte, di pianti e strazio. Continuavo a ripetermi che stupida vigliacca ero stata a non sapermi difendere, a non chiedere aiuto a nessuno, a pensare che non avrei avuto mai una fuga, al dolore della solitudine.E non riuscivo a capire come un essere umano potesse essere così violento, pensavo che forse se mio padre e il mio ragazzo mi trattavano in quel modo forse allora davvero lo meritavo. Volevo una spiegazione, volevo qualcuno che mi dicesse che avevo ragione a disperarmi o che ero stupida e mi stava bene. In ultimo, nel mio percorso, un paio di anni fa, grazie all'aiuto di altre donne al telefono rosa (pensa, ho trovato il coraggio dopo 16 anni..) e di un maestro di difesa personale, ho capito che i miei sensi di colpa mi creavano più problemi di quanti me ne avessero creati gli altri. Che mi stavo continuando a fare del male perchè non accettavo i miei errori, perchè ripudiavo me stessa, e in quello loro continuavano a vincere, e mi facevo domande a cui non io, ma nessuno, poteva dare risposta. E così è iniziata la mia nuova vita, iniziata soprattutto perchè volevo essere madre e volevo essere una donna consapevole di sè e delle sue scelte. Ovviamente volevo un figlio maschio, e invece.. Dopo lo sconforto iniziale ho pensato che il destino mi mettesse di nuovo alla prova. Mia figlia sarà una donna a cui insegnerò con tutte le mie forze a non perdersi mai d'animo, a cercare sempre una soluzione, a non vergognarsi mai di se stessa e dei suoi errori. E terrò stretto il mio cuore, in silenzio, ogni volta che lei uscirà di casa...
Mi viene da dirti con tutto il cuore di poggiare quei mattoni per terra: è vero, ci sono, ma lasciali a terra perchè è lì che devono rimanere ora, perchè oramai ti sei accorta che ti distruggono la schiena e non hai più motivo di portarli.
Nessuno è mai perduto, nessun bambino è mai senza speranza, e te lo dico non solo come neomamma ma come insegnante, il mio mestiere, che di situazioni di bambini sofferenti ne ha viste un po'. C'è sempre tempo per recuperare, a piccoli passi, ma il tempo c'è sempre: è il tempo che servirà, non mettergli, non metterti, fretta, e soprattutto ti direi, non metterla a Manuel. Vivi quello che ora sei in grado di dare ad entrambi i tuoi bambini con la gioia che ti ispirano quegli occhi pieni di dolcezza come Manuel dimostra di avere nonostante tu ti colpevolizzi così tanto. E' un bambino bellissimo, con uno sguardo pieno di amore!
Chiedi aiuto a chiunque pensi ti possa stare vicino, non vergognarti mai di essere consapevole di te stessa. Si fa presto a giudicare quando il cuore è sordo e non si sa nemmeno se batte.. Se anche solo pensi che ti possa essere di aiuto scrivere o fare due chiacchiere puoi mandarmi un messaggio NON SEI SOLA :)
un abbraccio
Barbara

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miria81
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Iscritto il: lun feb 18, 2008 1:21 pm

Re: io e manuel

Messaggio da miria81 » mer apr 02, 2008 4:23 pm

ho gli okki tutti pieni di lacrime e le lettere ballano nello schermo...sono confusa, ho bisogno di leggere con attenzione maggiore...adesso poi ho lara che "casineggia" e un bucato di pannoli da stendere :-)
appena ho la tranquillità necessaria rileggo e rispondo...anche se mi è bastato dare un okkio a qualche riga per commuovermi...
sarò troppo fragile in questi gg, non so, ma mi sento molto vicina a tutte voi...
grazie
torno presto.......

Curry
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Re: io e manuel

Messaggio da Curry » mer apr 02, 2008 4:40 pm

Ti rispondo al volo dicendoti che:

- La mia prima figlia è arrivata nove mesi dopo il matrimonio. Quando aveva tre mesi siamo andati una settimana al mare a festeggiare l'anniversario. ne avevo bisogno. Se non lo avessi fatto me lo sarei portata a dietro per sempre. Molti mi hanno considerata pazza, qualcuno mi ha giudicato male. Ma a me serviva.

- Il mio secondo figlio si è guadagnato il soprannome di Bestia a tre settimane. E' sempre stato agitato. Ammetto, con un po' di vergogna, che gli ho urlato contro che aveva un mese... spaventando pure quella "grande" (aveva due anni). Ne porteranno i segni, lo so. Ma io, come tutti gli altri, non sono infallibile e ogni tanto sbaglio.

Infine
il problema è che, malgrado i miei tentativi di riavvicinamento, ha deciso di non darmi una seconda possibilità,
Impossibile. Semplicemente impossibile. Tranquilla.

Ciao
Curry

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franc
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Iscritto il: dom mar 02, 2008 4:18 pm

Re: io e manuel

Messaggio da franc » mer apr 02, 2008 7:20 pm

Cara Serena,

Non so se posso permettermi di dire qualcosa, in fondo io non sono mamma o perlomeno non mamma come tutte quante voi ...
Comunque penso che se tu fossi una mamma snaturata non ti metteresti in discussione, non ti porresti domande, non troveresti il coraggio di parlarne e probabilmente non saresti minimamente consapevole di tutti questi sentimenti contradditori che pesano come dei mattoni.
Forse hai bisogno d’aiuto (e chi non ne ha bisogno avolte!!) ma perlomeno, visto che ne sei consapevole, sei già a metà strada per trovare il cammino giusto assieme al tuo amato piccolo.

L’unico consiglio che mi sento di darti è quello di lasciare perdere i sensi di colpa, quelli non servono a niente, il passato è passato e quello che importa adesso è il presente. È con il presente che sono sicura, riuscirai a costruire un futuro solido e sereno assieme a tutta la tua famiglia.


Un forte abbraccio

Francesca

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kamala
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Re: io e manuel

Messaggio da kamala » ven apr 04, 2008 9:08 pm

ciao serena,
la tua testimonianza e quelle di tutte le altre mamme mi hanno molto toccato.
la mia piccola che adesso ha 6 mesi l'ho avuta presto come te a 23 anni.
sto cercando di allevarla tenendola sempre vicino a me, allattandola al seno, portandola con la fascia, non perchè come dicano in molti io stia seguendo un "metodo", ma perchè penso sia giusto così per me e lei ...
eppure a volte mi sento così in difficoltà!
a volte rimpiango la vita delle mie amiche senza figli, sono libere di far tardi, di partire per i vari erasmus, io invece sono qui BLOCCATA, a volte non voglio prendere in braccio mia figlia, l'ammollo al primo che passa, le volto la schiena nel letto. a volte la lascio lamentarsi. a volte la sgrido e mi sento subito in colpa. a volte vorrei buttarla dalla finestra.
i miei genitori, immigrati filippini, mi hanno dovuto lasciare presto per tornare a lavorare ad "un'altra famiglia" italiana con cui stavo quasi tutti i giorni tutto il giorno, è come se avessi avuto tante madri (e con "mamma" io chiamo tre persone diverse), mi ricordo che ogni volta che dovevo tornare a casa mia entravo in ansia, ripercorrevo con la mente la giornata e questo più tardi quando ero più grande mi succedeva quando andavo da loro. sono cresciuta con un senso di famiglia particolare, amo tante persone e da loro sono stata amata. questo l'ho scritto perchè nella tua lontananza di un mese altri sono stati col tuo bimbo: io cresciuta nella mia "famiglia italiana" ma non ho mai smesso di amare mia madre.
io non penso che tu sia una persona terribile, trovo che tu sia stata molto brava ad accorgerti del tuo malessere meditare e cercare aiuto per uscirne, cosa che non tutti sono in grado di fare ed accettare. credo che il tuo maternage con la seconda sia diverso, perchè hai saputo cambiare e grazie a lei hai capito gli errori che "avresti" fatto col primo, anche se di errori secondo me non si tratta.
fino alla fine della gravidanza non ho voluto sapere il sesso del nascituro e fino alla fine pensavo fosse un maschio, questo ha fatto sì che il mio rapporto con Mutya nascesse con lei, ma questo non mi ha impedito di fantasticare idilliaci rapporti.
quando è nata dopo un travaglio di cui ho dimenticato il dolore, ma durata più di 12 ore (anche se mi ricordo che a un certo punto ho preso il viso del mio compagno dicendogli "non ce la faccio più", anche se non so cosa mi ha trattenuto dall'offenderlo e tirargli i capelli pensavo in quel momento), mi sono trovata questa bimba, ho pensato "è bellissima", ma da parte mia non ci sono state scene di deliri d'amore come mi sarei aspettata, il suo sguardo era profondo e serio, tanto penetrante che per un momento ho avuto timore che lei potesse mettere a nudo la mia anima come se fosse a conoscenza anche dei miei più profondi segreti, tant'è che ancora oggi il mio compagno mi dice che lui ha avuto un accoglienza più amorevole di me (e devo dire è stato davvero così: lui l'ha presa in braccio e l'ha seguita dappertutto io ero come inebetita e tanto preoccupata dei punti da scordarmi di lei!!!). l'allattamento è stato all'inizio doloroso e pregavo che quel martirio finisse presto, grazie al cielo allatto ancora quasi senza più dolore, anche se adesso ha cominciato a mordermi i capezzoli!!! vabbè :)

mi auguro che questa situazione migliorie sono sicura che questo accadrà presto, l'importante è che non ti lasci andare a quel brutto baratro. :D
angelica

ps il tuo bimbo è bellissimo!!!

flores
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Re: io e manuel

Messaggio da flores » ven apr 04, 2008 9:26 pm

carissima,
il tuo bimbo è davvero meraviglioso.
Ciò che hai raccontato è la dimostrazione che sei una vera mamma e che ami entrambi i tuoi figli. In modo diverso perchè loro sono diversi uno dall'altro e diversi da te. Non si diventa madri solo per perchè si ha partorito , lo si può diventare anche molto dopo la nascita di un figlio. i bambini amano le loro madri in modo incondizionato sempre, per cu iil vostro rapporto è sicuramente recuperabile, devi solo capire qual'e' la chiave giusta. fatti aiutare , ti è stato utile in passato , potrà esserlo ancora. Oltre che da uno specialista, anche le mamme del forum possono aiutarti a non sentirti sola o strana.
Non a tutte capita di innamorarsi del proprio figlio appena esce dalla pancia... questo succede nei film , nella vita vera si possono sentire anche questi dialoghi:
IO: " è un pò viola"
Mio Compagno: "ma nooo. e- rosa
io > sembra Smigle (quello del signore degli anelli, il mostriciattolo), una prugna!
Ebbene sono passati quasi 11 mesi e la mia prugna mi ha riempito la vita....finalmente! anche se ogni tanto vorrei prendermi una vacanza!
Manu

Elle
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Re: io e manuel

Messaggio da Elle » sab apr 05, 2008 7:48 am

Sempre di corsa e non potendo leggere con attenzione tutti questi racconti
leggendo le altre mi è tornata in mente una cosa, che per me è stato motivo di grande dolore:
speravo in un parto molto naturale e soprattutto mi aspettavo assolutamente che il piccolo uscito da me mi sarebbe stato posto al seno e saremmo stati insieme.
Invece è stato tolto con la ventosa, non ho fatto a tempo a chiedere che non staccassero il cordone - ero pronta a farlo e ci tenevo tantissmo- che l'ho visto già tagliato e invece di darlo a me l'hanno dato alneonatologo. dopo un pò me l'hanno portato avvolto in una traversa e lasciato li 3 minuti, dopo mihanno mandato in sala operatoria con anestesia generale. insomma, stò piccolo l'ho visto poi nel pomeriggio dopo ore, e non ero nemmeno in grado di gestirmelo e tenerlo in braccio da sola senza paura che cadesee- post anestesia nelle prime ore - e per il dolore in seguito.

Per di più tutte le volte che lo prendevo in braccio aveva un odore particolare, che per 3 giorni identificavo con "il suo odore", ma alla fine del terzo giorno ho capito che quello non era l'odore del mio bambino bensì l'odore del detergente che usavano a lavarlo.

Non riuscivo ad allattarlo, stavo malissimo, lo prendevo in braccio e mi sentivo distante e preoccupata.
Sono stata così per almeno un mese! Mi ci è voluto tantissimo tempo per riallacciare il contatto con lui e per sentirlo, ho dovuto imparare da zero e fare i conti con il mio senso di inadeguatezza di non essere stata capace di essere mamma subito. Ero così disperata che non riuscivo nemmeno a sentire l'amore che provavo per lui, ero troppo tesa

Risultato? Certamente alessandro ne ha sofferto un poco,ma non c'ero solo io per lui c'era suo papà che era più "a bolla" di me e lo amava tantissimo. Non è quindi rimasto sguarnito d'amore e sono certa che sentiva al di là di tutte le tensioni e preoccupazioni che sua madre lo aveva sempre amato tantissimo. Sono certa che è così, e che le prove che si passano servono anche quelle a qualche cosa.
baci a tutte

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Roxx
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Re: io e manuel

Messaggio da Roxx » dom apr 06, 2008 9:39 pm

ora so, carissima Miria.
Che dire, che Manuel e' un maschietto e che, crescndo, si identifica sempre piu' con il genitore del suo stesso sesso, forse anche per questo si allontana da te. Che rapporto ha con il padre, a proposito?!?
Anche Angelica mia e' molto indipendente, sai, nonostante io la riempia di coccole, nonostante sia la luce della mia vita e mai nulla abbia offuscato questa luminosita'. E' assai socievole, sta bene con tutti e la mamma sua (io, per inciso) fa sempre piu' spesso da tappezzeria e tiene a bada la gelosia perche' va bene cosi, lei e' fatta cosi e devo rispettarlo.
Credo non dipenda poi da noi, il carattere dei nostri figli, cerca di vagliare se Manuel soffra di gelosia per la sorellina, magari ritagliate degli spazi per voi, tu o il papa' se si identifica con lui, e non crucciarti eccessivamente: ha un ottimo carattere di cui puoi andar fiera, significa che gli hai saputo fornire certezze da cui sa di poter attingere nel momento del bisogno, altro che mamma degenere o cose simili, scherzi???

Se poi ritieni di aver un pessimo carattere e di essere un urlatrice e' cosa buona: riconoscere le proprie mancanze e' gia' un buon
segno per lavorarci sopra, per smussare gli spigoli, dai, sii propositiva, hai visto mai che riesci a divenire piu' pacata e accomodante?!? :wink:

Ti saluto, stella, ma che occhioni ha Manuel?!?
Meraviglioso e con il volto disteso e simpatico, indice di un bimbo sereno, nonostante i patemi materni :)
Ti stringo

Francesca G.
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Re: io e manuel

Messaggio da Francesca G. » lun apr 07, 2008 11:15 am

Carissima Miria,

il tuo messaggio mi ha colpito al cuore. Quanti incredibili analogie tra di noi! Il carattere ma anche alcuni avvenimente della vita... Certo la mia storia attuale è molto meno tormentata, ma insomma mi sono molto riconosciuta nel tuo racconto...

Guarda per es. uno stralcio dal racconto del mio primo parto: "[...] E infatti quando sono uscita dall'acqua mancavano ancora
diversi centimetri (mi sembra fossi a sette) e ci ho messo altre tre
ore a dilatarmi completamente con dolori alla schiena terrificanti.
Non volevo assumere nessuna posizione. Rifiutavo ogni consiglio.
Volevo stare solo seduta immobile sul letto. Poi a 10 cm si è
fermato tutto. Nessun riflesso di eiezione del feto nulla. Fine di
tutto. L'ostetrica mi ha detto che dovevo cominciare a spingere. Ma
perché se io non ne sentivo il bisogno? E come? Non capivo neppure
cosa significasse spingere. Ma mi dissero di spingere e io spinsi
come un bufalo senza sentirne il bisogno e senza contrazioni per 45
interminabili minuti. Volevo morire, volevo dormire, volevo essere
da qualche altra parte. Mi sembrava un incubo. E alla fine il mio
torello uscì: 4200grammi, 57 cm di lunghezza, 38 cm di circ.
cranica, bello come il sole. Quattro punti di lacerazione (di cui
due interni) e io non volevo che mi toccassero, scalciavo urlavo,
tremavo come una foglia, avevo i nervi a pezzi, volevo dormire,
piangevo, avevo le convulsioni. Come avrei potuto pensare in quello
stato alla creatura che mi avevano adagiato sul ventre?

Ed è a questo che volevo arrivare. Il trauma di quel travaglio così
doloroso e soprattutto di quell'espulsione così lunga e stremante mi
hanno impedito di godere di mio figlio e anche, purtroppo, di
instaurare quel legame immediato che madre e figlio instaurano in
quei primi momenti speciali. Io non lo guardavo, non riuscivo a
sentirlo completamente mio. Sono sicura che inconsciamente
addebitavo a lui la causa di quel trauma. Per giorni sono stata semi-
incosciente, desideravo solo dormire, non mi occupavo di lui, lo
lasciavo a mio marito e a mia madre e lui piangeva disperatamente
(evidentemente voleva il mio calore e il seno), ma io me lo facevo
portare ad orari solo per allattarlo, perché avevo un dolore al seno
terrificante, interno, nonostante non ci fossero ragadi. Dolore che
ho dovuto fronteggiare per quasi tre mesi e che ora, sono convinta,
visto che non c'erano cause fisiche evidenti, era stato la
conseguenza di quella ferita interiore. Ancora oggi devo impegnarmi
per recuperare ogni giorno quel primo anello mancante
dell'attaccamento tra me e mio figlio; lo sento in lui e lo sento in
me. Entrambi siamo alla ricerca del nostro equilibrio.

Quando partorii Giuliano (il 4 febbraio 2004) pensavo ancora al mio
primo parto come a un fantastico parto in casa e il trauma era solo
stato rimosso non superato. Ero terrorizzata all'idea del dolore e
dell'espulsione. Quando partì il travaglio (questa volta esattamente
il giorno della scandenza del tempo) mi sentii persa, cominciai a
pensare se ero stata pazza a riprovarci, che non potevo uscire viva
da un'altro calvario come quello"


Non commento. Le parole sarebbero troppo sterili passando per il mezzo elettronico. Solo qualche elemento che forse ti potrebbe aiutare.

E' la risposta che diedi tempo fa a una mamma che scritte un topic dal titolo "Non mi vede come madre" e aveva proprio il tuo stesso problama, l'allontanamento affettivo del suo primo bimbo da sé. Magari ci trovi dentro qualcosa di utile.
Ciao,
Francesca

----------
Eccola:
Cara ....,

se per i motivi che hai raccontato tuo figlio si è allontanato da te non stringendo quel legame emotivo fortissimo che c'è tra madre e figlio quando i bimbi sono molto piccoli puoi sempre recuperare. Innanzitutto devi smettere di rammaricarti di quello che è stato e che non si può più modificare e cominciare da capo con impegno e determinazione. Lui è tuo figlio e lui nel profondo lo sa e ti ama. Come tu nel profondo lo sai e lo ami. Dovete solo trovare la vostra strada. Prima cominciate a cercare insieme e più facile sarà.

Un buon inizio per te potrebbe essere distendere e sciogliere alcuni tuoi nodi interiori con i fiori di Bach, che forse sai non sono medicinali (in essi non è contenuta nessuna parte fisica dei fiori ma solo l'informazione energetica) ma riequilibratori spirituali che sciolgono o redirezionano in senso positivo nodi della personalità che si sono induriti in senso negativo o riattivano imupulsi che sono comuqnue in potenza nella persona permettendo di sviluppare la propria personalità al meglio ed essere felici, purché ce ne sia la volontà. Io ti consiglio (solo sulla base del tuo racconto, di ciò che hai detto, naturalmente un buon terapeuta di floriterapia potrebbe fare molto meglio, ma questo è solo l'inizio e potrebbe esserti utile): Cerato, Larch, Mimulus, Elm, Rock Rose, Star of Betlehem, Pine, Impatiens. Per sentirti all'altezza del compito, per sciogliere la paura di non farcela, per non sentirti in colpa, per cancellare il trauma della nascita e dei primi mesi in cui credi di aver commesso errori, per non essere impaziente, per riacquistare coraggio. Comprare tutte le essenze che ti ho consigliato singolarmente costa molto, ma ci sono farmacie che preparano le miscele di fiori, prova a trovarne una e chiedi una miscela di questi fiori. Se vuoi prepararla da sola devi prendere un flaconcino da 30ml con tappo contagocce (si trovano in farmacia) metterci dentro due terzi di acqua minerale e un terzo di alcool (va bene della vodka o qualsiasi alcoolico trasparente e non aromatizzato sotto i 50 gradi, serve come conservante) e 4 gocce di ciascun rimedio di Bach. Poi ne assumi 4 gocce almeno 4 volte al giorno per tre settimane. La prima settimana sarebbe meglio assumerle più spesso, ogni volta che se ne sente il bisogno, anche fino a 15 volte al giorno.

Poi per recuperare un contatto vero con il tuo bambino ti consiglio di concentrarti su tutte le attività che richiedano un contatto fisico e visivo e che siano piacevoli e divertenti. Devi proprio inventarti tanti momenti in cui far delle cose con lui, che siano soltanto ed esclusivamente vostri.
Te ne elenco alcune:
-la notte dormi nel letto insieme a lui;
-ti compri una fascia portabambini e te lo metti sul fianco o sulla schiena (per metterlo sul fianco basta anche un'amaca che si può fare semplicemente anche con un pareo) e fai delle belle passeggiate insieme a lui, tutti i giorni in modo regolare (se non vuol stare nella fascia falle con il passeggino se possibile rivolto verso di te); la posizione sul fianco è molto bella perché il bimbo può osservare l'ambiente e al tempo stesso è a contatto stretto con la mamma e la può guardare in viso, con l'amaca è più faticosa perché il peso grava solo su una spalla, mentre con la fascia lunga si può fare una posizione sul fianco in cui il peso viene scaricato su diversi punti della schiena, dei fianchi e delle spalle;
-mentre camminate guardalo molto e parlagli di quello che vede, descrivigli le cose più interessanti e belle, fagli sentire molto la tua voce;
-fai il bagno insieme a lui, anche tutti i giorni; se non è possibile il bagno va bene anche la doccia; giocate con l'acqua, fate gli spruzzi, lavatevi a vicenda con delle spugne a forma di animali o molto colorate;
-dopo il bagno avvolgilo nell'asciugamano e tienilo stretto stretto seduto sul tuo grembo e dondolalo cantandogli una canzone dolce, anche solo un motivetto a labbra strette senza parole;
-poi fagli un massaggio con dell'olio di mandorla o anche senza niente; anche se il bimbo si muove molto si può comunque fare un massaggio semplice e veloce (prendi spunto dal libriccino di Leboyer, Shantala, si trova in tutte le librerie e i massaggi agli arti inferiori e superiori e alla schiena vanno benissimo anche per i bimbi grandicelli);
-ogni giorno trova un momento per stare con lui a leggere dei piccoli libriccini adatti alla sua età, ma soprattutto raccontagli spesso delle filastrocche e poi quando sarà più grande delle fiabe, quelle italiane raccolte da Calvino o quelle dei fratelli Grimm sono perfette, anche queste meglio raccontarle a memoria. Se non ne sai compra un libro di filastrocche e imparane a memoria qualcuna che ti piace molto, ne bastano poche, anche solo due o tre, senza leggerle, in modo che metre gliele dici vi potete guardare negli occhi e ridere insieme; utilissime per instaurare un contatto forte col bimbo e molto importante per lo sviluppo del bimbo piccolo sotto i tre anni sono le filastrocche animate in cui il bimbo sta sulle ginocchia della mamma o in cui la mamma tocca delle parti del corpo del bambino (alla fine del messaggio te ne metto qualcuna a mo' di esempio, se ti interessa averne altre basta che me lo fai sapere);
-cantagli spesso anche se sei stonata non ha importanza per il bambino la voce della sua mamma è la cosa più bella del mondo. Sia prima di andare a nanna sia in altri momenti della giornata in cui vi rilassate insieme, o quando fate le vostre passeggiate, quando andate in bicicletta, sempre. NOn ha importanza che siano canzoncine per bambini, puoi cantargli anche Vasco ROssi l'importante è che siano canzoni che piacciono a te e che siano piacevoli per lui, può bastare anche solo una canzone che diventa la VOSTRA canzone.
-fate insieme cose pratiche ma piacevoli, come lavorini di impasto che già a un anno lui può fare, tipo preparare il pane o una torta (tu lo prepari e lui fa paciughi con acqua e farina) che poi potrete mangiare insieme (è il frutto del vostro lavoro insieme); poi più crescerà più aumenteranno le cose che potrete fare in casa: è impotante che lo coinvolgi sempre più, secondo le sue possibilità, nelle tue attività quotidiane in modo che si senta parte della tua vita (fatti aiutare a fare i lavori di casa, a cucinare, a pulire l'insalata, a fare la lavatrice, a stendere i panni, a dare la polvere, portalo con te a fare la spesa).

Sono sicura che le cose si sistemeranno. Devi avere fiducia.
Auguri,
Francesca
------------------
Alcune tipologie di filastrocche animate (in ogni zona d'Italia ci sono varianti a queste filastrocche, io te le metto come le conosco io).

[La mamma prende il bimbo sulle ginocchia rivolto verso di sé, lo tiene per le mani saldamente e solleva e abbassa le ginocchia a ritmo della filastrocca]
Dacia minacia
(Giuliano) va in piazza
compra una beccaccia
compra un beccacciòn [su quest'ultima parola si solleva molto in alto il bimbo e ci si ferma un attimo in sospensione e poi]
buttalo buttalo giù nel burron [e la mamma butta all'indietro il bimbo in modo che la testa e la parte alta del tronco vadano verso il pavimento]

Questo filastrocca è molto adatta ai bimbi piccoli:
"Questo è l'occhino [e la mamma sfiora l'occhio del bimbo]
questo è il suo fratellino [sfiora l'altro occhio]
questa è l'orecchina [tira l'orecchia]
questa è la sua sorellina [tira l'altra orecchia]
questa è la chiesina dei frati [tocca la bocca]
e questo è il campanon [afferra il naso del bibo]
che fa don don don don [scute energicomente il nasto facendogli muovere anche la testa]"

La mamma tiene la mano del bimbo sul palmo della propria mano (la mano del bimbo ha il palmo rivolto verso l'alto). Con l'altra mano la mamma accarezza il palmo della mano del bimbo al ritmo della filastrocca]
Bella manina
dove sei stata
dalla mia nonna
cosa ti ha dato
pane e melina
gratta gratta la manina [dicendo quest'ultimo verso la mamma gratta forte la mano del bimbo].

Di solito alla fine di queste filastrocche si ride di gusto insieme e il bimbo dice "ancora!" e la mamma la rifà ad libitum.

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miria81
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Re: io e manuel

Messaggio da miria81 » lun apr 07, 2008 7:52 pm

ok, eccomi, scusate l''assenza. son dovuta partire con mio marito(l'abbiamo accompagnato in un viaggio di lavoro) e avendo la connessione col cell non ho avuto modo di rientrare nel forum in quanto avevo esaurito il credito proprio la sera prima di partire...vabbè :| .

innanzitutto voglio ringraziarvi tutte, di cuore. non immaginavo quante altre donne potessero aver passato situazioni simili alla mia, mi sento meno strana e meno sola.

questo viaggetto inaspettato è stato un fallimento sotto tutti i punti di vista tranne uno: il mio rapporto con manuel.
non ci crederete, ma è bastato così poco per far sì che lui mi chiamasse a gran voce quando era a cavalluccio sulle spalle del padre e non mi vedeva per un attimo.
sono rimasta sconvolta...non ci sono abituata, la cosa mi ha quasi imbarazzata.

l'idea di partire tutti insieme è stata di mio marito: lui voleva che stessimo tutti e 4 insieme, anche se sarebbe stato stressante.
e infatti il viaggio è stato un massacro :shock: , i bimbi piangevano sui sedili posteriori, ore e ore di macchina, abbiamo buttato un sacco di soldi, ho litigato con mia sorella e non ci siamo rilassati neanche un pò :roll: ...
però ci sono stati tanti momenti di condivisione fra me e mio figlio, abbiamo dormito tutti insieme nel lettone abbracciati, abbiamo giocato, riso, camminato(a volte anche corso, dato che stavo facendo tardi a un appuntamento!) mano nella mano, gli ho dedicato molto di me stessa(c'era anche lara, e non è che posso ignorarla tutt'a un tratto)...è stato meraviglioso.

mio figlio mi sta dando un'altra possibilità...piano piano recupererò tutto, ne sono sicura.

ancora adesso piango leggendo e ricordando le fasi passate, ma sento una nuova speranza rinascere.

vorrei commentare qualcuno dei vostri interventi:
"Allora, com'è avere un figlio?" Il suo amico non aveva detto niente, aveva appoggiato il braccio disteso davanti a sè sulla scrivania davanti alla quale era seduto e con un movimento lento ma deciso aveva spinto a terra tutto quello che c'era sopra, carte, penne, vaso di fiori... Poi l'aveva guardato e gli aveva detto: "Così!".
sono d'accordissimo...è una sensazione che ho vissuto anche la seconda volta.
Certe volte è talmente faticoso che senti il tuo bambino come un nemico
sì, purtroppo spesso capita di sentirlo come un nemico...forse perchè manco della maturità necessaria per rapportarmi coi bambini. in generale ho sempre problemi con loro. qualcuno mi ha detto che è perchè durante l'infanzia mi sono sentita trattata con estrema ingiustizia dagli adulti. può darsi. ho avuto molti problemi anche coi miei nipoti, loro mi considerano "la zia perfida", hanno paura di me...e questo mi addolora.
io l'ho desiderato con tutta me stessa, l'ho agognato perché mi costringesse a diventare una persona migliore. Anzi, perché costringesse me e mio marito a diventare persone migliori e una coppia migliore
questo è quel che volevo ankio... non so se lo scopo sia stato raggiunto. sicuramente come coppia no, anzi, direi che stiamo un pò in crisi, ma non so se c'entrino i figli...
Da quel che dici di te capisco che da sempre hai sofferto. Che hai imparato a soffrire fin da piccola. E questo ti ha lasciato ferite difficili a rimarginarsi, che forse non si rimargineranno mai.
sono anni che provo a ricucire gli strappi...anche con terapie ecc, ma effettivamente è molto difficile.
a volte è come se la mia anima si "nutrisse" di questi rancori, trovasse terreno fertile...vivesse quasi di questo. con un terapeuta da cui andavo capii che molti dei problemi che ho oggi sono dovuti al fatto che non ho vissuto una vera infanzia e quindi cerco di recuperarla adesso che sono adulta...con risultati disastrosi.
è vero, mi hanno fatto molto male. i miei genitori innanzitutto. poi la seconda moglie di mio padre, che è la persona peggiore che conosca.
ma so che i miei genitori hanno sofferto molto a loro volta, e questo mi causa ulteriori sensi di colpa nel criticarli.
Hai sentito che il tuo piccolino era un po' il tuo salvatore, colui che avrebbe dato un senso alla tua vita perché finalmente ti avrebbe amato come da sempre avevi bisogno, senza limiti e condizioni, senza pregiudizi. E invece lui, nel momento in cui entrava formalmente nella tua vita, perché usciva da te e diventava una persona distinta da te, ha smentito la fiducia che gli avevi dato, ti ha fatto soffrire, ti ha fatto sentire non all'altezza. Ovviamente non è andata così, ma così l'hai vissuta.
mi ha deluso. non lui, ma il parto. avevo letto esperienze così diverse dalla mia...che mi sono sentita vittima di mio figlio. ho pensato: perchè è andata così? non doveva andare così...
Io in Manuel vedo riflessa te e i tuoi bisogni
di questo ho parlato spesso col medico in clinica. ero terrorizzata all'idea che lui vivesse quel che avevo vissuto io, con una madre isterica, manesca, aggressiva, che gli scaricava addosso le sue frustrazioni. e che lui avrebbe un giorno disprezzato...anche se ora le cose fra me e mia madre vanno un pò meglio, c'è stato un periodo in cui l'ho odiata...un periodo in cui venivano a casa poliziotti, assistenti sociali e anche carabinieri a dividerci. ancora oggi se ripenso che ho messo le mani addosso a mia madre, malgrado lei sia una donna impossibile, mi trema il cuore e me ne vergogno profondamente.
Io in depressione post-partum ci sono entrata in pieno a pochi giorni da un parto meraviglioso, mi son chiusa in me stessa e non ho detto a nessuno cosa covavo fino a quando sono esplosa in un pianto disperato ed anche in reazioni poco civili nei confronti del mio compagno.
Il problema, quello grosso, è che nessuno ha saputo cosa fare.
Mia madre, mia suocera e purtroppo anche mio marito.
in effetti a me è andata in modo simile. stavo male, malissimo...ma nessuno se n'è accorto. o forse io non l'ho mostrato, non so. sta di fatto che la depressione post-parto viene vissuta quasi come una vergogna, perchè ci "obbligano" ad essere felici della nascita di nostro figlio.
Allora mi sentivo fin troppo madre nel senso che quel ruolo me lo sentivo stretto, soffocante. Una responsabilità troppo grande (e come te la bimba l’avevo cercata) che non riuscivo a condividere con mio marito
mi sono resa conto che l'aver cercato il bimbo mi ha messo addosso una maggiore responsabilità e quindi sofferenza: l'avevo voluto, quindi non potevo prendermela con nessuno. e mio marito, sballottato dai miei malumori, sembrava in alto mare, completamente spaesato, soprattutto perchè non eravamo in sintonia riguardo i sentimenti per il piccolo.
tutti siamo il prodotto di sbagli o decisioni dei ns. genitori ed ingerenze dall’esterno
è vero, è un circolo vizioso. spesso ho pensato che io potevo rompere questa catena infinita di sofferenza, e lo penso ancora. e forse ci sto riuscendo, se non altro mi sforzo. il mio pnesiero fisso in clinica era questo: non devo essere come mia madre.
e la conseguente scelta, da quattordicenne, di "fidanzarmi" con un ragazzo che si è poi rivelato un pazzo, che mi ha costretto a violenze di ogni genere, inimmaginabili, fino a quando, a 19 anni, sono riuscita a "liberarmi".
ankio ero finita in una storia orribile, con una persona ossessiva, che, fra le altre cose, mi picchiava spesso.
mi hanno detto che è tipico di chi è stato picchiato troversi a stare con persone manesche, sempre per quello strano gioco di ripetizione dei ruoli.
una volta, durante il periodo più buio, poco prima della clinica, avevo una rabbia tremenda verso mio marito...e gli chiesi di picchiarmi. cioè, fui io! volevo essere punita, di cosa non so. ovviamente lui non si sognò neanche di fare una cosa del genere...è la persona meno violenta che conosca. mentre io, spesso, mi facevo del male da sola perchè non riuscivo a contenere la rabbia verso me stessa.
Continuavo a ripetermi che stupida vigliacca ero stata a non sapermi difendere, a non chiedere aiuto a nessuno, a pensare che non avrei avuto mai una fuga, al dolore della solitudine.E non riuscivo a capire come un essere umano potesse essere così violento, pensavo che forse se mio padre e il mio ragazzo mi trattavano in quel modo forse allora davvero lo meritavo
sì, pensi di meritarlo, perchè cresci convinta di non valere nulla...a volte lo penso ancora, purtroppo. razionalmente so che non è così, ma, come ho già detto, istinto e ragione spesso non camminano insieme.
Nessuno è mai perduto, nessun bambino è mai senza speranza, e te lo dico non solo come neomamma ma come insegnante, il mio mestiere, che di situazioni di bambini sofferenti ne ha viste un po'
siamo davvero molto simili...ankio sono un'insegnante. o meglio, lo sarei, se volessi tornare a lavorare, un giorno...
comincio a credere davvero di avere ancora speranza con manuel, ma voglio anche credere che questo non sia un momentaneo attimo di ottimismo...vorrei crederci davvero, fino in fondo.
La mia prima figlia è arrivata nove mesi dopo il matrimonio. Quando aveva tre mesi siamo andati una settimana al mare a festeggiare l'anniversario. ne avevo bisogno. Se non lo avessi fatto me lo sarei portata a dietro per sempre. Molti mi hanno considerata pazza, qualcuno mi ha giudicato male. Ma a me serviva.
anche noi a volte l'abbiamo lasciato per qualche giorno...se serve a riprendersi sono dell'idea che fa bene anche a lui. anche se un pizzico di senso di colpa l'abbiamo comunque provato.
a volte rimpiango la vita delle mie amiche senza figli, sono libere di far tardi, di partire per i vari erasmus, io invece sono qui BLOCCATA, a volte non voglio prendere in braccio mia figlia, l'ammollo al primo che passa, le volto la schiena nel letto. a volte la lascio lamentarsi. a volte la sgrido e mi sento subito in colpa. a volte vorrei buttarla dalla finestra.
come condivido queste tue parole...il mio pschiatra in clinica mi disse che è tutto normale, anche se li amiamo alla follia. questo pensiero mi fa star bene, ma al tempo stesso continuo a sentirmi in colpa :(
sono cresciuta con un senso di famiglia particolare, amo tante persone e da loro sono stata amata. questo l'ho scritto perchè nella tua lontananza di un mese altri sono stati col tuo bimbo: io cresciuta nella mia "famiglia italiana" ma non ho mai smesso di amare mia madre.
questo mi dona profondo sollievo, credimi...perchè, pur avendolo voluto "mollare" tante volte per stare rilassata, perchè ero stanca ecc...sono sempre stata e continuo ad essere un pò gelosa. a volte temo che lui vorrà più bene alla nonna(per la quale, fra l'altro, non nutro il massimo della stima). il fatto però che amerà tante persone...questo è molto bello, io avrei voluto essere così, almeno forse mio figlio ci riuscirà e sarà una persona più serena ed equilibrata di me.
IO: " è un pò viola"
Mio Compagno: "ma nooo. e- rosa
io > sembra Smigle (quello del signore degli anelli, il mostriciattolo), una prugna!
oddio, questa mi ha fatto troppo ridere...sono qui che mi sbellico da sola...se mi vedessero, mi prenderebbero per matta :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
beh, c'entra smigle...è il tuo..."tessssssoro" :mrgreen:
Ebbene sono passati quasi 11 mesi e la mia prugna mi ha riempito la vita....finalmente! anche se ogni tanto vorrei prendermi una vacanza!
sì, finalmente ankio incomincio a "inebriarmi" di mio figlio...e continuo, in ogni caso, a sognare una vacanza :)
Invece è stato tolto con la ventosa, non ho fatto a tempo a chiedere che non staccassero il cordone - ero pronta a farlo e ci tenevo tantissmo- che l'ho visto già tagliato e invece di darlo a me l'hanno dato alneonatologo. dopo un pò me l'hanno portato avvolto in una traversa e lasciato li 3 minuti, dopo mihanno mandato in sala operatoria con anestesia generale. insomma, stò piccolo l'ho visto poi nel pomeriggio dopo ore, e non ero nemmeno in grado di gestirmelo e tenerlo in braccio da sola senza paura che cadesee- post anestesia nelle prime ore - e per il dolore in seguito.
mi dispiace molto per questa tua esperienza, anche per quello che hai scritto sopra. ma forse hai ragione, queste sono prove che devono servire a qualcosa.
Che dire, che Manuel e' un maschietto e che, crescndo, si identifica sempre piu' con il genitore del suo stesso sesso, forse anche per questo si allontana da te. Che rapporto ha con il padre, a proposito?!?
idilliaco. suo padre è la dolcezza, la pazienza e la tolleranza fatte a persona. è rarissimo che lo sgridi o che sia severo col figlio. cmq credo ci sia un buon rapporto fra loro anche perchè si somigliano come temperamento.
E' assai socievole, sta bene con tutti e la mamma sua (io, per inciso) fa sempre piu' spesso da tappezzeria e tiene a bada la gelosia perche' va bene cosi, lei e' fatta cosi e devo rispettarlo.
idem. io ero felice all'idea di non avere un figlio mammone, che piangesse appena mi allontanavo come vedo fare a tanti bimbi. ma qui mi pare che si esageri :roll:
Meraviglioso e con il volto disteso e simpatico, indice di un bimbo sereno, nonostante i patemi materni
è quel che ho sempre pensato ankio. mi domando come faccia ad essere così splendente.per me, è un essere superiore.
cerca di vagliare se Manuel soffra di gelosia per la sorellina,
a noi sembra di no...anzi è molto dolce con lei. spero di non aver capito male.

francesca, grazie per avermi riportato un pezzo del tuo parto. è vero, le nostre esperienze sono simili, si dimentica, ma in realtà...non si dimentica!
bellissime le filastrocche, grazie!

shanti70
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Re: io e manuel

Messaggio da shanti70 » dom apr 13, 2008 2:48 pm

Ciao Miria il tuo bambino è dolcissimo oltre che bellissimo.
La tua storia tocca profondamente il cuore.
Quello che mi sento di dirti è:"cancella il passato e vivi il presente!" tuo figlio è ancora talmente piccolo che hai tutto il tempo di donargli le tue attenzioni, il tuo amore e le tue attenzioni.....
A te sembra che lui possa fare a meno di te, ma secondo me non è cosi'....un figlio AMA la mamma sempre e comunque!!
Non preoccuparti per il passato, a tutto c'e' un rimedio, non disperare...la disperazione non ti puo' portare a nulla!
Costruisci con lui piccoli passi, poco per volta, aggiungi ogni giorno un mattone al vostro rapporto.
Hai fatto luce su cosa t'induce o ti ha indotto ad essere cosi' cn tuo figlio?? solo il parto ?? sei sicura? cerca di approfondire...magari troverai anche li' la soluzione o magari solo ignorando il passato e cercando di costruire nel presente per il futuro e il bene del tuo piccolo passerotto.
Lui aspetta i tuoi abbracci, le tue coccole.
Anche io h o piu' o meno un rapporto cosi' ora con mio figlio che ha 12 anni....in passato eravamo molto uniti....ora non riesco a coccolarlo o a dargli parole dolci....perche' mi contesta e mi critica sempre e cio' mi ferisce tanto...e cosi' mi blocco ogni volta che cerco di andargli incontro.....e questo mi fa stare tanto male perche' lo amo e vorrei dargli di piu'....
Per il tuo Manuel non è affatto troppo tardi, Miria.....prendi anche lui nel lettone con voi, anche se ha due anni, è piccolo ancora e necessita delle tue attenzioni cosi' come la sorella.
ti abbraccio e Vi auguro tutto il bene del mondo.
Affidati nelle mani del Signore e Lui ti aiutera', chiedigli di darti PAZIENZA e di suggerirti la VIA.

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