marino70 ha scritto:
Non ho grande padronanza dell'inglese, ma qualora il paziente affetto da AR non evidenzi alterazioni nei valori riportati dall'articolo ( se non ho capito male IGA-IGM e colesterolo LDL) quale potrebbe essere il beneficio di tale dieta? In quali termini il glutine riveste carattere infiammatorio?
Grazie
Scusa per il ritardo,
allora, la ragione per cui lo studio è stato organizzato è che esiste un legame tra l'artrite reumatoide (AR) ed il rischio di morbidità di origine cardiovascolare, ed anche con la frequenza di ateroma. Come si sta evidenziando negli ultimi 15 anni e più, varie patologie che una volta venivano trattate come entità discrete sono sempre più accumunate da meccanismi patogenici comuni: artrite reumatoide e disordini autoimmuni in genere, insulino resistenza, diabete tipo 2, aterosclerosi e malattie cardiovascolari collegate, ecc. Il problema di fondo è multicausale, evolutivo (nel senso che non basta per descriverlo una semplice catena causale o anche policausale, ma serve, come nel caso dei tumori, trattare i vari fattori di rischio come variabili che possono o meno esseere selezionate, ed entrare in combinazione con altre), ma è chiaro che il tema è quello della infiammazione cronica. In più nei pazienti con AR c'è la tendenza statistica a presentare un profilo lipidico disregolato (bassi/norm. LDL, bassi HDL e altri trigliceridi), comparabile a quello che si riscontra in altri disordini infiammatori e/o infettivi, suggerendo per l'appunto un legame tra processi infiammatori e dislipidemia (ecco il razionale per testare una dieta vegana, ricca in AG polinsaturi con la potebzialità di spostare l'equilibrio della cascata prostaglandinica/leucotrienica dal polo proinfiammatorio verso quello meno infiammatorio). La fosforilcholina (PC) è un fattore immunogenico ed i fattori anti-PC (IgA e IgM) sono legati a prognosi più favorevole in caso di AR, e la esclusione del glutine
I risultati dicono che il fattore più importante er l'andamento della malattia non sono stati i cambiamenti nei livelli di LDL HDL o triglieridi, bensì la riduzione di LDL ossidati, che sono collegati con la riduzione del fenomeno patologico perchè essi sono alla base della disregolazione epiteliale e piastrinica, e della infiammazione.
La ragione per l'eliminazione del glutine è che esso, e la reazione che esso può scatenare a livello immunitario, è collegata (anche se in maniera ambigua) con un profilo di immunoglobuline ad effetto negativo sull'andamento di AR e malattie cardiovascolari (proinfiammatorio, proaggregante, ecc.).
Quindi concludo che in pazienti con AR e dislipidemia, e magari con profilo IgM e IgA disturbato, questa dieta sembra offrire uno strumento in più per la riduzione dei fenomeni ossidativi, proinfiammatori, immunitari, ma che nulla indica che essa non sia utile anche in quei pazienti che non mostrano tali modificazioni dei valori ematici, data la probabile base comune di questo spettro patologico.
Se quindi vuoi sapere se sarebbe una buona idea per una persona con AR indirizzarsi su un regime dietetico di questo tipo, io direi di si.