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STATI UNITI. CORTE SUPREMA ESAMINERA’ CASO

Inviato: lun dic 20, 2004 11:24 am
da Fabio
STATI UNITI. CORTE SUPREMA ESAMINERA’ CASO DI CONDANNATO A MORTE MESSICANO
17 dicembre 2004: il caso di Jose Medellin, cittadino messicano detenuto nel braccio della morte del Texas, sarà esaminato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, ha reso noto il 10 dicembre la Corte stessa.
Il 31 marzo la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ha ordinato agli Usa di rivedere i casi di 51 messicani, tra cui Medellin, detenuti nei bracci della morte statunitensi,.
Per la Corte infatti gli Stati Uniti hanno violato la Convenzione di Vienna non avendo informato i messicani, dopo l’arresto, del loro diritto di contattare il proprio consolato.
In base alla Convenzione inoltre, i funzionari statunitensi avrebbero dovuto informare i consolati del Messico degli arresti effettuati.
Medellin è stato arrestato a Houston nel 1993, in relazione all’omicidio e stupro di due ragazze, e condannato a morte l’anno successivo
La Corte Internazionale non può costringere le autorità Usa al rispetto delle proprie decisioni, ed il Governo statunitense ha lasciato che siano i singoli Stati dell’Unione a decidere sui 51 cittadini messicani. Il Texas si è rifiutato di rivedere i casi dei messicani prigionieri nel suo braccio della morte.
La Corte Suprema esaminerà il caso di Medellin probabilmente a marzo 2005, e prenderà una decisione entro la fine di giugno.
Il 14 dicembre il Death Penalty Information Center (DPIC), associazione americana che si batte contro la pena di morte, ha reso pubblico un rapporto secondo il quale il numero di esecuzioni praticate e di condanne capitali emesse negli Usa è diminuito nettamente negli ultimi cinque anni.
Le esecuzioni sono diminuite del 40 % circa, passando dalle 98 nel 1999 alle 65 nel 2003.
Le condanne a morte sono calate del 50 %, passando dalle 282 nel 1999 alle 144 nel 2003.
Il 2004 dovrebbe far registrare un ulteriore calo. Stando agli ultimi dati infatti, le persone giustiziate fino ad ora nel 2004 sono state 59, di cui l'85 % negli stati del sud.
Per Richard Dieter, direttore del Dpic, il calo delle condanne a morte è dovuto anche all’accresciuto timore, da parte delle giurie popolari, di condannare innocenti.
Sondaggi effettuati negli Usa registrano l’aumento del numero di cittadini che alla condanna capitale preferiscono la condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà sulla parola.
Per saperne di piu' : http://www.deathpenaltyinfo.org/

Inviato: lun dic 20, 2004 11:48 am
da alFaris
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