domanda interessante.
innanzitutto io credo che sia l'offerta a creare la domanda e non viceversa. ergo, se fossimo rimasti in un mondo naturale non avremmo bisogno di internet o della lavastoviglie, allo stesso modo in cui i nostri antenati primitivi non sentivano il bisogno dell'intercooler e del decoder. credo di aver reso il concetto.
non essendo particolarmente legata a beni di consumo - pur consumandone e percependone la comodità, intendiamoci -, credo che mi adatterei benissimo in un'ipotetica vita primordiale. anzi, ci voglio fantasticare su (sognatrice sono e sognatrice rimango) e immaginare come impiegherei il mio tempo.
per prima cosa, da inguaribile solitaria quale sono, sono molto intrigata dalla vita comunitaria, che la società moderna ha completamente cancellato. in via sperimentale, come vivremmo in comunità? ci sentiremmo meno soli? ci sentiremmo meno liberi? bando ai capi tribù, immagino una comunità orizzontale, priva di gerarchie ma non di ruoli, ovvero tu sei specializzato in questo e fai questo, tu hai doti in quello e fai quello, ma ognuno può insegnare quello che sa fare ad altri. una comunità di mutuo soccorso. ci vuole un guaritore, uno sciamano, un vecchio saggio a cui rivolgersi in caso di calamità, malattia, sofferenza; un grande depositario di saperi universali e conoscenza della natura.
costruirei la mia casa in legno con tetto in corteccia di betulla e muschio, come ne ho viste in finlandia. ricordo però che per ridurre un tronco in assi occorre mazza, cuneo, scure e segone.
mi scalderei con un promordiale focolare su cui scaldare i cibi in pentole di terracotta. occorre costruire un tornio. dormirei su un comodo sacco pieno di foglie secche, ricordando però che per tessere la tela del sacco occorre come minimo coltivare lino o canapa (quindi sottrarre terreno alla foresta), metterli a macerare, filarli e infine tesserli. il telaio sarà fatto in legno, quindi occorre tagliare la legna. opto perciò per un taglio razionale, ogni 10 anni, possibilmente in luna calante per evitare il tarlo. per ottenere un ago occorre costruire un crogiolo in cui fondere ferro o, meglio, bronzo.
mi ciberei di frutta spontanea, funghi, radici, semi, tra cui quelli di lino che devo coltivare per avere la fibra. i semi di lino macinati danno un olio che si può bruciare per avere luce.
passerei il mio tempo dormendo, stiracchiandomi e facendo esercizi benefici, coltivando, raccogliendo frutti, chiacchierando, nuotando, arrampicandomi sugli alberi, contemplando, cucinando, danzando con le persone, celebrando riti e ringraziamenti alla natura.
mi mancherebbe molto una cosa, la musica. niente di migliore dell'arrangiarsi e inventarsi degli strumenti musicali con ciò che si trova in natura, gusci, pietre, legni.. la musica ambient è la mia passione e credo che fare musica coi suoni della natura sarebbe il mio passatempo preferito. naturalmente bando a pelli animali per tamburi e corde di budello per strumenti a corda.
detto questo, ci dobbiamo ricordare che Homo è un animale faber, tecnologico, e che vuole sempre sapere di più, scoprire, inventare. e che, dunque, i progressi tecnologici, così come la storia ci ha insegnato, sarebbero inevitabili, pena la morte per inedia.