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Spaesamento DIET-ETICO
Inviato: sab gen 26, 2008 2:23 pm
da gerardo
Avevo anche scritto tempo fa che davanti a un programma sulla nostra cucina tradizionale ero diviso tra perplessità e nostalgia ( più che altro della mia giovinezza). Adesso invece se sul Gambero rosso di Sky cucinano anche un innocuo risotto, magari pure vegano, provo lo stesso senso di estraneità che avrei davanti alla preparazione di un piatto di insetti fritti alla thailandese e la cosa un poco mi preoccupa. Frequentando questo forum ho visto che in genere l'impulso parte da un'esigenza etica a cui segue quella salutista. Io ho fatto il contrario ed essendo stata la mia etica ad adeguarsi alla mia dietetica, ora mi trovo su posizioni estreme, la cosa mi piaccia o meno. Già non sono un compagnone e sentirsi un thailandese in Italia ( o viceversa) richiede il massimo di quella forza d'animo che per fortuna il crudismo assicura...e sperem

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Re: Spaesamento DIET-ETICO
Inviato: lun gen 28, 2008 10:00 am
da susi_violante
gerardo ha scritto:Avevo anche scritto tempo fa che davanti a un programma sulla nostra cucina tradizionale ero diviso tra perplessità e nostalgia ( più che altro della mia giovinezza). Adesso invece se sul Gambero rosso di Sky cucinano anche un innocuo risotto, magari pure vegano, provo lo stesso senso di estraneità che avrei davanti alla preparazione di un piatto di insetti fritti alla thailandese e la cosa un poco mi preoccupa. Frequentando questo forum ho visto che in genere l'impulso parte da un'esigenza etica a cui segue quella salutista. Io ho fatto il contrario ed essendo stata la mia etica ad adeguarsi alla mia dietetica, ora mi trovo su posizioni estreme, la cosa mi piaccia o meno. Già non sono un compagnone e sentirsi un thailandese in Italia ( o viceversa) richiede il massimo di quella forza d'animo che per fortuna il crudismo assicura...e sperem

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Ciao Gerardo,
beato te!
Io, nonostante sia vegan da circa 10 anni per motivi etici e da circa 2 sono crudista al 80-90 % non provo il tuo stesso senso di estraneità, anzi so che sono ancora purtroppo mentalmente attratta da cibi amidacei (è duro sconfiggere questa dipendenza). Non mi è successo invece quando ho tolto di mezzo i poveri resti di un amico animale, forse perchè consapevole della loro sofferenza.
Non capisco poi il discorso che fai sul sentirti estraneo in Italia per non desiderare il cibo che la massa ingurgita. Si può benissimo partecipare alle cene (andando magari già un po' sazio) mangiando delle belle insalate o della frutta fresca. Ma forse non ho ben capito a cosa ti riferisci.....
Susi
Re: Spaesamento DIET-ETICO
Inviato: lun gen 28, 2008 9:45 pm
da gerardo
Il senso di estraneità a cui non ero del tutto preparato non è tanto davanti a un piatto cucinato ma alla sua preparazione. Intendo dire che l'elaborazione alimentare è, e soprattutto è stata, parte non indifferente di quella capacità di base dell'intelligenza collettiva di assicurarsi, a volte con modi davvero ingegnosi, i mezzi di sostentamento. Siccome per me il saper lavorare è uno dei pochi valori su cui metterei la mano sul fuoco, il non comprendere più le ragioni stesse di quell'intelligenza, che fa parte anche della mia storia, mi costringe in qualche modo a ridefinire la mia stessa identità biografica. E scusa per i paroloni ma non volevo farla troppo lunga.
Re: Spaesamento DIET-ETICO
Inviato: mar gen 29, 2008 9:43 am
da susi_violante
gerardo ha scritto:Il senso di estraneità a cui non ero del tutto preparato non è tanto davanti a un piatto cucinato ma alla sua preparazione. Intendo dire che l'elaborazione alimentare è, e soprattutto è stata, parte non indifferente di quella capacità di base dell'intelligenza collettiva di assicurarsi, a volte con modi davvero ingegnosi, i mezzi di sostentamento. Siccome per me il saper lavorare è uno dei pochi valori su cui metterei la mano sul fuoco, il non comprendere più le ragioni stesse di quell'intelligenza, che fa parte anche della mia storia, mi costringe in qualche modo a ridefinire la mia stessa identità biografica. E scusa per i paroloni ma non volevo farla troppo lunga.
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Appunto: senza farla troppo lunga possimao dire che questa società ci ha programmato per distrarre la nostra attenzione dai problemi reali del mondo facendoci perdere tempo e forze in lavori non solo inutili, ma anche dannosi.
La lunga preparazione dei cibi insita in noi come cultura collettiva non è necessaria - ed oggi lo sappiamo - per assicurarci i mezzi di sostentamento, perciò questo ingegno, questa intelligenza, possiamo riservarlo ad azioni e lavori più nobili.
Ciao,

Susi