galadriel ha scritto:...un pò sono io fuori fase ma mi trovo in difficoltà sulla risposta da dare.... Suggerimenti?
Probabilmente i farmaci letali sugli animali non vengono neanche poi sperimentati sull'uomo e non se ne sa niente. Queste ricerche vengono lasciate perdere. Però questi farmaci letali sugli animali non è detto che poi non potrebbero risultare efficaci sull'uomo come è successo per la penicillina. Se ci fosse stato il tempo di sperimentarla su animali, probabilmente le ricerche in questa direzione si sarebbero fermate e noi non ne sapremmo niente, oltre a non avere la penicillina. E' chiaro che le ricerche che vengono interrotte perché si pensa che siano poi dannose per l'uomo, non vengono neanche divulgate (e nel contempo le case farmaceutiche non possono poi pararsi il culo nel caso di un processo dicendo che sugli animali aveva funzionato. Nel caso opposto, se sugli animali non è nociva o letale, ma risulti invece letale per l'uomo, possono sempre dire che sugli animali si era dimostrata innocua. Dei centomila morti negli USA in un solo anno a causa di medicine che si sono poi rivelate letali per l'uomo a loro non importa). Però bisognerebbe sentire Massimo.
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http://www.novivisezione.org/info/50disastri.htm
45. Nonostante l'inefficacia della penicillina nei conigli, Alexander Fleming usò l'antibiotico su di un paziente molto grave dal momento che non aveva altro con cui provare. Per fortuna i primi test Fleming non li fece su cavie o criceti perché la penicillina li uccide. Howard Florey, il premio Nobel a cui si co-attribuisce la scoperta della penicillina disse: "Che fortuna che non avessimo questi esperimenti su animali, negli anni '40 perché altrimenti la penicillina non avrebbe mai ottenuto una licenza e, probabilmente, l'intera gamma degli antibiotici non sarebbe mai stata realizzata."
46. Il rilascio del Fluoride, un farmaco che previene la carie, fu posticipato perché causava cancro nei topi. [60][61][62]
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E soprattutto digli che tanti medici e ricercatori stessi, non credono loro stessi nella vivisezione tanto che la fanno in contemporanea alla sperimentazione sugli uomini:
http://www.agireora.org/modules.php?op= ... =0&thold=0
Articolo del
British Medica Journal:
Dove sono le prove che la ricerca su animali sia utile per l'uomo?
L'articolo, pubblicato su una delle piu' prestigiose riviste scientifiche internazionali, a cura di vari ricercatori delle universita' di Londra, di Edinburgo, di Yale e di Boston, e' un potente attacco all'uso di animali nella ricerca di base e applicata.
Il testo completo, tradotto in italiano, si trova alla pagina
http://www.novivisezione.org/info/bmj20040228.htm
Da questo testo emergono chiari i "difetti" della sperimentazione animale. Vengono messe in luce varie mancanze nell'effettuazione delle prove su animali (analisi statistica inadeguata, esperimenti non effettuati in cieco e non corretta applicazione del principio di scelta casuale, ecc.), la loro mancata applicabilita' all'uomo, nonche' la mancata effettuazione di "verifiche sistematiche" prima di intraprendere un esperimento su animali: mentre per la ricerca clinica su umani, prima di iniziare uno studio un ricercatore deve dimostrare di aver eseguito ricerche sulla letteratura esistente per far vedere che quell'esperimento e' davvero necessario e non e' gia' stato fatto, per le prove su animali questa verifica preventiva non viene fatta.
Ma soprattutto emerge chiarissimo che nemmeno i vivisettori stessi ci credono: da varie "verifiche sistematiche" (cioe' rassegne su un insieme di studi su animali sullo stesso argomento) esaminate dagli autori dell'articolo emerge che spesso i test sugli umani vengono svolti indipendentemente dal risultato ottenuto su animali (se sull'animale una tecnica non funziona, sull'uomo viene provata lo stesso), ed inoltre i test su animali e sugli umani vengono svolti
IN PARALLELO!
Se gli sperimentatori credessero in cio' che fanno, eseguirebbero PRIMA i test su animali e, solo DOPO, e se i risultati su animali sono incoraggianti, eseguirebbero le stesse prove sull'uomo!
Cosi' non accade. Questo, insieme al fatto che non esistono dimostrazioni scientifiche convincenti che la sperimentazione su animali sia utile agli umani, e assiema al fatto che le ricerche di base su animali ricevano una quantita' di fondi pubblici MOLTO superiore alle ricerche cliniche sui pazienti umani getta una luce di forte sospetto su questa pratica.
Un attacco cosi' potente sulle pagine di una rivista medica internazionale e' senz'altro un ottimo segno della difficolta' che ha la sperimentazione animale ad essere una pratica ancora scientificamente sostenibile.
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http://www.promiseland.it/forum/viewtopic.php?t=2648
I medici temono che gli esperimenti animali siano pericolosi per i pazienti
La maggioranza dei medici di medicina generale mette in dubbio il valore scientifico dei test animali, l’82% è preoccupato per la sicurezza dei pazienti.
(il testo prosegue. Leggilo)
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http://www.promiseland.it/forum/viewtopic.php?t=2149
Nel nono post, quello di RFL, si dice tra l'altro:
- Alcuni test hanno dimostrato che sostanze chimiche che hanno provocato il cancro nei ratti hanno avuto lo stesso effetto sui topi solamente nella metà dei casi. Tirare ad indovinare avrebbe avuto risultati simili. Se i risultati sui ratti sono così inattendibili per un animale così simile come il topo, come possono essere attendibili per gli umani?!
- L’utilizzo dei ratti e dei topi per verificare cosa è carcinogenico per gli umani ha avuto una percentuale di successo di circa il 37%, molto inferiore a quanto ci si potesse aspettare andando a caso.
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Questo ha detto un ex direttore di Biostatistica in un centro di ricerca sul cancro:
"Quando facevo ricerca sul cancro, non ho mai visto una valida asserzione che la ricerca sugli animali abbia provveduto alcun reale beneficio per i pazienti umani malati di cancro. … Per qualche piccolo progresso, ci sono delle ambiguità. Lo studio delle droghe sugli animali, ad esempio, ha dato risultati positivi su certi animali e risultati negativi su altri – che è il risultato che di solito si ottiene con la ricerca sugli animali".
Irwin D. Bross, PhD, ex direttore di Biostatistica al the Roswell Park Memorial Institute per la Ricerca sul Cancro: citato da Jean S. Greek, DVM, and C. Ray Greek, MD, “Cosa faremo se non sperimentiamo su animali?” (Victoria, BC, Trafford, 2004), p.112.
http://vivisection-absurd.org.uk/indexf.html
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Ma intanto continuano a farla. I ricercatori i loro interessi li hanno. Non certo l'interesse per la vita degli animali che intanto per loro sono delle cose, o degli uomini che dovrebbero salvare. Non so se hai mai letto del DL50 o visto qualche filmato su come trattano gli animali che devono essere sottoposti a vivisezione. Quella è tutta gente da mettere come minimo in isolamento, per essere gentili.
Senti cosa dice un ex vivisettore (ex solo per l'età). E' tratto da
I gatti di Hill Grove
... Natasha citava le parole del Professor Feldberg, il noto vivisettore londinese: "Essere un vivisettore è come essere un criminale".
... In un video girato di nascosto nel corso di un'indagine che finalmente mostrò al pubblico il volto del vivisettore, all'età di 89 anni, Feldberg dichiarò: "Come sono fortunati coloro che possono dedicarsi alla ricerca per tutta la vita; per quanto a lungo vivano, muoiono sempre giovani. La ricerca ti mantiene vivo. E' come essere un criminale e divertirsi a compiere crimini, ti mantiene vivo".
Digli anche che i mezzi per sperimentare sull'uomo ci sono. Solo che sperimentando sull'uomo non potrebbero più dimostrare tutto e il contrario di tutto come con gli animali. Perché non accettano i metodi sostitutivi alla vivisezione? Perché non approfondiscono gli studi sulle staminali che ora possono essere prese dal cordone ombelicale e diversi altri organi quali il midollo, il sangue? La malafede dei vivisettori è dimostrata dal fatto che già ora il 40% degli animali uccisi in Italia lo sono per allestire colture cellulari, viene proposto di usare le staminali umane adulte, non embrionali (le cellule staminali embrionali devono essere coltivate su uno strato di fibroblasti di topo irradiati e successivamente inoculate in animali da esperimento, di solito ancora topi, per stimolarne la differenziazione), ma adulte. Recentemente si è scoperto che esistono cellule staminali adulte pluripotenti nel cervello, nel midollo osseo, nel sangue del cordone ombelicale e in vari organi.
Non riesco nemmeno ad immaginare il giro d'affari che c'è sotto e tutte le manovre per fare arrivare i soldi dove vogliono. Aveva tentato di spiegarmelo uno che, pur facendo un altro lavoro, si era trovato in un laboratorio. Ogni volta che intavolavo l'argomento dava fuori di testa per il ricordo di quello che aveva visto, e io non sono mai riuscita a capire bene.
Speriamo che quest'anno inizi bene e presto Massimo ci porti buone notizie.
Nel frattempo prova a leggerti questi racconti:
http://www.vitadacani.org/home/dl4.htm
http://www.oltrelaspecie.org/vi3_malaparte.htm
Ciao